22 gennaio 2015

L'APPROFONDIMENTO:SCHENGEN E LA DIFESA DAL TERRORISMO

 

L'eco degli attentati in Francia ha acceso il dibattito sul futuro del paese e sulla
 sicurezza europea. Le minacce del terrorismo spostano il dibattito sull'opportunità
 di modificare la gestione dello spazio Schengen. Bisogna ripristinare
 il controllo alle frontiere interne all'Unione?Se da un lato infatti
ogni Paese membro dell'Unione ,Italia compresa,sta predisponendo
 dei  provvedimenti che salvaguardino la sicurezza interna di tutti (che
 però difficilmente non potranno non limitare anche la libertà di tutti ) per
 colpire i pochi fanatici che si muovono nelle pieghe del sistema
 democratico del nostro Paese,dall'altro l'Europa nel suo complesso sta
 studiando delle misure che limitino il flusso di visitatori indesiderati e
pericolosi.
Vediamo insieme all'esperto di Affari Internazionali quali sono questi strumenti
 
 
 
 
dalla newsletter di Affari Internazionali
Europa
Schengen e la difesa dalle minacce del terrorismo
Giuseppe Licastro
18/01/2015
più piccolopiù grande
Le preoccupazioni scaturite dagli attentati di Parigi
 hanno suscitato diverse reazioni riguardo alle
misure da adottare per difendersi dalle minacce
 di possibili azioni terroristiche.

Il “dibattito” (ancora una volta) si sta concentrando

prevalentemente sull’opportunità di modificare l’attuale regime
 concernente la gestione e il controllo dello spazio Schengen nonché
 di attivare il “meccanismo” che consente di ripristinare (secondo
 alcuni stati opportunamente) il controllo di frontiera alla frontiera
 interna.

Controllare le frontiere interne
La possibilità di ripristinare immediatamente detto “meccanismo”

 appare una misura concretamente praticabile: occorre
opportunamente evidenziare che recentemente il Regolamento
 (Ue) n. 1051/2013 ha apportato modifiche rectius perfezionando
 ulteriormente le condizioni e le procedure per ripristinare
 i controlli alle frontiere interne in circostanze ritenute eccezionali
 (v., particolarmente, l’art. 25 del citato regolamento).

Queste procedure erano già state regolate (sempre all’art. 25)

dal Regolamento (CE) n. 562/2006 istitutivo del codice frontiere
 Schengen, ossia un testo teso appunto “a stabilire un effettivo
 ‘Codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle
frontiere da parte delle persone’”.

Il testo del suddetto Regolamento consta di due parti: una

dedicata al controllo delle frontiere esterne (v. titolo II) e
l’altra sulle frontiere interne (v. titolo III) (cfr. la corposa
 proposta doc. COM(2004) 391 definitivo, del 26 maggio 2004, p. 4 ss.).

Questo codice infatti aveva (anche) abrogato - ossia s

ostituito con le pertinenti disposizioni ivi contemplate - la
procedura (all’epoca) stabilita ai sensi dell’art. 2, par. 2
 della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen
 dal documento SCH/I (95) 40, 6° rev. approvato dalla
decisione SCH/Com-ex (95) 20, 2° rev. (cfr. Guce n. L 239
del 22 settembre 2000, rispettivamente, p. 134 e p. 133)
del Comitato esecutivo del 20 dicembre 1995.

Ripristinare i controlli lungo le frontiere interne potrebbe

 però vanificare il significato stesso di un principio
espressione di un certo senso di affidamento, il principio
 di solidarietà, che incide nell’ambito della corretta
gestione integrata delle frontiere.

Il catalogo Schengen (Ue), concernente anche i controlli

 alle frontiere esterne, che contiene raccomandazioni e
 migliori pratiche (del 19 marzo 2009) “rammenta” proprio
nell’incipit della prima parte dedicata ai controlli alle
frontiere esterne, segnatamente nel contesto della disamina del
 concetto di Gestione integrata delle frontiere (Gif),
 concetto fondamentale nel processo di integrazione europea
 in questo delicato e complesso settore, che “nell’attuazione
 della gestione delle frontiere, occorrerebbe tener presente
 che gli Stati membri effettuano controlli alle loro
 frontiere esterne per se stessi, ma anche, allo
 stesso tempo, per gli altri Stati membri Schengen” (cfr. p. 8).

