16 maggio 2014

COMUNE DI ROMA:IL GRIDO DI DOLORE DEI PALAZZINARI

da CINQUE QUOTIDIANO DEL 15 MAGGIO 2014

Comune di Roma: le costruzioni agonizzano, gli edili si ribellano

L'allarme lanciato dall'Acer: negli ultimi cinque anni gli investimenti nel settore a Roma e provincia sono scesi di un quarto. Occupazione a picco





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«Roma sta morendo». il minaccioso avvertimento campeggiava questa mattina con un paginone a pagamento di alcuni importanti quotidiani. Una inconsueta iniziativa dei costruttori romani (Acer) da tempo in polemica con l’amministrazione Marino per la paralisi che sta soffocando il settore. Appena qualche mese fa al residence di Ripetta, lo stesso grido di dolore si era levato in coro anche dai sindacati e dalle categorie professionali, ma da allora nulla che possa indicare una svolta o quantomeno un segnale di ripresa. Il Corriere della Sera questa mattina pubblicava una intervista del presidente dell’AcER Edoardo Bianchi che spiegava i motivi di tanta apprensione, ma soprattutto puntava il dito accusatorio sul Campidoglio. «In un anno di giunta Marino – denunciava Bianchi- abbiamo avuto un ottimo rapporto come tavoli di lavoro. Il problema è che dopo tutti questi tavoli su Lavori pubblici, Trasporti, Urbanistica, poi non si è combinato niente».
IL RAPPORTO CON GLI ASSESSORI MASINI E CAUDO – E citava l’esempio dell’assessore ai lavori pubblici Masini con il quale «da otto mesi parliamo, condividendo anche i principi. Ma se poi rimani sempre come il primo giorno, non si vede mai la luce». La verità è che non si vedono bandi di gara nemmeno sulla manutenzione di strade e scuole, mentre il piano parcheggi è fermo. «Con l’assessore Caudo da 12 mesi ragioniamo sull’housing sociale – aggiungeva – ma non c’è nessun atto concreto». C’è stata la delibera sul restyling dell’ex caserma di via Guido Reni, ma nonostante i proclami di Ignazio Marino, l’opera è ben lungi dal partire perché deve ancora andare in Commissione per approdare alla approvazione dell’aula Giulio Cesare (campa cavallo). Come la cosiddetta rigenerazione urbana che per ora rimane una coraggiosa formulazione teorica dal sapore vagamente ideologico. Eppure il “j’accuse” di Bianchi non è solo il solito sfogo di palazzinari insoddisfatti perché ormai la devastante stagnazione del settore delle costruzioni va ben oltre gli effetti perversi della crisi economica perdurante. Basta rinfrescare i dati elaborati da imprenditori, categorie e sindacati.
I DATI TERRIBILI DEL SETTORE – Negli ultimi cinque anni gli investimenti nel settore a Roma e provincia sono scesi di un quarto riducendo il valore del suo mercato di oltre 2 miliardi di euro. Nello stesso periodo le ore lavorate sono passate da 59 milioni a 35 milioni con una contrazione di 24 milioni di ore, mentre hanno chiuso circa 3000 imprese edili con l’uscita dal mercato regolare di 27mila lavoratori dal 2009. Situazione che, come spesso hanno sottolineato magistratura ed istituzioni, alimenta non solo l’occupazione in nero, ma favorisce le infiltrazioni della grande malavita organizzata. Sul piatto, sino ad oggi, l’assessore e il sindaco mettono la costruzione di 1072 alloggi Erp. Per il resto sono stati redatti molti protocolli, spesi molti discorsi e incontri con i comitati dei cittadini con pochi atti amministrativi concreti come lamentava anche la componente bersaniana del Pd nel corso di un suo recente convegno al Nazareno. In sostanza i costruttori puntano al basso profilo della manutenzione urbana e ad alcune iniziative di rigenerazione una volta abbandonati i progetti di cementificazione, soprattutto dell’Agro. Costruire per non vendere o affittare ormai non se lo può permettere nessuno, nemmeno le imprese più forti. Ma sicuramente mancano anche i soldi del Campidoglio che oggi vanno al 95% in spesa corrente. Tuttavia i costruttori e i sindacati vedono una inerzia della macchina amministrativa ed una mancanza minima di investimenti che rischia di sdraiare le categorie produttive per i prossimi 10 anni

15 maggio 2014

PICCOLE CRONACHE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO







Gian Carlo Marchesini è un volontario educatore delle case famiglia nella tenuta della Mistica e al S.Giuseppe. Ha messo la sua sensibilità,la sua esperienza,il suo amore verso il prossimo al servizio dei più deboli e degli esclusi.

