31 luglio 2017

Scalfari e il suo editoriale di oggi su Repubblica

Sulla " La Repubblica " di ieri era pubblicato il solito editoriale di Eugenio Scalfari intitolato " Macron ha in mano l' Europa e Renzi come risponde ? " . Dirò senza giri di parole che preferisco e di gran lunga gli articoli di Scalfari dove dominano le emozioni ed i ricordi ,piuttosto che quelli ,dove indossa le vesti " dell' analista ". La Sua analisi del quadro europeo collegato a quello del nord-Africa,a quello interno della Francia ed al corrispondente quadro politico italiano ,mi sembra un potpourri . Egli dice che Macron sarebbe l'erede di De Gaulle ,a sua viltà erede di Richelieu, Mazzarino ,del Re Sole di Luigi XIV . Ma andiamo ! A parte i paragoni storici senza senso ,sono passati diversi secoli, ed il mondo ,l'Europa ,la Francia sono cambiati . Il punto è che Macron è stato eletto da una minoranza di francesi . La maggioranza di quegli elettori o non l' ha votato ,oppure è rimasto a casa. Egli è piuttosto il prodotto di una lobby di tecnocrati e di affaristi ,che hanno la pretesa di occuparsi di alta politica. Credo che si tratti più o meno di quello ,che è accaduto negli USA con " The Donald ". Un'apprendista stregone  elevato allo scanno più alto della Ditta." Per fare politica che lasci un segno costruttivo ,occorre di più. La questione del Nord Africa. Scalfari affronta la questione ,facendo credere ci sia tra : Francia ed Italia uno scontro ideologico e di alta strategia politica . Io credo che la questione sia più prosaica . La Francia che non riesce a liberarsi da un approccio colonialista ,cerca di arginare comunque la prassi  politica di un' altra nazione ,che si affaccia nel Mediterraneo ,l' Italia nel caso di specie. Il punto vero ,non mi sembra tanto la determinazione di Macron ,quanto la debolezza politica e la debole determinazione italiana . Noi siamo bravi a farci mettere " i piedi in faccia " . Noi non andiamo in Libia od in Nord Africa ,perche' ci piace , perche' ci piace andar a dettare legge a Casa degli Altri . Noi sentiamo il bisogno di intervenire in Libia ad esempio perché dobbiamo affrontare il problema dei migranti ,perché dobbiamo evitare che quelle zone diventino il terreno fertile di un caos fondamentalista musulmano incontrollabile , perché sentiamo come italiani il dovere di salvare tante vite umane, che rischiano di affogare in mezzo al mare. Tutto si può dire dell' Italia e degli italiani ,tranne che con "  Mare Nostrum ",non abbiano aiutato e salvato migliaia e migliaia di vite umane. Forse a qualcuno questa bella iniziativa ,che sicuramente ha accresciuto la considerazione dell' Italia ,non e ' piaciuta . Afferma Scalfari infine che Renzi ,che lui considera uno " Statista " ,??? ....dovrebbe cercare l' alleanza di : Prodi ,Letta e Veltroni ....? Ma, si rende conto il buon Scalfari di cosa parla ?  Enrico Letta è stato tradito ed umiliato da Renzi ,la stessa cosa in parte il " seduttore di Rignano sull' Arno " ha fatto con Prodi . Anche in politica non si può accoltellare con una mano e salutare con l' altra. Il tempo dei Medici e degli Sforza , la congiura dei Pazzi , sono roba del passato . In politica oggi più di ieri ,occorre coerenza e serietà e lungimiranza costruttiva . Sono tutte doti che Renzi non possiede . Scalfari non percepisce che il futuro politico del nostro Paese ,non si giocherà alle prossime politiche ,con la " discesa in campo " di stelline e calciatori ma sulla base di seri programmi politici per restituire sovranità e benessere  al popolo elettore ,che in questi brutti anni di crisi ,è stato impoverito ,tradito e imbrogliato da una politica ,miope ,debole, incapace . La rimonta dei Laburisti inglesi , la affermazione di Bernie Sanders negli USA , dimostrano che se le Sinistre sanno ritrovare gli argomenti politici e le ragioni della loro funzione ,hanno ancora un ruolo forte e determinante nelle nostre democrazie . Non sono i giovanotti vestiti in modo azzimato con la cravattina nera di tendenza ,che cambieranno la Storia ,invero ci vuole molto, molto di più.
Luca Giordano per Tre Righe.

TRE RIGHE, le notizie e i protagonisti LUGLIO 2017



Roma Articolo 1 Muncipio per Municipio

Arrivati agli ultimi giorni di luglio, prima di andare in vacanza, facciamo il punto sul lavoro di questi mesi, che ci piace riassumere con la scheda che pubblichiamo sotto: Articolo Uno a Roma è cresciuto, i nostri comitati si stanno organizzando in tutta la città. E non finisce qui, a settembre avremo nuove sedi e nuovi appuntamenti. Intanto questa è la situazione attuale.



30 luglio 2017

Recensione film: MARIA PER ROMA regia di Karen Di Porto



Con Karen Di Porto, Andrea Planamente, Bruno Pavoncello Mia benedetta, Daniela Virgilio, del 2016.

 



 

Per l’esordiente Karen Di Porto, i giri in vespa per Roma sono dei chiari tributi al cinema di Nanni Moretti, cui la regista fa riferimento, ma ciononostante Maria per Roma risulta essere un film decisamente esilino. Nel mondo attuale di varie nuove professioni rientrano anche quelle mostrate nel film, dove la protagonista fa la key-holder e cioè colei che, avendo le chiavi di varie case-vacanza, mostra gli appartamenti agli affittuari e ne incassa le quote. Il suo è un mestiere che le permette appena di mantenersi senza però dover chiedere alla madre antiquaria, in grave crisi economica peraltro, un aiuto economico. Ma la vera ambizione di Maria è quella di recitare: ha girato vari provini ed è in attesa di qualche chiamata da registi o produttori. Forse il mondo del cinema può rappresentare ancora una modalità di espressione che ha a che vedere con la creatività.