Collaborare contro la criminalità transfrontaliera
Occorrerebbe, invece, privilegiare in questo momento

 di particolare allarme l’attività di “individuazione
 e investigazione della criminalità transfrontaliera”
 (intesa in senso piuttosto ampio) nonché di
“cooperazione tra servizi preposti alla gestione delle frontiere”.

Più in particolare, occorrerebbe quindi avviare,

nell’ambito delle suddette attività che rientrano
appunto nel quadro di determinati “elementi”
considerati “elementi chiave della corretta applicazione
 della gestione integrata delle frontiere” sempre dal succitato
catalogo Schengen (Ue) (ivi, p. 8 ss.), l’istituzione
di peculiari forme di cooperazione mirate, al fine
 di garantire proprio la “sicurezza interna degli Stati membri”,
mediante lo scambio di informazioni (“opportunità”
espressamente esplicitata all’art. 16, par. 1 del codice

Questo potrebbe costituire non solo una valida fase

iniziale di “orientamento” della cooperazione tra
gli Stati membri, ma anche lanciare un chiaro segnale di coesione.

Giuseppe Licastro è Dottore in giurisprudenza
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21 gennaio 2015

L'INVERSIONE DEI RUOLI

Terza appuntamento su Tre Righe delle considerazioni di Umberto a seguito dei tragici fatti di Parigi .Seguiamolo nelle sue riflessioni.


 

 
Chi ci leggesse e non avesse familiarità con il nostro gruppo di discussione, avrebbe a disposizione alcune ipotesi interpretative:
·         L’invasione degli spazi europei da parte di orde di immigrati, sarà pressochè costituita da islamici provenienti dal medio oriente e dall’ Africa musulmana. Asiatici in genere: cinesi, indiani, sud-est asiatici, non parteciperanno ai grandi flussi migratori del futuro, nemmeno tanto lontano.
·         Gli immigrati, di qualunque provenienza, saranno, prevalentemente, persone che “sceglieranno” l’Europa come meta, ma che posti di fronte al “giuramento” di accettazione della Way of life del vecchio continente, potrebbero decidere di cambiare idea, visto che saranno edotti del fatto che se si rifiutassero, sarebbero rimpatriati, o peggio, sottoposti a dure e immediate sanzioni.
Essendo una scelta, e conoscendo le regole, molti rinuncerebbero a venire da noi e sceglierebbero mete più permissive o addirittura preferirebbero rimanere dove sono.
·         Il giuramento con cui  gli immigrati dichiareranno di uniformarsi alle regole della civiltà ospitante, ci metteranno al riparo da terroristi subdoli; soltanto alla seconda generazione, i loro figli, nati in Europa, decideranno di rivoltarsi contro la terra che li ha accolti  
·         L’immigrazione musulmana prevaricante; composta di intransigenti integralisti, non accetterà il melting pot culturale, ma pretenderà di uniformare e plasmare l’intera società europea secondo i canoni della legge coranica. Il papato abbandonerà Roma e le confessioni cristiane europee e i laici – timorosi e pavidi – si arrenderanno al credo delle masse dominanti.
·         L’unica possibilità di sopravvivenza almeno culturale, per gli europei tremebondi – se non avranno in fegato di costruire una barriera impenetrabile e respingente, attorno all’europa intera – sarà quella di abbandonare il continente e migrare, a loro volta, in territori dove l’islamismo non possa raggiungerli, sperando di essere accettati in un paese che incomincia a vedere come il fumo negli occhi gli immigrati “non WASP” e che si difende (malamente) dai latinos, con barriere lunghe migliaia di chilometri e pattugliamenti costanti.
·         Per ovviare alla diminuzione della popolazione e quindi del livello dei consumi necessari a garantire almeno i livelli attuali di ricchezza, si riconoscerà che l’accoglienza di milioni di immigrati è necessaria, ma strateghi accorti – se ne può dedurre- mentre scoraggeranno i flussi islamici, favoriranno quelli dalla Mongolia, dalla Siberia, dalla Cina non musulmana, dall’India indù (fieramente nemica dell’Islam e garanzia di contrasto efficace alla islamizzazione).
 