Progetto Roma sabato prossimo visiterà la casa famiglia dei volontari di capitan ultimo e potrà prendere coscienza di questa realtà.

Quello che segue è un articolo di Marchesini che testimonia il disagio di tre giovani adolescenti della casa famiglia.

D.F.

 

Piccole cronache di un disastro annunciato

Di Gian Carlo Marchesini

Cosa ci fanno tre ragazzi quattordicenni con famiglie dissestate e padri assenti, madri senza lavoro né soldi, sole e ossessivamente invadenti, in una scuola già di suo in seria difficoltà, in un quartiere che campa di spaccio di alcol e droga e affitti in nero a migliaia di studenti? Vagano agitati lungo scale e corridoi meandrici inseguiti dai loro insegnanti che si sforzano di prepararli agli esami sciorinando i grandi temi storici della lotta al razzismo e all’ingiustizia sociale, o con la visione in aule mal ridotte di qualche film non banale. Gli altri ragazzi “normali” delle classi frequentate dai nostri tre ragazzi “disturbati” sono partiti per la settimana del campo scuola. Questo ovviamente ha prodotto nei nostri tre eroi, per l’ennesima volta esclusi, una botta di frustrazione ulteriore. Della serie: io ti escludo perché ti ritengo inaffidabile,disturbato, molesto; tu reagisci moltiplicando le tue azioni di disturbo; così io dimostro a me stesso e al mondo intero di averti giustamente escluso. Quando la catena pedagogico educativa funziona disastrosamente rovesciata, della serie: per salvare gli altri, non essendoci spazio per tutti, qualcuno dalla torre va buttato. Guarda caso è sempre il più sgradevole e malandato, cioè proprio chi avrebbe più bisogno di essere aiutato.

Tre ragazzi di famiglie in grave difficoltà, e di una scuola dell’obbligo pure, se non peggio, girano per i corridoi sparando calci e pugni a porte e armadi e trattando gli insegnanti con smorfie di ostilità e insulti. Si sono perfino forniti, sottraendole da qualche ripostiglio e nascondendole negli zaini, di tre robuste tronchesi, immaginandosi così forti e invincibili. Il loro passatempo prediletto, nel pomeriggio fino a sera tardi,  è quello di aggirarsi per le strade e le piazze del quartiere come lupacchiotti  famelici,  mescolandosi alla fauna variopinta dello spaccio e della movida che fornisce alcol e droga alle frotte di clienti.  Si fanno una canna, si bevono una birra, cercano con eccitazione ribalda  il pretesto per menare le mani e tirare cazzotti, inseguiti dalle telefonate delle madri angosciate e degli educatori allarmati. Se la famiglia e la scuola ci sono poco e male, se la realtà del quartiere è questa, illegale e criminale, cinica e godereccia, cosa volete che soccorrano assistenti sociali ed educatori, o qualche insegnante mal pagato e malgrado questo bene intenzionato e volonteroso?

I tre ragazzi sono lupacchiotti feriti e rifiutati che ringhiano disperati. Non capiscono perché dovrebbero impegnarsi in attività nobili quando il pane che mangiano sa da sempre di rabbia, ostilità e sputi.  Girano fumando e bevendo per le strade di San Lorenzo, quartiere che fu operaio e antifascista e oggi campa di spaccio in quantità industriali di alcol e droga, e di fitti in nero a migliaia di giovani alle prese con una università che funziona da approdo transitorio verso un futuro che è una incognita oscura.

(E io lì, che ci faccio? Cerco volonterosamente di dare una mano: ma temo di essere soltanto il cronista testimone di un disastro annunciato.)