La cagnetta Bea, un’anzianotta meticcia Jack Russel, è la compagna fedele delle scorribande di Maria, che non si ferma mai e continua ad andare su e giù nei percorsi privilegiati dai turisti, tra Campo De Fiori, Trastevere, Piazza Navona e i Lungoteveri.

Nel film sono mostrati cosa siano la precarietà, la ricerca continua di qualcosa e la mancanza di riferimenti sia affettivi (la famiglia non lo è più) sia come modelli di vita. Il film fotografa un certo tipo di gioventù attuale: frenetica, superficiale, insoddisfatta e inconsistente. Neanche il rapporto tra Maria e Cesare (travestitosi da Gesù per far fare i selfie ai turisti) costituisce un vero momento di gratificazione, è privo di passione e sembra essere più una solidarietà basata sulla condivisione del bisogno.

Peccato che la regista e protagonista non abbia preso esempio da film europei, più impegnati socialmente, e rimanga su standard un po’ troppo provinciali.

Roma d’estate in un’unica lunga giornata è il tema centrale del film e la città è la vera protagonista, peccato anche che non vengano sufficientemente sfruttati i colori e le luci (e cioè le ombre) che cambiano a seconda delle ore del giorno. L’inizio del film, come il rallenty del primo incontro tra Maria e l’agente immobiliare quasi una parodia del western all’italiana, promette qualcosa che invece non arriva mai, e di cui poi non v’è più traccia.

Le occasioni d’incontro con varie tipologie di turisti stranieri potevano essere altrettante occasioni di comicità, ma i tratti sono appena accennati, rimanendo timide caricature. Confidiamo comunque nella tenacia di Karen Di Porto aspettando una seconda occasione.

 


Ghisi Grütter

 

 

Chi governa l' Asia, governa il mondo

Dal quadrante del Sud Est Pacifico arrivano notizie sempre più preoccupanti . È di ieri l' ennesimo lancio di un missile balistico nord coreano ,capace di colpire ,portando una ogiva nucleare nel territorio metropolitano USA. La minaccia è senza precedenti . Forse è più grave di quella analoga che nel 1962 ,oppose Cuba agli USA e diede vita alla cd crisi di Cuba. Il mondo ,come ricorderete, si trovò ad un passo dalla guerra termonucleare. Oggi la situazione è forse peggiore. Altri stati possiedono armi nucleari e vettori missilistici . Essi però sono Paesi bene o male democratici ,e non minacciano nessuno in  modo continuativo di lanciare ,se provocati o minacciati le loro ogive nucleari ,come fa invece Pyongyang che purtroppo costituisce un cd Paese canaglia. Oggi gli USA realmente allarmati per bocca del Segretario di Stato Rex Tillerson hanno dichiarato in modo chiaro e solenne che ,non si faranno minacciare dalla Corea del Nord. Il fronte che fa capo agli USA ,ha il pieno appoggio tra gli altri di Giappone,Corea del Sud, Australia ,Nuova Zelanda ,Taiwan . In queste ore bombardieri USA B-1B decollati dalla base di Guam ,stanno sorvolando a bassa quota la penisola coreana. Il comandante della USAF del Pacifico ,Terrence O' Shoughnessy ha chiaramente affermato che gli USA sono pronti a difendersi e difendere i loro alleati nella regione ,costi quel che costi. Il problema purtroppo è più vasto ,più grave di quello che prima facie appare. Kim Jong-un è davvero come sostengono in tanti " Bimbo Minkia " ,un pazzo megalomane ,uno dei tanti in giro per il mondo . Un pazzo con il dito puntato sul grilletto di una " pistola atomica ",oppure è uno " utile idiota" disponibile a fare una guerra per procura contro gli USA ed i loro alleati nel Sud Est Pacifico per conto del nuovo Asse strategico che lega Mosca a Pechino ? Certo all' ultimo vertice del G20 di Amburgo in Germania ,sembrava che sulla crisi nord coreana si fosse profilata un' intesa tra : USA e Cina . Le cose purtroppo non sembrano andare così. In atto c'è una "sfida" strategica determinante di cui le tensioni del mar di Cina ad esempio legate all' arcipelago delle Spratly sono soltanto un aspetto. Le dichiarazioni fatte da Igor Korotchenko a nome del Presidente Putin confermano che Pechino e Mosca ,facendosi scudo e in qualche modo sostenendo la Corea del Nord contro gli USA ed i loro alleati ,puntino più in alto . Sembra che essi puntino ad un serio ridimensionamento USA nello scacchiere del Pacifico ed addirittura dell' Asia. Oggi in Asia si concentra : la maggior parte della popolazione mondiale ,della ricchezza mondiale ,delle materie prime mondiali . Chi controlla l' Asia ,governa il mondo . C' è in atto quindi una " sfida " per la supremazia strategica mondiale . I Cinesi ed i Russi ,alleati desiderano espungere con le buone ,se occorre con le cattive gli USA dal sud est pacifico oggi dall' Asia il più presto possibile . Chi perde questa sfida ,vedrà declinare velocemente il suo ruolo strategico e di potenza nello scenario mondiale . Nessun Paese accetterebbe di fare la fine del " Tacchino al Forno " ,gli USA infatti combatteranno e lo faranno con tutte le loro forze. Temo che potremmo trovarci davanti ad una terribile guerra . È da anni infatti che lucidi analisti hanno studiato il quadro geopolitico e strategico del Sud est Asiatico ed avvisato dal concreto rischio dell' esplodere di un terribile conflitto a cui purtroppo siamo esposti.  Quando questa sera faremo ritorno alle nostre case, diamo un bacio ai nostri figli ed alle persone a cui vogliamo bene, ne hanno bisogno . Luca Giordano per Tre Righe.

