31 maggio 2018

Dai giornali di oggi 31 maggio


Lega e M5S riaprono le trattative, ultima chance per fare il governo (Stampa e tutti). In serata, a  fare la mossa che riapre uno spiraglio per una soluzione politica alla crisi è Di Maio: “Un altro nome per il Tesoro, ma Savona resta in squadra. Ora dipende dalla Lega”. Salvini: “Valutiamo, la porta non è chiusa. Stiamo ragionando su una squadra forte per un progetto forte” (Messaggero e tutti). Un passaggio, scrive il Foglio, che segna la tregua tra grillini e Colle, che fanno sponda per convincere Salvini a non tornare a votare. Sul Messaggero le condizioni di Savona: farò un passo indietro solo se lo chiede la Lega. Cottarelli resta in attesa: il Colle vuole una risposta rapida o manderà in campo lui (Repubblica). Sul Corriere, nell’analisi di Breda, i ripensamenti di Mattarella, condivisi su Cottarelli, dopo il martedì nero in Borsa: meglio tornare sul governo politico. A chiamare Di Maio per riaprire la via a un governo Lega-M5S sarebbe stato lo stesso Mattarella,  a patto di non ricevere una lista-fotocopia del governo Conte. Il riferimento era alla casella del Tesoro. Ieri il faccia a faccia con il leader grillino, civile e sereno, ma comunque interlocutorio, non potendosi impegnare anche per il leader della Lega, in giro per comizi. Intanto Cottarelli tiene pronta la squadra, ma in Parlamento non lo voterà praticamente nessuno. Renzi conferma l’astensione del Pd e avverte: “Se Cottarelli non prende la fiducia le Camere devono essere immediatamente sciolte, altrimenti c’è davvero il rischio impeachment” (Corriere, Messaggero). La giornata numero 87 della crisi resta in bilico tra le due opzioni del governo neutrale del presidente o di quello politico formato da Lega e Cinque Stelle. Governo politico dove, per il Corriere, Savona potrebbe essere spostato agli Esteri, Salvini all’Interno, Di Maio al Lavoro e allo Sviluppo Economico. Per l’Economia voci (smentite) di coinvolgimento di Pierluigi Ciocca, vicedirettore della Banca d’Italia ai tempi di Ciampi. Ora la palla è nelle mani di Salvini: per la Stampa la discussione nella Lega è aperta e il leader del Carroccio sarebbe pronto ad accettare. “Ma deve essere chiaro che è stato Luigi a piegarsi”. Anche il Corriere parla di Salvini pronto a rilanciare: “Farò una proposta più forte perché nasca un governo, aperto anche a Giorgia Meloni”. Fdi ci starebbe. Il Giornale a riguardo parla di fuga in avanti della Meloni: “Siamo pronto a dare una mano”.
L’incognita è Salvini: è già in campagna elettorale, scrive il Corriere, e ora il bersaglio è Mattarella, e se non si trovasse un accordo, Salvini punterebbe a elezioni a metà settembre, non escludendo la corsa in solitaria. Repubblica avanza invece l’ipotesi di un patto Lega-Meloni, una lista sovranista in caso di elezioni a breve, che superi i 5 Stelle relegando ai margini Berlusconi. Ma il Giornale parla di telefonata i chiarimento tra Berlusconi e Salvini, con le rassicurazioni del leghista: “Agisco nel centrodestra”. I due d’accordo sul voto solo dopo l’estate.  Il Corriere registra i primi dubbi nel Carroccio sul “Capitano”. Repubblica rimarca invece le giravolte di Di Maio, “statista improvvisato”, a sua volta nel mirino dei parlamentari 5 Stelle. Anche su Corriere e Messaggero il “processo” a Di Maio scattato tra i Cinque Stelle: “Ti sei fatto fregare da Salvini, se si vota ci asfaltano”.
In subbuglio anche la sinistra, dopo l’intervista di Calenda ieri al Corriere per lanciare il Fronte repubblicano, un nuovo soggetto europeista con a capo Gentiloni. Leu si sfila, scettico anche il Pd. Prodi favorevole. (Giornale). Su Repubblica parla Veltroni: “Il momento è drammatico, il popolo è ingannato da Lega e Cinque Stelle: un delirio di colpi di scena ha indebolito l’Italia, la democrazia e le tasche dei cittadini. La sinistra, immobile come una statua di sale, ha grandi spazi. La guidi Gentiloni per ricostruire l’identità di un partito che oggi litiga su tutto e rimetta insieme una coalizione vera”.

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