Il 4 agosto del 2012 ci lasciava Renato Nicolini. Un personaggio unico nel suo tempo e un gigante se rapportato poi al deprimente panorama politico romano di oggi. Un grande assessore che ha riportato i cittadini a vivere Roma, dopo anni e anni di scontri di strada fra opposti gruppi di estremisti. Ricordiamo il festival dei poeti a Castel Porziano, le rassegne a Massenzio, il Napoleon di Abel Gance al Colosseo, la riapertura fortemente voluta di Villa Torlonia (Chi si ricorda che nel 1976 era chiusa al pubblico?), le rassegne di teatro all'aperto, la musica a Villa Ada e sull'Appia Antica con D'Agostino, la chiusura della rotatoria del Colosseo, le mille inizative culturali....Grazie Renato !
4 agosto 2016
3 agosto 2016
Rio de Janeiro:Olimpiadi per chi?
Le Olimpiadi di Rio, al via venerdì 5 agosto, possono insegnare qualcosa a noi romani in vista della molto improbabile candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024? I sostenitori della candidatura di Roma o sono in buona fede e fanno finta di ignorare i pericoli che si celano dietro una possibile candidatura, oppure sono in malafede: lo sanno benissimo ma per il loro tornaconto spingono che si facciano.
Noi ci auguriamo che il buon senso prevalga. Abbiamo ben altri problemi da risolvere in una città disastrata e le risorse disponibili dovrebbero essere impiegate per dare servizi pubblici degni di una Capitale piuttosto che per una vetrina internazionale che arricchirà pochi e impoverirà molti .
D.F.
D.F.
da: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3567
PROVACI ANCORA MARINO!!
Se non esistesse bisognerebbe inventarlo uno come Ignazio Maria
Marino. Non contento di aver finora presentato tre petizioni per altrettanti
importanti temi quali le unioni civili,
affittopoli e la step child adoption (vedi anche Tre Righe del 5 febbraio e del
16 maggio 2016) , adesso l’ex Sindaco ne
ha presentato un’altra sulla piattaforma change.org per difendere la
pedonalizzazione dell’area dei Fori e l’allontanamento dei camion bar dal
ventilato provvedimento della Giunta Pentastellata di riaprire, anche se in
maniera limitata, ai mezzi pubblici e ai taxi nonché di far stazionare davanti
al Colosseo ed in altri luoghi storici i camion bar .
Come non dargli ragione? Soltanto che secondo noi sbaglia : è
o non è iscritto al Partito Democratico? E’ o non è il PD rappresentato in aula
Giulio Cesare da un “agguerritissimo” gruppo consiliare capeggiato dalla
signora De Biase in Franceschini? Forse non ha troppa fiducia nei suoi compagni
di partito?
Anche in questo caso : come non dargli ragione visti i
precedenti. Allora due sono le domande a cui dovrebbe rispondere: che ci sta a
fare in un partito di cui non si fida? Perché presenta le sue rivendicazioni su
una piattaforma in rete e non prende un bel cartello per esempio e si mette a
manifestare a Piazza del Campidoglio? O perché non si incatena alla colonna
Traiana ? O perché non sale in cima al Colosseo per gridare il suo sdegno? Rispondere
alla prima domanda è un mistero. Dopo tutte le coltellate che gli hanno
inferto, sarebbe stato il minimo
sindacale andarsene da quel partito. Ma per carità rispettiamo la sua scelta.
Ma per le seconde , azzardiamo un sospetto. Forse il professore Ignazio Maria
è negli Stati Uniti dove felicemente lavora e quindi è più facile movimentarsi
in rete piuttosto che farlo personalmente? E’ sicuramente meno dispendioso,
ricordiamoci le origini genovesi, e ha
un impatto forse meno visibile dall’essere incatenato o strillare come
Albertone le sue proteste dall’alto del Colosseo, ma efficace quanto basta per
far parlare di lui.
L'importante è che si tenga viva e accesa la memoria della
sua memorabile sindacatura a Roma e della sua statura politica. Poi la sua
petizione sui camion bar, sulle macchine per via dei Fori Imperiali farà la
fine delle precedenti: cadrà nell’oblio, nel dimenticatoio più assoluto. L’importante
che la fiammella di Marino come una luce nella notte buia, rimanga accesa.........ad intermittenza.
