Domani,sabato 12 ottobre, si terrà a Roma la Manifestazione in difesa della Costituzione,promossa da insigne personalità.
Progetto Roma ha aderito a tale iniziativa e vi prenderà parte.
Quanti volessero partecipare stando con noi ,l'appuntamento è davanti all'ingresso della chiesa di Santa Maria degli Angeli alle ore 14.
Mi auguro comunque di incontrarvi.
11 ottobre 2013
6 ottobre 2013
COMMENTI ALLA LETTERA DI SOLIDARIETA'
Mi associo
alle argomentazioni avanzate.
Lo stato di
frammentazione e di spaesamento presente oggi nel PD rende inopportuni
provvedimenti disciplinari di tipo “giustizialista”.
Conosco
Domenico Fischetto da anni e nutro profonda considerazione per la sua
sensibilità politica e sociale e per la sua generosità.
Luca Zevi
Ciao Mimmo,
è veramente umiliante sentire e leggere vicende di questo tipo! Mi viene
veramente rabbia e disgusto per questa classe dirigente che per sopravvivere in
questa politica melmosa e nauseabonda arriva a rinnegare i più elementari
principi della democrazia e del confronto civile. Espellendo Mimmo si sono
finalmente superate le guerre fra bande del PD? Espellendo Mimmo si vuole
"colpirne uno per educarne cento? Espellendo Mimmo riescono questi
burocrati di partito a coprire e nascondere il vuoto di idee e la mancanza di
proposte che ormai è evidente a tutta la base? E i nostri vecchi amici del
circolo PD di via Catanzaro ti hanno dimostrato almeno una vicinanza non di
facciata?Aveva ragione Moretti! Con questa classe dirigente il PD non vincerà
mai!!!!!!!
Un caro
abbraccio.
Sergio e
Nadia
Caro
Domenico, non sapevo che ti avessero "escluso" ma in fondo me lo
aspettavo: sei troppo libero nel modo di pensare e troppo corretto nei
comportamenti per essere apprezzato da chi ha una visione del potere come
imposizione e non come servizio.
Un forte
abbraccio
Ivetta
Ivaldi
Su Facebook
"Ciao Mimmo, tutta la mia simpatia e fraterna amicizia come sempre... ha ragione Rolando Galluzzi, quando dice che quella del PCI era un'altra storia ! I giochi sono cambiati, questo è un partito qualsiasi, hanno ragione forse loro a espellerti se così sono le regole ma hai fatto benissimo tu a candidarti dove ti pareva, ne avevi tutte le ragioni, fregatene... è bene che ci siano glii scandali. Quando al PD, forse con Renzi potrebbe sopravvivere, sennò c'è poco da fare. Un abbraccio."
Roberto Su Facebook
Aldo Luciani mi spiace, ma credo che sia un atto conseguente alla sua scelta di candidarsi con una lista concorrente che sostenenva un altro candidato sindaco. Dunque la decisione è un atto dovuto.
Rolando Galluzzi Siamo alla frutta, se Mimmo, che ha dedicato con passione e competenza molta parte del suo tempo al pd, viene trattato così cosa possiamo aspettarci ancora....
Aldo Luciani probabilmente abbiamo più di qualche problema, ma se si è candidato con un'altra lista, la decisione che è stata presa, ritengo sia stata inevitabile, dolorosa, ma inevitabile. Il PCI l'avrebbe espulso il giorno dopo l'accettazione della sua candidatura con una lista concorrente e tu, che nel PCI hai militato, come me, lo sai bene.
Rolando Galluzzi Aldo sono stato testimone in questi anni ad un certo numero di politicanti che nonostante le scorrettezze nei confronti di colleghi di partito e del pd stesso gli è stato consentito di fare come gli pareva perché protetti...il pci era altra storia e secondo me nobile e coraggiosa che però ha poco o nulla a che vedere con la classe dirigente del Pd.
