12 febbraio 2015

LE NUOVE REGOLE DEL MONOPOLI GLOBALE



Quello che segue è uno sfogo contro l’ipocrisia e le pretese del liberismo e dei suoi profeti.
Uomo avvisato mezzo salvato.
 
Umberto Pradella
 
 
Io davvero non so se gli svizzeri siano da prendere ad esempio e i greci invece no. Non so nemmeno se gli svizzeri italiani e quelli francesi e quelli tedeschi siano gli stessi svizzeri. Avrei difficoltà persino a giudicare i miei conterranei piemontesi.


Ho l’impressione che le “regole” del gioco moderno - questo monopoli globale  che ha preso il sopravvento su ogni altro gioco - sembrano procedere da ovest verso est: un ovest che ha inventato il gioco e un est che lo sta imparando a modo suo con molta difficoltà. Poi, camminando verso oriente, si sono trovati giocatori molto veloci, scaltri e determinati, che, non solo hanno imparato in fretta, ma stanno pretendendo di dettare nuove regole, spiazzando gli antichi maestri, oligarchie travestite da democrazia, mentre i nuovi giocatori, hanno veduto il bluff e del simulacro democratico non sanno che farsene.  

Quello di cui sono certo è che sia un gioco crudele, in cui la bramosia di case,  terreni,  aziende e moneta fasulla, ha preso il sopravvento, facendo di pochi giocatori i padroni titolati a modificare le regole di un gioco fine a se stesso e tutti gli altri a seguirle, a pena di tremende sanzioni.

So che i giocatori svizzeri (non più di altri) hanno costruito le loro fortune moderne sulla complicità con ladri e truffatori, insieme al commercio del lusso e delle medicine per ricchi.

Cerco di ragionare; di guardare alle cose con il massimo di lucidità; di evitare di scrivere, sedotto dalle emozioni.

Poi, come al solito, come adesso, mi cresce dentro una rabbia che deve trovare sfogo.

Allora mi viene  in mente che in Grecia, le multinazionali del farmaco non forniscono medicine e la mortalità infantile è cresciuta a dismisura; che %ali abnormi di popolazione sopravvive mangiando ogni due giorni; che le malattie gravi non si possono più curare perchè gli ospedali non hanno nè medicinali nè attrezzature e che le morti tra la popolazione, per malattie debellate da tempo, sono cresciute a dismisura; che le università non riescono a funzionare e le scuole sono necessariamente abbandonate, che i senza casa ad Atene sono passati da 3000 a 35000, che i suicidi sono aumentati del 43% ......

Così, dietro la partita  del dare e dell’avere, delle colonne di numeri, interessi, obbligazioni, contabilità  (sopportabili quando si sta tutti bene e le pretese dei potenti sembrano più leggere),si affacciano - quando le regole del gioco non sanno che produrre  mostri -  facce, corpi, occhi di persone in carne e ossa stritolate e ignorate dalle regole che difendono la finanza, i profitti, i pignoramenti, le confische; le regole che pretendono che i perdenti si flagellino a morte da sè, perchè la loro presenza disturba il quadro elegante. Quello su cui vecchi e nuovi giocatori, in ogni parte del mondo, concordano è che le regole della nuova religione,  prevalgano sempre sulle persone, che devono accettare ogni sopruso se il gioco lo pretende.

Allora mi viene in mente che quella che chiamiamo democrazia, negli USA – e sempre più in tutto l’occidente -  è una cosa molto diversa da quella che la parola fa immaginare (tornato dalla montagna, dove vado a rintanarmi per un poco, scriverò al riguardo, per ribattere a chi pensa che io sia sempre eccessivo)

E’  una irritante sfrontatezza quella con cui “i poteri” di qualunque tipo, mistificano la realtà, confezionando  racconti.

I racconti dicono che nel monopoli liberista, si insegna che la civiltà fondata sul debito e non sul dono (ridicolo) è proba, equa e benevola, tranne nei casi in cui a pretendere il dono siano i depositari delle regole;

I racconti dicono che la democrazia è lo scontro degli interessi dominanti gestiti dalle lobbies e che soltanto così si ottiene il meglio per il mondo.