 

 

 

13 maggio 2014

IL DEGRADO AL VERANO


 

 




La situazione di degrado e di sporcizia dell'accampamento di nomadi,camminanti e senza fissa dimora lungo la via Tiburtina alle spalle del muro del Verano e vie limitrofe ,che Tre Righe aveva già denunciato nel suo numero di aprile dell'anno scorso,ha espasperato gli animi dei residenti che ,con l'ultima speranza residua nei confronti delle istituzioni (che per la verità avrebbero già dovuto provvedere "d'ufficio" a debellare questo fenomeno) invieranno l'appello che segue al Sindaco di Roma dopo aver raccolto le firme dei residenti,dei commercianti e degli artigiani del luogo.
Pur plaudendo all'iniziativa dei cittadini,rimaniamo molto scettici che l'amministrazione capitolina possa intervenire in maniera radicale e definitiva.Il fenomeno del nomadismo è una piaga cittadina non certamente circoscritta al quadrante in questione.Non servono a nulla interventi spot finalizzati a ripristinare pro-tempore la legalità e il decoro.Sono già avvenuti e probabilmente anche in quest'occasione si farà lo stesso.L'Opera Nomadi dovrebbe intervenire insieme al Campidoglio in modo da individuare tutte le misure idonee e adottarle in tutto il territorio di Roma.
L' esasperazione dei cittadini che non si ferma solo all'appello in questione,ma si registra in tutta Roma,dovrebbe almeno far capire al Sindaco e agli Assessori competenti che il problema non è marginale e da sottovalutare.E' una questione di priorità:ci rendiamo conto che Roma ne ha molte.Quella del nomadismo non è seconda a nessuno.Vedremo quello che saprà fare Marino.Ci auguriamo che il suo intervento abbia maggior fortuna di quelli adottati dai suoi predecessori, e non parliamo solo di Alemanno,a cui tutti i guai di Roma sembra sia diventato il ritornello acui fa riferimento il PD locale quando non è in grado di risolvere i problemi della città,ma anche a Veltroni e a Rutelli,che spesso vengono dimenticati ma che sono anche loro responsabili dei guai attuali e non solo finanziari in cui langue Roma.
Raffaele Fischetto
 
APPELLO AL SIGNOR SINDACO,PROFESSOR IGNAZIO MARINO DA PARTE DEI CITTADINI DEL QUADRANTE
VIA TIBURTINA-VIALE DELLE PROVINCE-VIA GIANO DELLA BELLA BELLA-VIA DELLA LEGA LOMBARDA
Non c’è niente di peggio che abituarsi alla vista del degrado e dell’illecito e non fare assolutamente nulla.
E’ proprio questo che accade a ridosso delle mura del Verano, lungo la via Tiburtina e a Piazza Valerio Massimo. Decine e decine di macchine e di camper ospitano una variegata umanità di nomadi ,camminanti e senza fissa dimora. Una popolazione non tanto invisibile che vive in quei paraggi e che ogni giorno,giusto per sottolineare gli aspetti più appariscenti e tangibili,lascia i propri rifiuti organici davanti ai cassonetti dell’AMA  e lungo la via Tiburtina,e cucina i propri pasti utilizzando improvvisate cucine da campo a gas.
E’ possibile mai che lungo il tratto trafficato della Via Tiburtina le istituzioni non si rendano conto di questo degrado,di questo abuso che si consuma ogni giorno ormai da anni sulle spalle dei cittadini e degli automobilisti che vengono taglieggiati al parcheggio del Verano?
I residenti di via Tiburtina ,di Via Cupa,di Via Santa Ciriaca ,di Viale delle Province,Via della Lega Lombarda e Via Giano della Bella, sono stanchi di dover sopportare sulle loro spalle questa situazione non più sostenbile e che necessita un pronto intervento da parte delle istituzioni per evitare che la situazione sia dal punto di vista igienico-sanitaria che  della sicurezza,degeneri .
I residenti,i commercianti e gli artigiani delle suddette strade chiedono al Sindaco maggior rispetto nei confronti dei propri cittadini amministrati e contribuenti,chiedono che nell’intero quadrante venga ripristinata la legalità,che venga allontanato il fenomeno del nomadismo  con interventi risolutori e non temporanei,che venga effettuata un’energica bonifica di tutta la zona affinchè venga scongiurato il peggio.
Chiedono infine che il Sindaco cortesemente   ,una volta decisi i provvedimenti sul caso,  riceva una delegazione dei cittadini del quadrante per la loro illustrazione.
 

