27 giugno 2018

Dai giornali di oggi. 27 giugno

ITALIA-POLITICA
Vitalizi, l'inizio della fine (Fatto in apertura e tutti). Oggi il presidente della Camera Fico presenta nell'ufficio di presidenza il testo che prevede tagli per oltre 30 mln: 1200 le pensioni degli ex parlamentari che verrebbero toccate. Per Franco (Corriere p.9) il Movimento sente l'urgenza di rilanciare i suoi temi anche per rispondere al protagonismo della Lega. La delibera introdurrà il calcolo retroattivo degli assegni con i metodo contributivo, ma gli interessati di preparano a fare ricorso (Repubblica p.12). Nel testo previsto anche un tetto che non consentirà agli ex eletti di prendere più di quanto ricevono adesso, ma resta la reversibilità. Mossa di Fico sui vitalizi: stop per i condannati, previsto un taglio per gli assegni da 4mila euro a 700 (Corriere p.9). “Fico non aspetta il Senato”: Messaggero (p.11) evidenzia come procedendo senza coordinarsi con Palazzo Madama si corra il rischio di ritrovarsi con due regimi differenti. Mentre Libero (p.9) pone l'accento sul fatto che l'introduzione del sistema contributivo anziché tagliare, aumenta i vitalizi: sono 223 le pensioni che saliranno.
Zingaretti punta su sindaci e coalizione e lancia il “modello Z” (Corriere p.10 e tutti): il governatore del Lazio lancia la sfida alla segreteria. “Congresso e io corro subito”: con lui ci sarebbero tanti big, da Gentiloni a Francescini (Repubblica in prima e p.8). A sostegno del presidente del Lazio si schiera Orlando, che a Repubblica dice: “E' il candidato segretario più forte per ripartire, ma vorrei capire su quale base politica. Quella del Pd non è una crisi di leadership, ma della funzione e del ruolo del partito. Quindi un uomo solo non basta. Liquidare il Pd e fare una nuova formazione? Non è escluso, ma prima serve una costituente”. Intanto, verso l'assemblea del 7 luglio, vertici divisi sulla data del congresso: c'è chi lo vorrebbe subito e chi chiede di aspettare il 2019 (Messaggero p.10). Libero (p.6) segnala la voglia di cambiare nome al partito: Pd è sinonimo di disastro. Intanto, Calenda lancia il suo manifesto repubblicano sul Foglio (in prima e p.5): “Un'altra Italia è possibile. Uno Stato forte, ma non invasivo. Un'alleanza repubblicana che vada oltre gli attuali partiti”.
Sul Fatto (p.6) parla il nuovo ministro dell’Ambiente: “Ho revocato le nomine della Commissione che valuta l’impatto ambientale delle opere. Al ministero voglio tecnici. Farò concorsi per assumere”. Il ministro conferma anche la spinta alle auto elettriche “ma fino al 2025: io Stato ti aiuto perché si avvii la nuova tecnologia, per poter progettare e investire con serenità fino a quando la tecnologia si sarà affermata”. Sempre sul Fatto (p.23) intervista al ministro della Cultura Bonisoli: “Metteremo in rete i musei”. E sul bonus cultura dei 18enni dice: “E’ giusto dare agevolazioni ai ragazzi per abituarli a consumare cultura ma mi piacerebbe chiamare a raccolta la stessa industria culturale con investimenti generosi. Apporteremo dei correttivi: penso a uno sconto fisso per 18enni e 19enni”. Su Libero in prima pagina l’attacco degli avvocati al Guardasigilli: “Il ministro Bonafede non ha coraggio”. Non è riuscito a risolvere la questione dell’agibilità del Tribunale di Bari
 ITALIA-ECONOMIA
Di Maio, svolta protezionista (Stampa in apertura, Corriere e altri): “Se i dazi servono a proteggere i nostri prodotti è giusto parlarne. E’ un altro tabù da infrangere” dice il vice premier avanti alla platea di Confartigianato. Un tentativo di riprendersi la scena dopo il rincorrere di annunci di Salvini, scrive il Sole. Bruxelles non gradisce ma tace. La Stampa ricorda che la politica commerciale al di fuori dell’Unione è di esclusiva responsabilità europea, non dei governi nazionali. Di Maio: il confronto con l’Europa è appena agli inizi, quello sui migranti “è solo l’antipasto di quello che faremo per le imprese economiche”. Per la Stampa Di Maio imita Trump per sfidare l’Europa: obiettivo, “difendere al massimo il Made in Italy” e spingere la Ue a fare di più contro la concorrenza sleale. Trump, sui dazi, più che un modello diventa per il governo un alleato utile. Su QN e tutti l’altra idea di Fi Maio: mezz’ora di internet gratis a chi non può permetterselo. Merletti (Confartigianato): “Ben venga la flat tax ma non siamo assolutamente d’accordo con il reddito di cittadinanza. Per noi ogni forma di assistenza a chi è senza lavoro deve essere transitoria. Piuttosto si migliorino i centri per l’impiego” (Sole).
