30 dicembre 2016

IL CORAGGIO DI UNA GENERAZIONE


Su Repubblica del 28 dicembre nella pagina Lettere Commenti&Idee è stata pubblicata la lettera che riportiamo di seguito e che merita una riflessione da parte di tutti noi alla luce delle giovani vite di italiani deceduti all’estero in questI  annI orribilI alla ricerca di un lavoro che in Italia spesso non c’è. Si sono spesi fiumi d’inchiostro e innumerevoli servizi televisivi, ma una riflessione pacata e obiettiva come questa del lettore Alberto Voltaggio non era stata fatta o almeno noi non l'avevamo letta e per questo la riproponiamo ai nostri lettori.
 Fuori da ogni  retorica e da ogni piagnisteo, che poi sono lo sport nazionale.
D.F.
 
Una ragazza italiana dell’attentato del 7 luglio 2005 alla metro di Londra, un’altra uccisa un anno fa al Bataclan di Parigi, una terza nel recente attentato a Berlino. Tutte erano in gamba e apprezzate, a Londra, a Parigi, a Berlino. Solo una coincidenza? Non penso. Si dice che i giovani cercano lavoro in altri Paesi perchè non lo trovano in Italia. Ma si è voluto dar vita alla Comunità Europea, è naturale che lo scambio tra Paesi non sia fatto solo di imprese, merci, regole e una comune moneta, ma anche di libertà di movimento e di lavoro. L'obiettivo ideale dell’Europa è formare cittadini europei .Questa trasformazione i giovani  la comprendono, gli altri fanno fatica. Questa generazione esprime una voglia di conoscenza, esperienze, cosmopolitismo che và al di là della necessità immediate e che denota vitalità e  coraggio.
Allora non parliamo di una coincidenza, piuttosto di una bellissima testimonianza , purtroppo finita tragicamente.
Alberto Voltaggio

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