9 maggio 2014

I SEMINARI ITINERANTI DI PROGETTO ROMA:17 MAGGIO



                              I SEMINARI ITINERANTI DI PROGETTO ROMA



Sabato 17 maggio si terrà il II Seminario Itinerante di Progetto Roma.
Visiteremo la casa famiglia dei volontari di capitan ultimo nella Tenuta della Mistica,sulla Prenestina.
PROGRAMMA
Alle ore 11 è previsto un incontro con i responsabili della struttura che illustreranno l’organizzazione della casa famiglia,come vengono individuati gli ospiti , qual’ è il percorso formativo ,come la casa si finanzia .Verranno comunque fornite tutte le risposte alle nostre domande.
Inoltre visiteremo i laboratori dove i piccoli ospiti imparano un mestiere.

Per le 13/13,30 è previsto il pranzo, a cui non è obbligatorio partecipare , il cui costo è veramente modesto.

Insomma un’occasione per Progetto Roma e i suoi amici per conoscere più da vicino una realtà che opera nel sociale ,vicina a quelle famiglie chehanno difficoltàa costruire un percorso educativo e formativo per i propri figli.

La struttura è situata in Via Prenestina subito dopo il civico 964 (numero civico da confermare a quanti prenoteranno).A quell’altezzza bisogna svoltare a destra in via della Mistica e proseguire dritto per un duecento metri fino ad arrivare al parcheggio.Comunque se si vuole andare insieme l’appuntamento è alle 10,30 a Piazzale del Verano per muoversi tutti insieme con le proprie autovetture alla volta della tenuta


Quanti intendessero partecipare,sono invitati ad inviare una mail di conferma a domenicofischetto@virgilio.it o telefonandogli al 3351021523,precisando se si viene direttamente o si viene all’appuntamento a Piazzale del Verano e infine se si intende anche pranzare.

Grazie per l’attenzione e Progetto Roma si augura di vedervi nella casa famiglia dei volontari ci capitan ultimo"





7 maggio 2014

UNA COSTITUZIONE RISCRITTA DAI BIDELLI di Marco Travaglio

Travaglio preso a piccole dosi può apparire anche simpatico ed intelligente ma soprattutto utile a leggere la politica italiana uscendo fuori dall'incantesimo dove sembra sino caduti tutti o quasi.E' il caso di questo breve articolo a firma del nostro pubblicato sull'Espresso e ripreso anche da MicroMega e in ultimo anche da Tre Righe,se non vi dispiace.

 

 

Una Costituzione riscritta dai bidelli



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L’Italicum vuole sfacciatamente favorire i due maggiori partiti. Il nuovo Senato è un pasticcio senza capo né coda, destinato a produrre solo caos. Questo accade quando le riforme finiscono in mano ai dilettanti.

di Marco Travaglio, da L'Espresso

Appena uno si azzarda a mettere in dubbio la bontà della riforma elettorale “Italicum” o di quella del Senato, il premier e la sua vestale Maria Elena Boschi arrotano le boccucce a cul di gallina: «Il patto del Nazareno non si tocca». Trattasi dell’accordo siglato da Renzi e Berlusconi (attualmente detenuto ai servizi sociali) il 18 gennaio nella sede del Pd. Che, complice la toponomastica, evoca un che di sacrale: roba da tavole della legge, da arca dell’alleanza. Chiunque osi discostarsene - il presidente del senato Piero Grasso, o i giuristi di Libertà e Giustizia, o il mite Vannino Chiti trattato ormai come un brigatista rosso - viene subito bollato di “rosicone”, “gufo”, “professorone”, “solone milionario”, “conservatore” e nemico del “cambiamento”. Il fatto è che questo patto Ribbentrop-Molotov all’amatriciana tutti lo evocano, ma nessuno - a parte i due firmatari, più Boschi e Verdini - lo conosce. Renzi ha appena annunciato la “total disclosure” sulle stragi di 40-50 anni fa, cioè la revoca del segreto di Stato, che però copre al massimo fatti di 30 anni fa, escluse le stragi, dunque non esiste. Ma forse farebbe cosa più utile a desegretare il Patto del Nazareno, così finalmente sapremmo cosa c’è scritto e potremmo regolarci.