Devo obiettare che le correnti migratorie non sono una “scelta”  di condizioni migliori, ma il risultato di catastrofi umanitarie
La gente non abbandona i propri luoghi,  se non per evitare – nella stragrande maggioranza – la pressochè sicura fine della vita per mancanza di mezzi di sussistenza o per violenza   gemeralizzata che conduce alla morte.
Le masse che si spostano – è sempre avvenuto – non sono controllabili, a prescindere dal buon cuore o dal platonismo infantile di chiunque.
Tra le masse che si spostano  sarà sempre impossibile evitare la presenza di individui che non accetteranno la loro sorte  e si ribelleranno tragicamente.
Tra i discendenti degli immigrati, offesi a torto o a ragione, dalla convinzione – vera o presunta – di essere emarginati e sfruttati, sarà statisticamente sempre possibile trovare chi cederà alla pressione e si rivolterà in modo cruento e imprevedibile.
Persone manipolanti, che sappiano sfruttare le religioni – islam o induismo o cristianesimo o ebraesimo.... – in momenti di profondi cambiamenti degli asseti geopolitici, ormai mondiali, quando le elites dominanti dell’una e delle altre parti – scossi gli assetti precedenti e non più sostenibili -  si scontreranno per formare nuove gerarchie, approfitteranno, come sempre, di queste situazioni marasmatiche, finchè un nuovo assetto di equilibrio, favorevole a nuovi dominanti, non sarà raggiunto.
Qualcuno potrebbe pensare che tutto questo si possa risolvere con atteggiamenti riformisti e con il riconoscimento di
eccessive disuguaglianze da correggere e così via.
Credo che non accaddrà, come non è mai accaduto.
Tutti questi discorsi – che si sono focalizzati  sul disastro francese – sono incominciati molto tempo fa, sulla base di considerazioni che mi hanno sempre visto nella parte del pessimista per antonimasia, convinto che la fine vicina della ideologia capitalistica e le enormi disuguaglianze provocate dal regime liberista della concorrenza senza limiti, si sarebbero risolte in una tragedia epocale, in cui le vecchie idee di progresso,benessere, civiltà sarebbero state rimescolate in modo violento.
Mi è stato consigliato di vedere il bicchiere mezzo pieno; di sorridere e di pensare che “la sinistra” avesse ancora un preciso significato e che non era vero che  una guerra tra masse di diseredati e manipoli di pochi ricchi e potenti fosse inevitabile, ma che, una politica capace di ridurre gli eccessi di ingiustizia qui e ovunque, riducendo le differenze troppo stridenti, avrebbe evitato il peggio.
Oggi trovo quasi tutti arroccati su una difesa impossibile degli assetti che ci vedono privilegiati.
Vedo irrobustirsi atteggiamenti dettati dalla paura e da nascente “razzismo” almeno culturale.
Vedo avanzare la tentazione di dar ragione ai vari Salvini o Le Pen.
Mi trovo spiazzato.
Da pessimista senza speranza, mi scopro incapace di sentirmi minacciato dall’islam e quindi incoscentemente ottimista.
Scopro che le mie tristezze (per la fine di una “civiltà” cui sento di appartenere fin nel midollo – la civiltà della borghesia -mai esistita davvero in Italia, dove si è confusa con il ceto medio - che non mi obbligano a indossare armature di sorta, ma a considerare, con il massimo di lucidità possibile, le colpe morali, politiche  e strategiche della mia stessa parte, la cui involuzione è alla radice dei mali moderni e degli sconquassi conseguenti), sono viste come cedimenti imbelli di fronte alle ombre di una catarsi inevitabile.
Non è infrequente accorgersi in ritardo di essersi scambiati i panni.
 
Umberto Pradella

20 gennaio 2015

TANTO RUMORE PER NULLA:IL CASO DEI VIGILI ASSENTI LA NOTTE DI CAPODANNO A ROMA

 

 
 
 
 
Come era prevedibile , l’affaire dei vigili assenti a Roma la notte di Capodanno si è sgonfiato: dei 500 e passa certificati medici, solo qualcuno è contestabile.Stiamo parlando di nemmeno dieci vigili che avranno tutto il tempo di presentare le loro giustificazioni.Pene previste qualora ritenuti effettivamente  “colpevoli”:qualche debole reclamo o al massimo qualche giornata di sospensione.E allora?

Allora l’episodio ci insegna un paio di cose che dovrebbero essere tenute ben in mente da chi governa la città di Roma e soprattutto dal nostro caro Sindaco,il sor Ignazio.

