1 giugno 2018

QUERELE TEMERARIE:PROGETTO DI LEGGE IN DIFESA DEI GIORNALISTI


Ci auguriamo che il presente progetto di legge , prima firmataria Lucrezia Ricchiuti, venga ripreso nell'attuale legislatura che sta per iniziare a tutela della libera espressione dei giornalisti .


                                                               Lucrezia Ricchiuti


Il tema delle cosiddette «querele temerarie» è annoso. A fronte del diritto di cronaca e del correlativo diritto a essere informati (entrambi essenziali per una società democratica e riconosciuti dalla nostra consolidata giurisprudenza) vi è una ritrosia e un'ostilità delle persone cui la cronaca si riferisce, le quali spesso reagiscono con azioni giudiziarie tanto pretestuose quanto minacciose.

Il caso di Milena Gabanelli è paradigmatico di come la seria attività giornalistica d'inchiesta sia contrastata dai poteri privati (ma anche pubblici) con azioni giudiziarie penali (querele) e civili (richieste risarcitorie) assolutamente sproporzionate ed esplicitamente intimidatorie.

I «potenti» si fanno difendere da stuoli di avvocati, frequentemente preparati e arcigni, che operano con il solo scopo di far apparire fondate pretese risarcitorie che sono del tutto sfornite di copertura giuridica.

La relazione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere sulle intimidazioni ai giornalisti (Doc. XXIII, n. 6) di questa legislatura, relatore il deputato Claudio Fava, ha del resto chiarito come delle querele e delle azioni civili temerarie si servono anche le organizzazioni criminali per minacciare «legalmente» i cronisti che tengono la schiena dritta e indagano con serietà e scrupolo negli affari e nei tragici intrighi delle mafie italiane.

A tutto ciò si aggiunga che molto di frequente i giornalisti d'inchiesta sono giovani senza contratto a tempo indeterminato, che vengono pagati a pezzo e che vivono da anni nel precariato e nell'incertezza. Spaventare queste persone -- con la prospettiva di risarcimenti cospicui oltre che di parcelle sostanziose per gli avvocati -- è purtroppo assai agevole. Meno frequenti, ma ugualmente non pochi, i luminosi casi di quanti hanno resistito: tra i vari, Lirio Abbate, Giovanni Tizian fino ad Agostino Pantano ed Ester Càstano.

Il disegno di legge, atto Senato n. 1119 (trasmesso dalla Camera dei deputati atto Camera n. 925), attualmente in corso di esame in Commissione (si veda atto Senato n. 1119-B) - che pure interviene sulle sanzioni a carico dei giornalisti per il caso della diffamazione -- non risolve il problema.

Il presente disegno di legge è volto a recepire in questo campo il princìpio per cui un'azione giudiziaria palesemente in contrasto con il diritto vivente, vale a dire con i princìpi di diritto consolidati nelle giurisdizioni superiori, è inammissibile e -- nel nostro caso -- illecita.

Si ricorda al riguardo che l'articolo 360-bis del codice di procedura civile così recita: il ricorso per cassazione è inammissibile «quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa».

1.2.1. Testo DDL 2659 Nel giudizio di legittimità costituzionale, inoltre, è conosciuta la figura della manifesta infondatezza quale ragione di rigetto della questione con ordinanza (e non con sentenza).

Di qui la proposta d'inserire nella legge 8 febbraio 1948, n. 47, il principio per cui l'azione giudiziaria palesemente infondata e difforme dal diritto vivente è inammissibile e fonte di responsabilità civile.

Questa sistemazione non è in contraddizione con l'articolo 96 del codice di procedura civile.

Quest'ultimo prevede la cosiddetta «responsabilità processuale aggravata», per cui -- oltre alle spese di lite -- la parte che soccombe nel giudizio per averlo o promosso o per avervi resistito con dolo o colpa grave deve pagare un risarcimento.

Sebbene oggetto di richieste frequenti di applicazione -- soprattutto dopo la legge 18 giugno 2009, n. 69 -- da parte dei difensori delle parti, l'articolo 96 del codice di procedura civile ha una ridottissima applicazione. A parte il fatto che non si applica in sede penale, in sede civile risulta trovare un ingresso nullo in materia di diffamazione.