I racconti dicono che la governabilità è un valore primario; quello che non dicono è che una governabilità che rifiuti “le regole” della fede liberista, non è accettatta e diventa un disvalore 

I racconti dicono che l’auto-determinazione dei popoli è un diritto sacrosanto ma che l’integrità delle nazioni è altrettanto sacra. Basta usarle secondo necessità e convenienza e il diritto internazionale è servito.

I racconti dicono che ci sono “nazioni” i cui confini si dilatano fino a coincidere con i propri interessi e altre che devono accettarli.

I racconti dicono che a Parigi è stata ferita la civiltà, ma Hollande sta fregandosi le mani, visto che la sua popolarità sta crescendo per quello.

........... ogni potere ha elaborato il proprio racconto, ben confezionato, per convincere la gente che quello che propone è per il bene di tutti e non delle proprie pretese; che l’ologramma che viene offerto non è una colpevole  illusione ma il mondo migliore possibile.

Io non credo in dio. Come mai sono d’accordo spesso con il papa cattolico e in disaccordo con i rampolli dell’illuminismo? Perchè gli affabulatori del potere lo citano e lo applaudono?

Su  La Repubblica dell’otto febbraio scorso c’era un articolo di Pankaj Mishra (non importa sapere che sia uno studioso famoso); l’articolo vale per sè e bisognerebbe leggerlo.

Mette in discussione molte delle “certezze” che il “racconto” (chiedo scusa: lo storytelling) fatto dagli imbonitori, detentori del  potere (chiedo di nuovo scusa: dai disegnatori e gestori della “governance”) ci ha infilato in testa. Non è certo  obbligatorio essere d’accordo, ma sarebbe onesto e utile leggerlo e pensarci su.
 
Umberto Pradella

11 febbraio 2015

Segnalazione libro: IL TERRITORIO BENE COMUNE DEGLI ITALIANI di Paolo MADDALENA


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Paolo Maddalena, magistrato esperto in diritto ambientale, giudice prima alla Corte dei Conti, e poi, fino al 2011, della Corte Costituzionale, autore di diversi importanti saggi sull’interpretazione del diritto ambientale, l’anno scorso ha pubblicato il suo ultimo libro con Donzelli: “Il Territorio, Bene Comune degli Italiani”.

Il nucleo base delle riflessioni di Paolo Maddalena è da lui come incipit così riassunto. “L’attuale crisi, ambientale e finanziaria, ha una causa comune:la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi.”  E poi cita quel che diceva Theodore Roosvelt  nel 1938 in una relazione al Congresso degli Stati Uniti: “La libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso Stato democratico.”

Di qui l’importanza di distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella “sovranità”, dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella “legge”,  ristabilendo un equilibrio che negli ultimi decenni di storia italiana è stato tutto sbilanciato a favore della proprietà privata. E Maddalena prosegue: “Si è radicato nella mente di tutti che il proprietario è l’assoluto padrone dei suoi beni, non tenendo conto del fatto che il fenomeno dell’edificazione produce effetti non solo sui beni in proprietà al privato, ma anche sui beni che sono in proprietà collettiva di tutti, come il paesaggio, che, essendo un aspetto del territorio, è in proprietà collettiva del popolo a titolo di sovranità.”

Salvatore Settis, che del libro è autorevole  prefatore, rincara la dose affermando che “la politica diventa troppo spesso uno strumento, ora inconsapevolmente, ora cinicamente, complice, al servizio della devastazione delle istituzioni e dello Stato, mirata alla spartizione delle spoglie, al feroce saccheggio di risorse comuni e pubbliche per il vantaggio di pochi. Quando dovrebbe invece essere prima di tutto un libero discorso da cittadino a cittadino sulla polis, dentro la comunità dei cittadini e a suo beneficio”. Sempre Settis sostiene poi che le coordinate dentro le quali si muove il libro di Maddalena sono “politica, cittadinanza, scontro frontale tra le ragioni del mercato e i principi del bene comune. E  che “esso sembra appositamente scritto e indirizzato ai movimenti di resistenza civile e di consapevolezza ambientale, quelli che si muovono tra diritto alla città e azione popolare.”