Domenico Fischetto
| ||||||||||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||||||||||
2 agosto 2016
Appello per la salvaguardia della democrazia e della libertà della cultura in Turchia
|
|
Un atto che ha suscitato non poche perplessità in relazione agli attacchi alla libertà di espressione del pensiero, in ogni sua forma, che Erdogan e i suoi governi praticavano da mesi con chiusura di giornali di opposizione, incarceramenti, uccisioni, al di fuori di qualsivoglia legittimità. Senza parlare dell’arroganza con cui respingeva ogni richiesta di riconoscimento di un fatto storico accertato, il genocidio degli armeni, o del non troppo lontano sostegno all’Isis, o della persistente politica di persecuzione del popolo curdo.
Ebbene, negli ultimi giorni, con il pretesto del colpo di Stato, Erdogan ha messo in atto la più feroce, sistematica azione combinata di repressione/prevenzione che si ricordi nella storia recente del mondo. Epurazioni di massa (sulla base di liste evidentemente già pronte), imprigionamenti, uccisioni, sospetti suicidi, e minacce, in un clima di caccia alle streghe che rinvia a tristi precedenti storici.
Noi non entriamo nel merito delle responsabilità del golpe, ma riteniamo che l’UE, le nazioni che si dichiarano democratiche, l’ONU, non possano rimanere inerti e silenti.
Noi sottoscritti, docenti universitari, in particolare, e uomini e donne che lavorano nella formazione, nell’organizzazione culturale, nell’informazione, esprimiamo la più ferma condanna dell’azione volta a mettere sotto tutela l’intera università turca e gli altri apparati, pubblici e privati, culturali e di formazione dell’opinione pubblica: ricordiamo che tutti i docenti turchi hanno ricevuto il divieto di espatrio, tutti i decani (1577) sono stati sospesi, come è stato per 15.200 docenti di scuola, funzionari e, ancora, magistrati, militari, poliziotti, quando non sono stati semplicemente licenziati, o peggio: arrestati e gettati in condizioni disumane in carceri di fortuna, denudati, ammanettati, malmenati.
Con il pretesto del colpo di Stato, in sintesi, Erdogan, già presidente autoritario, sta trasformando la Turchia in una vera e propria dittatura, con l’aggravante del connotato islamista, come la minaccia del velo obbligatorio per le donne lascia temere.
Noi sottoscritt* chiediamo a tutta la comunità intellettuale di far sentire la propria voce, esercitando ogni pressione sulle autorità accademiche nazionali ed europee, perché esse premano sulle autorità politiche italiane, comunitarie e internazionali, facendo cessare immediatamente l’odiosa, violenta, inaccettabile azione di Recep Erdogan contro la cultura, contro la scuola e l’università, e contro ogni forma di Stato di diritto e di democrazia in Turchia.
21 luglio 2016
Angelo D’ORSI (Università di Torino)
Guido LIGUORI (Università della Calabria)
Prime Adesioni
Angelo DEL BOCA (storico, Torino)
Giuseppe CACCIATORE (Università Federico II, Napoli, Accademico dei Lincei)
Gian Mario BRAVO (Università di Torino, Emerito)
Gianni FERRARA (Università di Roma Sapienza)
Marco TRAVAGLIO (Il Fatto Quotidiano)
Paolo FLORE D’ARCAIS (MicroMega)
Pasquale VOZA (Università di Bari, Emerito)
Raffaele PERRELLI (Università della Calabria)
Gianpasquale SANTOMASSIMO (Università di Siena)
Marcello MUSTÉ (Università Sapienza, Roma)
Paolo FAVILLI (Università di Genova)
Giuseppe RICUPERATI (Università di Torino, Emerito)
Marzio ZANANTONI (editore e saggista– Milano)
Giovanni MAZZETTI (Università della Calabria)
Alfonso DI GIOVINE (Università di Torino)
Lea DURANTE (Università di Bari)
Fortunato Maria CACCIATORE (Università della Calabria)
Eleonora FORENZA (Università Roma Tre)
Alexander HÖBEL (Università Federico II, Napoli)
Francesca CHIAROTTO (Università di Torino – Historia Magistra)
Giuseppe SERGI (Università di Torino, Emerito)
Fabio FROSINI (Università di Urbino)
Franco PRINA (Università di Torino)
