4 ottobre 2017

NON PARLATECI PIU' DELLE STRAGI NEGLI USA


                                                   
               

Francamente siamo stanchi di dover assistere alle stragi come quella di Las Vegas.
 Siamo stanchi perché dopo la prima settimana di sdegno , dopo i pianti , la commemorazione delle vittime e le interviste idiote ai vicini di casa del massacratore che confermeranno la normalità del pazzo scriteriato , la vita tornerà come prima. Non un provvedimento sarà preso perché ci sia un minimo controllo sulla vendita delle armi perché pazzi ne acquistino a mani basse e ne facciano un uso improprio. Il mito della frontiera che ancora dopo 400 anni è vivo in ogni americano, non può manifestarsi con l'uso indiscriminato delle armi. Ormai i pellerossa, i nativi, sono stati sterminati, la legge del più forte del Far West e del più prepotente  è un ricordo lontano, addentrarsi in paludi e fitte boscaglie avendo  paura di perdersi e di improbabili agguati  non ha più senso con il navigatore. Allora a cosa servono le armi? Servono all'industria che le vende  e ai pazzi che le usano!!
 Non ci vengano a dire alla prossima strage, che puntualmente si verificherà, che non l'avevamo detto. Gli americani sono   ancora troppo infantili per non rendersi conto della pericolosità delle armi che le sono messe  a disposizione come se fossero bruscolini.
 E i suoi governanti non sono da meno.
Domenico Fischetto

                                                       



                                                             

Coordinamento Democrazia Costituzionale di Roma :incontro del 2 ottobre

 
Il 2 ottobre si è svolta presso la sala conferenze  dei gruppi parlamentari a Campo Marzio la riunione del Coordinamento Democrazia Costituzionale di Roma. Pubblichiamo la Relazione introduttiva e l’appello finale approvato nel corso dell' Assemblea .
 
 
Relazione introduttiva

Alfiero Grandi               2 ottobre 2017

 

 

Noi rivendichiamo con forza il risultato del referendum del 4 dicembre 2016, che troppi stanno cercando di ignorare e di far dimenticare. Naturalmente la vittoria del No appartiene a tutti coloro che il 4 dicembre 2016 si sono pronunciati contro la deformazione della Costituzione fortemente voluta da Renzi. Quindi non è solo nostra, ma perfino di settori che in passato non si sono certo schierati a difesa della Costituzione, ma questo è un problema loro non nostro.

In questo ambito noi rivendichiamo di avere svolto un ruolo preciso, che riteniamo importante.

Non solo siamo partiti per primi l’11 gennaio di un anno fa, proprio in questa sala, nella campagna per il No, ma soprattutto abbiamo lavorato per dare dignità, argomenti di merito e forza collettiva a quanti erano contrari alla deformazione della Costituzione ma erano frenati dal timore di entrare nell’orbita politica di altri.

Grazie a noi chi non si sentiva di centro destra e neppure dei 5 stelle, con cui pure abbiamo spesso collaborato nella campagna referendaria, è stato incoraggiato a dire un No forte e chiaro e questo ha contribuito a salvare la nostra Costituzione nata dalla Resistenza. Questo lo rivendichiamo con forza.

Renzi aveva ragione su un punto: c'era, e c'è, un rapporto inscindibile tra modifiche della Costituzione e legge elettorale (Italicum) da lui fortemente volute.

Non possiamo dimenticare che dalla legge elettorale (Italicum) fu tolta la parte riguardante il Senato quando si decise di ridurlo ad un dopolavoro di lusso - non eletto - per consiglieri regionali e sindaci. Italicum approvato ricorrendo ad un uso spregiudicato dei regolamenti parlamentari e perfino al voto di fiducia. In seguito, durante la campagna referendaria, per ragioni puramente tattiche Renzi ha sostenuto che modifiche costituzionali e legge elettorale erano cose diverse. Noi al contrario di altri non abbiamo dimenticato la sua posizione iniziale e restiamo convinti fosse quella autentica.

Dopo la vittoria del No, che troppi cercano di archiviare, ora è la fase della legge elettorale.

Prima abbiamo combattuto il Porcellum che troppi, anche nel centro sinistra, hanno subito volentieri perchè consentiva di scegliere i parlamentari da eleggere.

Dopo abbiamo combattuto l’Italicum renziano, degno erede del Porcellum. Grazie all’azione intelligente della rete di avvocati promossa dal Cdc e guidata da Besostri abbiamo sollevato di fronte alla Corte l’incostituzionalità dell’Italicum, ottenendo risultati che hanno cambiato la legge addirittura prima che entrasse in vigore.