Anche per semplicemente anticipare traccia del  percorso che Maddalena compie con il suo libro, basta qui riportare alcuni titoli del sommario, ad esempio quello di pagina 78: ”La proprietà collettiva in Costituzione, Prevalenza giuridica della proprietà collettiva sulla proprietà privata.” E quello posto a pagina 116: “Il dovere sacro dei cittadini di difendere il territorio. Il grande tema della partecipazione.”  E infine, a pagina 155: “Le teorie liberiste. La loro dichiarata indipendenza dalla Costituzione”.

Insomma, un fascio di temi e questioni di importanza oggi drammatica, motivo per il quale alcuni di noi  del Comitato Villa Blanc - che abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato perché intervenga a scongiurare la realizzazione del progetto LUISS, avallato dalla Giunta Alemanno, che vorrebbe trasformare una splendida Villa Storica in campus chiuso ai cittadini dove addestrare  in cambio di un lauto compenso nuove generazioni all’uso della finanza speculativa - abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con Paolo Maddalena, che ci ha gentilissimamente ricevuti a casa sua per introdurci ai temi che ho provato a riassumere in questa nota, e che troverete ben più efficacemente argomentati leggendo il suo libro.

Gian Carlo Marchesini

 

Scheda libro
«Si è radicato nella mente di tutti che il proprietario è assoluto padrone dei suoi beni, non tenendo conto del fatto che il fenomeno dell’edificazione produce effetti non solo sui beni in proprietà del privato, ma anche sui beni che sono in proprietà collettiva di tutti, come il paesaggio, che, essendo un aspetto del territorio, è in proprietà collettiva del popolo, a titolo di sovranità».
Passione civile e competenza giuridica si fondono in questo densissimo contributo alla riflessione sui beni comuni. Con rigore e lucidità, non perdendo mai di vista l’obiettivo di dare al suo lavoro massima concretezza, Paolo Maddalena, uno dei più importanti giuristi italiani, pone il problema nel quadro sconcertante dell’attuale crisi, mettendo in luce come crisi ambientale e crisi finanziaria abbiano una causa comune: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Come già diceva Roosevelt in una relazione al Congresso degli Stati Uniti nel 1938: «la libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso Stato democratico». Di qui l’importanza di distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella «sovranità», dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella «legge», ristabilendo un equilibrio che negli ultimi decenni di storia italiana è stato tutto sbilanciato a favore della proprietà privata. L’autore rileva con forza la precedenza storica della proprietà collettiva del territorio sulla proprietà privata e la prevalenza giuridica della prima sulla seconda, sancita dalla stessa Costituzione. Si tratta di due dati che consentono un capovolgimento della tradizionale concezione borghese, rafforzata dal pensiero unico dominante del neoliberismo economico, secondo cui l’interesse pubblico costituisce un limite alla proprietà privata, là dove è la cessione a privati di parti del territorio, oggetto di proprietà collettiva, che limita la proprietà collettiva medesima. Una tale inversione di prospettiva è, secondo l’autore, imprescindibile se si mette in atto una lettura non preconcetta della Costituzione rispetto al tema della funzione sociale della proprietà, dei limiti all’iniziativa economica privata e dell’intervento pubblico nell’economia. «Pochi intendono – sottolinea Salvatore Settis nella sua Introduzione – che solo il rigoroso fondamento sul disegno di società voluto dalla Costituzione e il puntuale radicarsi nel nostro ordinamento possono far uscire le tematiche dei beni comuni dal limbo dell’utopia, e farne invece il manifesto di una politica dei cittadini non solo auspicabile, ma possibile». Un pamphlet appassionante e appassionato che aiuta a riflettere su come custodire, preservare e ricostituire quello che dovrebbe essere per ogni cittadino uno dei beni più preziosi: il mondo in cui viviamo.