Aldo Luciani quello che dici è vero, tuttavia è come se tu chiedessi di non applicare una norma perché ad altri non è stata applicata. Bisogna chiedere il contrario, semmai. Ripeto che mi dispiace per Mimmo e ritengo che abbia fatto una sciocchezza a candidarsi nell'altra lista che, e lo avrebbe saputo anche un ragazzino, era un'invenzione, un coniglio tirato fuori dal cilindro, non ha preso che quattro voti.
Fischetto Domenico Caro Aldo sono d'accordo con te :se c'è una norma va fatta rispettare.Quello che io penso è che le norme dello statuto vanno fatte rispettare sempre e non secondo convenienza,come hai detto tu stesso in un altro occasione che riguardava sempre il mio caso.Per quanto riguarda Progetto Roma,prima di esprimere giudizi frettolosi,siccome ti conosco come persona seria,ti invito a documentarti.Ringrazio Rolando e te per l'amicizia .
5 ottobre 2013
Noi stiamo con Domenico Fischetto
Qui di seguito il testo della lettera di solidarietà nei miei confronti a firma di Gianfranco Paglialuro e Alessandro Bianchi.
Noi stiamo con Domenico Fischetto
Domenico Fischetto – già Capogruppo al Municipio Roma III degli eletti nel Partito Democratico (15 membri), fondatore e portavoce del Circolo degli Ecologisti Democratici dell'ex III Municipio – è stato “escluso”, cioè espulso, dal Partito Democratico perché alle elezioni comunali di Roma si è presentato candidato nella lista di Progetto Roma, associazione del cui gruppo dirigente fa parte.
Il provvedimento, firmato da Alberto Tanzilli, presidente della Commissione Garanzia Pd Roma, motivato da un apposito articolo dello Statuto, è scritto con perfetto stile da impiegato di Equitalia:
“Si rappresenta agli iscritti in indirizzo che la Commissione di Garanzia di Roma, nella riunione del 29 Luglio 2013, ha deliberato nei loro confronti, ai sensi e per gli effetti dell'art.2, punto 9 comma, secondo comma, dello Statuto nazionale Pd, che gli stessi iscritti siano "esclusi e non più registrabili, per l'anno in corso e per quello successivo, nell'Anagrafe degli iscritti".
Stupisce che analogo provvedimento non sia stato assunto anche nei nostri confronti, visto che entrambi siamo iscritti a Roma nel Pd e che ci siamo presentati nelle liste di Progetto Roma: Alessandro Bianchi, già ministro nel Governo Prodi 2 e membro della Direzione Nazionale del partito, come candidato sindaco; Gianfranco Pagliarulo, già parlamentare dell’Ulivo, come candidato consigliere comunale.
Entrambi, come Domenico Fischetto, abbiamo dato indicazione al ballottaggio di votare per Ignazio Marino, essendo evidente e dichiarata la nostra scelta per un sindaco di progresso e per il riscatto democratico di Roma.
E ancor più stupisce che l’intero gruppo dirigente del Pd di Roma, e tanto meno i “garanti”, non si siano minimamente posti il problema delle ragioni politiche che ci hanno indotti a presentare una lista diversa e un altro candidato sindaco per Roma, ignorando sia il desolante spettacolo offerto dalle primarie per il candidato sindaco, sia il balletto di regolamenti teso a escludere ad ogni costo dalla rosa dei candidati qualsiasi persona che non fosse espressione di correnti organizzate all’interno del Pd, sia il profondo ed evidentissimo malessere di migliaia di iscritti e di elettori.
D’altronde le recenti minacce di espulsione nei confronti di Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia, e la richiesta di dimissioni a tutti gli assessori del Pd, confermano una deriva che tende a risolvere in chiave grottescamente amministrativa le questioni politiche.
Quanto al piano politico generale, stupisce – e indigna - che sia stata completamente rimossa la inquietante vicenda dei parlamentari del Pd che, nascondendo la mano, hanno votato contro l’elezione di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica.
Non è un caso, allora, che i lavori preparatori del Congresso, nella significativa assenza di dibattito politico, stiano tristemente confermando la deriva personalistica e di potere da parte di cordate fieramente contrapposte all’interno del partito.