Risultati importanti, senza dubbio, ma non sufficienti a cambiare la struttura di fondo dell'Italicum. Tanto è vero che quanto resta dell'Italicum, attualmente in vigore per la Camera, consente ai capi partito di nominare nel complesso i 2/3 dei deputati, attraverso i capilista bloccati, che per molte liste sarebbero gli unici eletti, e le pluricandidature. Senza dimenticare che l'impianto sostanzialmente proporzionale può ancora diventare ipermaggioritario se una lista arriva al 40 % dei consensi e questo aumenterebbe ancora la quantità di nominati. Non a caso il centrodestra, accreditato al 36 %, sta facendo di tutto per arrivare ad una lista unica. Mentre al Senato con quel che resta del porcellum avremmo collegi enormi, con milioni di elettori, con conseguenti campagne elettorali molto costose perchè la scelta dei senatori avverrebbe attraverso le preferenze. Senza dimenticare le soglie di accesso all'8 % per le liste, tali da escludere in partenza i rappresentanti di liste con milioni di voti.

Rendere omogenee le due leggi e togliere gli elementi di incostituzionalità (ad es. voto di genere non c'è al Senato) è possibile, come ha suggerito il prof Pertici, ma non può essere fatto dal governo con un provvedimento d'urgenza all'ultimo minuto, come si sente proporre da alcuni ambienti. Questa sarebbe un'ulteriore porcheria.

Questo va ricordato a chi si è frettolosamente precipitato a chiedere l’estensione di quanto è rimasto dell'Italicum anche al Senato. Per quanto a impatto negativo ridotto l’Italicum resta una legge elettorale inaccettabile soprattutto per chi ha partecipato alla campagna per il No.

L'iniziativa degli avvocati, che si sono riuniti in questa sala questa mattina, prosegue tuttora per tentare di ottenere ulteriori pronunciamenti dalla Corte, ma l'aspetto più importante è prepararsi fin da ora a sollevare le questioni di costituzionalità sul nuovo testo di legge elettorale che potrebbe continuare a non rispettare la Costituzione.

I costituenti decisero di non inserire esplicitamente nella Carta i principi della legge elettorale. E’ tanto vero che l’articolo 138, che regola le modifiche costituzionali, cambia i suoi effetti in presenza di leggi elettorali maggioritarie. Basta ricordare quanto è accaduto sull'articolo 81, che è stato modificato all'epoca del governo Monti da una maggioranza parlamentare bulgara, eletta grazie al porcellum, e questo ha impedito il referendum su questa inaccettabile modifica della Costituzione.

La soluzione preferibile più che alzare il quorum del 138 per tutelare la Carta costituzionale è tornare ad una rappresentanza parlamentare eletta sostanzialmente con il proporzionale.

Il prof Zagrbelsky ha scritto: il proporzionale è l'unico sistema imparziale in un sistema politico non bipolare come è l'attuale.

Perfino se pensiamo al voto tedesco le giuste preoccupazioni sulla crescita dell'ultra destra non possono farci dimenticare che quel sistema elettorale proporzionale ha spinto 2 milioni di elettori in più ad andare a votare e questo in sé è un aumento di partecipazione democratica importante, mentre in Francia il Presidente è stato eletto con il 24 % dei voti e il suo partito che aveva preso il 28,2 % dei voti ha ottenuto il  53,4 % dei seggi, dopo aver ricordato questi dati il prof D'Alimonte conclude scoraggiato che l'assemblea nazionale francese è incostituzionale secondo le sentenze della nostra Corte.

Appunto! Anche se la legge elettorale non è inserita nella Costituzione, la Corte costituisce una rete di protezione importante per dare coerenza con i principi fondamentali alla legge elettorale. La Corte va chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità delle leggi elettorali, come abbiamo fatto, e incoraggiata a svolgere il suo ruolo di garante.

Questo purtroppo non ha impedito al nostro paese di votare ben 3 volte con il Porcellum, dando vita alla serie nefasta dei parlamentari nominati dai capi partito, con la conseguenza di una drammatica caduta di credibilità tra i cittadini del ruolo del parlamento.

Non è questione da poco per una Costituzione che attribuisce al parlamento un ruolo fondamentale nella vita democratica, sia per rappresentare i cittadini, sia per legiferare. Ruolo oggi in gran parte svolto dal parlamento sotto il ricatto dei voti di fiducia e di deleghe in bianco al governo oltre ogni ragionevole misura.

Questo parlamento ha già una forte ipoteca sulla sua legittimità per essere stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale. Malgrado questo ha tentato con protervia di cambiare la Costituzione. Ora dovrebbe sentire come un dovere dare ai cittadini una nuova legge elettorale, pienamente costituzionale dall’inizio, coerente con l'esito del referendum costituzionale.

Occorre una legge elettorale coerente per Camera e Senato come ha chiesto anche il Presidente Mattarella. Naturalmente non una legge qualsiasi, ma coerente con la Costituzione, come ha opportunamente detto il Presidente del Senato Grasso quando ha ricordato che esistono dubbi su aspetti dell'ultima proposta in discussione (Rosatellum 2).