L'Italicum è notoriamente una boiata pazzesca che riproduce e talora peggiora i vizi del Porcellum, già bocciati dalla Consulta: liste bloccate con deputati nominati dai segretari di partito e premio di maggioranza-monstre per chi arriva primo, con spaventose soglie di sbarramento per escludere chi non s’intruppa. Però almeno si comprende la logica brutalmente partitocratica e semplificatoria dei due partiti - Pd e Forza Italia - che l’hanno partorito. La riforma del Senato, invece, è una porcata di cui sfugge pure la logica. E siccome persino Forza Italia se n’è resa conto, ed è sempre più tentata di appoggiare il testo di Chiti (che piace anche ai 5Stelle), è giocoforza chiederne conto agli unici genitori rimasti: Renzi e la Boschi.

Diamo pure per scontato ciò che non lo è affatto, e cioè che il nuovo “Senato delle autonomie” non sia più elettivo, non voti più la fiducia al governo e non possa esprimere che pareri consultivi sulle leggi votate dalla Camera (a parte quelle costituzionali). E cerchiamo di dare un senso alla sua nuova composizione: cioè alle modalità di accesso dei 148 senatori. I primi 21 li nomina il capo dello Stato (in aggiunta ai 5 senatori a vita): ma che senso ha che il 15 per cento dei membri del Senato li nomini una sola persona? Altri 21 saranno i governatori delle 19 regioni e i 2 presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano. Altri 21 saranno i sindaci dei capoluoghi di regione e di provincia autonoma. Altri 40 verranno scelti fra i consiglieri regionali: 2 per regione. E altrettanti fra i sindaci: 2 per regione.

Ma perché mai tutta questa brava gente - in parte non eletta, in parte eletta per fare tutt’altro - dovrebbe approvare le leggi costituzionali ed eleggere il capo dello Stato, i membri del Csm e della Consulta? E, se tutti questi signori dovranno trascorrere metà della settimana a Roma, non rischiano di essere dei senatori e degli amministratori locali a mezzo servizio, svolgendo male l’un compito e l’altro? Siccome poi pochissimi saranno residenti a Roma e tutti gli altri in trasferta, andranno rimborsati per i viaggi e i pernottamenti nella Capitale, riducendo i già magri risparmi (50-80 milioni all’anno) ricavati dall’abolizione del Senato elettivo e retribuito. La Valle d’Aosta, poi, avrà tanti senatori quanti la Lombardia, che ha 80 volte i suoi abitanti, e così il Molise con la Campania, 20 volte più popolosa. Anche questa scemenza è scritta col sangue nel Patto del Nazareno, o se ne può discutere?

Infine, last but not least, il Senato dura cinque anni, ma nelle regioni e nei comuni si vota in ordine sparso, sicché ogni anno qualche governatore e sindaco perde il posto. E Palazzo Madama diventa un albergo a ore con le porte girevoli, dove si entra e si esce. E le maggioranze sono affidate al caso. O al caos.
Cose che càpitano quando, a furia di disprezzare i professori, la Costituzione la riscrivono i bidelli.

3 maggio 2014

IL BILANCIO DEL COMUNE DI ROMA:COMUNICATO STAMPA DI PROGETTOROMA




 

Bilancio Comune di Roma


Dichiarazione del professor Alessandro Bianchi, Presidente dell’Associazione politico-culturale ProgettoRoma:
 
“Grazie all'approvazione del decreto "Salva Roma" il bilancio di previsione 2014 di Roma Capitale è stato approvato dalla Giunta Capitolina.

Una buona notizia? Certamente, perché il contrario avrebbe significato il fallimento finanziario e il conseguente commissariamento. Ma è anche l'unica buona notizia. Per il resto i cittadini romani non hanno di che rallegrarsi perché si tratta, ancora una volta, di un bilancio di emergenza basato,una volta espulsa come un corpo estraneo la rigorosa assessora al bilancio Morgante , su un aumento delle tasse e delle imposte e privo di qualsiasi strategia sulle cose da fare.

 E’ ormai evidente che manca a Marino e alla sua Giunta una visione del futuro di Roma, che non hanno idee, programmi e progetti degni di questo nome a cui si aggiunge la constatazione che nessuno dei grandi problemi della città è stato avviato a soluzione .