Roma Tangenziale est:finanziato l'abbattimento

 


Tante volte annunciato e altrettante volte smentito dai fatti, l'abbattimento della tangenziale est nel tratto che corre sopra la Nuova Stazione Tiburtina, si farà. Sono stati trovati i soldi .Lo annunciano in pompa magna il duo Del Bello-Corsetti , il maestro e l'allieva .
Sarà la volta buona? Noi ce lo auguriamo di cuore soprattutto per i residenti e i commercianti di quel tratto che per quasi cinquant'anni hanno sopportato inquinamento acustico ed ambientale insopportabile. Come siano sopravvissuti a tutto questo degrado non si sa. Sappiamo solo che oltre all'inquinamento "aereo" costoro sopportano da molto tempo anche quello "terreno", in considerazione della sporcizia , del lerciume, dei rigagnoli di urina con  il loro puzzo nauseabondo  e via elencando che la fanno da padroni sotto le arcate della tangenziale da abbattere. Per non parlare dei senza fissa dimora, dei guardiamacchine improvvisati, dei rom che si aggirano nella zona. Ad onor del vero, complice l'allerta terrorismo e la presenza delle forze dell'ordine davanti alla stazione, la pressione di queste persone è un po' diminuita in questi ultimi tempi. Ma non scomparsa del tutto. E poi la distribuzione del cibo serale ad opera di volenterose associazioni umanitarie avviene sempre in maniera approssimativa e poco dignitosa.
Per concludere la carrellata degli insuccessi in quest'area dell'amministrazione capitolina e municipale accenniamo a Via Masaniello sempre chiusa e alla discarica a cielo aperto che si è creata tutt'intorno. Tale chiusura che dura ormai da mesi costringe gli autobus di linea e a lunga percorrenza ad un tortuoso giro che non fa che aumentare il livello di inquinamento della zona.
Ed infine la chicca dell'ex centro Ittiogenico venduto dalla Regione Lazio all ' "insaputa" del Municipio che pur aveva precedentemente incontrato i cittadini sul luogo e  si era guardata bene dall'informarli  della prossima vendita.
Speriamo soltanto che l'annuncio del finanziamento , che avverrà nel corso di un incontro pubblico  il 1° agosto, non sia la solita bufala pre-elettorale.
 
Domenico Fischetto
 
 

29 luglio 2017

VENEZUELA: UNA DOMENICA DECISIVA


Nicolas Maduro


C'è veramente un fortissimo problema di libertà d'informazione, se perfino un giornale che si continua ad autodefinire comunista come il Manifesto, decide di non pubblicare le corrispondenze da Caracas della sua giornalista Geraldina Colotti (decisione davvero inspiegabile che ci si augura venga revocata al più presto) che le ha messe sui social media a beneficio di chi voglia attingere a fonti diverse da quelle dominanti per capire cosa realmente stia accadendo nella Repubblica bolivariana di Venezuela.
Scrive Geraldina, a proposito dello sciopero di 48 ore proclamato dall'opposizione qualche giorno fa: "Nella maggioranza della capitale, nella maggioranza del paese, tutto è aperto e si produce. Secondo il monitoraggio dei media indipendenti, anche negli Stati governati dall'opposizione la percentuale di chi ha scioperato nelle fabbriche è minima (tra il 10 e il 18%). Nelle zone agiate di Caracas, invece, continuano le violenze benché in proporzione più ridotta: anche grazie all'attivazione del Plan Zamora, il piano di prevenzione dispiegato dal governo per garantire il voto del 30 in sicurezza. Nel Merida vi sono stati scontri e un morto".
Notizie che ben difficilmente potrete trovare sui giornaloni, italiani o di altri Paesi occidentali. Come pure non troverete la discussa conferenza stampa del capo della CIA, Pompeo, che ha rivelato come la nota agenzia di intelligence stia pianificando il suo intervento in Venezuela con Messico e Colombia, due Paesi indubbiamente all'avanguardia in fatto di diritti umani, dove si contano ogni anno centinaia di vittime tra giornalisti, sindacalisti, studenti, leader sociali. Beninteso i governi di tali Paesi hanno smentito, ma Pompeo ha parlato chiaro e qui c'è il video della sua intervista.
L'informazione è un bene pubblico troppo importante per sacrificarlo a logiche censorie che censurino o distorcano quanto fatto o affermato da alcune delle parti in causa. Quindi va dato spazio a tutte le voci e a tutte le notizie. Certamente quando, più o meno cent'anni fa, John Reed mandava le sue corrispondenze dalla Russia in fiamme, poi raccolte nel libro "Dieci giorni che sconvolsero il mondo" e riprodotte da Warren Beatty nel film Reds, non esisteva Facebook e neanche la televisione. Esisteva però un giornalista militante e coraggioso, come Reed, che mettendo nero su bianco le sue cronache ci ha consentito di conoscere quegli avvenimenti. Dei tanti, certamente meno sofisticati di quelli di oggi, pennivendoli dell'epoca non è invece ovviamente rimasto niente.
La posta in gioco in Venezuela è immensa. Il potere imperiale e le multinazionali del petrolio vogliono riprendere il controllo delle maggiori riserve petrolifere accertate al mondo. Non è certamente casuale che l'attuale capo del Dipartimento di Stato, Tillerson, provenga dai ranghi della Exxon Mobil, in lizza con il Venezuela, tra l'altro, per il controllo degli enormi giacimenti dell'Esequibo.
Certamente il chavismo e Maduro possono aver commesso degli errori. Ma la scelta di mettere il potere decisionale in mano al popolo, convocando le elezioni per l'Assemblea costituente che si svolgeranno domenica prossima, è una scelta giusta e che può aprire la strada a una soluzione pacifica e partecipata della crisi venezolana.
Non attraverso la violenza di piazza che inevitabilmente provoca una reazione a sua volta violenta, ma attraverso il voto e il dibattito democratico capillare, in tutto il Paese, sulle scelte da attuare per combattere i mali atavici che affliggono questo Paese come gran parte dell'America Latina e che sono fra loro direttamente interconnessi: dipendenza dal modello estrattivo, corruzione, criminalità.
L'opposizione vorrebbe farci credere che potrà dare una risposta a questi problemi atavici restaurando la tradizionale dipendenza del Venezuela dai centri del potere imperiale, che si accompagna alla restaurazione completa del dominio della classe dominante all'interno del Paese, con la possibilità di destinare qualche briciola alla classe media inquieta. Ma è lecito nutrire forti dubbi che questa sia la soluzione migliore.
Ad ogni modo, domenica il popolo venezolano si esprimerà in merito partecipando  alle elezioni della Costituente, negli oltre tredicimila centri di votazione installati dal Comitato nazionale elettorale in tutto il Paese. Ci sarà un'ampia partecipazione? Lo vedremo domenica, intanto, sia il successo della prova generale svolta due settimane fa, che la grande massa di gente in piazza a Caracas ieri, lasciano presagire che Nicolas Maduro e il suo governo l'abbiano azzeccata in pieno. Ora la parola passa al popolo.