10 febbraio 2015

A PIAZZA SAN SILVESTRO UN PO' DI VERDE NON GUASTEREBBE

Chi non se la ricorda Piazza San Silvestro con tutti quegli autobus che le ronzavano intorno e che non le davano pace'Una delle Piazze più importanti,grandi e soprattutto centrali di Roma trasformata in un capolinea.Probabilmente allora  fu una decisione dettata dalle contingenze del tempo e comunque furono bravi quelli che decidettero,in tempi moderni, di toglier via tutti quegli autobus che eruttavano piombo, e risidegnarci una piazza.Intenzione lodevolissima ma con un risultato che , quanto meno , ha deluso le aspettative.E non parliamo delle superpanchine,scomodissime e gelide (almeno di inverno).Parliamo della freddezza  ,non metereologica, che questa piazza emana.Invita poco alla socialità,senza riparo e aperta ai quattro venti di inverno come  anche d'estate.Non vogliamo investigare nè tantomeno additare colpevolmente chi è stato quel genio che ha progettato la Piazza San Silvestro d'oggi.Non vogliamo ripetere il triste rituale italico di lamentarci e prendercela con qualcuno.Sta di fatto che ,se proprio uno volesse fare le cose per bene mettendoci anche ,per carità,un pizzico di originalità e di fantasia,avrebbe dovuto tanto per iniziare rifarsi alla legge,una in particolare che invita i progettisti di nuove piazze in tutto il " regno d'Italia,stato pontificio incluso",di piantare degli alberi,di aumentare la dotazione di verde del luogo dove essa sarà disegnata Ora l'iniziativa di change.org,sito lodevolissimo che propone la sottoscrizione di firme per le cause più disparate ,di una petizione per  sollecitare responsabilmente i soliti noti ,Sindaco ,Soprintendente etc, a piantare qualche alberello a Piazza San Silvestro rendendola più umana e vivibile,è apprezzabile e noi l'abbiamo già sottoscritta.Ma ci chiediamo e vi chiediamo ,cari lettori,c'era bisogno di una sottoscrizione pubblica per capire che quella Piazza in quelle condizioni è una non piazza , un qualcosa che assomiglia più ad una landa desolata che ad una piazza come si intende normalmente?C'era bisogno di una petizione pubblica per rispettare quello che è stabilito dalla legge?C'era bisogno che ancora una volta intervenissero i cittadini per correggere le performance atistiche di progettisti in cerca di gloria,e non lo sappiamo quanto consapevolmente,resisi compartecipi soltanto di spreco del denaro pubblico?
Se la petizione pertanto è condivisibile,invitiamo i nostri pochi lettori di armarsi di santa pazienza e sottoscriverla. 
Raffaele Fischetto
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Il testo della petizione su www.change,org"Piazza San Silvestro, nonostante i lavori di riqualificazione di qualche anno fa, costati più di un milione di euro, appare una delle piazze più tristi e vuote del Centro di Roma.
La Piazza è sempre esposta al sole e per un lungo periodo dell’anno per il caldo e l’assenza di ombra, neanche i turisti riescono a godere qualche minuto di riposo su quelle panchine. Si potrebbe migliorare questo spazio urbano con l'implementazione di essenze arboree che non siano i soliti vasi destinati a tragiche fini. Quindi piantando autentici alberi.
Gli alberi adornano diverse piazze del Centro Storico rendendole uniche, come le meravigliose paulonie in Piazza della Chiesa Nuova, la quercia nell’omonima piazza o le palme in Piazza di Spagna.
Firmate questa petizione perché Piazza San Silvestro torni a rivivere e diventi un esempio di verde urbano voluto dai cittadini, così utile al centro di Roma, per estetica, ossigeno ed ombreggiatura".

9 febbraio 2015

MASSIMO RENDINA

Ieri è deceduto il compagno Massimo Rendina.Capopartigiano,giornalista e presidente dell'ANPI.
Una vita spesa per difendere i valori della libertà e della giustizia.
Con lui scompare uno degli ultimi testimoni della lotta al nazismo e al fascismo.
Ricordiamo il compagno Rendina nelle tante riunioni dell'ANPI e delle ricorrenze del 25 aprile,sempre in prima fila per portare una sua parola di incoraggiamento e di sprone.Lo ricordiamo anche in un incontro partigiano nella Pinetina di Villa Massimo,ancora aperta,con i giovani e i compagni del Municipio.Sempre lucido nelle sue  analisi ,disponibile e aperto al confronto dialettico..
Tre Righe lo saluta e gli rende omaggio.
Raffaele Fischetto

