27 giugno 2018

Comunicato di Nicola Zingaretti

 
 
 
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
 
 

26 giugno 2018
C'è una forte iniziativa politica del governo in questo momento, anche in sintonia con il Paese.
Ma c'è anche una grande debolezza del governo sul fronte della capacità di governare. Siamo dentro una fase a mio giudizio molto più complessa di quello che si immagina: grande spregiudicatezza politica e grande fragilità nell'iniziativa di governo.
Per questo dobbiamo chiamare tutti a partecipare alla costruzione di un grande progetto e una grande proposta per l'alternativa. Insieme possiamo rimettere in moto tante energie, persone, sindaci, associazioni che oggi sono in attesa, isolate o sparse che, se si riaprisse una missione, un movimento o un progetto per l'alternativa, potrebbero diventare protagonisti.
Mi auguro e credo che si faccia un congresso del Pd vero, sicuramente prima delle elezioni europee. Non voglio un congresso autoreferenziale di un partito ferito: dovrà essere un'occasione di discussione aperta e costituente ma aperta alla società

Nicola Zingaretti

Dai giornali di oggi. 27 giugno

ITALIA-POLITICA
Vitalizi, l'inizio della fine (Fatto in apertura e tutti). Oggi il presidente della Camera Fico presenta nell'ufficio di presidenza il testo che prevede tagli per oltre 30 mln: 1200 le pensioni degli ex parlamentari che verrebbero toccate. Per Franco (Corriere p.9) il Movimento sente l'urgenza di rilanciare i suoi temi anche per rispondere al protagonismo della Lega. La delibera introdurrà il calcolo retroattivo degli assegni con i metodo contributivo, ma gli interessati di preparano a fare ricorso (Repubblica p.12). Nel testo previsto anche un tetto che non consentirà agli ex eletti di prendere più di quanto ricevono adesso, ma resta la reversibilità. Mossa di Fico sui vitalizi: stop per i condannati, previsto un taglio per gli assegni da 4mila euro a 700 (Corriere p.9). “Fico non aspetta il Senato”: Messaggero (p.11) evidenzia come procedendo senza coordinarsi con Palazzo Madama si corra il rischio di ritrovarsi con due regimi differenti. Mentre Libero (p.9) pone l'accento sul fatto che l'introduzione del sistema contributivo anziché tagliare, aumenta i vitalizi: sono 223 le pensioni che saliranno.
Zingaretti punta su sindaci e coalizione e lancia il “modello Z” (Corriere p.10 e tutti): il governatore del Lazio lancia la sfida alla segreteria. “Congresso e io corro subito”: con lui ci sarebbero tanti big, da Gentiloni a Francescini (Repubblica in prima e p.8). A sostegno del presidente del Lazio si schiera Orlando, che a Repubblica dice: “E' il candidato segretario più forte per ripartire, ma vorrei capire su quale base politica. Quella del Pd non è una crisi di leadership, ma della funzione e del ruolo del partito. Quindi un uomo solo non basta. Liquidare il Pd e fare una nuova formazione? Non è escluso, ma prima serve una costituente”. Intanto, verso l'assemblea del 7 luglio, vertici divisi sulla data del congresso: c'è chi lo vorrebbe subito e chi chiede di aspettare il 2019 (Messaggero p.10). Libero (p.6) segnala la voglia di cambiare nome al partito: Pd è sinonimo di disastro. Intanto, Calenda lancia il suo manifesto repubblicano sul Foglio (in prima e p.5): “Un'altra Italia è possibile. Uno Stato forte, ma non invasivo. Un'alleanza repubblicana che vada oltre gli attuali partiti”.