Roma Senato: QUI SI MANGIA GRATIS , O QUASI





Siamo talmente indignati che non ci vengono nemmeno le parole per esprimere tutto il nostro sdegno . Lo sapevamo che per consumare un pasto alla buvette del Senato si pagava una cifra irrisoria, ma vedere che nulla è cambiato , che i privilegi della casta rimangono saldi e stabili malgrado si stia discutendo, davanti ad un paese allo stremo dove gli indigenti crescono di giorno in giorno, il ridimensionamento dei vitalizi, malgrado i proclami dei "neosavonarola de’noantri", i fustigatori dei costumi della casta, il M5S sempre buono a bacchettare. Ma possiamo capirli, che diamine!!
Almeno alla pausa pranzo bisogna rilassarsi e lasciar perdere per un attimo le battaglie pseudo "castigamatti", perchè magari gli potrebbe andare di traverso. E poi uno poverino che percepisce un lauto stipendio mica si puo’ abbassare come i comuni mortali a pagare il dovuto a quella che a tutti gli effetti considerano una mensa aziendale!!! Peccato che a pagarne i costi siano tutti gli italiani!!!

E la Presidente della Camera , anche lei  fustigatrice dei costumi e delle licenziosità italiche che cosa dice a proposito? Probabilmente lei non usufruisce della mensa, ascetica com'è , se no, non abbiamo dubbi, avrebbe puntato il suo dito accusatore. O no?

Nel dubbio, in modo che lo sdegno sia condiviso, pubblichiamo lo scontrino di un “misero” pasto consumato al Senato.
Solo la Caritas fa meglio dando i pasti gratis. Però i suoi “clienti” sono persone abbienti e non onorevoli o senatori. VERGOGNATEVI!!!!!!
Domenico Fischetto

OGGI SIAMO TUTTI CHARLIE GARD

 
Nato il quattro agosto. Charlie Gard avrebbe compiuto un anno, dodici mesi il quattro agosto p.v.  È finita invece come era prevedibile che finisse. I sanitari inglesi hanno staccato la spina ed il bambino " è tornato alla casa del Padre". " il Signore non stacca la spina a nessuno" ha tuonato indignato il Santo Padre.
Quella di Charlie è una delle storie più tristi che io abbia sentito in questi ultimi anni. Una cosa sembra chiara. Se si fosse intervenuti subito ,dopo il manifestarsi dei sintomi della malattia con la cura sperimentale ,forse il bimbo,avrebbe avuto una speranza, forse una sola, ma era già tanto per Lui per i suoi cari. Questo non è accaduto anche perché il potere decisorio si trova nelle mani dei tecnocrati della Sanità ,della Giustizia ,della Amministrazione . Il punto è che questi poteri sono sempre più autoreferenziali e sempre meno a servizio del popolo sovrano ,di noi cittadini . Se desideriamo davvero un mondo migliore ,una società più giusta , degna di riconoscere e tutelare la dignità dell' essere umano  ,allora è venuto il tempo di indignarsi e gridare ,far sentire finché non esploderanno i nostri polmoni la nostra indignazione . La vita deve rimanere il Bene più sacro e prezioso da difendere senza confini senza remore ,se vogliamo che la nostra Umanità non si perda . Ho scritto del potere e della medicalizzazione  nella società moderna . Focault docet. È sotto gli occhi di tutti, specie in Italia, il potere dei Giudici da per tutto in Europa,in Occidente il potere dei burocrati grandi e piccoli che siano . Il punto è che non li ha eletti nessuno. Non facciamoci illusioni andremo verso una cultura della Eugenetica . Sarà il logico sviluppo di una società avvizzita, resa stupida ,resa egoista, resa cinica da un Capitalismo avido e spietato. Oggi Siamo Tutti Charlie Card. Invecchieremo, ci ammaleremo,ci abbandoneranno quando costo/beneficio per una organizzazione sanitaria sempre più privatizzata, sempre più tesa al profitto saremo un costo e non una risorsa . Il mondo è grande ,pieno di risorse ,pieno di possibilità per offrire a Tutti una possibilità ,una speranza . Indignamoci ! Non permettiamo che uomini banali ,conformisti, grigi possano deturpare la Bellezza irripetibile che ci circonda , non accettiamo che la nostra Umanità sia offesa, sia insultata .Facciamolo per  i nostri figli ,per le persone che vogliamo bene,facciamolo per Noi stessi. Indigniamoci chiediamo una riforma della risposta del Servizio sanitario, della tutela della persona ,che sia coerente alla sua Dignità ed alla sua bellezza.
 Luca Giordano per Tre Righe.

Recensione film/documentario : IL GIARDINO DEGLI ARTISTI-L'IMPRESSIONISMO AMERICANO regia di Phil Grabsky



 



 

Colonizzazione vs autonomia

In questa fine di luglio con molti cinema già in chiusura estiva, alcune sale romane lanciano un ambizioso progetto culturale: la proiezione di film sull’arte, una serie chiamata “La grande arte al cinema”.