8 febbraio 2015

VILLA BLANC.RESOCONTO ATTIVITA' 2014 DEL COMiTATO VILLA BLANC









Alcune foto di edifici all'interno del Parco di Villa Blanc
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto delle attività svolte dal Comitato Villa Blanc nel 2014.
Il Comitato,costituitosi in associazione nel 2013, può vantare una storia che risale agli  anni'70.Pur avendo incentrato la gran parte delle sue azioni sull'apertura pubblica del Parco di Villa Blanc ,al rispetto della proprietà sui vincoli del Parco e dei suoi manufatti tra cui la  vera e propria Villa,si occupa anche degli spazi verdi del quartiere Nomentano,tra cui quello di Piazza Winckelmann.
Presumibilmente il 2015 sarà l'anno decisivo in cui la querelle Villa Blanc si risolverà.Per questo il collegio difensivo dei sette membri del Comitato  che hanno firmato il ricorso al Consiglio di Stato contro la LUISS e il Comune  è stato rafforzato con l'inserimento di un avvocato di notevole esperienza , dott.Lo Mastro, un giovane avvocato,dott.Rossi,che si sono aggiunti allo storico avvocato del Comitato ,anche socio peraltro, l'amico dott.Luciano Di Pasquale.
D.F.
 
 
 
 
 
2015  - Sostegno finanziario e quote associative

2014 - Resoconto Attività del Comitato Villa Blanc 

 

Caro Concittadino,

 

Vogliamo condividere con te e tracciare un bilancio delle attività  che il Comitato  ha svolto durante l’anno 2014  appena conclusosi.

 

2015 -  Continua l’attività del Comitato  -   Quota associativa/contributo  2015

 

Quest’anno sarà un anno decisivo  per Villa Blanc.

Abbiamo appena ricevuto copia della lettera che il Sindaco ha scritto alla LUISS per sollecitare la riapertura di un tavolo di confronto anche con i cittadini. (la puoi leggere sul nostro sito ) Questo è sicuramente un segnale positivo di interessamento da parte del Sindaco. Vedremo gli sviluppi e vi terremo informati.

 

NOI CONTINUEREMO A BATTERCI IN OGNI SEDE  E ADESSO ANCHE ATTRAVERSO IL

RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO ,firmato da sette nostri iscritti (nde)

 

ABBIAMO BISOGNO SEMPRE DEL SOSTEGNO E APPOGGIO DEI CITTADINI PERCHE’ LA NOSTRA E’ UNA BATTAGLIA PER IL RISPETTO DELLE LEGGI E DELLE REGOLE CHE TUTELANO GLI INTERESSI COMUNI CONTRO LO STRAPOTERE DEL PROPRIETARIO PRIVATO  E LE INADEMPIENZE/ CARENZE / DEBOLEZZE DELLE ISTITUZIONI .

 

Pertanto continuiamo a chiedere a te e a tutti i cittadini che sostengono la nostra battaglia di contribuire con un aiuto finanziario, per quanto ciascuno può.

Non farci mancare il tuo sostegno. Ti ricordo che l’iscrizione all’associazione è per l’anno 2015 di 20 euro e puoi effettuare il tuo versamento sul Conto corrente intestato a Comitato Villa Blanc con IBAN IT91M0335901600100000074567 presso Banca Prossima con  il tuo nome, cognome e indirizzo email o consegnarlo direttamente presso la nostra sede in Via Gatteschi 32 ogni mercoledì dalle 18 alle 20.

Se invece intendi solo dare un contributo puoi indicare nella causale “Ricorso al Consiglio di Stato per Villa Blanc.”

 

 

2014 - Resoconto Attività del Comitato Villa Blanc 

 

Dopo l’approvazione delle mozioni votate ad ottobre 2013 dal Consiglio Municipale e Comunale  a sostegno delle richieste portate avanti dal Comitato a nome dei cittadini (Le mozioni richiedono l'apertura al pubblico di tutto il parco tutti i giorni come da orario comunale, la cancellazione dei parcheggi all'interno dello stesso e la sostituzione dei muri di cinta con cancellate) :

 

  • A gennaio abbiamo avuto un incontro con gli uffici dell’Assessorato Regionale all’urbanistica (intervenuto in conferenza dei servizi per l'autorizzazione del progetto LUISS )

o   Abbiamo appurato che il controllo del rispetto del vincolo boscato, a cui è soggetta Villa Blanc, fa capo all'area paesistica  dell'Assessorato all'Urbanistica,  mentre il mantenimento del vincolo boscato dipende dall'area foreste dell'Assessorato  Regionale all'Ambiente.

o   Abbiamo anche  scritto il 7 febbraio una lettera all'Assessore regionale all' Urbanistica Civita per chiedere le ragioni per cui è stato approvato nel 2011 il progetto LUISS, in contrasto con i vincoli del PRG e delle ville storiche, alla quale hanno risposto dopo mesi di solleciti riaffermando  la regolarità del rilascio delle autorizzazioni  alla LUISS .