Sul Fatto (p.6) parla il nuovo ministro dell’Ambiente: “Ho revocato le nomine della Commissione che valuta l’impatto ambientale delle opere. Al ministero voglio tecnici. Farò concorsi per assumere”. Il ministro conferma anche la spinta alle auto elettriche “ma fino al 2025: io Stato ti aiuto perché si avvii la nuova tecnologia, per poter progettare e investire con serenità fino a quando la tecnologia si sarà affermata”. Sempre sul Fatto (p.23) intervista al ministro della Cultura Bonisoli: “Metteremo in rete i musei”. E sul bonus cultura dei 18enni dice: “E’ giusto dare agevolazioni ai ragazzi per abituarli a consumare cultura ma mi piacerebbe chiamare a raccolta la stessa industria culturale con investimenti generosi. Apporteremo dei correttivi: penso a uno sconto fisso per 18enni e 19enni”. Su Libero in prima pagina l’attacco degli avvocati al Guardasigilli: “Il ministro Bonafede non ha coraggio”. Non è riuscito a risolvere la questione dell’agibilità del Tribunale di Bari
 ITALIA-ECONOMIA
Di Maio, svolta protezionista (Stampa in apertura, Corriere e altri): “Se i dazi servono a proteggere i nostri prodotti è giusto parlarne. E’ un altro tabù da infrangere” dice il vice premier avanti alla platea di Confartigianato. Un tentativo di riprendersi la scena dopo il rincorrere di annunci di Salvini, scrive il Sole. Bruxelles non gradisce ma tace. La Stampa ricorda che la politica commerciale al di fuori dell’Unione è di esclusiva responsabilità europea, non dei governi nazionali. Di Maio: il confronto con l’Europa è appena agli inizi, quello sui migranti “è solo l’antipasto di quello che faremo per le imprese economiche”. Per la Stampa Di Maio imita Trump per sfidare l’Europa: obiettivo, “difendere al massimo il Made in Italy” e spingere la Ue a fare di più contro la concorrenza sleale. Trump, sui dazi, più che un modello diventa per il governo un alleato utile. Su QN e tutti l’altra idea di Fi Maio: mezz’ora di internet gratis a chi non può permetterselo. Merletti (Confartigianato): “Ben venga la flat tax ma non siamo assolutamente d’accordo con il reddito di cittadinanza. Per noi ogni forma di assistenza a chi è senza lavoro deve essere transitoria. Piuttosto si migliorino i centri per l’impiego” (Sole).
Corriere, Sole, Repubblica e Messaggero le misure in arrivo nel “decreto dignità”: la stretta sugli incentivi a chi riduce l’occupazione per favore le assunzioni a tempo indeterminato, forti multe alle imprese che incassano aiuti di Stato e poi delocalizzano le attività, l’abolizione dello staff leasing, giro di vite su slot e giochi per colpire la ludopatia. Nel pacchetto di semplificazioni fiscali previsto il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per i benzinai, correttivi allo split payment, superamento dello spesometro a settembre. Su Repubblica le polemiche intorno al decreto dignità, in realtà un “decretone omnibus”: a rischio il costo del lavoro, le assunzioni e i contenziosi. Anche la lotta all’evasione fiscale, nonostante le promesse, fa sostanzialmente un passo indietro. Carla Rocco a Repubblica: “Manterremo le promesse a partire dal reddito di cittadinanza, ma gradualmente e con un occhio ai conti pubblici” dice la presidente della Commissione Finanze della Camera. “Tra le priorità semplificazione fiscale e reddito di cittadinanza. Le clausole di salvaguardia non scatteranno, Iva e accise non aumenteranno”. E sulla pace fiscale dice: “L’importante p che non si traduca in un condono e rispetti i nostri valori: aiutare i contribuenti in difficoltà e punire chi evade di proposito, aumentando sanzioni amministrative e penali”.
Intanto sul fronte della rottamazione delle cartelle esattoriali dei governi Renzi e Gentiloni, la Corte dei Conti rivede al ribasso le cifre degli introiti: 9,6 miliardi in meno del previsto (Sole e altri). A fronte di domande di contribuenti titolari di debiti per 31,27 mld erano attesi 17,8 mld di introiti ma le somme effettivamente riscosse si fermano a 8,2 mld, meno della metà del previsto. Libero attacca: l’Agenzia delle Entrate è un bidone per i cittadini, non riesce neanche a incassare le cartelle rottamate. Intanto la Fondazione nazionale dei Commercialisti stima in 34 mld l’importo dell’evasione diffusa, a fronte della stima Istat di 207 mld dell’economia sommersa e illegale (il 12,6% del pil) e dei 107,7 mld di evasione fiscale stimati dal Def (Sole, Messaggero).