Viceversa, il presente disegno di legge è immaginato anche in relazione al processo penale e ha un'evidente e duplice finalità: da un lato, ha uno scopo deflattivo del carico giudiziario, perché prevede l'inammissibilità dell'azione o l'improcedibilità del procedimento penale; dall'altro, ha una specifica mira preventiva e deterrente contro chi vuole ostacolare l'esercizio serio e rigoroso del diritto di cronaca (che -- non lo si dimentichi -- si riconnette direttamente all'articolo 21 della Costituzione). Si tratta, come si diceva poc'anzi, di un meccanismo latamente ispirato al cosiddetto filtro in cassazione introdotto nel 2009 ma che recepisce anche alcuni caratteri dei cosiddetti danni punitivi francesi o anglosassoni


 
Senato della Repubblica  XVII Legislatura
 
 
 
Fascicolo Iter
DDL S. 2659
 
Disposizioni in materia di iniziative giudiziarie temerarie nei confronti dei giornalisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
19/03/2018 - 14:08
Indice
 
 



1.  DDL S. 2659 - XVII Leg.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.    DDL S. 2659 - XVII Leg.


1.1. Dati generali

1.1.    Dati generali



 

 

Disegni di legge

Atto Senato n. 2659 XVII Legislatura


Disposizioni in materia di iniziative giudiziarie temerarie nei confronti dei giornalisti


Iter

31 gennaio 2017:  assegnato (non ancora iniziato l'esame)

Successione delle letture parlamentari S.2659       assegnato (non ancora iniziato l'esame)



Iniziativa Parlamentare

Lucrezia Ricchiuti ( PD )

Cofirmatari


Paolo Corsini ( PD ), Maria Cecilia Guerra ( PD ), Walter Tocci ( PD ) Natura ordinaria

Presentazione

Presentato in data 23 gennaio 2017; annunciato nella seduta pom. n. 746 del 24 gennaio 2017.

Classificazione TESEO

LIBERTA' DI STAMPA , GIORNALISTI

Classificazione provvisoria


Assegnazione

Assegnato alla 2ª Commissione permanente (Giustizia) in sede referente il 31 gennaio 2017.

Annuncio nella seduta pom. n. 751 del 31 gennaio 2017.

Pareri delle commissioni 1ª (Aff. costituzionali), 5ª (Bilancio)

1.2.                       Testi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.2. Testi


1.2.1. Testo DDL 2659

1.2.1.    Testo DDL 2659



 

 

 

Senato della RepubblicaXVII LEGISLATURA

N. 2659

DISEGNO DI LEGGE

d'iniziativa dei senatori RICCHIUTI , CORSINI , GUERRA e TOCCI

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

1.  Nella legge 8 febbraio 1948, n. 47, dopo l'articolo 13, è inserito il seguente:

«Art. 13-bis. - (Sanzioni per iniziative giudiziarie inammissibili). -- 1. La querela per il reato di cui all'articolo 595 del codice penale, pur se aggravato, è improcedibile se manifestamente infondata, per avere a oggetto fatti veri e di pubblico interesse.

2.  La domanda di risarcimento del danno per fatto illecito da condotta diffamatoria è inammissibile semanifestamente infondata, per avere a oggetto fatti veri e di pubblico interesse.

3.  Nel procedimento penale, l'improcedibilità della querela è pronunziata dal giudice delle indaginipreliminari a richiesta del pubblico ministero. Non si applicano gli articoli da 408 a 413 del codice di procedura penale. Nel processo civile, l'inammissibilità della domanda è pronunciata all'esito dell'udienza di cui all'articolo 183 del codice di procedura civile.
Nei casi in cui il giudice dichiari l'improcedibilità della querela o l'inammissibilità della domanda dirisarcimento del danno, ai sensi dei commi 1 e 2, condanna il querelante o l'attore a versare al querelato o al convenuto, a titolo di ristoro del danno subìto e di rimborso delle spese sostenute, una somma non inferiore a euro 5.000 e non superiore a euro 50.000. Il querelante è altresì punito con l'ammenda di euro da 100 a 1.000 da versare alla cassa delle ammende


IL MINISTERO DEI DIVERSI




IL MINISTERO DEI DIVERSI.