Il film/documentario in oggetto era stato già presentato a Roma la scorsa primavera per un paio di giorni. Il film è stato confezionato in modo da partire con la mostra americana “The Artist’s Garden: American Impressionism and the Garden Movement 1887-1920”. Viene mostrato all’inizio il giardino francese di Giverny, sulla riva destra della Senna a Nord di Parigi, curato e ritratto da Claude Monet e che ha ispirato anche molti artisti statunitensi. Alcuni di essi sono stati lì all’epoca e hanno conosciuto personalmente questo grande artista.

Nel 1886, poi, trecento quadri impressionisti furono portati in mostra a New York decretando il successo di questo genere pittorico anche negli Stati Uniti. Mentre in Francia il fenomeno impressionista si espanse alle varie arti e invase tutta la cultura (basti pensare a Claude Debussy, Maurice Ravel, Alexander Scriabin ed Eric Satie in musica oppure Octave Mirbeau in letteratura), negli Stati Uniti rimase circoscritta prevalentemente all’ambito pittorico ampliandosi nei confronti della conoscenza scientifica (botanica).

Bisogna ricordare che alla fine dell’Ottocento arte e scienza erano estremamente relazionate e molti scienziati disegnavano e dipingevano come forma di consapevolezza e di comunicazione. Così molti hanno piantato e ritratto i fiori nei giardini, magari usando una modalità en plein air e una tecnica  impressionista. Phili Leslie Hale dipinse il quadro “The Crimson Rambler” (una qualità di rose rosse rampicanti) che costituisce il poster del documentario.

Si può far risalire questo movimento nel Connecticut nella magione di Florence Griswood a Old Lyme, dove mise a disposizione la sua casa a vari artisti che intendevano ritrarre le luci della natura in prevalenza di spiagge e stagni. Un’altra grande ospite fu la poetessa Celia Thaxter da cui soggiornarono, tra gli altri, Henry Wadson Longfellow, Childe Hassam e Sarah Orne Jewe nell’isola di Appledore nel Maine.

Siamo in fase di industrializzazione e molte donne americane avevano iniziato ad accedere ad alcune nuove professioni. Impegnate anche politicamente studiavano botanica e si attivavano per i diritti civili. Coltivavano varie specie di piante nei loro giardini e le ritraevano, così come aveva fatto Monet qualche anno prima. L’amore per il giardinaggio coinvolse donne, uomini e pittori. I giardini prendono piede anche in zone urbane e periurbane (la suburbia).

Nel film si parla anche dei “Ten American Painters”, l’associazione di dieci pittori impressionisti che si dimisero dalla “Società degli artisti americani” per protestare contro il “commercialismo”  che dominava le loro mostre e iniziarono a ritrarre parchi e strade urbane mettendo in evidenza la contrapposizione artificiale e naturale.  Il già citato Childe Hassam è uno dei dieci, gli altri furono Julian Alden Weir, John Henry Twachtman, Robert Lewis Reid, Willard Leroy Metcalf, Frnk Weston Benson, Edmund Charles Tarbell, Thomas Wilmer Dewing, Joseph DeCamp ed Edward Emerson Simmons. Molti dei loro seguaci si trasformarono in veri e propri architetti del paesaggio.

Nonostante il tema sia estremamente interessante e le immagini molto seduttive il filmato  risulta essere troppo parlato, non lasciando tempo e spazio all’osservazione e le varie interviste sono montate in modo da risultare ripetitive.

 


Ghisi Grütter

 

 

 

MORASSUT: PREDICA BENE ,ORA, DOPO AVER RAZZOLATO MALE , PRIMA




Certo che quando si ha il privilegio di lavorare nelle stanze ovattate di Montecitorio , con i commessi che esaudiscono qualsiasi tuo desiderio, un luogo in cui la politica è "alta", ci si dimentica facilmente del passato trascorso magari con posizioni importanti in Campidoglio. E' il caso dell'ex assessore Morassut  che da quando è ospite di Montecitorio ha dimenticato le responsabilità sue e del partito in cui milita allo sfascio dei servizi pubblici di Roma. E li liquida , come fa nel post che riprendiamo dalla sua pagina fb, attribuendolo  a partire da una data ben precisa in cui a governare Roma era l'immarcescibile Alemanno. E loro dov'erano? Loro intesi come PD e compagnia cantando? Erano nei prati  a raccogliere fragoline? Oppure erano , anche se all'opposizione, in aula Giulio Cesare senza contrastare minimamente la caduta agli inferi dei servizi pubblici romani, magari accontentandosi delle briciole in cambio del silenzio.
Mai che questi grandi uomini, si fa per dire, accennassero ad un minimo di autocritica, ammettessero i propri errori. Ma si sa , è facile attribuire agli altri i demeriti mentre a se stessi un sussiegoso e  pensoso  dissenso.
E Morassut non sfugge a questa regola.. Peccato.