In prima pagina su Corriere, Messaggero, Repubblica, Giornale e Stampa i 5 milioni di italiani poveri censiti dall’Istat. La ripresa non ferma la povertà: le famiglie in indigenza assoluta nel 2017 sono aumentate, arrivano fino a 1,8 milioni (Corriere). Il record è al Sud, ove a soffrire è il 10% della popolazione (Messaggero). Per l’Istat è record assoluto dal 2005 e il peggioramento ha riguardato soprattutto le grandi città. Repubblica rimarca la povertà crescente tra i giovani: i più colpiti sono gli under 35, zavorrati da precariato e famiglie fragili. Di Maio: “Serve il reddito di cittadinanza e bisogna farlo subito, non c’è più tempo da perdere”. Salvini: “Dobbiamo mettere al centro gli italiani e dare priorità assoluta a loro”. Il Giornale attacca: poveri noi, cinque milioni di indigenti e Di Maio pensa a regalare mezz’ora di connessione a Internet e invoca i dazi.
 ESTERI
Conte-Macron, intesa segreta: il presidente francese a Roma, prima di incontrare il Papa, vede il premier italiano. Il faccia a faccia sblocca il caso Lifeline (su tutti): la nave dovrebbe attraccare a Malta, i migranti verrebbero divisi tra gli Stati europei. Ma Berlino, Madrid e l'Aia frenano (Corriere p.2). E la nave resta ferma in attesa del via libera ad attraccare (su tutti). Ad annunciare che la Francia farà parte dei Paesi che accoglieranno i migranti della Lifeline è lo stesso Macron, che ingaggia un botta e risposta a distanza con il vicepremier Salvini. “Non è una crisi migratoria, ma una crisi politica interna all'Ue legata ai movimenti secondari di persone entrate nello spazio Schengen” ha detto il numero uno dell'Eliseo. “Arroganza francese – attacca Salvini – noi italiani non riprenderemo chi è da loro” (Stampa p.4 e tutti). Per il Messaggero (p.3) è il nodo petrolio a fare da sfondo al duello sui migranti tra Italia e Francia. Intanto, sui movimenti secondari,  il premier Conte tratta con la Merkel: dopo aver definito “impensabile” che l'Italia si faccia carico del problema, ora apre a un compromesso con Berlino: “Dateci in cambio fondi Ue per la Libia” (Stampa p.5 e altri). Il premier – scrive Repubblica (p.3) – cede a Berlino e Parigi mentre Salvini attacca tutti. Messaggero (p.3) parla di mossa morbida del premier che cerca flessibilità sui conti e prova a non rimanere schiacciato dalla linea dura di Salvini. Repubblica (in prima e p.2) legge nel doppio incontro con Conte e Papa il tentativo di Macron di riportare l'Italia in Europa e isolare Salvini. Intanto, quello dei movimenti secondari è un tema che mette a rischio la tenuta governo tedesco. E anche se i bavaresi assicurano che non ci sarà la crisi sui rifugiati (QN p.7), domani il vertice Ue servirà a scongiurare il rischio di una svolta nazionalista a Berlino. Ma – scrive Fubini sul Corriere (p.3) – l'Italia potrebbe mettere il veto al piano con l'obiettivo di scardinare il trattato di Dublino. Nel frattempo arriva l'affondo austriaco, con la ministra degli Esteri Kneissl che a Repubblica (p.4) dice: “Pronti a rimandare in Italia i profughi respinti da Berlino. Il pilastro Ue deve essere: stop alle quote, sì alla protezione delle frontiere esterne con controlli che permettano a noi di scegliere chi viene in Europa, non ai trafficanti di uomini”.  “Contro l'emergenza migranti l'Europa deve fermare gli illegali” scrive in un intervento Tajani sulla Stampa (p.19). Intanto, parte la missione in Africa: agenti e militari italiani alla frontiere Niger-Ciad (Messaggero p.7).