Dopo l’Assemblea nazionale del 21 settembre abbiamo letto che Gianni Pittella, candidato segretario del partito, ha dichiarato: “il Partito democratico non si merita questa classe dirigente. C'è chi lavora scientemente per il caos con l’unico scopo di sopravvivere, spingendo così il partito al suicidio politico”; che Maria Chiara Carrozza, ministro in carica, ha dichiarato: “dal Pd è arrivata una immagine terrificante”; che Guglielmo Epifani, segretario del partito, ha dichiarato: “un dibattito indegno”.
Pensiamo che sia del tutto aperto il problema della ricostruzione di una formazione politica di massa, saldamente ancorata ai valori della migliore sinistra italiana, che si candidi ad una nuova rappresentanza dei ceti popolari, avanzi proposte efficaci contro la devastante crisi economica in atto, intercetti l’abbandono di milioni e milioni di elettori, contrasti ogni populismo e si contrapponga al gravissimo pericolo di un ritorno di forze di destra estrema.
Per tutte queste ragioni consideriamo politicamente risibile il provvedimento preso nei confronti di Domenico Fischetto, e insieme a lui continueremo il percorso avviato da tutti quanti hanno dato vita a Progetto Roma.
Alessandro Bianchi
Gianfranco Pagliarulo
4 ottobre 2013
VILLA BLANC :Approvata nel Consiglio Municipale (Roma II) la mozione.
VILLA BLANC :Approvata nel Consiglio Municipale (Roma II) la mozione.
La mozione su Villa Blanc,in cui essenzialmente si chiedeva di riesaminare la convenzione stipulata tra il
Comune di Roma e la Luiss nel novembre 2011,ritenuta illegittima perché avallava
una variante al NPRG senza aver consultato l’assemblea capitolina né il
Consiglio del Municipio competente (l’ex
III), e di annullare la successiva licenza edilizia sempre concessa dal Comune alla Luiss, su cui
peraltro pende un ricorso al TAR presentato da 7 cittadini (e non dal
Comitato Villa Blanc, come impropriamente da qualche parte si attribuisce),è
stata votata all’unanimità dei presenti nel Consiglio del Municipio II nella
seduta del 3 ottobre .
Alla discussione hanno preso la parola quasi tutti i
consiglieri presenti che , anche se con leggere sfumature diverse,si sono
dichiarati tutti d’accordo sulla mozione e solidali verso la battaglia ormai
quarantennale condotta dai cittadini .Per il comitato di Villa Blanc hanno
preso la parola Adolfo Rinaldi e Gian Carlo Marchesini,per l'Associazione Progetto Roma,Domenico
Fischetto..
Interessante,per i suoi contenuti, è stato l’intervento del
presidente del Municipio,Giuseppe Gerace,che ha annunciato essere in corso tra
i tecnici del Municipio ,quelli del Comune e della Luiss degli incontri,l’ultimo
svoltosi il 1° ottobre,a cui peraltro ha partecipato lo stesso Gerace,in cui si
è messo mano alla tanto contestata convenzione, per verificare insieme se sono
praticabili altre soluzioni.
Tale apertura della Luiss,a mio avviso,è avvenuta in seguito al
cambio di dirigenza ai suoi vertici ,avendo lasciato il professor Celli l’incarico
di direttore generale , e che ora è stato ricoperto dal dottor Lo Storto,persona
pragmatica e con i piedi per terra,sempre a mio avviso. Peraltro avevo avuto
sentore di questo mutamento di clima in
seno alla Luiss nelle relazioni con i
cittadini ,anche nel modo in cui era
stato risolto il contenzioso delle opere dello scultore De Laurentiis,che
dimoravano presso le “stalle” di Villa Blanc, adibito a suo tempo ad atelier
dallo scultore stesso. Accordo raggiunto con soddisfazione da entrambe le parti.
Dalle anticipazioni rilasciate dal Presidente sembra si stia
trattando sull’apertura al pubblico di
tutto il parco ,con le stesse modalità di apertura/chiusura dei parchi pubblici
di Roma,e dell’ apertura di un asilo aziendale” ,presso una delle strutture
presenti all’interno della Villa,che potrebbe accogliere anche i “figli del
popolo” in una percentuale ancora non determinata.