Domenico Fischetto

SERVIZI AL COLLASSO
Le aziende di pubblico servizio di Roma hanno una storia straordinaria che si intreccia strettamente con quella della della città dal Novecento in poi. Atac e Acea nacquero poco prima della Grande Guerra per impulso di Ernesto Nathan ( si chiamarono ATM e AEM ) e sotto la direzione di un grande assessore al tecnologico ( come si chiamò fino al 1989 il responsabile capitolino alle aziende ), Giovanni Montemartini, padre delle municipalizzazioni. Queste aziende, alle quali, si aggiunse l'AMNU ( poi AMA ) negli anni '80, sono state un tratto distintivo di Roma, un pezzo della città, protagoniste di film e di racconti letterari oltre che aziende di servizio. Alla fine degli anni '90 il centrosinistra avviò una nuova fase trasformandole progressivamente in società per azioni e superando la figura delle municipalizzate. La trasformazione non era formale. Con un contratto di servizio con il Comune le aziende erano obbligate a far quadrare i conti e a non affidare a "pantalone" il risanamento a piè di lista dei loro bilanci. Divenendo aziende pubbliche di diritto privato erano pronte a prepararsi alla sfida del mercato che l'Europa già all'inizio del 2000 aveva indicato come sbocco del settore delle utilities. Questa sfida fu preparata con varie iniziative ma dopo il 2008 si è di fatto tornati ad un regime burocratico e controllato dai partiti con nomine espressione di correnti politiche, con politiche industriali folli, con assunzioni clientelari. Malcostume che a quanto pare prosegue in era Cinque Stelle ( ma Casaleggio ha da dire in merito? ) Questa storia ha portato al collasso il sistema dei servizi. Lo conferma oggi il direttore generale Atac che, in un'intervista, parla di dieci anni di bilanci fuori controllo. Roma è in emergenza idrica, rifiuti e trasporti. E nel 2019 si dovranno fare le gare per affidare questi servizi con delle aziende pubbliche ormai distrutte. Il tema che abbiamo davanti è: come si affronta questa scadenza e non se si affronta. Per questo non ho aderito ( e ritengo non sia utile farlo ) al referendum su Atac. Esso riporta la discussione ad un confronto astratto e ideologico tra "pubblico" e "privato". Anche se i promotori si dilungano nel chiarire che di liberalizzazione si tratta e non di privatizzazione sarà molto difficile spiegarlo al popolo minuto e sarà invece facile per quanti hanno usato il sistema pubblico per mungere clientele e voti riesumare ( anche grazie al referendum ) lo spauracchio dei privati. Invece dobbiamo concentrarci su proposte di merito e incalzare questa Giunta inerte a preparare il 2019. Non potranno affidare il sevizio in house per una evidente non convenienza per l'Amministrazione ( questo è un paletto chiaro della legge ). Andiamo al merito. Come impostare la liberalizzazione. Penso che questo sia essenziale per una forza riformista se non vogliamo che la città diventi preda del furore ideologico e della paura generata tra utenti e lavoratori dal collasso cui assistiamo.
Altro...

COMITATI PER IL NO:NASCITA DEL COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE



Colgo l’occasione, alla vigilia del riposo feriale, quanto mai necessario anche per il rilevantissimo impegno profuso da tutti voi in questo anno segnato dalla vittoria del NO, per fare il punto sul nostro futuro dopo le decisioni assunte dalla Assemblea nazionale dei comitati di Giugno.
In primo luogo, il 20 luglio si è costituito, dalla fusione del Comitato per il NO e di quello contro l’Italicum, il COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE (sul piano formale il Comitato contro l'Italicum ha deliberato il suo scioglimento, mentre il Comitato per il No, ha modificato il proprio statuto rendendo permanente la sua missione ed assumendo il nome di Coordinamento per la democrazia costituzionale). Appena il notaio Atlante, che ci ha aiutato gratuitamente nella redazione degli atti notarili, ci farà pervenire, dopo la registrazione, l’Atto costitutivo e lo Statuto ve li invieremo.
 
Stiamo rivedendo anche il Sito, che sarà operativo dai primi giorni di agosto, e raggiungibile al link: www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it
 
Nelle prossime settimane staremo in campo con le campagne di cui abbiamo discusso nell’Assemblea nazionale dei comitati.
 
Legge elettorale
Di primaria importanza è la prosecuzione della iniziativa sulla Legge elettorale, che rimane un passaggio centrale per la riorganizzazione istituzionale e politica del nostro Paese.
Dopo la Petizione popolare, con le oltre 30.000 firme, consegnata ai Presidenti di Senato e Camera, terremo una Assemblea di approfondimento e proposta, che vorremmo impegnata ed importante, il 2 ottobre prossimo: “Dopo la vittoria del No una legge elettorale che renda gli elettori i veri protagonisti del voto”.
La Sede è la Camera dei Deputati (allego Programma), nell’Aula dove tenemmo la Assemblea dell’11 gennaio 2016. Come ricorderete per l’accesso, i posti disponibili sono circa 270, occorre prenotarsi (Nome, Cognome, data eluogo di nascita)  e lo si può fare scrivendo a organizzazione.com.referendum@gmail.com. Naturalmente farà fede l’ordine cronologico delle prenotazioni, fino al raggiungimento della capienza.
 
#EroStraniero
Questa è una iniziativa molto importante, vista anche la penosa strumentalizzazione politica di questi mesi, e l’Assemblea nazionale dei comitati aveva deciso di aderirvi.
I promotori, Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Cild, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant’Egidio e tante associazioni locali, stanno già raccogliendo le firme dal 12 aprile per chiudere il 12 ottobre.
Noi abbiamo dato il nostro impegno a partire da settembre, per cui vi chiediamo, come per le altre raccolte di firme, di contattare a livello locale/provinciale i referenti delle Associazioni promotrici, magari utilizzando i nostri rapporti con altre Associazioni e movimenti (es. Cgil, Anpi) per ricostruire l’impegno necessario per conseguire l’obbiettivo (50.000 firme di cui, ad oggi, si sono raccolte oltre 20.000), cosa importantissima in sé e per dare spinta per le iniziative successive. Abbiamo un mese di iniziativa (1 settembre fino ai primi di ottobre).
In allegato invio Presentazione e materiali della campagna.
 
Potenziamento delle forme di sovranità del cittadino
Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, anche sulla base delle grandissime difficoltà riscontrate nella raccolta di firme dello scorso anno, è copromotore la proposta di legge di iniziativa popolare Più democrazia, più sovranità al cittadino. Potenziamento delle forme di sovranità del cittadino. Referendum, partecipazione, misurazione della qualità dei servizi, trasparenza.
La raccolta è già iniziata ai primi di luglio ed avrà scadenza a novembre.
In allegato la Presentazione e il materiale.
 