Naturalmente si può votare anche con queste due leggi elettorali ma ricordando che sono il risultato di due diverse sentenze della Corte, emesse in epoche diverse su due testi di legge diversi e gli effetti sono difficilmente prevedibili. Questo va ricordato a quanti hanno a cuore la governabilità a giorni alterni.

Dopo la vittoria del No c'è stata una lunga pausa seguita alle dimissioni del governo Renzi, in seguito si sono susseguite ben 4 proposte di legge, con orientamenti molto diversi, dal maggioritario al proporzionale, ma tutte con il dato comune che i cittadini non potevano scegliere i loro rappresentanti perchè i parlamentari erano sempre nella grande maggioranza nominati dall'alto, dai capi partito.

Più proporzionale o più maggioritario: i parlamentari nominati dall'alto sono sempre stati la costante delle diverse proposte. Questa è la costante presente anche nella proposta attuale, la quinta, che in questo senso è forse ancora peggiore.

A giugno abbiamo assistito ad una commedia di scarso valore scenico su un testo che è stato definito unilateralmente derivato dalla legge tedesca, al solo scopo di confondere le idee. Una proposta che aveva sulla carta l’80 % del parlamento a favore è saltata per un emendamento approvato senza l'accordo di tutti ma largamente preannunciato. Un incidente, certo, ma che in realtà è servito da pretesto perché la reazione dei sostenitori del maggioritario, molto forti anche nel Pd, ha consigliato a Renzi di lasciare cadere questo tentativo e quindi l'incidente è stato un pretesto per bloccare tutto.

Ora la nuova proposta oscilla tra l’esplicita vendetta per penalizzare chi ha lasciato il Pd e in generale ciò che si muove alla sua sinistra e una quantità di nominati dai capipartito che la avvicina al porcellum: 64 % di parlamentari direttamente nominati dai capi partito nelle liste di partito, senza dimenticare la parte dei candidati nel maggioritario. Va sottolineato che sarebbe un netto peggioramento rispetto ad oggi visto che il 64 % di nominati nelle liste del proporzionale varrebbe per la Camera e il Senato, raddoppiando, al netto degli altri meccanismi. 

Siamo decisamente contrari, moralmente ed eticamente, ad un altro parlamento composto sostanzialmente da nominati dall’alto. Chi avanza questa proposta forse non si rende conto che apre una grande questione democratica.

Non è in gioco solo il ruolo parlamento, ma la Costituzione stessa. Di conseguenza è in gioco l’assetto democratico del nostro paese, che per noi deve restare fondato sulla centralità del parlamento, come prevede la nostra Costituzione, e sulla separazione dei poteri.

La destra aveva teorizzato che i voti ottenuti e la maggioranza parlamentare ottenuta con artifici elettorali ripulivano tutto con una sorta di amnistia generale automatica per gli esponenti politici, altri dovrebbero al contrario mantenere ben fermo il principio dell'autonomia dei poteri come indica la nostra Costituzione.

Un altro parlamento di nominati (ha scritto Lorenza Carlassare: parlamentari ridotti a manovrabili pedine) che non rappresenta il paese potrebbe essere aprire la strada ad una deriva di tipo presidenzialista, che del resto era ben visibile anche nella preferenza di Renzi per una sorta di sindaco d’Italia, cioè lo scivolamento verso una personalizzazione estrema della rappresentanza politica.

Le modalità per consentire ai cittadini di scegliere i parlamentari possono essere diverse. Collegi piccoli uninominali inseriti in un sistema proporzionale, preferenza unica sui candidati sempre in presenza di una sostanziale proporzionalità. Va sottolineato che la proposta di legge che dovrebbe andare in aula alla Camera il 10 ottobre prevede il proporzionale per i 2/3 degli eletti e quindi la soglia del 3 % è in realtà solo per quella quota di parlamentari e non tiene conto degli effetti del voto unico per l'uninominale e per la lista, o le liste, meccanismo che favorisce i partiti maggiori, a scapito dei partiti minori.

Ha ragione il prof Onida, il voto unico per uninominale e liste del proporzionale è inaccettabile, le due schede che lui propone potrebbero essere un passo avanti, tuttavia questo non basta perchè la proposta di legge attuale prefigura un parlamento di nominati dall'alto, peggio di quanto attualmente accadrebbe con le norme in vigore. Questa è una questione democratica di enorme portata perchè riguarda la credibilità stessa del parlamento presso gli elettori, il loro sentirsi rappresentati.

Sono due i capisaldi della nostra posizione: 1) tutti i parlamentari debbono essere scelti direttamente dagli elettori con il voto e quindi debbono rispondere a loro del loro operato; 2) sostanziale proporzionalità della rappresentanza, con soglie limitate di accesso, non escludenti di liste con un seguito rilevante di elettori e che non ostacolino la costituzione di nuovi soggetti politici, aggiungo: esclusione di ogni ulteriore premio di maggioranza, tanto più in presenza di soglie di accesso, altrimenti è meglio parlare di premio ad una minoranza più che di premio di maggioranza.