Se a queste nuove soluzioni potessimo aggiungere l’accoglimento della richiesta dei cittadini
di non innalzare un muro di quattro metri lungo il perimetro della Villa,e
quello di ridurre se non annullare i parcheggi interni(previsti per un’occupazione
complessiva di oltre 5000 mq),potremmo affermare di essere proprio sulla strada
giusta.
In attesa comunque che il TAR si pronunci sul ricorso dei
sette cittadini,la vigilanza su quanto avviene in questi incontri tecnici sarà
massima e ,comunque,prima dell’eventuale sottoscrizione di un nuovo
accordo,questo dovrà per forza di cose essere preventivamente presentato,discusso
e approvato dal Consiglio Municipale e dalla
cittadinanza.
Nessuna delega in bianco a nessuno.
Domenico Fischetto
Domenico Fischetto
29 settembre 2013
VILLA BLANC:CONSIGLIO MUNICIPALE 3 OTTOBRE ORE 15,30,VIA DIRE DAUA
Quello che segue è il testo della mozione che sarà presentata nel prossimo consiglio del Municipio II,via Dire Daua,il 3 ottobre alle ore 15.
In considerazione delle numerose firme (circa 5000) raccolte tra i cittadini per richiedere che il parco e la Villa siano acquisiti all'uso previsto dal Piano Regolatore, nonché delle ripetute delibere votate in tal senso nel corso del tempo dal Consiglio del Municipio 3 e della delibera votata all'unanimità dal Consiglio Capitolino nel marzo 2013,
Mozione
Oggetto:
SALVIAMO VILLA BLANC
Tenuto conto che VILLA BLANC è un gioiello dell'arte eclettica, costruita a fine '800 per il barone Blanc su progetto dell'architetto ed archeologo Giacomo Boni e si configura come patrimonio artistico di interesse nazionale;
Tenuto conto che VILLA BLANC è un gioiello dell'arte eclettica, costruita a fine '800 per il barone Blanc su progetto dell'architetto ed archeologo Giacomo Boni e si configura come patrimonio artistico di interesse nazionale;
Tenuto conto
che la Villa comprende un parco di oltre 40.000 metri quadri, che presenta una
mescolanza di essenze tipicamente mediterranee - quali lecci, pini e allori -
con esemplari esotici quali cedri, banani, palme, e permette la nidificazione o
il transito di numerose specie avicole tra l'Agro Romano e i grandi parchi
urbani del centro della Capitale, nonché di numerose specie di uccelli
stanziali tra cui i rapaci civetta, allocco e gufo;
Tenuto conto
che, in relazione a quanto sopra, VILLA BLANC è classificata come villa
storica, soggetta da diversi decenni a numerosi vincoli architettonici,
paesaggistici e ambientali, e che il Piano Regolatore del Comune di Roma del
2008 la destina a verde pubblico e servizi pubblici locali (categoria che
comprende al massimo asili nido, scuole dell'obbligo e biblioteche di
quartiere);
Tenuto altresì
conto della mancanza di spazi verdi nella zona, ed in particolare della
situazione dell'adiacente Istituto Comprensivo “Winckelmann”, dove 1450 alunni
hanno a disposizione per le attività ricreative solamente un cortile in
cemento;
Visto che la precedente Giunta Alemanno, in base a una
semplice memoria di giunta, nel 2011 ha dato il via libera alla LUISS, ente
privato attualmente proprietario del sito, per lavori di ristrutturazione degli
immobili per una destinazione a scuola di management per un migliaio di
presenze giornaliere, consentendo la costruzione, nonostante i vincoli
esistenti, di otto parcheggi all'interno del parco per 5400 metri quadri –
oltre a ristoranti e foresterie - e firmando una convenzione che limita
fortemente la fruibilità pubblica del parco stesso, concedendo al Municipio
un'area marginale e scoscesa di 4300 metri quadri per attrezzature per i
bambini, mentre il resto del parco, nonostante la destinazione a verde
pubblico, verrebbe aperto ai cittadini solo le domeniche ed i giorni festivi e
sempre subordinatamente alle esigenze
della LUISS;
In considerazione delle numerose firme (circa 5000) raccolte tra i cittadini per richiedere che il parco e la Villa siano acquisiti all'uso previsto dal Piano Regolatore, nonché delle ripetute delibere votate in tal senso nel corso del tempo dal Consiglio del Municipio 3 e della delibera votata all'unanimità dal Consiglio Capitolino nel marzo 2013,
il Consiglio del Municipio 2
impegna
il Presidente e
la Giunta municipale a promuovere ed accompagnare l’azione del Sindaco e della
Giunta capitolina nel:
-
procedere
all’annullamento dell’autorizzazione rilasciata alla LUISS per lavori di
ristrutturazione finalizzati ad usi diversi da quelli previsti dal Piano Regolatore Generale;
-
mettere in atto
i provvedimenti necessari per assicurare comunque la piena fruizione pubblica
del complesso di Villa Blanc secondo la
destinazione prevista dalle norme di legge vigenti e nel rispetto dei vincoli
storici, architettonici ed ambientali,
imposti sulla Villa stessa.