Le parole hanno un loro peso e rivelano orizzonti ideologici precisi. Con il nuovo governo non esiste più un ministro alle pari opportunità, sostituito da uno alla famiglia e alla disabilità. Se aspetteremo di capire a quale tipo di famiglia l'attuale governo intende riferirsi, considerato che le famiglie italiane di oggi non sono più quelle di cento anni fa, un ministro alla disabilità mi lascia perplesso già sul piano dell'uso di questo termine all'interno di una delega. Il disabile torna ad essere "individuato", sia pure come oggetto di politiche specifiche, ma comunque come diverso dal resto. Non un'azione dunque, quella di un simile ministro, volta a garantire a tutti pari opportunità, ma un'azione mirata a trattare un problema, un'emergenza, che nasce dalla presenza nel nostro tessuto sociale di diversi. Se questo è un punto di partenza del nuovo governo, si tratta di un triste e preoccupante punto di partenza. Ad onor del vero, neanche il fascismo e il nazismo pensarono a simili ministeri.

Massimo Frana

L' insediamento del nuovo esecutivo





Tra poche ore si insedierà il nuovo esecutivo. Si possono fare già da subito delle valutazioni che non saranno smentite . Di Maio e Salvini hanno una sovraesposizione che necessariamente produrrà dei danni al Paese . Il primo occupa infatti la poltrona di super ministro del Lavoro ,il secondo la poltrona di Ministro degli Interni .Entrambi sono Vice Presidenti del Consiglio ,entrambi segretari politici dei rispettivi partiti . Troppe cariche ,istituzionali e politiche ,che si sommano nella stessa persona . Non è soltanto una ingiusta ,forzosa ed per alcuni versi concentrazione di potere in poche mani ,è pure una ricetta che non può non avere evidenti contraddizioni .La giornata è di 12 ore per tutti. Minniti ,Ministro degli Interni ,indipendente se piaceva oppure no, come Ministro ,lavorava oltre 12 ore al giorno per cinque giorni a settimana ,occupandosi soltanto del Dicastero da lui guidato . Pensare solo sulla base del tempo speso che un altro chiunque esso sia ,possa fare meglio occupandosi di altro è in realtà impossibile . Guardate ad es. ad Angelino Alfano che era Ministro e Segretario di Partito ,ha fatto molto errori, gaffe,e di fatto aveva demandato il governo del Dicastero ai tecnici . Il Paese quindi non potrà" giovarsi ..." si fa per dire....di Di Maio e Salvini che rivestono più cariche e più ruoli . Gli altri Ministri sono tutti di profilo molto basso,molto. Tria al Dicastero del Tesoro, era intraneo a Forza Italia e collaborava a quattro mani con Brunetta ,rectius collabora .... Da queste singolarità e non solo ,si percepisce che al di  là della "fuffa" che si "vende " alle "anime belle " la realtà è più prosaica di quello che si vuole far credere : in Italia ,al Governo ,si sta insediando un Esecutivo conservatore e di Destra .  Punto! tutto il resto sono chiacchiere e noia ! Se qualcuno di attendesse da questo esecutivo un rilancio del sistema Paese, un miglioramento delle nostre condizioni di vita associata od individuale , beh! desidero avvisarlo : questo non avverrà ,perche non può avvenire ! questo esecutivo deve essere classificato tra tutti gli  Esecutivi ,che si sono succeduti in questi anni che non hanno saputo e non hanno voluto dar una svolta al Paese, atteso che non avevano né le capacita politiche ,né i programmi per poterlo fare . Quando si sarà esaurita la novità e la "spinta propulsiva " anche di questo nuovo esecutivo , il Paese, il Sistema Italia si troverà ancora di più in difficoltà e sofferenza ,saremo tutti più poveri e con meno Diritti . Del resto cari Concittadini e Care Concittadine , ma come pensate seriamente che questo Governo possa fare meglio dell'esecutivo Gentiloni ,quando a dirigerlo per la prima volta in assoluto nella politica di una Nazione ,moderna ,contemporanea ,di uno Stato tra i primi in Europa e quindi nel Mondo ,viene chiamato un "maggiordomo " senza un curriculum adeguato ed anzi molto probabilmente taroccato ? Peccato per tutti Noi e per le nostre Vite, potevamo essere più fortunati ,poteva andare meglio . Diamoci una sveglia , in Italia oggi non c'è più una Sinistra , non passerà ancora molto tempo che ci accorgeremo di quanto fosse necessaria per la nostra sicurezza e per i nostri diritti acquisiti una forte forza di Sinistra .
Luca Giordano per Tre Righe.