  • A febbraio abbiamo depositato le 6000 firme raccolte fra i cittadini per la fruizione pubblica di Villa Blanc presso la segreteria del Sindaco (che personalmente dopo tante sollecitazioni non siamo riusciti ad incontrare)

 

  • A marzo abbiamo avuto un incontro con la Responsabile dell’Area Foreste  dell’Assessorato Regionale all’Ambiente

 

o   ha confermato l'esistenza del vincolo boscato, e ad  aprile ha inviato la richiesta di un intervento del Corpo Forestale dello Stato, per la verifica dello stato di fatto a seguito dei lavori. Ma nonostante  i solleciti successivi sia da parte dell’Area foreste, che da parte del presidente del municipio e nostra, non ci risulta che il Corpo Forestale abbia dato alcun seguito alla richiesta.

 

  • A febbraio e ad aprile  abbiamo incontrato l’Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo (che nel 2013 aveva aperto un tavolo tecnico con la LUISS per ricercare un accordo per l’accesso dei cittadini al parco)

 

o   L’Assessore Caudo ci ha informato che le trattative con la LUISS si erano  interrotte in Novembre dopo le mozioni votate in Municipio e in Comune a sostegno delle richieste dei cittadini ed erano state riavviate in Gennaio per l'intervento del Sindaco con Abete. Ci ha detto anche  che sperava di riuscire ad ottenere dalla LUISS l'apertura di tutto il parco – risolvendo i problemi di sicurezza avanzati dalla controparte – e che ci avrebbe riconvocati entro fine mese, con la speranza di poterci dare notizie positive. Ma a tutt’oggi il tavolo di trattativa sembra definitivamente chiuso.

 

  • Ad aprile abbiamo ottenuto dal Presidente Athos De Luca la convocazione della Commissione Ambiente del Consiglio Comunale  con la partecipazione dell'Assessore Caudo, dell'Assessore all'Ambiente Estella Marino, del Presidente del Municipio II Gerace  e dei Consiglieri Comunali ( Azuni, Corsetti, Paris, Grippo, Onorato, De Vito) che hanno particolarmente sostenuto la mozione  votata in Ottobre

 

o   L'esposizione di Caudo e della Marino fu del tutto deludente e ci ha fatto toccare con mano la necessità di intensificare la pressione popolare, oltre che del ricorso al Consiglio di Stato, per ottenere che il Sindaco Marino e l'attuale Giunta prendano finalmente una decisa posizione a difesa dei diritti della cittadinanza.

o   Per quanto riguarda la richiesta, del nostro Comitato e dei Consiglieri intervenuti nella discussione, di rinegoziare la convenzione con la LUISS, secondo la mozione approvata in Consiglio, l’Assessore, pur riaffermando di perseguire l'obiettivo dell’apertura del parco ai cittadini, ribadì che la Giunta si muoveva unicamente nell'ambito della Convenzione esistente, cercando di introdurre alcuni miglioramenti, ma senza cambiare i punti essenziali. Non accolse neanche la nostra richiesta di una dichiarazione pubblica del Sindaco e della Giunta circa la necessità di rivedere  la Convenzione esistente, in quanto non tiene adeguatamente conto dei diritti della cittadinanza.

 

  • Ad aprile  abbiamo avuto un nuovo incontro con i Consiglieri Comunali intervenuti precedentemente in Commissione Ambiente.

 

o   In questa riunione  fu deciso che i Consiglieri avrebbero incontrato il Sindaco all'inizio di Maggio per fare presente che, nel caso non venisse attuata la mozione votata in Ottobre, avrebbero proposto la votazione di una delibera consiliare che annullasse l'attuale convenzione esistente con la LUISS.