Adami ha avanzato una proposta ragionevole per realizzare un diritto di tribuna graduale fino alla soglia di accesso. Proposta che sembrava impraticabile, poi all'improvviso è comparsa la soglia dell'1 % nella proposta di legge elettorale che andrà in aula tra pochi giorni al solo fine di favorire le liste maggiori con cui queste “liste a perdere” potranno apparentarsi svolgendo il ruolo di acchiappavoti, facendo un vistoso favore a Berlusconi.

La governabilità è un problema reale ma va risolto senza manomettere la rappresentanza, semmai introducendo la sfiducia costruttiva (su cui ha già lavorato Alessandro Pace) e ridando ai partiti il ruolo che dovrebbero avere secondo quanto afferma la Costituzione, cioè essere centri di iniziativa di cittadini che avanzano proposte politiche da sottoporre agli elettori e che trovano le sintesi necessarie nel confronto parlamentare. Semmai va regolata dalla legge la loro vita democratica interna garantendo le minoranze. Il prof Volpi ha ricordato che malgrado meccanismi elettorali maggioritari dal 1993 abbiamo avuto 14 governi.

E' evidente che la modifica della Costituzione e l'Italicum spingevano verso un accentramento politico con forti venature autoritarie. Questa scelta interpreta la spinta di poteri europei e internazionali, in particolare delle multinazionali e del mondo finanziario, che vogliono mani libere e decisioni conformi alla loro volontà in tempi rapidi. La globalizzazione è l'alibi per giustificare la riduzione degli spazi di democrazia in nome della velocità delle decisioni. Il modello sono i consigli di amministrazione e gli amministratori delegati. In Italia gli attacchi alla Costituzione hanno radici antiche, come del resto il presidenzialismo proposto da Craxi alla fine del 1979.

Sono tornate in campo con nuova forza le pressioni per rivedere Costituzioni come la nostra considerate di ostacolo a questa evoluzione autoritaria e tecnocratica perchè fortemente influenzate dalla Resistenza e da una discriminante antifascista, posizione che oggi non sembra affatto fuori tempo. Anche per questo aderiamo alle proposte di Smuraglia e dell'Anpi di lanciare una campagna per rispondere ai rigurgiti neofascisti.

Nelnostro paese vengono riproposte esplicitamente proposte di modifica della Costituzione, malgrado la vittoria del No. Il rilancio attuale mette direttamente in discussione non solo la seconda parte della Costituzione ma, superando ogni imbarazzo precedente, anche la prima, quindi i diritti che sono alla base della coesione sociale e che anzi andrebbero realizzati

Questo dovrebbe chiarire a tutti che i meccanismi decisionali e l'assetto istituzionale sono decisivi per le scelte politiche, lo ha ricordato più volte Massimo Villone.

Un parlamento rappresentativo è in grado di ascoltare i cittadini e di fare politiche conseguenti per risolvere i loro problemi, un parlamento prono al volere dei capi no. Per questo è aperta in Italia una grande questione di democrazia, della sua qualità.

Compromettere ulteriormente il ruolo del parlamento apre spazi alla destra che è presidenzialista da sempre, meno comprensibile è perchè il Pd si presti a questa deriva, se non in nome di un possibile ruolo neocentrista.

In ogni caso gli altri settori politici, penso non solo alla sinistra, hanno il dovere di ingaggiare una battaglia nazionale democratica per ottenere un parlamento non solo eletto con un sistema proporzionale ma con parlamentari scelti dai cittadini.

Se stiamo agli squilli di tromba questa proposta di legge elettorale avrebbe i numeri per passare, ma molti e forti segnali dicono al contrario che si tratta dell'ennesima finta per evitare di restare con il cerino in mano per il fallimento dell'approvazione di una nuova legge elettorale.

Non facciamo gli scommettitori di professione, ma dobbiamo essere pronti a tutte le possibilità, mettendo in moto una campagna di informazione, per accelerare la presa di coscienza dei pericoli per la nostra democrazia, nata dalla Resistenza, avviando la mobilitazione più ampia possibile per esporre in qualunque situazione i semplici capisaldi che ho ricordato: potere agli elettori e rappresentanza reale della loro volontà.

Oggi chiediamo a tutti i Comitati territoriali, alle diverse associazioni che considerano la Costituzione un bene comune del nostro paese, di impegnarsi in questa campagna per ottenere una legge elettorale nuova, pienamente costituzionale, che garantisca piena rappresentatività del parlamento, a partire dal diritto degli elettori di decidere direttamente chi li deve rappresentare. Invitiamo a diffondere materiale, organizzare dibattiti e manifestazioni, per rendere chiaro che siamo ad un tornante decisivo e delicato da cui dipende la qualità della futura democrazia del nostro paese. Una campagna martellante di propaganda ha cercato di convincere i cittadini che la legge elettorale è materia complicata, inaccessibile, che è inutile occuparsene tanto non se ne farà nulla. Noi cercheremo di contrastare questa campagna e di risalire questa china, di informare, di chiarire e invitiamo quanti hanno a cuore le sorti della nostra democrazia ad appoggiare questa iniziativa o di agire in autonomia con lo stesso obiettivo.