Cinzia SCIUTO (MicroMega)
Diana CARMINATI (già Università di Torino – ISM Italia)
Gregorio SORGONA’ (Università Roma Sapienza)
Edoardo CATERINA (Università di Firenze)
Andrea DOI (giornalista – Torino)
Dora MARUCCO (Università di Torino)
Cristina ACCORNERO (Università di Torino)
Elena Gaetana FARACI (Università di Catania)
Checchino ANTONINI (giornalista Popoff)
Vittorio BONANNI (giornalista - Roma)
Antonio CAPUTO (avvocato, Torino – Presidente Federgielle)
Elisabetta FORNI (Politecnico di Torino)
Silvia FRABONI (Insegnante, Torino)
Margarita LEIDO (Università di Valladolid - Spagna)
Alfredo TRADARDI (saggista, Torino – Coordinatore ISM Italia)
Luigi PUNZO (Università di Cassino)
Danila GHIGLIANO (artista e docente Accademia – Torino-Cuneo)
Alessandra MANGANO (Insegnante – Palermo)
Daniela MARENDINO (archivista – Torino)
Gualtiero MARINI (Università di Campinas - Brasile)
Alessandro MAURINI (Insegnante – Torino)
Immacolata MESSURI (Università di Cassino)
Guido PANICO (Università di Salerno)
Francesco CECCHINI (scrittore)
Marina PENASSO (Documentalista, Torino)
Maurizio PAGANO (Università di Firenze)
Elena SCHEMBRI (Università di Campinas - Brasile)
Eloisa D'ORSI (Fotoreporter, Milano-Torino-Barcellona)
Loris SAVINO (Fotoreporter, Milano)
Viviana CODEMO (Ricercatrice, Marea Research – Milano)
Arianna PUCCIONI (insegnante – Empoli)
Antonio SABATELLA (Campagna)
Giancarlo MONTALTO (insegnante)
Vincenzo DI LUZIO (Insegnante – Pratola Peligna)
Diego GIANNONE (Seconda università di Napoli)
Salvatore CINGARI (Università per Stranieri, Perugia)
Roberta BIASILLO (Università di Bari)
Anna LANARO (insegnante – Treviso)
Piero CARTA (insegnante – Cagliari, presidente sezione ANPI Monserrato)
Cristina PALOZZI (insegnante – Torino)
Giorgio BARBERIS (Università del Piemonte Orientale, Alessandria)
Leonardo CASALINO (Università di Grenoble, Francia)
Luca DI MAURO (Université Paris 1 Panthéon Sorbonne)
Pietro Simone CANALE (Università del Salento)
Anna D'ASCENZIO (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli)
Patrizia LARESE
Carla Maria FABIANI (insegnante – Lecce)
Giorgio SERRA (insegnante – Cagliari)
Vincenzo BRANDI (ex ricercatore ENEA)
Marco GOBETTI (attore e drammaturgo – Torino)
Valentina CABIALE
Marialuisa GIANNONE (insegnante)
Vincenzo TRADARDI (già Universidà di Parma)
Per adesioni: info@historiamagistra.it
(23 luglio 2016)
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2016 DI NESSUNO TOCCHI CAINO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
|
| ||||
1 agosto 2016
THANKS OBAMA
La Presidenza Obama volge al termine e sarà la storia a valutare il suo lavoro. Tra luci ed ombre come sempre tracciare un bilancio a caldo è sempre difficile e si rischia di essere influenzati dagli avvenimenti contingenti.
In controtendenza invece questa mail degli ambientalisti americani di caloroso ringraziamento ad Obama per quanto sia stato fatto durante gli otto anni della sua presidenza in favore del clima.
Questo riconoscimento certifica i buoni risultati raggiunti e ci auguriamo che chi lo succederà possa continuare lungo il solco da lui tracciato non solo sul clima ma anche in favore della pace mondiale, dei diritti civili e della limitazione della vendita indiscriminata delle armi , tanto per citare i più importanti.
Buona lettura
July 22, 2016 | 6:00 AM
Thanks Obama! Five Ways the US Is Leading the World on Climate Change
Under President Obama’s watch, the US has expanded clean energy technologies, regulated carbon pollution from existing power plants for the first time, and passed major initiatives to improve energy efficiency – not to mention played a large part in the most ambitious international climate agreement to date, the Paris Agreement. But it doesn’t stop there. Let’s take a closer look at the steps the Obama Administration has made to accelerate clean energy in the US and fight climate change.