-
realizzare
entro il mese di Ottobre 2013 una assemblea pubblica Comune-Municipio per
portare a conoscenza della cittadinanza la posizione che l'Amministrazione
Capitolina intende assumere su Villa Blanc.
26 settembre 2013
IL CONGRESSO PD.ASPETTANDO GODOT di G.Pagliarulo
Il congresso del Pd. Aspettando Godot
settembre 25, 2013
Di Gianfranco Pagliarulo
Lasciamo ai dirigenti Pd il giudizio. Gianni Pittella, candidato segretario del partito: “il Partito democratico non si merita questa classe dirigente. C’è chi lavora scientemente per il caos con l’unico scopo di sopravvivere, spingendo così il partito al suicidio politico”; Maria Chiara Carrozza, ministro: “dal Pd è arrivata una immagine terrificante”; Guglielmo Epifani, segretario: “un dibattito indegno”. Così, dopo l’assemblea del 21 settembre, in cui si è deciso di non decidere; è mancato il numero legale, si è fissata la data delle primarie all’8 dicembre ma non le regole che dovrebbero consentire di rispettare quella data, non si è modificato lo Statuto, per cui il nuovo segretario diviene automaticamente l’unico candidato premier del Pd, in un vortice di organismi, cavilli e trappole statutarie. Dietro questo bailamme, ovviamente, le candidature: del come far sì che Renzi sia segretario e candidato premier ovvero del come, ed a tutti i costi, impedirlo. In mancanza di una prospettiva si va avanti a battute: “abbiamo votato l’8 dicembre; mica abbiamo detto di che anno!”, “il 21 settembre? Una bruttissima giornata”, “ci stiamo facendo del male”.
Ancora una volta il Pd implode. No, non è il definitivo tramonto. Come non lo è stato l’affondamento di Romano Prodi alla presidenza della Repubblica o il sostegno al governo Letta, in radicale contrasto con i desiderata degli elettori. E’ solo un ulteriore indebolimento, un assist insperato al partito di Berlusconi, un regalo al movimento di Grillo. Ed anche la conferma che, nel volteggiare e nell’aggrovigliarsi di cordate d’ogni genere, il Pd non ha né identità, né anima, né coesione. Ha, certo, una politica, per quanto al suo interno contraddittoria, che è causa non ultima dei suoi mali: le “larghe intese”. Dalla fine del 2011 (governo Monti) il partito di Epifani, già di Bersani, sta in maggioranza col partito di Berlusconi. E’ l’unica possibilità – si disse e si dice – per uscire dalla crisi. A distanza di due anni la gelida replica dei fatti è la seguente: sono aumentati il debito pubblico, il fabbisogno dello Stato, il differenziale debito-Pil, la pressione fiscale, la disoccupazione, la disaffezione della politica, come fa giustamente notare Curzio Maltese (Il Venerdì, 20 settembre). L’unico successo è la riduzione dello spread.