Facciamolo ora, se non vogliamo pentirci domani di quanto non abbiamo fatto. Una buona legge elettorale è condizione necessaria per garantire la Costituzione, questo dovrebbe essere il compito di tutti coloro che si sono schierati per il No.
 
 
 
 
Appello finale Assemblea del 2 ottobre 2017
 
1.      La partita che si sta giocando sulla legge elettorale è una partita sulla Costituzione perché il modello di democrazia consegnatoci dai Costituenti e convalidato dal referendum del 4 dicembre 2016, è fondato sulla centralità di un Parlamento rappresentativo attraverso il quale trova espressione il principio supremo che la sovranità appartiene al popolo, per cui “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art. 49 Cost.). Un Parlamento che fosse nuovamente eletto con un sistema elettorale incostituzionale e con parlamentari nominati dall’alto non offrirebbe alcuna resistenza ai ricorrenti tentativi di stravolgimento della Costituzione.
2.      Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il porcellum e l’italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale attualmente in discussione ripropone il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.
3.      Ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dal capo o dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Inoltre si potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite ostacolando la nascita di nuove formazioni politiche.  Con il nuovo sistema quasi due terzi dei seggi verranno attribuiti sulla base di liste bloccate, mentre per la quota eletta con il maggioritario, la minima possibilità di scelta insita nel collegio uninominale verrà annullata mediante il meccanismo del voto unico al candidato di collegio e alle liste collegate. La volontà degli elettori, inoltre, viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori.
4.      Chiediamo che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento: che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico) o che possa alterare la volontà espressa dal voto popolare. Ribadiamo con forza le richieste formulate nella Petizione popolare presentata alle Camere su iniziativa del CDC: abolizione del premio di maggioranza, dei capilista o dei listini bloccati, delle pluricandidature. Occorre quindi un sistema sostanzialmente proporzionale, che può essere compatibile sia con il voto di preferenza sia con i collegi uninominali.
5. Facciamo appello alle elettrici ed agli elettori a mobilitarsi perché siano garantite la scelta libera e diretta dei parlamentari da parte dei cittadini e la rappresentatività delle Camere.
6. Invitiamo a partecipare alla campagna i Comitati territoriali. Promuoviamo la tenuta di incontri pubblici nazionali e locali, nei quali chiedere alle forze politiche e ai loro rappresentanti nei territori di pronunciarsi contro il sistema elettorale in discussione e a favore di un sistema conforme alla Costituzione e pienamente democratico.
 
 
 
    

 

      

