18 maggio 2018

SGUARDI

 
 
 
Non so voi,‭ ‬ma io provo sempre più frequente uno stato d‭’‬animo sotterraneo,‭ ‬un sottile e allarmante presentimento che tutto può succedere,‭ ‬e che qualcosa di terribile sta arrivando.‭ ‬È la sensazione di un incontrollabile crescendo,‭ ‬come se nel mondo qualcosa di fondamentale per la vita si stesse via via sgretolando.‭ ‬Non penso sia un problema solo mio,‭ ‬anche se sicuramente di mio qualcosa ci metto.‭ ‬Lo sento nell‭’‬impatto con gli occhi di chi ancora non ha rinunciato a incrociare i tuoi,‭ ‬e sono sempre più pieni di un interrogativo disperato.‭ ‬E ancora peggio in chi a incontrare il tuo sguardo ha rinunciato.‭ ‬Sento che tra gli umani circola sempre meno fiducia,‭ ‬speranza,‭ ‬senso,‭ ‬come‭ ‬se‭ ‬si vivesse sempre più rintanati‭ ‬nell‭’‬immediato.‭ ‬Per strada si sente ancora qualche grido o risata di bambino,‭ ‬ma le facce dei genitori esprimono l‭’‬allarme di chi si attende solo altri orrori.‭ ‬E non credo questo sia solo dovuto alle strategie di chi ritiene di controllare meglio le persone alimentando paure e terrori.‭ ‬E neppure che questo sia un dato che riguarda esclusivamente Roma e i suoi cronici disastri.‭ ‬Non sappiamo più che cosa sta succedendo e arrivando.‭ ‬O meglio, temiamo di saperlo benissimo,‭ ‬e preferiamo non dirlo.‭ ‬In giro c‭’‬è troppo disordine e caos,‭ ‬solitudine e abbandono.‭ ‬Dovremmo fermarci tutti cominciando ad avere almeno il coraggio di riconoscerlo e dirlo.‭ ‬E,‭ ‬prima che qualcosa di irreparabile accada,‭ ‬ragionare sul cosa fare tutti insieme per evitarlo.
 
Gian Carlo Marchesini

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