Lasciarsi andare a dichiarazioni forti,chiedere l’immediato licenziamento dei colpevoli  di assenteismo si è rivelato un boomerang.Qui siamo a Roma non negli USA e si gioca con le regole della casa.Lei,caro Sindaco, e il suo comandante,Raffaele Clemente, avete dimostrato ancora una volta scarsa capacità gestionale e scarsissima empatia con il corpo dei vigili.Corpo dei vigili che in tutti questi anni si è dato delle regole ,con l’avallo del Sindaco di turno,che sanno utilizzare benissimo,che sanno modellare a perfezione a seconda le occasioni,che tirano fuori al momento opportuno con un sincronismo e con una solidarietà di corpo non comuni.E’ chiaro che la trappola di Capodanno non è stata casuale e che “l’epidemia” era nell’aria.Noi pensiamo che né il Sindaco,né il comandante Clemente né altri seduti in Giunta abbiano  avuto le antenne giuste  per intercettare o almeno rendersi conto della gravità della situazione,del pericolo né tantomeno abbiano saputo usare un po’ di intelligenza e di disponibilità al dialogo o almeno di ascolto.

C’è da dire però che un corpo di vigili che usa le regole che si è dato per mostrare  i propri muscoli al Sindaco e ad un comandante sgradito ai più,non dimostra un grande rispetto e senso di responsabilità per la città e per i cittadini che dovrebbe tutelare.Un corpo che non sente questo  e che antepone i propri “diritti” e le proprie “rivendicazioni” al proprio dovere e agli obblighi a cui lo richiama il fatto stesso di indossare una divisa,  non è un corpo di vigili  che ricopre  funzioni pubbliche.Al più è un corpo privato  composto da metronotte e  vigilantes.

Questa vicenda ,una triste vicenda,ha dimostrato ancora una volta che la capitale d’Italia,una grande città europea,è un gigante dai piedi d’argilla,i vigili,ma anche dotata di un cervello,il Sindaco e i suoi dirigenti e assessori,di scarso acume ed intelligenza.

Allora si riprenda il dialogo,si chiuda la trattativa ma si comincino a cambiare,anche lentamente le regole.Una città non può essere presa in ostaggio dai suoi dipendenti,tantomeno dal corpo dei vigili.
Poi dovremmo parlare dei medici che rilasciano i certificati di malattia forse un pò troppo superficialmente,che è una storia nella storia.Ma ci auguriamo che  a questo  ci penserà l'Ordine dei Medici.
Domenico Fischetto

19 gennaio 2015

BISOGNA RISPETTARE TUTTI ,NON SOLO SE' STESSI


 




Continuiamo nella pubblicazione delle  stimolanti riflessioni di Umberto,che ci aiutano a comprendere meglio quanto sta succedendo intorno a noi dopo i fatti di Parigi

Incomincio dalla mia interpretazione delle parole del papa sul pugno che, chi insulta la mamma di qualcuno, deve aspettarsi,

Il capo del cattolicesimo, dimenticando le finzioni buoniste a uso dei semplici, alla ricerca  un dialogo interreligioso, sempre più importante, nega al diritto “illuminista”,  di deridere la religione.

Una religione importante, che piaccia o no, non accetterà mai di essere diluita nel mare magno di un laicismo dalle mille sfaccettature, come grillo parlante e foglia di fico di un mondo deciso a ignorare qualunque “dover essere” che non sia quello imposto dal proprio credo.  

Il tentativo del papa, di accelerare (senza la presunzione prevaricante dei suoi predecessori) l’avvicinamento (integrazione?) tra le religioni del libro, che adorano sostanzialmente lo stesso dio,troverà grandi difficoltà con l’ebraismo (oggi diventato quasi soltanto la bandiera di un “popolo” compattato dalla storia),   meno con l’islam (nonostante lo scontro tra sciiti e sunniti e la rabbia salafita).

Ci saranno resistenze fortissime da parte dei conservatori cristiani - pappa e ciccia con il potere e nostalgici di un cattolicesimo presuntuoso e di chi vuole un cristianesimo matrice e spirito dell Europa (come i gesuiti francesi che hanno pubblicato sulla loro rivista  alcune vignette di hebdo).

Altrettante ne troverà tra chi soffia sul fuoco del fanatismo islamico, cioè di quelli che appatengono ai gruppi di potere che competono e insieme trafficano con i potenti occidentali.