Un sogno: L' Europa che vorrei ,di Franco Buccella

Vorrei che fosse come gli autori del Manifesto di Ventotene, antifascista e di sinistra. Non ne potrebbero far parte i paesi del patto di Viseograd,che dovrebbero unirsi nell'impero austroungarico e richiamare gli Asburgo. Ne farebbero parte i paesi della penisola iberica, la Grecia, Cipro e la Francia, quando il presidente sara' Melenchon. Ottimi rapporti con il Regno Unito guidato da Corbyn, con gli Stati Uniti con presidente Sanders e con i paesi scandinavi retti da socialisti.Ne farebbe parte a pieno diritto la repubblica antifascista del Donbass, che dovrebbe essere aiutata a riprendersi meta'dell'Ucraina. Dovrebbe uscire dalla alleanza guerrafondaia della NATO, colpevole delle aggressioni alla Serbia e alla Libia. E l'Italia : dovrebbe riprendere il percorso da Gramsci a Berlinguer.
A chi teme i nazionalismi ricordo l'appello di Marx :Proletari di tutto il mondo, unitevi.

Franco Buccella

IL LINGUAGGIO POLITICO OGGI, di Franco Papone






EUROPEAN INTERVENTION FORCE:passo indietro dell' Italia

Da ieri il nostro Paese ,per bocca della Neo Ministra della Difesa sig.ra Elisabetta  Trenta ha deciso di non sottoscrivere , rimangiandosi così un impegno internazionale già in "fieri" sotto il vecchio esecutivo , il progetto di difesa comune europea noto con il nome di " European Intervention Force " . Sembra che a questo progetto, pensino di aderire: Francia ,Germania ,Spagna ,Portogallo, Olanda,Belgio,Danimarca, Gran Bretagna ,Olanda,Estonia . Il progetto di un piano di pronto intervento europeo a nove stati ,sarebbe il punto di partenza ,nella ideazione francese ,di un'iniziativa di difesa europea autonoma ed a cabina ristretta ,solo nove Stati ,rispetto ai 25 che invece hanno già aderito alla PESCO . Certamente per dovere di cronaca ,occorre avvertire che perplessità sul piano comune di intervento proposto dalla Francia ed oggi sul tavolo a Bruxelles ,provengono anche da : Nato e Pesco, che non vedrebbero di buon occhio sovrapposizioni di strutture ,organizzazioni e funzioni . Ad es. di recente anche con l'alleato USA ,si è discusso di difesa europea . In ballo c'è infatti la Costituzione della:" Readiness Iniziative" ,il progetto cioè di costituire entro il prossimo 2030 una forza NATO composta da almeno : 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadroni aerei, 30 navi da battaglia ,capaci di essere operativi appunto in 30 giorni . Quindi cosa sta accadendo anche nel pianeta Difesa ? Il nostro Paese che tradizionalmente era sempre stato ,un partner della prima ora ,della prima fila ,si smarca ? beh....! sembra proprio di SI',  al momento   , sarà perché Salvini & Company ,desiderano fare la faccia cattiva con i Francesi .....,propugnatori del progetto ? Può darsi , può essere che sia in corso un riposizionamento del Paese Italia ,sullo scacchiere internazionale . Può darsi che i Vertici del nuovo esecutivo , pensino nella "loro grande esperienza acquisita sul campo" di aprire una nuova inusitata politica dei "due forni" ,uno che guarda a Washington e l'altro a Mosca ,in rapido allontanamento da Bruxelles ......? Può darsi ......come facciamo ad escluderlo ? Con questi Signori e Signore sul ponte di Comando del Sistema Italia con in mano il Timone ,la nave Italia ,potrebbe anche cambiare rotta ,potrebbe anche finire sugli scogli .
Luca Giordano per Tre Righe .