Lo smaltimento dei rifiuti è all'anno zero e il traffico è peggiorato, mentre le rispettive aziende municipalizzate - ATAC e AMA - continuano a sperperare denaro pubblico; il patrimonio culturale continua ad essere ignorato e lungo via dei Fori Imperiali stiamo assistendo ad un vero e proprio scempio; l'urbanistica e' sempre in mano ai grandi speculatori, mentre la " rigenerazione urbana", il " consumo zero di suolo" e "l'edilizia sociale" si dimostrano parole al vento,prive come sono di un qualche concreto risultato.

Completamente ignorata poi la possibilità di inserire provvedimenti che possano incentivare l’avviamento al lavoro per i giovani e per gli over 50 espulsi dal mondo del lavoro .

E' passato un anno esatto dall'insediamento dell'Amministrazione Marino e  la triste condizione in cui versa Roma Capitale è sotto gli occhi di tutti.

Ci vorrebbe un cambio di passo che con l’attuale Governo del Campidoglio  è difficilmente ipotizzabile”

2 maggio 2014

LA POLITICA ITALIANA VISTA DALL'ESTERO

 
 
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo di una mail di un nostro lettore italo-americano che vive da sempre negli Stati Uniti.
 
Devo ammettere che non capisco bene piu' il mio paese d'origine.

Sebbene guardo quotidianamente RAI International ed i suoi programmi: Ballaro', Porta a Porta, Il Virus delle Idee, Report,ed il TG1, continuo ad non essere capace di capire cio' che succede li.

Qualcuno ha detto: una persona che non sa dove andare, ma ci va correndo! descrivendo Renzi.

Io seguo Renzi da 2 anni e credo che se fallisce lui nel suo progetto, saranno gli italiani che pagheranno, come hanno pagato durante questi ultimi 50+ anni. Ci vuole una persona coraggiosa come Renzi ... che gioca tutto, che assume rischi, che cambia lo status quo.

Un primo ministro ogni 11 mesi? E' una follia! Nessuno e' capace di risolvere 50+ anni di problemi in 11 mesi o meno! Il ciclo del cambio e' lungo quanto e' lungo il problema. Solo Dio e' capace di fare miracoli ... Renzi e' il meglio del meglio, dal mio punto di vista.

Povero Renzi! Si trova al suo posto da 3 mesi. Viene criticato dalla destra e dalla sinistra. Perche'? Perche' non ha la bacchetta magica per risolvere i problemi. La sinistra accusa la destra di essere responsabile per i problemi degli ultimi 20 anni. La destra risponde che la sinistra ha governato per meta' del ventennio. Il vero problema e' che tutti e due, destra e sinistra, hanno mal governato l'Italia. Tanti cittadini per questo seguono Grillo. A me, Grillo non piace! Pero' l'Italia ha bisogno di un Grillo per spronare il cambio.

I grillini criticano Renzi perche' dicono che ha fatto solamente annunci. Ci vuole tempo e risorse per attuare le proposte, a mio parere. Le proposte di Renzi sono coraggiose, anche se si potrebbero migliorare. Pazienza non ce ne piu' perche' le persone sono stufe di aspettare un buon governo da tanti anni.

Il problema di cui nessuno parla e' che tanti gruppi si oppongono a cio' che percepiscono di essere contro il loro interesse. Nessuno parla dell'interesse nazionale. L'Italia, come la storia ci insegna, non e' unita su un concetto nazionale. Ognuno per se? Il nord verso il sud, il sud contro il centro, ecc. Ognuno cerca di "arranciarsi" per sopravvivere.

I sindacati, nel passato sono stati agenti del cambio, del miglioramento. Ora resistono se il cambio mette in discussione alcuni "sacri" privilegi! I politici resistono cambio delle regole che non protegge i loro privilegi. I magistrati fanno lo stesso. Durante questo dibattito, la disoccupazione cresce, le tasse crescono, i disagi crescono, la disperazione cresce. Hello! C'e' qualcuno che ascolta? Pochi. In Italia, non si discute, si grida. Ognuno per se? Certo. Arranciamoci.

E tu che ne pensi? Aiutami a capire ...


Antonio