Dai giornali di oggi 1 giugno




Conte premier, Salvini e Di Maio vice, Savona spostato agli Affari Europei: il Colle dice sì al governo M5S-Lega (Corriere). I vice pesano più del premier ma l’Italia archivia la crisi più difficile (Stampa). La svolta maturata tra colpi di scena, diffidenze e tatticismi: per il Corriere a convincere Salvini è stata la minaccia di voto a luglio di Di Maio. Decisivo il nodo dell’Economia, dove alla fine va Giovanni Tria, preside di Economia a Tor Vergata: parla cinese ma ama l’Occidente, e rassicura il Colle (Stampa). Politicamente vicino a Forza Italia, amico di Brunetta e Savona, è favorevole alla flat tax finanziata dall’aumento dell’Iva, dubbioso su reddito di cittadinanza e riforma della Fornero (Repubblica, Corriere).  25 in tutto i ministri, sei dei quali tecnici. A Salvini gli Interni, a Di Maio Sviluppo e Lavoro; Giancarlo Giorgetti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; agli Esteri Moavero Milanesi, alla Pa Giulia Bongiorno (Lega), alla Difesa la capitano della riserva dell’Esercito Elisabetta Trenta (M5S), alla Giustizia Alfonso Bonafede (M5S), alla Salute Giulia Grillo (M5S), all’Ambiente il generale dell’Arma Sergio Costa, alle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S), ai Beni Culturali Alberto Bonisoli, all’Istruzione il leghista Marco Bussetti, ai rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro (M5S), agli Affari Regionali Erika Stefani (Lega), al Sud Barbara Lezzi (M5S), a Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana (Lega), all’Agricoltura Gian Marco Centinaio (Lega). Il giuramento oggi alle 16. Prime mosse: in Europa patto con la Francia e sussidio di disoccupazione (Stampa). Di Maio ministro: “Pronti a punire chi delocalizza” (Stampa). Per il reddito di cittadinanza ci sarà da aspettare, almeno 10, 12 mesi. Anche Salvini cerca la partenza sprint: “Dimezzo i soldi per l’accoglienza”. Stipendi più alti per le forze dell’ordine (Stampa).
La Meloni alla fine resta fuori, per il veto di Di Maio, ma Fdi sospetta di Salvini: “Ci ha coinvolto solo per trattare meglio” (Corriere). “Noi ci asterremo ma temo non durerà – dice la Meloni al Messaggero – Difficile rivedere in futuro il centrodestra come lo abbiamo conosciuto finora”. Berlusconi inquieto per le mosse degli alleati: “Governo fragile” (Giornale). Prepara l’opposizione e promette: “Riporterò Forza Italia al 20%” (Corriere). Ma non scarica la Lega. Sul Corriere le suggestioni dei leghisti: “Il governo parte giallo-verde ma poi potrebbe caratterizzarsi come governo del centrodestra: l’astensione di Fdi potrebbe diventare appoggio, e anche tanti azzurri che non vedono un futuro potrebbero sostenerlo”.
Sul Corriere il testacoda del Pd: andrà in piazza ugualmente oggi, non più a difesa del Colle ma contro il governo. Renzi non ci sarà, Gentiloni in forse. Ma Martina insiste: “Il nuovo governo ha un programma pericoloso per il Paese, perciò lavoreremo da subito per costruire l’alternativa” A Piazza Santi Apostoli ci saranno Veltroni, Calenda, Franceschini e Orlando. Orlando che alla Stampa dice: “Dovremo difendere le regole liberali ma le misure sociali andranno valutate. Nel Pd bisogna evitare il derby tra popolo ed elite e far riemergere la questione sociale”.