26 giugno 2018

Querela a Salvini per istigazione all' odio razziale

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

Comunicato stampa

La Fondazione romanì Italia querela Matteo Salvini
Il presidente Nazzareno Guarnieri accusa il ministro di istigazione all’odio razziale

Un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Pescara per istigazione all’odio razziale. A presentarlo contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, questa mattina, è stato il presidente della Fondazione Romanì Italia, Nazzareno Guarnieri, anche in qualità di persona appartenente alla comunità romanes.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle frasi shock dell’esponente del Governo in merito all’ipotesi di effettuare un censimento su base etnica delle persone appartenenti alla minoranza romanì in Italia.
Ad indignare il rappresentante della Fondazione e, più in generale, le comunità romanes italiane, è stata in particolare la frase di Matteo Salvini: «i rom italiani, purtroppo, dobbiamo tenerceli».
Ritenendo particolarmente gravi queste affermazioni, soprattutto perché pronunciate da un rappresentante del Governo italiano e non da un semplice cittadino, Guarnieri e la Fondazione che rappresenta hanno deciso di passare all’azione affinché l’esternazione di Salvini non restasse impunita.
Per questa ragione, il presidente questa mattina ha depositato presso la Procura della Repubblica di Pescara un esposto-querela verso il vice presidente del Consiglio.
Il documento è stato redatto con la consulenza dell’avvocato Giulio Calvani di Molfetta, iscritto al foro di Trani.
Nell’esposto-querela, corredato di allegati e link video, sono dettagliatamente testimoniate le frasi del leader della Lega.

«Il senatore Salvini», si legge nell’atto depositato in Procura, «ha scientemente travalicato il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero previsto dall’articolo 21 della Costituzione, annunciando la volontà di procedere con un censimento su base etnica dei “rom” vietato dal nostro ordinamento giuridico e dalle Convenzioni internazionali, cui l’Italia ha aderito, istigando in tal modo alla discriminazione nei confronti della minoranza rom in Italia».
Ed è in proprio in merito a tali dichiarazioni che Nazzareno Guarnieri chiede alla Procura della Repubblica di Pescara - o a quella ritenuta territorialmente competente - di esperire tutti gli accertamenti necessari per valutare se sia ipotizzabile il reato, penalmente perseguibile, di istigazione all’odio razziale.
«A nostro avviso ci sono tutte le condizioni per querelare il ministro», commenta Guarnieri. «In tal caso, chiediamo che si proceda, di conseguenza, nei confronti del soggetto ritenuto responsabile o dei soggetti ritenuti responsabili, anche a titolo di concorso».