Governo Letta? Ciò che colpisce è quello che non ha fatto: nessuna ricontrattazione dei patti leonini europei che rendono impossibile qualsiasi ripresa economica, nessuna legge elettorale. “Senza crescita e coesione l’Italia è perduta”, affermò Letta nel discorso di insediamento alla Camera. Ne consegue che, non essendovi stata alcuna crescita e diminuendo la coesione sociale, l’Italia si sta perdendo. Puro Vangelo. Letta aggiunse, a proposito del “porcellum”: “Non possiamo più accettare l’idea di parlamentari di fatto imposti con la stessa presentazione delle candidature”. Ebbene, ad oggi non c’è nessuna nuova legge elettorale. Si dice: ma bisogna considerare che il Pdl pone ostacoli; appunto: se il Pdl si mette di traverso, perché governare col Pdl?
Quello che va avanti, invece, è una riforma della Costituzione ambigua e oscura. Ambigua, perché si cambia l’art. 138, e cioè le procedure stesse tramite cui modificare la Carta. Oscura, perché non è affatto chiaro dove si vada a parare. Ed è sempre più plausibile immaginare una deriva presidenzialistica; è infatti il modo più ragionevole di interpretare queste parole, tratte sempre dal discorso del Presidente del Consiglio alla Camera: “Occorre poi riformare la forma di governo, e su questo punto bisogna anche prendere in considerazione scelte coraggiose, rifiutando piccole misure cosmetiche e respingendo i pregiudizi del passato”. Perché va avanti la riforma della Costituzione? Elementare, mio caro Watson: perché l’aumento dei poteri dell’esecutivo, e dunque una qualche forma di presidenzialismo, fa parte integrante del programma elettorale del Pdl.
L’intesa con Berlusconi, però, è la classica mano del morto che afferra il vivo (anche se, a dire il vero, non è molto chiaro chi sia il morto e chi sia il vivo), dato l’imbarazzante paradosso di governare con un condannato in tutti i gradi di giudizio per un reato grave, e per di più contro lo Stato. Ma la frode fiscale di cui alla nota condanna è solo la punta dell’iceberg; sono in itinere il cosiddetto processo Ruby e il ben più grave processo per la compravendita di parlamentari. Non basta: nelle motivazioni, rese note poche settimane fa, della sentenza della terza corte d’appello di Palermo che ha condannato Marcello Dell’Utri a sette anni di reclusione, si legge fra l’altro, riferendosi a Berlusconi, che “l’imprenditore milanese, abbandonando qualsiasi proposito (da cui non è parso, invero, mai sfiorato) di farsi proteggere dai rimedi istituzionali, è rientrato sotto l’ombrello della protezione mafiosa assumendo Vittorio Mangano ad Arcore e non sottraendosi mai all’obbligo di versare ingenti somme di denaro alla mafia, quale corrispettivo della protezione”. La sentenza scoperchia la pentola di una triangolazione Dell’Utri-Berlusconi-mafia che dura per un lunghissimo arco temporale, genera una straordinaria quantità di effetti, si incarna nella presenza costante a casa Berlusconi del mafioso Mangano, ufficialmente stalliere e definito dall’ex presidente del Consiglio “un eroe”. Pochi giorni fa sono stati arrestati una figlia e un genero di Vittorio Mangano per associazione mafiosa, estorsione, false fatturazioni, favoreggiamento e impiego di manodopera clandestina. Coincidenza? Lasciamolo dire a Totò: troppe coincidenze coincidono.