3 ottobre 2017

Analisi della crisi catalana

Le notizie che giungono dalla Spagna sono sconfortanti . Nelle prossime ore da Barcellona potrebbe arrivare la dichiarazione unilaterale di indipendenza .Il Premier spagnolo ha convocato i leaders dei principali partiti. Il Governo centrale non esclude l' applicazione dell' art. 155 della Costituzione che,potrebbe portare alla sospensione della autonomia rivendicata da Barcellona dopo che un referendum sull' indipendenza della cui regolarità e conformità costituzionale dai piu' si dubita ,ha salutato con altissima maggioranza la scelta di dichiararsi indipendenti dal Governo centrale di Madrid . In un Paese che ,alla fine degli anni trenta del secolo scorso fu sconvolto da una feroce guerra civile che produsse devastazione e morte ,i contesti di oggi tra Barcellona e Madrid sollevano più di una paura e lasciano intravedere scenari inquietanti . Nel nostro Paese stranamente sul tema non si sono registrate riflessioni profonde ed attente sulle possibili ripercussioni e conseguenze del voto della Catalogna . L' ottimo Lucio Caracciolo su il settimanale "L'Espresso" del 24 settembre u.s. e l' informatissimo Alberto Negri sul " Sole 24 Ore " di ieri ,sono stati  gli unici intellettuali della carta stampata a far sentire le loro voci ed spiegare le loro riserve sull' iniziativa della Catalogna che, pretende l' indipendenza .   Caracciolo ad esempio ha messo in evidenza l' assurdo fenomeno per cui mentre si riflette del come costruire gli Stati Uniti di Europa ,nel nostro continente si diffondano irrazionali e presuntuosi progetti di frammentazione  e divisione. Egli ci avverte quello che adesso accade in Spagna ,presto potrebbe accadere : nel Regno Unito , in Belgio nelle Fiandre, in Germania con la Baviera, in Francia con la Corsica, in Italia con il Veneto , la Sardegna e chissà con chi altri . L' idea afferma Caracciolo che un progetto di Unione Europea possa passare per una disintegrazione degli Stati storici nazionali è una tesi che, egli con eufemismo definisce quantomeno " acrobatica " ......piuttosto suggerisce il Direttore di Limes ,si corre concretamente il rischio del crescente  aumento delle pulsioni xenofobe che ,trasformerebbero il presunto vantaggio per pochi in una sicura tragedia per molti ..... Per conto suo Alberto Negri con notevole acume sottolinea come alla base di tutte queste rivendicazioni di indipendenza ci sia una spiegazione economica. Le zone più ricche e benestanti non vogliono più pagare per quelle più povere. Questa prospettiva invero per chi avesse ( come ho dovuto far io all' università ) studiato Scienza delle Finanze ,un classico della gestione finanziaria dello Stato nazionale , è un vero abominio . Anche il pensiero politico liberale ,conservatore non mette in discussione l' ovvio principio secondo cui ,in una comunità statale ,compito dello Stato sia e debba essere la redistribuzione sul territorio nazionale delle risorse ,acquisite con il prelievo fiscale , questo di badi bene , ancora prima della redistribuzione della ricchezza tra le classi sociali . Per queste semplici ragioni , Negri mette in evidenza non solo l 'irrazionalità delle scelte separatiste che tendono a frammentare i singoli Stati nazionali europei ma sopratutto le vere ragioni di egoismo e cinismo economico sociale che dietro le sbandierate dichiarazioni  di libertà ed indipendenza coprono politiche regressive e reazionarie .Egli peraltro dimostra prendendo spunto dalla esperienza della frammentazione della ex Iugoslavia di come molti degli Stati sorti da quella diaspora un realtà siano così piccoli e deboli che ,per sopravvivere hanno bisogno continuo del sostegno economico e strategico dell' Unione Europea che deve farsi carico della loro salvezza.  Un aumento di costi ,un aumento di problemi legati anche alla sicurezza interna ed esterna .Personalmente temo si stia avverando quello che all' indomani della crisi del 2008 dei sub prime disse un importante studioso  ,l' economista francese  Jean- Paul Fitoussi ,il quale riferendosi all' Europa che all' epoca sembrava lontana dal cuore negli USA della crisi , ci ammoniva dicendo : " state attenti cari cittadini europei , questa crisi che ha una matrice finanziaria ,presto si abbatterà sulle nostre economie ,poi indebolirà le finanze dei nostri Stati nazionali ,poi aggredirà le stesse vecchie  strutture nazionali producendo una rovina che ,forse le nostre società non saranno in grado di gestire ". Ecco io credo che la differenza rispetto alla crisi economica mondiale iniziata nel 2008 ed ancora non trascorsa ,malgrado i proclami ed una debole congiuntura favorevole ,sia da ascrivere alla debolezza intrinseca del modello di unione europea ,rispetto al modello statunitense . Questa incongruenza e resistenza a dar vita ad una unione europea vera e completa ha favorito tra l' altro il crescere dei partiti populisti ,demagogici e xenofobi . Occorre al più presto recuperare l' impegno e la determinazione alla costruzione di una " comune casa europea per tutti " prima che sia troppo tardi , già vedo tanti stupidi che senza costrutto invocano e gridano a voce alta " distruggiamo tutto " .
Luca Giordano per Tre  Righe.

UNA LEGGE ELETTORALE A DIFESA DELLA CARTA COSTITUZIONALE

 

La vittoria del NO non basta, oggi come subito dopo il 4 dicembre 2016, a impedire un nuovo tentativo di stravolgimento della Costituzione.

Abbassare la guardia sarebbe un errore, come sottovalutare la forza e la determinazione delle potenti forze che in Italia e all'estero hanno spinto il Pd di Renzi a tentare di deformare la Costituzione.
Quella proposta mirava a introdurre e determinare una scelta politica e istituzionale che fosse autoritaria e accentratrice. Personalità come Panebianco hanno proposto che le future modifiche debbano riguardare tutta la Costituzione: princìpi compresi, non più solo la parte istituzionale!

Reiterare i tentativi di distrarre dalla vera democrazia rappresentativa, deviando con sistemi di privilegio ed esclusiva delle segreterie di partito o - peggio- della capacità finanziaria accumulabile da candidati sempre più afferiti a grandi poteri finanziari.
Questo deve fare il nuovo sistema elettorale e, insieme, spingere tutte le forze democratiche che rigettano soluzioni oligarchiche (leggi: corruttela) a costituire una identità inequivocabilmente riformista e di Sinistra.