·        A maggio è stato presentato il ricorso al Consiglio di Stato


 

  • A giugno in attesa sempre di incontrare il Sindaco, al quale abbiamo nuovamente inviato un nostro promemoria, abbiamo tenuto presso la Scuola Winckelmann un’assemblea pubblica con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni sia  comunali che municipali, urbanisti , avvocati per informare la cittadinanza sugli incontri avuti, sul ricorso al Consiglio di Stato e sulle iniziative future.

 

  • A maggio e giugno  Appelli e iniziative pubbliche con volantinaggio (a Piazza Winckelmann  davanti alle scuole)

 

·         A luglio    Sit-in in Campidoglio abbiamo organizzato una manifestazione di appoggio all’incontro dei Consiglieri Comunali con il Sindaco (quello che si sarebbe dovuto tenere entro maggio)

 

o   L’incontro era per sollecitare la realizzazione della mozione votata alla unanimità in Consiglio Comunale il 29 ottobre scorso su Villa Blanc.

o   Anche questo incontro è stato del tutto insoddisfacente. Dopo tre precedenti rinvii il Sindaco non si è fatto vedere ed i due Consiglieri Comunali ,unici presenti,- Athos De Luca per il PD  e Gemma Azuni per Sel -  hanno parlato soltanto con rappresentanti della sua segreteria, che non hanno espresso alcun impegno.

·         A settembre  volantinaggio e sensibilizzazione all’interno dell’iniziativa promossa dall’Assocom in via Ignazio Giorgi

 

·         A ottobre abbiamo presentato un esposto alla procura per il taglio degli alberi all’interno di Villa Blanc

 

o   Dopo aver denunciato ripetutamente presso tutte le istituzioni  il taglio di alberi secolari e sottoposti a vincolo boscato, senza un piano e obbligo di ripiantumazione così come prevede la legge, e chiesto insistentemente interventi di verifica e controllo all’area foreste,alla Commissione ambiente comunale e municipale, al presidente del municipio,al corpo forestale ,abbiamo noi presentato un esposto, al quale il magistrato incaricato ha dato luogo a procedere .

 

 

PIAZZA WINCKELMANN - PUNTO VERDE INFANZIA

       

  • Già dalla fine del 2013  ci stiamo occupando dei giardini di Piazza Winckelmann
  • Abbiamo raccolto tutta la documentazione sul Punto verde infanzia, sulla concessione /convenzione, sulla manutenzione del verde e sul taglio indiscriminato  delle alberature.
  • Abbiamo denunciato la situazione, a nostro avviso irregolare, sia all’Assessore all’ambiente comunale (Estella Marino) sia a quello municipale (Emanuele Gisci) ,ai consiglieri municipali, al Presidente del municipio, e in ultimo all’Ufficio di Scopo del comune di Roma ,istituito proprio per  le forti criticità (in alcuni casi con risvolti penali ) emerse nella gestione dei punti verdi a Roma .
  • Siamo in attesa di essere convocati a breve.

 

 

Come Comitato facciamo parte della rete dei Comitati del II Municipio e quindi la nostra attività  si svolge anche in appoggio e in coordinamento con le istanze portate avanti dai singoli comitati e nell’interesse generale della cittadinanza del municipio.

 

Continua a seguirci sul nostro sito www.comitatovillablanc.org - che adesso riprende a funzionare dopo una pausa dovuta a motivi organizzativi - e sulla pagina FB “Salviamo Villa Blanc”- Se vuoi contattarci la nostra e mail è : info@comitatovillablanc.org.

 

Per il Comitato Villa Blanc

Adolfo Rinaldi

Presidente

 

