9 maggio 2018

Dai giornali di oggi 9 maggio




Il governo del Colle è già pronto ma Lega e M5S trattano ancora (QN). “Dipende tutto da Di Maio e Berlusconi. Se Di Maio toglie i veti, il nostro governo parte – dice Salvini al Messaggero -. Idem, se Berlusconi accetta di essere parte di questo percorso in forme che si dovranno valutare ma non saranno forme dirette. Comunque, io l'alleanza di centrodestra non la rompo”. Pressing dei leghisti su Berlusconi affinchè faccia un passo di lato e conceda l'appoggio esterno, altrimenti si torna al voto (Repubblica). Ma Berlusconi frena, anche se resta uno spiraglio (Corriere e tutti). Il leader di Fi potrebbe astenersi dalla fiducia e appoggiare solo i provvedimenti previsti dal programma di centrodestra. Ma il M5S non si fida più delle promesse della Lega e, a meno di una segnale definitivo, pensa alle urne: punta al Nord e a incassare i voti dem (Messaggero).
Alle 17 scade l'ultimatum: senza accordo politico sarà il governo di Mattarella (Stampa). Ma, se i partiti lo chiedono, è disposto a concedere altre 24 ore (Repubblica). Il Quirinale convoca il premier “neutrale”, la scelta dovrebbe cadere su una donna (Messaggero): Belloni e Cartabia in pole. Si punta ad un esecutivo snello, composto da 12-13 ministri, con Salvatore Rossi (ex dg Bankitalia) verso l'Economia, mentre per la Stampa sarebbero in corsa Cottarelli o Tabellini per le Finanze. Idea Bebe Vio allo Sport (Fatto). In caso di mancata fiducia, il capo dello Stato sarebbe pronto a sciogliere le Camere, ma la data delle urne sarebbe lasciata ai partiti: fine luglio o ottobre. Ma gli esperti lanciano l'allarme sul rischio urne deserte in caso di voto in estate, che per i sondaggisti premierebbero la Lega (Repubblica e altri).
Intanto, M5S e Lega negano la fiducia, con Salvini che attacca: “Sarebbe un governo fantasma. Gli italiani sanno che il voto può essere una extrema ratio”. Ma Brunetta alla Stampa avverte: “Pensare di risolvere tutto con le urne mi sembra una follia”.
Nel frattempo Salvini rivendica: “L'incarico spettava a me, ma Mattarella non l'ha voluto concedere”. E la Meloni sul Giornale scrive: “Viene il sospetto che questa rigidità, non giustificata dai numeri, sia motiva da un'allergia ideologica nei confronti del centrodestra”. Ma Breda sul Corriere scrive: negato incarico a Salvini perchè non era in grado di dimostrare di disporre della maggioranza e perchè, se non avesse trovato i numeri, avrebbe portato lui il Paese al voto, con indebito vantaggio.
Nel Pd, unico partito disposto a votare la fiducia al governo di “servizio” del Colle, si inizia a ragionare sul voto anticipato: Gentiloni candidato premier della coalizione di centrosinistra (su tutti). Intanto, convocata per il 19 maggio l'Assemblea per la scelta del segretario: Martina o Guerini i nomi, anche se “il leader – avverte Renzi – lo sceglieranno le primarie”. Ma il Congresso non sarà possibile se si andrà al voto prima di dicembre. Rosato al Mattino: “Prevalgano intelligenza e senso di responsabilità in modo da non far cadere nel vuoto la proposta di Mattarella. Ma se non ci fosse la fiducia in Parlamento, allora meglio andare al voto il prima possibile”. “Non temiamo le urne – dice il capogruppo Marcucci al QN -. A prescindere dal nome di chi guiderà il partito, serve un clima unitario”. Fassino a Repubblica: “Dividersi sarebbe da irresponsabili, bisogna riunire la sinistra e riprenderci i voti perduti”.
Per quanto riguarda le notizie locali grande spazio all'autobus bruciato in centro (finché bruciano in periferia va tutto bene) e alla crisi atac.

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