In conclusione, l’esperienza delle “larghe intese” si è dimostrata fallimentare dal punto di vista politico, compromettente dal punto di vista etico, preoccupante nella battaglia per la difesa della legalità; ma anche – occorre aggiungere – pericolosa per la tenuta del sistema democratico: nessuno è così cieco da non vedere cosa sta avvenendo in Grecia, dove al radicale smantellamento dello Stato da parte del governo su commissione di vari poteri extranazionali, corrisponde non solo la crescita dell’organizzazione nazista e criminale di Alba Dorata, ma anche la sua infiltrazione nelle forze dell’ordine e nell’esercito e la sua attività omicida; si comincia persino a ipotizzare la possibilità di un colpo di stato. La Grecia è lontana – si dice a ragione – per mille e un motivo (peso economico del Paese, popolazione, livello di gravità della crisi, e così via). Ma guai a noi se non vedessimo nell’annichilimento di un Paese sovrano, nella disgregazione della sua coesione sociale e nei pericoli di svolta autoritaria, una cifra che, in forme e modalità diverse, rappresenta un rischio incombente su tutti gli Stati dell’Europa mediterranea. Né si può non vedere che le alleanze di governo nella Grecia degli ultimi anni somigliano alquanto a quelle italiane, sia per le “larghe intese”, sia per le figure dei presidenti del Consiglio: il penultimo, Lucas Papademos, era membro della Trilateral Commission, di cui era presidente per l’Europa proprio Mario Monti. Nell’inquietante giro Trilateral-gruppo Bilderberg (sono in gran parte le stesse persone) c’è poi Herman Van Rompuy, dal 2009 Presidente del Consiglio europeo e già primo ministro belga, Jean-Claude Trichet, gia presidente della Bce prima di Draghi e poi presidente della Trilateral Europa dopo Monti, oltre al nostro Enrico Letta. Si dà inoltre il caso che Mario Monti, Mario Draghi e Lucas Papademos abbiano tutti lavorato per la super banca d’affari americana Goldman Sachs.
Cambiano le targhe, ma l’automobile è sempre la stessa.
In quest’orgia di banchieri e politici (anche in questo caso spesso sono le stesse persone) si suona una sola musica, quella degli economisti neoliberisti che pretendono oggi, con le stesse ricette che hanno causato la crisi mondiale, di governare l’Europa. E ci riescono. Per ora. Con i risultati che si vedono in Grecia.
Ma il rischio autoritario è dietro l’angolo, come ci insegna il 900. Ed è più forte quanto più debole è la rappresentanza politica e più grave la situazione sociale.
Di tutto ciò francamente si sono perse le tracce nel fervore dei lavori preparatori del congresso Pd. Si ha invece notizia dell’espulsione del Presidente della Regione Sicilia Salvatore Crocetta dal partito, con richiesta di dimissioni degli assessori Pd in Regione che, naturalmente, non ci pensano neppure, mentre i protagonisti della carica dei centoeuno che ha segato Romano Prodi, invece di essere individuati e cacciati, continuano a bere Campari Soda alle buvettes del Parlamento oltre che – va da sé – a decidere i destini del Pd. Mentre crolla il numero di iscritti, si configurano con sempre maggiore precisione i fans club dei candidati alla segreteria. Ma senza riscaldare i cuori di un popolo di sinistra scettico, lontano e silente. Un cupio dissolvi, aspettando che si riempia il vuoto della politica. O aspettando Godot.
24 settembre 2013
PROGETTO ROMA II MUNICIPIO:REPORT RIUNIONE DEL 17 SETTEMBRE
Il 17 settembre si è svolta presso la sede
dell’associazione il programmato
incontro degli iscritti e simpatizzanti di PROGETTO ROMA II Municipio.
In apertura di incontro,che apre la nuova stagione di lavori
dell’associazione,si è tracciato un
quadro della situazione nel Municipio II alla luce degli interventi della nuova
giunta. I risultati finora raggiunti,a 100 giorni o poco più dal suo insediamento
,sono abbastanza scarsi. Forse non potrebbe essere diversamente dato il poco
tempo trascorso,ma le premesse non sono incoraggianti .Si è innanzitutto preso
atto che le nomine degli assessori ha ricalcato la solita logica
clientelare-correntistica-spartitoria che ha mortificato le competenze degli
eletti,almeno di alcuni di essi, e ha deluso le aspettative degli elettori. Peraltro
i curriculum pubblicati nelle singole schede degli assessori ne sottolineano
l’inadeguatezza. In particolare scarse sembrano le competenze di alcuni
assessori,tra cui primeggia quella ai lavori pubblici ed urbanistica,scelta
solo per genere e appartenenza politica, e quella al commercio catapultata da
Marino direttamente dalla lista civica Marino,dove non era stata eletta, al
Municipio II (in effetti alla lista civica gli spettava un posto e allora….).