The Clean Power Plan
In 2014, the Environmental Protection Agency (EPA) released the Clean Power Plan, the first-ever standards to reduce carbon pollution from existing power plants. The EPA projected the plan would bring many, many benefits for Americans, including creating tens of thousands of jobs, saving US citizens as much as $155 billion in energy costs between 2020—2030, and helping prevent some 90,000 asthma attacks in children by 2030.The benefits didn’t end at our borders, either, as the plan showed the rest of the world we were serious about reducing emissions, leading to a landmark climate deal with China in 2015 that helped energize international climate talks that led to the historic Paris Agreement last year. The plan also was a cornerstone of the US commitment to reduce overall emissions 26—28 percent below 2005 levels by 2025 in the agreement.
However, in February of this year, the US Supreme Court issued a judicial stay on the Clean Power Plan after 27 states’ attorneys general sued the EPA to block implementation. This means that implementation of the Clean Power Plan is on pause until the court decides when the case should continue. While this is a setback, we believe that the court will ultimately uphold the legality of the plan.
Learn more about the Clean Power Plan by downloading our Clean Power Plan Activist Kit.
Coal Leasing Moratorium
Between 2009 and 2014, companies mined enough coal on public lands to put more than 3.9 billion metric tons of carbon pollution into the atmosphere. That’s the equivalent emissions of over 825 million cars on the road – every year.In January, though, the climate community had a major win when the Department of the Interior put a temporary freeze on leasing our public lands for coal mining (called a moratorium). The moratorium is a big deal because when coal is burned for energy, it creates more carbon dioxide per unit than any other fossil fuel.
The bottom line is when we lease our federal lands for coal, we’re helping fuel climate change. Right now, the Department of the Interior is collecting comments on the moratorium, giving Americans the chance to weigh in on how we power our nation – and protect our planet. You can help. Take action against coal mining on public lands today and submit a comment to the Department of the Interior
Proposed New Fuel Economy Standards
One of the more important moves by the Obama Administration that’s gone under the radar in some ways has been to significantly push fuel economy standards for the vehicles filling our roads and highways – and sending carbon pollution into the atmosphere. In 2011, the White House proposed new fuel economy standards for passenger vehicles, requiring an average performance equivalent of 54.5 miles per gallon by 2025. The administration also finalized new fuel economy standards for commercial trucks, vans, and buses, which are projected to save over 500 million barrels of oil and save American drivers an estimated $50 billion in fuel costs.These new standards are the most ambitious any US president has implemented, and will save consumers money at the pump, decrease greenhouse gas emissions, and reduce US demand for oil.
Improving Energy Efficiency in Homes and Businesses
The Obama Administration has focused on increasing energy efficiency not only to protect our environment, but also save Americans money and create jobs. One of the major ways the White House is accomplishing this is through the Better Buildings Challenge, a US Department of Energy initiative focused on making homes, commercials buildings, and industrial plants more energy efficient.The Better Buildings Challenge is projected to improve energy efficiency in commercial buildings by 20 percent by 2020 through investments in upgrading offices, universities, hospitals, and other commercial buildings. It’s also projected to save companies and business owners about $40 billion per year on energy bills, which can be used to hire more workers and benefit companies in other ways.
Cutting Methane Emissions
This May, the EPA announced final regulations to curb harmful methane emissions from new and modified oil and gas facilities. These first-ever federal methane pollution standards are a big part of how the US will reach its goal of cutting this pollution by 40–45 percent from 2012 levels by 2025.While there’s less methane than CO2 in the atmosphere, it’s much more powerful than carbon dioxide in trapping heat – 84 times more potent over 20 years, in fact. Which means it can still do a lot of harm to our climate. These new rules will help rein in the millions of tons of methane the oil and gas industry is leaking into the air, and is a big climate win for the Obama Administration – and all of us.
What You Can Do Next
President Obama has been serious about fighting climate change since he took office. While there’s undoubtedly more progress he’d like to see before the end of his term, he’s done more to address climate change than any US president before him.That’s why we need to ensure the progress that President Obama has made stays permanent, especially ending new coal leasing on public lands. Right now, the Department of the Interior is collecting comments on the coal leasing moratorium. Submit a comment now and help us send a strong message to Big Polluters that Americans want to end coal mining on federal lands permanently to create a sustainable, healthy future for our planet.