Abbiamo inoltre deciso di promuovere “La proposta di legge di iniziativa popolare sull’art. 81 Cost.
In allegato Presentazione e Proposta di Legge.
Per questa i tempi di raccolta dovranno essere strettamente connessi con quella riguardante la proposta contro “la buona scuola” renziana e vedremo di deciderli, insieme ai loro promotori, ai primi di settembre.
 
E’, naturalmente, un programma impegnativo e confidiamo che, dopo il dovuto e meritato riposo, le nostre energie possano rimettere in moto la nostra funzione nazionale: difendere ed attuare la Costituzione.
A questo proposito si era deciso di tentare un censimento dei nostri Comitati locali e della loro intenzione di continuare la loro azione, anche in funzione della costituzione del COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE.
In una precedente Nota avevo chiesto di farmi avere una e-mail di conferma (organizzazione.com.referendum@gmail.com) a continuare o, al contrario, di chiedere la cancellazione.
E’ necessario avere un quadro reale della situazione dei Comitati locali, vi chiedo, quindi, durante il mese prossimo, di inviarmi le vostre volontà per il futuro.
 
Mi scuso per la densità di questa comunicazione ma era necessario fare il punto.
Vi auguro delle felici vacanze e vi invio i più cordiali saluti
Mauro Beschi

LA CRISI IDRICA







Comunicato stampa


La crisi idrica mette a nudo i danni
di mala gestione e privatizzazione dell'acqua


Stop alla distribuzione dei dividendi, tutti gli utili per la ristrutturazione delle reti idriche



L'emergenza idrica è oramai un'evidenza conclamata, con effetti nefasti sulla disponibilità per uso umano, sull'agricoltura e più in generale sull'ambiente.

Si tratta di una drammatica realtà provocata dall'acuirsi dei cambiamenti climatici a cui, da oltre vent'anni, si sono sovrapposti i processi di mercificazione e privatizzazione dell'acqua.

I fautori dell'ingresso dei privati nella gestione dell'acqua avevano utilizzato come argomento forte la grande opportunità di apporto di capitali da parte di quest'ultimi per rendere più efficiente il servizio, per restrutturare le reti e costruire gli impianti di depurazione. Inoltre, grazie al mercato e alla concorrenza, il tutto sarebbe stato più economico per i cittadini.

La proposta comprendeva anche l'ovvio benificio all'ambiente visto che si sarebbe salvaguardata maggiormente la risorsa.

Vent'anni dopo le tariffe e le perdite delle reti sono aumentate, gli investimenti sono diminuiti, l'Italia è sotto procedura d'infrazione da parte dell'Unione europea per l'inadeguatezza del trattamento delle acque reflue.

E' evidente che qualcuno non l'ha raccontata giusta.

Oggi i fautori del mercato e delle privatizzazioni, non contenti del permanere in tariffa, sotto mentite spoglie, della remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum, sostengono che le tariffe non forniscono abbastanza soldi per fare gli investimenti per cui devono essere ulteriormente innalzate fino ad allinearsi ai livelli europei.

Che qualcosa non torni in queste argomentazioni è molto semplice dimostrarlo:
  • le quattro “sorelle dell'acqua” (IREN, A2A, ACEA, HERA), ossia le quattro grandi società multiutilitiy quotate in borsa, tra il 2010 e il 2014 hanno distribuito oltre 2 miliardi di € di dividendi ai propri soci, addirittura oltre 150 mln di € in più degli utili prodotti nello stesso periodo;
  • ACEA ATO 2 S.p.A. tra il 2011 e il 2015 ha distribuito in media come dividendo ai propri soci (quasi esclusivamente ACEA S.p.A.) il 93 % degli utili prodotti, ossia circa 65 mln di €/anno, per poi ottenere dalla stessa ACEA S.p.A. dei finanziamenti a tasso di mercato che utilizza per fare gli investimenti.
Utilizziamo questi esempi perchè le 4 multiutility rappresentano gli operatori più rilevanti del mercato italiano rifornendo complessivamente circa 15 mln di cittadini.

Mentre ACEA ATO 2 S.p.A. è un caso emblematico rispetto al fallimento del modello di gestione privatistico che ancora oggi si vorrebbe estendere a tutta Italia: perdite delle reti che sono quasi raddoppiate negli ultimi 10 anni, emersione del disastro ambientale dovuto all'abbassamento del livello delle acque del lago di Bracciano, la minaccia dell'azienda di razionare l'acqua a 1,5 mln di cittadini romani a seguito dell'imposizione dello stop alle captazioni dal lago, diminuzione degli investimenti.

I dati ci dicono in maniera palese che i soldi ci sono ma che non sono utilizzati per effettuare gli investimenti e garantire così un servizio essenziale, ma per remunerare gli azionisti (pubblici e privati), ossia il modello di gestione privatistico, secondo cui il costo totale del servizio idrico è interamente coperto dalla tariffa e l'affidamento viene fatto a soggetti privati, ha dimostrato il suo fallimento.

E' necessaria dunque una radicale inversione di tendenza rispetto a questo modello, che si può realizzare unicamente con la ripubblicizzazione del servizio idrico e un nuovo sistema di finanziamento, basato sulla leva tariffaria, sulla finanza pubblica e la fiscalità generale. Parte integrante di questo modello di gestione pubblica è la predisposizione di un Piano nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche.