Progetto Roma ha partecipato ad alcune riunioni di altre
associazioni,in particolare a quella di via de Sabelli,dove il blitz
ferragostano della polizia per liberare l’edificio di via dei Sabelli 104 ha avuto luogo con
l’indifferenza della nuova giunta Municipale e del nuovo Sindaco .Luci ed ombre
che appaiono ancora più evidenti per come la nuova amministrazione sta
affrontando il problema di Villa Blanc .Malgrado la preparazione di una mozione
di condanna alla famosa convenzione Luiss - Comune di Roma ,siglata a
suo tempo dal duo Corsini-Alemanno,da parte dell’associazione Comitato Villa Blanc,il Municipio sembra
essere titubante sulla posizione da prendere e sta facendo passare giorni
preziosi .Intanto la Luiss sta procedendo a tambur battente alla
“ristrutturazione “ della Villa e del suo parco .In particolare tra giugno e
settembre sono caduti “in maniera spontanea”due grossi pini. Se si pensa che in
tutti questi anni solo in occasione di abbondanti nevicate o di trombe d’aria è caduto qualche albero
nella villa,appare almeno sospetta
questa improvvisa moria “suicida”di alcune grosse alberature. Intanto la
Luiss,in attesa del giudizio del TAR sul ricorso presentato da alcuni cittadini
,comunque può segnare un punto a suo favore: la scomparsa totale degli uccelli
e degli altri animaletti che dimoravano ormai da anni nella villa. Probabilmente
disturbati dal via vai delle auto di servizio ,dalle ruspe e dalle motoseghe
hanno pensato bene di traslocare.
Anche per Villa Massimo,in attesa che il Consiglio di Stato
si pronunci sull’impugnativa della sentenza del TAR da parte di un’associazione di cittadini,il
Municipio si muove a vuoto .Questa significativa assenza di posizione da parte
del Municipio come anche del Comune,è stata colta al balzo da un consigliere
pdl che si è fatto promotore di una raccolta firme contro la chiusura del
giardino, che ormai si protrae da sei mesi. I cittadini inconsapevoli sono come
minimo disorientati!!!
Infine altre opere incompiute rimangono la palestra di Villa
Narducci, la scandalosa copertura di preziosi
reperti archeologici in via della Lega Lombarda e la costruzione di orribili
manufatti di fronte al cimitero monumentale del Verano e davanti alle
costruzioni storiche del quartiere antistante. Degli oneri concessori che la
ditta costruttrice avrebbe dovuto versare per la predisposizione di una biblioteca
multimediale nel deposito ATAC di via della Lega Lombarda nulla si sa. Scomparso
nelle pieghe contabili del Comune,probabilmente. Come anche nulla si sa degli
oneri concessori che TRENITALIA avrebbe dovuto versare per i disagi che hanno
creato nel quartiere antistante il cantiere della Stazione Tiburtina. E la
relazione si è fermata qui anche se ci sarebbero stati altri punti da
esaminare.
L’associazione alla luce di questa poco edificante situazione
nel II Muncipio, decide di monitorare anche i vari punti dolenti che
interessano il territorio dell’ex II Municipio,per fornire un quadro completo e
dettagliato della situazione nel nuovo
II Municipio.
Per quanto riguarda le attività da porre in essere
l’associazione parteciperà con un proprio contributo al gdl sulla
mobilità,ambiente e urbanistica promosso da Progetto Roma centrale,con una
proposta di mobilità che riguarda la navigabilità del Tevere e l’ipotesi di
realizzare un servizio pubblico di trasporto
passeggeri,
Inoltre Progetto Roma II Municipio organizzerà nel mese di
ottobre la presentazione del libro di Gian Carlo Marchesini su Viila Blanc per
richiamare l’attenzione pubblica sulla particolare situazione che si è creata
su questa Villa,alla vigilia della sentenza del TAR che la riguarda.
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