#leggeelettorale #Costituzione

2 ottobre 2017

Finita la festa del lavoro di MDP ora si passi ai fatti

Ieri,1 ottobre, a Napoli con l' intervento di Roberto Speranza e Giuliano Pisapia si è chiuso il lungo week end che su diversi temi dalla scuola,all' università ,alla sanità ,alla riforma elettorale aveva visto sfilare i rappresentanti più autorevoli di MDP . A leggere il resoconto della cronaca dei lavori fatto da la " Repubblica " si trae l' impressione che ancora ad oggi non ci siano indicazioni chiare ed inequivoche su quello che avverrà . Infatti molto appare collegato da un lato a quale legge elettorale se del caso " Rosatellum " vedrà la luce nelle prossime settimane , dall' altro quale sarà l' esito delle elezioni regionali in Sicilia e sopratutto le possibili ripercussioni sulla tenuta delle alleanze interne al PD che ,sorreggono la Segreteria di Renzi . Questo delicato passaggio passa inoltre e questa sembra una novità , in quella che da questa fase un poi, potrebbe essere la condotta politica che,intraprenderà il Premier Gentiloni da una parte per sostenere e concludere con profitto la conduzione del suo Esecutivo e soprattutto per ritagliarsi un ruolo di governo e politico nella prossima legislatura che ,sta per affacciarsi . Infatti proprio oggi era previsto un incontro ufficiale e delicato tra l' attuale Premier ed u rappresentati alla Camera ed al Senato di MDP . Per parlare di cosa ? Beh per parlare di DISCONTNUITA' dalle politiche perpetrate fino ad ora su : scuola, sanità ,lavoro ,povertà . Infatti la considerazione personale di Gentiloni è alta in MDP , ma sul piano delle politiche poste in essere dal suo esecutivo ,il giudizio in MDP ,rimane e non è un mistero critico e severo soprattutto per le mancate ed auspicate riforme ed aggiustamenti sui temi sociali che sono all' ordine del giorno . Si trae quindi la sensazione che purtroppo occorrerà attendere ancora del tempo ,perché sia possibile organizzare e mettere in moto anche in vista della incombente campagna elettorale il movimento politico di MDP . Il fatto è purtroppo che non rimane molto tempo e che come è noto i " matrimoni non si fanno con i fichi secchi " ,anche se sono molto buoni . Che fare quindi al momento ?  Credo personalmente che la Base del movimento debba comunque già da questa settimana darsi una MOSSA !  Da molto tempo ,chi mi conosce ,ricorderà che pur al costo di diventare noioso,vado ripetendo che, dobbiamo in modo corale dar vita a dei tavoli di lavoro ,ricerca ,riflessione sui vari temi del lavoro ,della previdenza ,della collaborazione con il sindacato ,della legalità e della giustizia ,della sanità ,della ricerca e della scuola  , della tutela e sostegno della presenza femminile . A questo tema purtroppo oggi agli onori della cronaca triste del nostro Paese, credo oggi ,occorra dare una particolare attenzione ,ponendo in essere uno speciale tavolo contro"  la violenza di genere " . Credo che occorra costruire delle cd " filiere " del consenso e della partecipazione per far conoscere tra gli elettori il nostro movimento e per far crescere intorno ad esso simpatia ,consenso e spero un grande e generoso impegno .
Luca Giordano per Tre Righe .

Roma Scout Center 6 ottobre: OLTRE IL CASO ATAC


Mentre i leader nazionali della galassia della sinistra italiana si annusano, si incontrano, si lasciano , si riprendono, rilasciano dichiarazioni che accendono i cuori ed altre che li spengono, nel II Municipio di Roma  i compagni e le compagne hanno dato vita ad un laboratorio, dove superando  a volte   qualche difficoltà di comprensione ed anche di accettazione, ma spinti dallo volontà di voler dare un contributo nel proprio piccolo alla discussione e sperabilmente all'obiettivo dell'unione della Sinistra, vanno avanti nel progetto di lavorare insieme e di proporre alla discussione ed alla riflessione iniziative "calde" .
L'appuntamento che propongono per venerdì 6 ottobre alle 17,30 allo Scout Center ha come tema uno degli argomenti più importanti  in discussione  a Roma : l'ATAC. Dopo le innumerevoli prove negative e gli "scandali " che ne hanno costellato il percorso fino ad oggi, compresa la proposta di privatizzazione proposta dai radicali, Sinistra Unita II Municipio propone un incontro in cui alcune testimonianze di prestigio daranno la loro visione e il loro contributo di come si potrebbe andare oltre l'ATAC attuale, lasciando poi la parola al pubblico dove sono già previste presenze importanti.
Quindi un invito a tutti voi di partecipare all'incontro.
Domenico Fischetto