 

Ieri sera,18 gennaio, dalla Gruber c’era anche Gian Carlo Bosetti, direttore di Reset, che  ha ricordato che in questo momento storico, le religioni – tutte e in tutto il mondo – godono di una formidabile ripresa. La spiegazione di questo fenomeno, secondo Bosetti, sta nel fallimento della inclusione e dell’aumentata  emarginazione di grandi masse di persone, mentre è aumentata enormemente la ricchezza globale.. La religione rimane l’unico rifugio

Condivido il pensiero di Bosetti e penso che, anche in occidente e in Europa, le  religioni e le schiere crescenti dei   poveri si confronteranno con la ricchezza arroccata dei pochi.    

 

Appartengo alla schiera di quelli che non hanno mai amato l’eccesso di correttezza. Dico cieco, sordo....e uso, in genere, termini non politicamente corretti, ho sempre comperato Il Male, non ho venerazione per il Gandhi induista integralista, dico peste e corna di padre Pio e giudico malissimo Teresa di Calcutta o De Amicis e i suoi libri con in testa il libro Cuore.....per cui, anche se molte vignette di hebdo mi sembravano di poco valore e spesso proprio brutte (a parte wolinski), continuo a pensare che la satira non possa essere ingabbiata. Se lo si consentisse, bisognerebbe, come al solito, affidare a qualcuno il potere di censurarla, con la certezza che le limitazioni crescerebbero in fretta e deborderebbero.

Però non posso essere d’accordo con la parata di ipocriti gestori del potere – non solo occidentali -, che nella migliore delle ipotesi predicano la moderazione responsabile e la virtù dei comportamenti  “opportuni”, e spesso   vedono la liberta di parola e di espressione come il fumo negli occhi, perseguibile in ogni modo consentito o no.

·          L’Arabia Saudita ha condannato gli assassini dei vignettisti poco prima di punire un blogger saudita con mille frustate, per aver criticato il clero wahabita.

·          Nethaniahu sfilava a Parigi e in Israele ci si chiedeva se la Francia non si fosse meritata gli attentati dato che aveva riconosciuto lo stato palestinese.

·          Era rappresentata la Turchia, paese in cui le carceri sono piene di giornalisti, e che ha adottato leggi fanatiche contro la blasfemia e che occupa manu militari una grossa fetta del territorio di un Paese membro della UE (ndr)

·          C’era Orban, ungherese che ha messo la museruola a tutta l’informazione, introducendo la censura e annientando l’opposizione.

·          C’era Rajoy che incarcera i pubblicisti baschi e che vorrebbe una Spagna cattolicissima ( non quella di Bergoglio) senza aborto e divorzio

·          C’era la Russia, l’Algeria  e tantissimi paesi in cui la libertà di opinione e di espressione è messa sotto i piedi, l’omosessualità è reato, l’offesa al potere è delitto gravissimo, e c’eravamo noi, ....

Ho letto da qualche parte che Hebdò aveva licenziato una redattrice che si era dichiarata antisemita (non so se sia vero)

Ho scritto che le uccisioni di Parigi mi avevano fatto più impressione di ogni altra e ho spiegato perchè. E’ vero, ma rimango attonito quando le quasi concomitanti uccisioni di massa, in Nigeria, di  Boko haram, e quelle di al Qaeda, nello Yemen, nello stesso giorno di Parigi, sono state ridotte a  “casi di cronaca” o argomento di analisi geopolitica. Nessuna manifestazione. Nessuno di questi importanti capi di stato e di governo che hanno sfilato a Parigi ha dimostrato una minima emozione per quelle stragi; nessun discorso.

C’ è nell’Occidente progredito, una pressochè totale indifferenza per la  violenza, quando le vittime non sono europee o americane.

Il nostro rispetto va soltanto alle nostre opinioni. La nostra pietà va soltanto ai morti della violenza contro di noi.

 

Quando ho ricevuto la mail di Franco che riportava alcuni versetti della sura n° VII ( “l’illetterato”) ho voluto andare a vedere. Ho letto tutta la sura (205 versetti) e credo di poter dire che il tutto non appare così delittuoso; e’tutto un ripercorrere di fatti biblici, dal genesi ai faraoni, .....

Sostengo che non è vero che il Corano sia un testo violento; non più della bbbbia, testo sacro del cristianesimo, e con pochi dogmi condivisibili per ogni religione monoteista, tra i quali la “guerra santa”,(che i fanatici hanno ingigantito a dismisura) occupa una posizione non certo di rilievo .