Corriere, Sole, Repubblica e Messaggero le misure in arrivo nel “decreto dignità”: la stretta sugli incentivi a chi riduce l’occupazione per favore le assunzioni a tempo indeterminato, forti multe alle imprese che incassano aiuti di Stato e poi delocalizzano le attività, l’abolizione dello staff leasing, giro di vite su slot e giochi per colpire la ludopatia. Nel pacchetto di semplificazioni fiscali previsto il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per i benzinai, correttivi allo split payment, superamento dello spesometro a settembre. Su Repubblica le polemiche intorno al decreto dignità, in realtà un “decretone omnibus”: a rischio il costo del lavoro, le assunzioni e i contenziosi. Anche la lotta all’evasione fiscale, nonostante le promesse, fa sostanzialmente un passo indietro. Carla Rocco a Repubblica: “Manterremo le promesse a partire dal reddito di cittadinanza, ma gradualmente e con un occhio ai conti pubblici” dice la presidente della Commissione Finanze della Camera. “Tra le priorità semplificazione fiscale e reddito di cittadinanza. Le clausole di salvaguardia non scatteranno, Iva e accise non aumenteranno”. E sulla pace fiscale dice: “L’importante p che non si traduca in un condono e rispetti i nostri valori: aiutare i contribuenti in difficoltà e punire chi evade di proposito, aumentando sanzioni amministrative e penali”.
Intanto sul fronte della rottamazione delle cartelle esattoriali dei governi Renzi e Gentiloni, la Corte dei Conti rivede al ribasso le cifre degli introiti: 9,6 miliardi in meno del previsto (Sole e altri). A fronte di domande di contribuenti titolari di debiti per 31,27 mld erano attesi 17,8 mld di introiti ma le somme effettivamente riscosse si fermano a 8,2 mld, meno della metà del previsto. Libero attacca: l’Agenzia delle Entrate è un bidone per i cittadini, non riesce neanche a incassare le cartelle rottamate. Intanto la Fondazione nazionale dei Commercialisti stima in 34 mld l’importo dell’evasione diffusa, a fronte della stima Istat di 207 mld dell’economia sommersa e illegale (il 12,6% del pil) e dei 107,7 mld di evasione fiscale stimati dal Def (Sole, Messaggero).
In prima pagina su Corriere, Messaggero, Repubblica, Giornale e Stampa i 5 milioni di italiani poveri censiti dall’Istat. La ripresa non ferma la povertà: le famiglie in indigenza assoluta nel 2017 sono aumentate, arrivano fino a 1,8 milioni (Corriere). Il record è al Sud, ove a soffrire è il 10% della popolazione (Messaggero). Per l’Istat è record assoluto dal 2005 e il peggioramento ha riguardato soprattutto le grandi città. Repubblica rimarca la povertà crescente tra i giovani: i più colpiti sono gli under 35, zavorrati da precariato e famiglie fragili. Di Maio: “Serve il reddito di cittadinanza e bisogna farlo subito, non c’è più tempo da perdere”. Salvini: “Dobbiamo mettere al centro gli italiani e dare priorità assoluta a loro”. Il Giornale attacca: poveri noi, cinque milioni di indigenti e Di Maio pensa a regalare mezz’ora di connessione a Internet e invoca i dazi.
 ESTERI
Conte-Macron, intesa segreta: il presidente francese a Roma, prima di incontrare il Papa, vede il premier italiano. Il faccia a faccia sblocca il caso Lifeline (su tutti): la nave dovrebbe attraccare a Malta, i migranti verrebbero divisi tra gli Stati europei. Ma Berlino, Madrid e l'Aia frenano (Corriere p.2). E la nave resta ferma in attesa del via libera ad attraccare (su tutti). Ad annunciare che la Francia farà parte dei Paesi che accoglieranno i migranti della Lifeline è lo stesso Macron, che ingaggia un botta e risposta a distanza con il vicepremier Salvini. “Non è una crisi migratoria, ma una crisi politica interna all'Ue legata ai movimenti secondari di persone entrate nello spazio Schengen” ha detto il numero uno dell'Eliseo. “Arroganza francese – attacca Salvini – noi italiani non riprenderemo chi è da loro” (Stampa p.4 e tutti). Per il Messaggero (p.3) è il nodo petrolio a fare da sfondo al duello sui migranti tra Italia e Francia. Intanto, sui movimenti secondari,  il premier Conte tratta con la Merkel: dopo aver definito “impensabile” che l'Italia si faccia carico del problema, ora apre a un compromesso con Berlino: “Dateci in cambio fondi Ue per la Libia” (Stampa p.5 e altri). Il premier – scrive Repubblica (p.3) – cede a Berlino e Parigi mentre Salvini attacca tutti. Messaggero (p.3) parla di mossa morbida del premier che cerca flessibilità sui conti e prova a non rimanere schiacciato dalla linea dura di Salvini. Repubblica (in prima e p.2) legge nel doppio incontro con Conte e Papa il tentativo di Macron di riportare l'Italia in Europa e isolare Salvini. Intanto, quello dei movimenti secondari è un tema che mette a rischio la tenuta governo tedesco. E anche se i bavaresi assicurano che non ci sarà la crisi sui rifugiati (QN p.7), domani il vertice Ue servirà a scongiurare il rischio di una svolta nazionalista a Berlino. Ma – scrive Fubini sul Corriere (p.3) – l'Italia potrebbe mettere il veto al piano con l'obiettivo di scardinare il trattato di Dublino. Nel frattempo arriva l'affondo austriaco, con la ministra degli Esteri Kneissl che a Repubblica (p.4) dice: “Pronti a rimandare in Italia i profughi respinti da Berlino. Il pilastro Ue deve essere: stop alle quote, sì alla protezione delle frontiere esterne con controlli che permettano a noi di scegliere chi viene in Europa, non ai trafficanti di uomini”.  “Contro l'emergenza migranti l'Europa deve fermare gli illegali” scrive in un intervento Tajani sulla Stampa (p.19). Intanto, parte la missione in Africa: agenti e militari italiani alla frontiere Niger-Ciad (Messaggero p.7).

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