Io












1 ottobre 2017

GLi ALIENI ESISTONO

La notizia rimbalza in rete da diverse settimane ,non si tratta di una fake news, la NASA ha per il momento smentito Anonymous ,che aveva scritto ed anticipato  che : " gli Alieni esistono " . Benché la NASA avesse per bocca di Thomas Zurbuchen ,l' astrofisico elvetico ,capo delle missioni scientifiche ,smentito la scoperta di forme di vita intelligente nell' universo, gli hacker di Anonymous ,avevano rilanciato una dichiarazione testuale dello stesso Zurbuchen fatta poco tempo addietro che recitava :" la nostra civiltà è sul punto di scoprire prove di vita aliena nel cosmo " . Allora qual ' è la verità  sul punto ?  Il miliardario russo Yuri Milner sta finanziando da tempo con oltre 100 miliardi di dollari una ricerca della vita nell' universo . Alla guida di questo progetto c'è niente di meno  Steve Hawking ,il celebre scienziato britannico che occupa la cattedra che fu di Newton ,che ha deciso di dedicare adesso tutta la sua vita alla ricerca di vita intelligente nel cosmo. Il progetto Breakthough listen ha infatti captato già dal 2012 oltre 15 segnali della durata di due millesimi di secondo ,emessi da una sorgente denominata FRB 121 102 che è situata in una galassia nana a tre miliardi di anni luce dalla terra . Quando questi segnali sarebbero stati emessi sulla terra c'erano ancora soltanto forme di vita allo stato di organismi unicellulari . Il fatto è che questi segnali si ripetono . Gli scienziati  li  hanno chiamati FRB che sta per :" fast radio burst". Essi si era pensato in un primo momento fossero emessi da buchi neri oppure stelle a neutroni ma ,questi corpi celesti emettono anche Neutrini ,cioè particelle sub atomiche elementari di massa piccolissima e carica elettrica nulla. Invece queste 15 fonti individuate non emettono affatto neutrini. Questa singolarità sta seriamente facendo riflettere gli scienziati sul fatto che possa invero trattarsi di segnali artificiali che avrebbero una duplice funzione : spingere nello spazio ed alimentare di energia delle gigantesche astronavi che si sposterebbero con una sorta di vela spaziale ,sospinta appunto da questi " lampi di energia " e contemporaneamente servire da trasmettitori . Non è un caso che pertanto  già lo scorso anno Hawking abbia dichiarato :" gli Alieni esistono, non siamo soli nell' Universo ma, attenti a metterci in contatto con loro, sarebbero così avanti a noi in termini di conoscenza e tecnologia che  ci tratterebbero come noi trattiamo i batteri oggi. Certo osserverà taluno ma per rimandare un segnale terrestre che raggiungesse la fonte che avrebbe emesso tali informazioni ,occorrerebbe attendere almeno altri tre miliardi di anni, atteso che una nostra fantomatica risposta ,che viaggiasse alla velocità della luce, richiederebbe appunto tre miliardi di anni per essere rimandata al mittente . Tuttavia è anche vero che se esistessero civiltà cosi progredite come quelle che gli scienziati stanno ipotizzando è verosimile che essi coerentemente alle possibilità della fisica che, anche noi oggi conosciamo, siano già in grado di muoversi a velocità superluminale , tramite un motore spaziale del tipo di quello a curvatura dello spazio ,ipotizzato dal fisico messicano Miguel Alcubierre . Insomma anche se noi comuni cittadini ancora non sappiamo praticamente nulla , la Comunità scientifica mondiale che gode di informazioni riservate già conosce i termini del problema scientifico che ci si para davanti .Non è un caso infatti che alcuni giorni orsono una scienziata italiana intervistata abbia dichiarato : " gli alieni esistono lo dice la matematica " . Si pensi che  limitandosi alla sola via Lattea ,essa contiene tra le 200 e 400 miliardi di stelle con i relativi pianeti ,alcuni situati nella fascia abitabile . Se per renderci conto ipotizzassimo che la via Lattea ,la nostra galassia fosse grande quanto la distanza intercorrente tra Roma e Napoli , beh allora il nostro sistema solare occuperebbe uno spazio di appena due millimetri ......  Ancora oggi la Comunità scientifica non ha fatto alcuna comunicazione ufficiale , è ovvio ! Si dovranno fare ancora molti studi e ricerche prima di accertare con cognizione di causa che abbiamo scoperto vita intelligente nell' Universo. Sul piano dell' Etica ,della civiltà umana e sul piano della politica ,a tacer del piano religioso dovremmo però avviare una seria e profonda riflessione , epocale a dire poco ! Una riflessione rivoluzionaria e determinante . I contrasti e le divisioni tra le nazioni e gli Stati  sulla Terra ,non avrebbero più alcun senso ! i contrasti politici ammorbati da motivi religiosi neppure . Di un tratto ci troveremmo innanzi ad un nuovo scenario rispetto al quale diciamolo , siamo del tutto impreparati sotto ogni aspetto . Forse sarebbe il caso ,attesa questa volta l ' importanza della posta in gioco , forse anche la nostra stessa sicurezza e salvezza come speciale vivente ,come con toni molto preoccupati suggerisce Hawking di mettere da parte i nostri piccoli contrasti tra Stati e Nazioni ed iniziare una nuova stagione di cooperazione e solidarietà come se già oltre l' azzurro dei nostri cieli ,si potesse avvicinare un mondo alieno che ,potrebbe essere non propriamente Amico .
 Luca Giordano