“e quando offrirete un sacrificio di azioni di grazie all’eterno, l’offrirete in modo di essere graditi.Lo si mangerà il giorno stesso che l’avrete immolato e il giorno seguente. Se ne mangerà il terzo giorno sarà cosa abominevole; il sacrificio non sarà gradito. E chiunque ne mangerà porterà la pena della sua iniquità, perchè avrà profanato ciò che è sacro all’eterno; e quel tale sarà sterminato fra il suo popolo” (levitico 19, pescato a caso)

“ e le mura crollarono. Il popolo salì nella città. E votarono allo sterminio tutto ciò che era nella città, passando a fil di spada uomini, donne, fanciulli e vecchi e buoi e pecore a asini.” (giosuè, la presa di Gerico 20, cercato)

Quasi tutte le pagine della Bibbia sono tremende

.La radici delle religioni del libro affondano tutte nella violenza e distinguono drasticamente tra credenti fedeli e non credenti o traditori o credenti così così. Per chi non crede fino al sacrificio di sè nell’obbedienza al dio, c’è soltanto pena e morte e ignominia e tremenda sofferenza. Sempre ai nemici, il dio degli eserciti riserva atrocità (e guarda caso tutto questo è sempre trasferito dalla divinità ai credenti tramite interpreti ben terreni e interessati)

Se ci si vogliono trovare spunti per fanatici, basta accomodarsi

Umberto Pradella

UN SOGNO

 
 
 
 
Se i sogni  spesso sono segnali premonitori,quello che ci racconta Gian Carlo sicuramente lo è.
 
Forse complice un brutto raffreddore, forse per le notizie drammatiche che affollano queste giornate, stanotte ho fatto un lungo sogno all’insegna della minaccia di contagi e virus sempre più infestanti. Dovevo accertarne l’eventuale presenza in me sottoponendomi a visite specialistiche e indagini connesse. Ma malgrado le minacce apparissero serie, le visite consistevano poi in incontri con persone normali, tipo un barbiere che all’alba a casa sua mi sistemava i capelli mentr...e io giocavo divertito con un suo vivacissimo bimbetto; o più tardi raggiungere una casa nascosta nel verde della campagna dove una donna di nero vestita mi invitava a passeggiare sotto i grappoli di una vigna ponendomi domande e ascoltando le mie risposte interessata. Mi sono svegliato, e mi è venuto da chiedermi se il messaggio del sogno non fosse quello secondo il quale le minacce dei virus anche i più terribili si affrontano e si sconfiggono tornando al gusto delle cose e degli incontri semplici e diretti: una sistemata alla testa curata da un bravo barbiere, il gioco spontaneo con un bambino, uno scambio di parola amica con una donna che la sa lunga. O dobbiamo per forza ritenerci esposti al rischio di kalashnikov ed ebola?
 
Gian Carlo Marchesini

18 gennaio 2015

"TRE RIGHE" IN EDICOLA IL NUMERO DI GENNAIO 2015


 La Lupa


Oggi 18 Gennaio 2015 in distribuzione  il numero di gennaio 2015 di
"Tre Righe le notizie e i protagonisti" presso le seguenti edicole:

Piazza Bologna
Largo Lanciani
Viale XXI Aprile/Nardini
Via Nomentana fronte S.Agnese
Via S.Angela Merici
Via S.Costanza/Via Nomentana

Se esaurito ,richiedetelo scrivendo alla redazione :trerighe3@virgilio.it

17 gennaio 2015

CITTADINANZA ATTIVA FA' ARRESTARE UN FUNZIONARIO DELLA REGIONE LAZIO

 
 
 
 
 
Pubblichiamo il comunicato stampa di Cittadinanza Attiva che ha sporto denuncia e fatto arrestare in flagranza di reato un funzionario della Regione Lazio, che aveva chiesto una mazzetta per svolgere una pratica di sua competenza.
L'episodio è sintomatico di quanto lavoro ancora si debba fare,malgrado i ricorrenti scandali ed arresti nella pubblica amministrazione, per cambiare il modo di pensare e di agire in certi ambienti della burocrazia.I cittadini  devono diventare sempre più protagonisti  responsabili di questo cambiamento e devono spezzare le catene del silenzio ,dell'omertà o della supina accondiscendenza davanti ad episodi del genere.
Un ringraziamento a nome della redazione di Tre Righe a Cittadinanza Attiva che ha dimostrato ancora una volta,come  la sua storia  insegna, coraggio ,determinazione ma soprattutto senso civico.
Ci auguriamo che il loro esempio sia seguito da tutti.
 