In coerenza con quest'impostazione, a fronte della situazione di emergenza idrica che si è evidenziata in quest'ultimo periodo di tempo e che comunque ha caratteristiche strutturali, occorre mettere in campo rapidamente alcuni interventi in grado di aggredirla e dare ad essa soluzioni utili. In particolare, tre ci sembrano le misure prioritarie che si possono assumere in tempi brevi, anche attraverso una strumentazione legislativa come il decreto legge, che contempli:
  • la destinazione degli utili delle aziende che gestiscono il servizio idrico alla ristrutturazione delle reti idriche, sulla base del Piano nazionale ad esso dedicato;
  • incentivi all'ammodernamento degli impianti di irrigazione in agricoltura (ad es. irrigazione a goccia) e all'utilizzo delle acque piovane;
  • incentivi alla realizzazione di reti idriche duali ed all’installazione di dispositivi per il risparmio idrico nell’edilizia di servizio, residenziale e produttiva.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua​








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Inviato da: Paolo Carsetti <paolocarsetti@gmail.com>

28 luglio 2017

Roma Pantheon:5 agosto per non dimenticare Hiroshima

Riceviamo e convintamente pubblichiamo



                               


   Comitato “terra e pace”                                                                                                        Premio “terra e pace “alla Marina Militare per “Mare Nostrum” (2014)

                                                   

 
              " PER NON DIMENTICARE - HIROSHIMA 1945 – 2017"
 
72  ANNI  DALLA  BOMBA
 
         con Emergency
          Celebrazione al Pantheon con l’ambasciatore del Giappone
                                 premio “terra e pace” a   EMERGENCY
                 messaggi di MATTARELLA,GRASSO,BOLDRINI
                  madrina della manifestazione CARLA FRACCI
                     
                          ROMA - Sabato -  5  AGOSTO -  2017
                           ore 9,30 - P.ZZA DEL PANTHEON
     Anche quest'anno  Giovedì  6 Agosto in occasione del 72° aniversario della tragedia   di Hiroshima, il Comitato "Terra e Pace " organizza al Pantheon a Roma con il patrocinio della Presidenza della Repubblica,dei presidenti di Camera e Senato ,della Regione  Lazio e di Roma Capitale la  manifestazione per non dimenticare quel tragico evento che costituisce una ferita ancora aperta nella storia del XX° secolo,con 250.000 vittime.
 La manifestazione si svolgerà alle ore 9,30 nella Piazza del Pantheon nel cuore della Roma antica, con la presenza  del rappresentante dell’Ambasciata del  Giappone , i Gonfaloni della Regione Lazio, di Roma Capitale ,autorità dello Stato , rappresentanti delle istituzioni,del volontariato, organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche

Dopo la esecuzione da parte della banda dei Carabinieri degli ini nazionali,vi saranno brevi interventi  delle autorità. Sarà data lettura dei  Messaggi del Presidente della Repubblica e  dei  Presidenti  di  Camera e Senato. Seguirà la consegna del  premio  “terra e pace" ( un fossile di un milione di anni simbolo del rispetto della vita sul pianeta)  ad  ENERGENCY per l’impegno umanitario svolto in tutto i mondo con le cure mediche e chirurgiche  alle persone vittime delle guerre e della poverta’senza discriminazioni politiche ,ideologiche e religiose. La scuola di balletto di Roma eseguira’ un saggio di danza.L’attore Adalberto Maria Merli leggera’ un brano sul tema. “Anche quest’anno,nella difficile situazione che vive il mondo -tra minacce di riarmo nucleare , grandi fenomeni migratori e terrorismo,il Comitato “terra e pace”, dice il presidente Athos de Luca,ricorda l'anniversario di Hiroshima,perché nessuno e soprattutto tra i giovani dimentichi le tragiche conseguenze   per l'umanità quando il dialogo e la politica falliscono e si intraprende la via delle armi,dell’intolleranza e del razzismo”   La manifestazione si concluderà con l’ esecuzione di un minuto di silenzio per  le vittime di tutte le  guerre .

Le pillole di Marchesini

Una riflessione di Montanari
 
 
 
"Come insegna la storia di Podemos o anche dei 5 Stelle in Italia, ci vuole un po' di pazienza. Le alternative si costruiscono nel tempo e non si può pensare di andare al Governo subito, mentre il peccato grave della sinistra degli ultimi 20 anni è stato di scambiare il mezzo con i fini: il fine è diventato il Governo e pur di restarci ha anche fatto una politica di destra, questo ha allontanato tutto il popolo della sinistra, In questo paese c'è una sinistra popolare sommers...a che aspetta la costruzione dell'alternativa. Noi crediamo ancora che sia possibile fare una lista unitaria alternativa al PD. L'equivoco di Pisapia è che doveva essere il federatore di una parte a sinistra del PD e invece ha idea di allearsi col PD, paradossalmente è il federatore che ha un'idea diversa dalla quasi totalità della base che vuole federare". (Tomaso Montanari)
 
 
Flavio Cattaneo
La notizia che a Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Telecom, per avere per un anno svolto il suo compito ha ricevuto 25 milioni di buonuscita, l'equivalente di quanto percepiscono insieme 400 dei suoi dipendenti, non provoca una reazione di sdegno, rabbia e odio perfino più di quanto possa chi provoca incendi bruciando boschi? Non suona intollerabile beffa e schiaffo morale ai milioni di disoccupati e di giovani costretti a espatriare per sopravvivere? E non testimonia la misura di irresponsabile diseguaglianza e ingiustizia cui siamo arrivati in questo Paese? Non è questa dinamite che può tradursi in una reazione sociale violenta?
 
Nino Di Matteo
A settembre dell'anno scorso l'Assemblea capitolina ha votato all'unanimità un mozione, proposta dal gruppo pentastellato, per assegnare la cittadinanza onoraria al giudice antimafia Nino Di Matteo che è stato per le sue indagini recentemente minacciato di morte. Ma alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria in Campidoglio dei consiglieri dell'opposizione, avvisati cinque giorni prima, non era presente nessuno. Tutti altrove indaffarati. Che pensare se non che questi comportamenti sono quantomeno schizofrenici e contraddittori?
 
Virginia Raggi
Non è che pur di cacciare Virginia Raggi con ignominia, così come per Marino si ricorse agli scontrini taroccati e alle multe, oggi si soffia sulle fiamme e si chiudono gli accessi alle acque? Sono emergenze vere, ma quanto sono usate strumentalmente? Vuoi vedere che la testa della Raggi verrà issata come trofeo in vista delle elezioni? Ma i cittadini romani non sono così trattati da carne da macello e da poveri coglioni? E meno male che i giudici hanno sentenziato che Mafia Capitale non esiste...