DANIELE FRONGIA L'ASSESSORE ALLA QUALITA' DELLA VITA E VICE SINDACO
Daniele Frongia
Quindi caro Daniele, ci permettiamo di darti un consiglio: ritira la querela, una bella stretta di mano e......... al lavoro. Ci interessa molto vederti all'opera e capire quali provvedimenti proporrai per migliorare la qualità della vita di noi romani. Intanto non ti complicare la tua.
Cinque anni sono lunghi da trascorrere.
Domenico Fischetto.
Cinque anni sono lunghi da trascorrere.
Domenico Fischetto.
da un post su fb di Anna Maria Bianchi Carte in Regola
CINQUESTELLE, NON CI POSSO CREDERE!. Possibile che un militante, consigliere e oggi vicesindaco del Movimento Cinquestelle faccia mandare una lettera dal suo legale a un giornalista perché ha registrato una sua intervista telefonica? Nel mio piccolo, anzi infimo, quando parlo con un giornalista dò per scontato che registri l'intervista, anzi me lo auguro, così in caso di falsificazioni c'è una prova tangibile di quello che ho detto veramente. E lo stesso vale per i giornalist...i, dato che troppo spesso i politici fanno affermazioni che si rimangiano prontamente quando si scatenano reazioni e polemiche, raccontando di non aver mai detto le frasi riportate (o averle dette con un senso diverso). In questi casi esiste solo uno strumento a garanzia di intervistato, intervistatore e anche dei poveri cittadini/lettori che sempre di più faticano a sapere la verità: la registrazione e la letterale trascrizione. Uno strumento di trasparenza, trasparenza che è il principale cavallo di battaglia del M5S, che non per niente da sempre promette la registrazione in streaming di ogni occasione istituzionale, come assemblea capitolina, commissioni etc. E credo che su temi di stringente attualità un pubblico amministratore non dovrebbe avere nulla da nascondere. Anche in una conversazione con un giornalista. Il vero problema mi sembra piuttosto la continua oscillazione sulla posizione da tenere riguardo alcune "patate bollenti" che Carteinregola ha sottoposto a M5S in campagna elettorale - e su cui non ha mai ricevuto risposte - come appunto lo Stadio della Roma. Anziché chiedere risarcimenti danni ai giornalisti, sarebbe urgente che i nuovi amministratori mettessero in pratica quello che promettevano quando erano all'opposizione: trasparenza, e soprattutto chiarezza su come intendono affrontare i problemi urgentissimi della città. Se lo facessero a viso aperto una volta per tutte, su tutte le critiche che una aggressiva ma prevedibile campagna sta muovendo da quando sono approdati al governo della Capitale, non avrebbero paura di nessuna conversazione con giornalisti di qualunque testata e colore. Lo dico nell'interesse della città: ragionate, spiegate
e dialogate con la parte della città che vuole il cambiamento. L'elenco di affermazioni e reazioni scomposte si allunga ogni giorno. Fermatevi finché siete in tempo. La città ha bisogno di gente con i nervi saldi che infonda sicurezzae che abbia le idee chiare (a proposito: sulle Olimpiadi di Roma2024, ogni giorno sui giornali leggiamo una posizione diversa - non sono una priorità, sono un'opportunità- Sarebbe davvero utile che la Sindaca Raggi dicesse direttamente ai cittadini cosa intende fare)
dalla pagina fb di Fernando Magliaro
e dialogate con la parte della città che vuole il cambiamento. L'elenco di affermazioni e reazioni scomposte si allunga ogni giorno. Fermatevi finché siete in tempo. La città ha bisogno di gente con i nervi saldi che infonda sicurezzae che abbia le idee chiare (a proposito: sulle Olimpiadi di Roma2024, ogni giorno sui giornali leggiamo una posizione diversa - non sono una priorità, sono un'opportunità- Sarebbe davvero utile che la Sindaca Raggi dicesse direttamente ai cittadini cosa intende fare)
dalla pagina fb di Fernando Magliaro
Iscriviti a:
Post (Atom)