 
COMUNICATO STAMPA DI CITTADINANZA ATTIVA
Cittadinanzattiva su arresto Funzionario Regione Lazio: nostra collaborazione in azione GDF per ribadire ancora una volta no alla corruzione e necessità collaborazione attiva associazioni con forze dell’Ordine
Cittadinanzattiva Lazio in collaborazione con il comando della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma ha contribuito in modo decisivo e diretto all'azione condotta ieri nei confronti di un funzionario della Regione Lazio arrestato mentre incassava del denaro.
“L'impegno dei cittadini e delle associazioni nella lotta alla corruzione, per la legalità e la trasparenza nella pubblica amministrazione deve passare attraverso assunzione di responsabilità e collaborazione con le autorità e le istituzioni senza se e senza ma, ha dichiarato Roberto Crea, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.
“Ci domandiamo però come sia possibile che negli uffici regionali non vengano attivati controlli interni più serrati”, ha continuato Crea, “procedure di rotazione degli incarichi nelle aree più esposte a fenomeni corruttivi o concussivi, e osserviamo preoccupati che il piano triennale anticorruzione della regione non è' ancora attivo. Chiediamo atti e azioni immediate e decise da parte della regione Lazio. Ci offriamo come sempre per affiancare e a tutelare i cittadini vittime di presunti abusi amministrativi, consapevoli e certi che la battaglia per la legalità a Roma, nel Lazio e nell'intero Paese sia ad un punto critico e decisivo che richiede il massimo impegno di tutti”.
“Cittadinanzattiva è da anni impegnata in prima linea contro la corruzione”, ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, “e questa azione nel Lazio dimostra che più che i proclami servano azioni effettive di collaborazione con le Forze dell’Ordine. Ci auguriamo adesso che i piani anticorruzione della PA vengano adottati con urgenza da tutte le amministrazioni del nostro Paese. Questo episodio evidenzia inoltre come il ruolo delle organizzazioni civiche possa fare la differenza”.
 
 
 

 

Inizio messaggio inoltrato:

Da:Aurelia Cittadinanzattiva <cittadinanzattiva.aurelia@gmail.com>
Data:17 gennaio 2015 14.31.49 GMT+01.00
A:undisclosed-recipients:;
Oggetto:IMPORTANTE - ABBIAMO FATTO ARRESTARE UN FUNZIONARIO DELLA REGIONE LAZIO - AZIONE INSIEME ALLA GUARDIA DI FINANZA DI ROMA


Questo episodio ad di là del bieco reato e di chi lo ha perpetrato è tuttavia molto indicativo.
Nonostante la continua opera in corso da parte delle forze dell'ordine e la marea di arresti c'è ancora chi pensa di poter taglieggiare impunemente i cittadini.
La sfacciataggine di questo episodio è frutto di una convinzione diffusa di certi ambienti; visto che loro vivono di corruzione TUTTI sono corrotti, tutti hanno qualcosa da nascondere e quindi sono potenzialmente predisposti a farsi spennare.
Aggiungiamo la sfrontata e stupida presunzione di essere più furbi di quelli che si sono già fatti beccare.

Questa operazione è anche frutto di un nuovo metodo di approccio di cittadinanzattiva in presenza di reati. nessuna tolleranza, maggiore incisività e piena collaborazione con le forze dell'ordine, per perseguire ogni violazione dei legittimi diritti dei cittadini.

per i dettagli vi invito a leggere di seguito il racconto di Roberto:
Claudio


Data: 16 gennaio 2015 alle 21.56
Oggetto: IMPORTANTE - ABBIAMO FATTO ARRESTARE UN FUNZIONARIO DELLA REGIONE LAZIO - AZIONE INSIEME ALLA GUARDIA DI FINANZA DI ROMA