Pescara, li 26 giugno 2018

Dai giornali di oggi 26 giugno


ITALIA-POLITICA
Grandi comuni, il centrodestra batte il centrosinistra 42 a 31 (Sole in
prima e p.19): dopo i ballottaggi della tornata di Amministrative,
emerge l'isolamento del Pd, che non sa costruire alleanze e attirare
consensi da altre aree. Il crollo del Pd cambia pelle alle città
(Messaggero in prima e p.2): il centrodestra, guidato dalla Lega,
conquista 10 capoluoghi, 1 va al M5S, mentre la sinistra ne perde 11 su
15. Emilia e Toscana rappresentano l'epicentro della disfatta dem (su
tutti). Sono i voti di Lega e M5S ad affossare la sinistra, ma non c'è
saldatura tra le due forze della maggioranza di governo (Messaggero
p.2). “E' un contratto, non un'alleanza” spiega Di Maio (Corriere p.8).
Secondo la Stampa (p.5) i populisti vanno a braccetto solo nelle
'regioni rosse', mentre nel resto d'Italia i grillini puntellano la
sinistra.
La sconfitta accelera la resa dei conti tra i dem: “Andare oltre il Pd”
dice Calenda, che propone una “costituente anti-sovranista” (Corriere
p.2). L'ex ministro al Messaggero (p.5): “Bisogna cambiare il modo di
parlare alle persone, il Pd non può pensare di impostare l'opposizione
sulla retorica del 'fascista dietro la porta', bisogna ammettere i
nostri errori e e costruire una proposta adatta al momento storico.
Serve un grande lista nazionale che coinvolga i sindaci e le categorie.
Gentiloni può essere il punto di riferimento”. Messaggero (p.4) parla di
patto tra i big del Pd per un ribaltone anti-Renzi e per spingere verso
il congresso immediato. “Senza lottare si va al 3% - avverte Macaluso
alla Stampa (p.7) -. Facciamo un congresso vero”. Appello ad “andare
oltre il partito” anche da Romano Prodi (Repubblica p.6), mentre
Chiamparino alla Stampa (p.7) dice: “I dem allarghino le alleanze e
basta con le liti interne”. Renzi, che ora sogna un programma in tv
(forse su Netflix), cerca il sistema di gestire la scissione del partito
(Fatto p.2). Mentre Zingaretti si prepara a correre per la segreteria
(Corriere p.2).
Il sondaggio Swg sul Messaggero (p.2) mostra la forza del Carroccio come
primo partito: assorbiti gli elettori da Fi, 5Stelle e Pd. La Lega
continua a crescere, aumentando la distanza con i 5S, mentre le altre
formazioni di centrodestra arretrano. “Nessuno è autosufficiente”
avverte però Berlusconi all'indirizzo di Salvini (Corriere p.6). Secondo
il leader di Fi il centrodestra vince se plurale. Ma l'ex premier teme
la spaccatura dei suoi, e a Salvini dice: “Entro l'anno scelga il M5S o
noi” (Messaggero p.6). Scajola al Messaggero lancia la proposta a
Berlusconi: “Faccia il regista della rinascita, dai centristi serve una
proposta contro i populisti”.

ITALIA-ECONOMIA
Slitta di qualche giorno il “Decreto dignità”: la misura, con la quale
Di Maio vuole dare una stretta ai contratti  a termine e venire incontro
alle richieste di semplificazione fiscale che arriva da pmi e
professionisti, ha bisogno di coperture finanziarie che si devono ancora
trovare (Corriere p.27). Di Maio assicura: “Sarà approvato in
settimana”. “E' il primo provvedimento forte di questo Governo –
rivendica il ministro Fraccaro al Messaggero (p.8) -. La priorità è
semplificare la burocrazia fiscale per liberare le energie delle imprese
e contrastare la delocalizzazione. Vogliamo combattere ludopatia e
precariato per dare stabilità al mercato del lavoro”. Il decreto prevede
una proroga in meno rispetto alla durata massima per i contratti a
termine (Italia Oggi in prima e p.29), lo stop allo split payment per i
professionisti e una stretta alle delocalizzazioni che contiene anche
gli incentivi 4.0 (Sole in prima e p.3). Rispetto ai contratti, Marco
Leonardi sul Sole (p.3) evidenzia come il problema non sia l'incidenza
dei contratti a termine sul totale degli occupati, quanto la lunghezza
delle transizioni da un contratto a tempo determinato ad uno
indeterminato. Nel decreto anche il rinvio di sei mesi della fattura
elettronica, che permette di “disinnescare” lo sciopero dei benzinai, e
lo stop agli spot per il Gioco d'azzardo (Messaggero p.8).
Intanto, nei piani del governo sulle tasse, si allarga il condono delle
cartelle alle liti fiscali (Repubblica p.24): allo studio una sanatoria
tombale per finanziare la flat tax, in ballo ci sarebbero 100 mld.
Pil, il Nord corre ma il Sud rialza la testa (Messaggero p.15, SOle e
altri). Secondo i dati Istat, il Nord traina la crescita del Pil grazie
a una performance positiva dell'1,8%, bene anche il Mezzogiorno, che fa
segnare un +1,4%. Mentre il Centro Italia è l'anello debole (+0,9%)
anche a causa dell'effetto terremoto e della flessione dell'agricoltura.
Performance superiori alla media sull'occupazione tra Nord-Est e
Nord-Ovest, mentre tra i settori il contributo maggiore allo sviluppo
arriva da industria e commercio.