9 settembre 2015

LA REPUBBLICA DELLE DUE SICILIE


 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Le anacronistiche  teorie secessioniste non appartengono solo al delirante Salvini ma,come si può leggere da questa lettera,sono in buona compagnia anche al Sud.
D.F.
 
 Regno delle Due Sicilie - Mappa
La Repubblica delle Due Sicilie. RSAR
L’'appartenenza a questa Italia è diventata una spada di Damocle che pende minacciosa sulle nostre teste.
Fin dal momento della formazione di questa Italia, ormai 150 anni addietro, la sorte della Sicilia in particolare e dell’intero Meridione in generale, è stata segnata dallo sfruttamento, dal latrocinio, dalla corruzione, ed è continuato, senza soluzione di continuità, fino ai nostri giorni, con la minaccia di proseguire saltellando da un ventennio all’altro.
L’inizio della fine cominciò con uno dei banditi più avidi, privo di ogni forma di scrupoli, quel Giuseppe Garibaldi, cacciato dall’Argentina dopo aver subito un processo e una condanna per furto di cavalli; a quei tempi in Argentina proprio ai ladri di cavalli si tagliava un orecchio, per renderli sempre identificabili; per questo non esiste nessuna immagine pubblica del bandito dove risultano visibili le orecchie.
Il latrocinio del banco di Palermo e del Banco di Napoli, fu reso possibile dalla corruzione dei generali comandanti, rispettivamente la piazza di Palermo Landi e la piazza di Napoli Lanza; per denaro evitarono lo scontro con la banda dei garibaldini da Calatafimi e Palermo e a Napoli, ordinando la ritirata dell’esercito borbonico soverchiante in numero e armamenti.
A Torino aspettava ansioso l’'aspirante sovrano Vittorio Emanuele II, paradossalmente indicato come “padre della patria; in realtà padre lo fu, ma di moltissimi piemontesi, figli di quelle madri che si offrivano al sovrano ben sapendo che l’auspicata gravidanza avrebbe fornito benessere a loro e a tutti i discendenti per parecchie generazioni.
Gli eccessi sessuali di Vittorio Emanuele II, gli varrebbero molto meglio il titolo di inventore del bunga-bunga, del quale ha fatto vanto un altro “re senza corona” con un centinaio d’anni di ritardo.
Le sorti del nascente regno sabaudo traballava, poiché non possedeva l’autorevolezza della Storia, né, tanto meno, l’autorevolezza delle persone, da Cavour a Mazzini.
Fu Cavour che affrontò di petto la fragilità del nuovo regno e vi pose rimedio: “Qui ci vuole una puttata!” deve avere borbottato l’esimio conte, e fu il momento di gloria della contessa Castiglione, già amante di tutti i maggiorenti che bivaccavano nelle prossimità della corte sabauda; venne inviata a Parigi con l’incarico di convincere, a modo suo e con l’aiuto di una vasta e collaudata esperienza, da far impallidire tutte le attuali olgettine messe insieme, facendole apparire come ingenue novizie, il sovrano francese Napoleone III.
La trappola di Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini Verasis Asinari, contessa di Castiglione (questo il suo nome intero), ottenne lo scopo; la storia non scende nei particolari, ma la contessa ebbe ragione del sovrano, il quale impelagò la Francia in una guerra, soddisfatto delle prestazioni della contessa.
Quindi la tanto osannata unità d'Italia e'figlia del bandito Garibaldi, dei vari Cavour, Mazzini & C.,Garibaldi e ....della Castiglione
Con tali fondatori cosa dovevamo aspettarci?
In un momento di pax politica, scoppiò lo scandalo della Banca Romana:
che ha solo anticipato la teoria di scandali che hanno punteggiato la storia d’Italia e, adesso, anche la cronaca…nera.
Così il profondo vuoto si è materializzato in un Matteo Salvini che rincorre i consensi, i voti degli elettori del Meridione, arruolando ingenui picciotti, catalogati nei circoli “Noi con Salvini”, con uno slogan che offende l’intelligenza degli elettori del Meridione che recita “Innanzitutto il Nord”, seguendo le orme del predecessore Berlusconi che ha interpretato il Meridione d’Italia, come il suo personale bacino di voti, dopo quella sconcertante vittoria in Sicilia per 61 a 0, ottenuta grazie ai buoni uffici delle varie confraternite mafiose.
Certo andrebbe molto meglio una rinata Repubblica delle due Sicilie, possibilmente confederata con
Unione del Maghreb arabo; potremmo autorevolmente cancellare dalle nostre strade tutti i nomi che abbiamo accennato, a cominciare da Garibaldi.
Rosario Amico Roxas

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