Gentili tutti e tutte
voglio raccontarvi una storia della quale dobbiamo essere tutti orgogliosi, ma anche preoccupati come cittadini.
Lunedì mi sono recato per un appuntamento in Regione, presso l'ufficio dell'unico funzionario che si occupa di bandi all'interno della Direzione Regionale per lo Sviluppo economico e le Attività produttive - Area Commercio e Servizi al Consumatore.
Al termine dell'incontro, al quale erano presenti altre persone, mi ha preso in disparte e mi ha detto che gli servivano 1200 euro per cambiare la caldaia che si era rotta e che non aveva disponibilità. Al mio iniziale rifiuto, ha detto che sarebbe bastato anche qualche centinaio di euro.
Sono rimasto basito e ho preso tempo, anche per vedere se avevo capito bene, ma soprattutto perchè la cosa era molto grave. E' il funzionario responsabile dei bandi, della documentazione, della regolarità degli atti e anche la persona che avvia i mandati di pagamento dopo aver controllato le rendicontazioni. Una persona di 65 anni a soli due anni dalla pensione.
Come sono uscito dagli uffici regionali mi sono recato dal nostro amico avvocato Stefano Maccioni che voglio ringraziare per la delicatezza, la professionalità, la generosità e l'amicizia con la quale mi ha seguito in questo complesso percorso che ha preso praticamente tutta la settimana fino ad oggi.
Abbiamo deciso senza indugio di recarci a denunciare il fatto alla Guardia di Finanza, anche per chiarire alcuni contorni incerti della vicenda.
E' iniziato un rapporto di grande fiducia e collaborazione stretta con il Nucleo della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza che nei giorni seguenti ha definito insieme a noi come procedere per bloccare in flagranza il funzionario sospetto.
E' stato sviluppato un piano attento a tutti i particolar che vedeva il sottoscritto come protagonista: mi hanno sistemato, nel giorno dell'azione che è stato ieri, un microfono e una micro camera nascosti addosso e ho prelevato 1000 euro che sono stati fotocopiati e registrati.
Le banconote sono state sistemate all'inerno di una serie di buste e preparate per la consegna, che in parte si vede, nella sua parte più importante, nel filmato allegato girato dalla telecamera che indossavo, e in parte da altre telecamere delle squadre di agenti e ufficiali della Finanza che erano appostati.
Passata la mazzetta (ascoltate bene le parole e guardate i gesti del funzionario), si è allontanato: ho dato l'ok all'intervento ed è stato arrestato e portato via.
La caldaia, per inciso, è stata controllata e risulta abbastanza nuova e funzionante.
Il nome di Cittadinanzattiva non è stato fatto nel comunicato stampa della Guardia di Finanza per tutelarmi, ma l'abbiamo fatto uscire al TG3 di stasera e siamo stati autorizzati a renderlo noto solo oggi pomeriggio tardi.
I bandi che fa la regione rappresentano, per come gestiti, un sistema che non funziona e che non porta benefici sostanziali ai consumatori, e lo denunceremo con chiarezza. Ci sono evidenti carenze nei controlli e nella sorveglianza, obbligatoria, da parte dei dirigenti. La regione Lazio non ha ancora approvato il piano triennale anticorruzione, mentre Roma Capitale lo applica da molti mesi, dopo averlo discusso con le associazioni.
Siamo orgogliosi che il nostro movimento si sia reso protagonista ancora una volta (purtroppo da solo) di un segnale forte e coraggioso a tutta la pubblica amministrazione e alla cittadinanza: non siamo tutti uguali, si può agire contro la corruzione e i corrotti, c'è che ci aiuta (nel caso specifico la Guardia di Finanza e la Procura di Roma) e possiamo portare a casa risultati importanti.
Adesso distribuite questo messaggio, per favore, il comunicato stampa e la rassegna stampa con il filmato a tutti i vostri contatti, sui social, sulle vostre pagine Facebook, su WhatsApp e Twitter (vogliamo lanciare il messaggio#noi combattiamo la corruzione) sui vostri network affinchè possiamo guidare come sempre una reazione positiva e costruttiva, concreta e pratica.
Ditelo a tutti e tutte che noi siamo questi qui, quelli che la telecamera la indossano anche con qualche rischio oltre che con grande senso di responsabilità, non quelli che sono davanti all'obiettivo. Mi sono sentito di rappresentare tutti e tutte voi quando ho deciso di fare questa azione e sono fiero di averlo fatto a nome di tutti e tutte.
Questa è cittadinanza attiva, questa è Cittadinanzattiva.
Ci costituiremo ovviamente parte civile nel procedimento.
Grazie mille ad Alessandro Cossu per l'aiuto con i media in questi giorni e per i consigli.
Un abbraccio
Roberto Crea
Segretario Regionale
Cittadinanzattiva Lazio Onlus
Via Domenico Silveri, 10 - 00165 Roma
06 3729924 begin_of_the_skype_highlighting 06 3729924 GRATIS end_of_the_skype_highlighting
r.crea@cittadinanzattiva.it
3351315940
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