1 febbraio  2015

7 febbraio 2015

Recensione Film:STILL ALICE,di Richard Glatzer e Wash Westmoreland

Locandina italiana Still Alice


http://www.donnealtri.it/2015/02/microcritiche-malattia-e-troppa-discrezione/

Alice Howland è una splendida donna sulla soglia dei cinquant’anni, docente di linguaggio alla Columbia University di New York. Ha una vita assolutamente invidiabile: tre splendidi figli, un marito che l’adora e un notevole successo nel lavoro. A un certo punto, da piccoli segnali di perdita di memoria e di spaesamento e dopo varie indagini, le viene diagnosticato un raro caso (ereditario, peraltro) del morbo di Alzheimer. Il film tratta la storia della progressiva perdita di ricordi e delle facoltà cognitive di Alice e, sostenuta da tutta la famiglia, della sua battaglia contro la malattia.
Palcoscenico della vicenda, oltre New York inizialmente, è la casa sull’oceano – presumibilmente East Hampton – luogo, per antonomasia, della seconda casa della buona borghesia newyorkese.
Tutto il dramma del film è nelle pieghe del volto di Julianne Moore, misurata ed essenziale, strepitosa interprete del dramma interiore. Kristen Stewart è la figlia Lydia che fa l’attrice e Alec Baldwin il delicato e fedele marito.
La pellicola è tratta dal libro omonimo del 2007 di Lisa Genova; è stata presentata in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival a settembre 2014 e, un mese dopo, alla IX edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
Rispettando la soggettività del romanzo narrato in prima persona, Westmoreland e Glatzer sono entrati nella mente di Alice che pian piano sembrerebbe svuotarsi. I registi hanno tentato di osservare il mondo attraverso i suoi occhi alternando cose e persone con messe a fuoco e profondità di campo. Tutta la narrazione avviene con garbo, con delicatezza quasi a non voler invadere la privacy e senza gigionerie interpretative.
Questo rimanere “in sordina”, assieme allo sforzo di non imporre uno stile forte di regia, è il pregio ma, in un certo senso, anche il limite di Still Alice che finisce in alcuni punti per raggelare un po’ il racconto.

 Ghisi Grütter

6 febbraio 2015

LE CITTA' FALLITE di Paolo Berdini:segnalazione libro


 
 
Questo libro sembra quasi un continuum di quelllo scritto da Paolo Maddalena,che ha scritto l'introduzione, "Il Territorio bene comune degli italiani "sempre edito nella collana Le Saggine.
Paolo Berdini,architetto,uomo sempre presente quando ci si deve confrontare e scontrare per dei diritti negati,con il suo inconfondibile sorriso e la sua pacatezza e competenza espositiva,molto conosciuto negli ambienti della sinistra romana ,da sempre al fianco dei movimenti di lotta in difesa del paesaggio ,  dell'ambiente,contro le brutture e le violenze  della speculazione in tutte le sue molteplici forme ,si è fermato un attimo per raccogliere  le sue riflessioni , frutto della sua esperienza e della sua sensibilità professionale e umana.
D.F.





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Paolo Berdini

Le città fallite

I grandi comuni italiani e la crisi del welfare urbano

Saggine, n. 249
2014, pp. XIV-162,
ISBN: 9788868430726
€ 19,50
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SCHEDA LIBRO
«Il futuro del paese passa per il recupero della città pubblica che, sola, è in grado di garantire integrazione sociale e rimettere in moto le energie migliori della società mortificate dalla cultura individualistica che ha trionfato in questi ultimi decenni».
Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico. I primi provvedimenti dei commissari riguardano la cancellazione del welfare, la vendita del patrimonio immobiliare, il licenziamento di personale. Con i tagli alla sanità sono stati soppressi numerosi presidî, le scuole chiudono, i servizi sociali non esistono più. Lo Stato chiude i battenti. Dal 1994, in cambio della cancellazione di ogni regola urbanistica, la cultura liberista aveva promesso un nuovo «rinascimento urbano». Sono state invece create immense periferie senza servizi e senza anima. La sovraproduzione edilizia ha provocato il crollo dei valori immobiliari, cosicché le famiglie italiane, già colpite dalla crisi economica e dalla disoccupazione, vedono scomparire i servizi sociali e il valore della propria abitazione. Povertà e insicurezza per tutti. Il fallimento delle politiche neoliberiste è evidente, eppure i responsabili del disastro economico e sociale continuano ad approvare leggi di liquidazione delle proprietà pubbliche e di ulteriore cancellazione del welfare. Con il decreto Sblocca Italia si mette il patrimonio immobiliare pubblico nelle mani della finanza, e mentre il paese affonda nel fango per il dissesto idrogeologico, si continua con la politica delle grandi opere inutili, nonostante gli scandali e le ruberie che ne caratterizzano l’esecuzione. Le città falliscono perché non riescono a garantire i servizi all’enorme periferia costruita negli ultimi anni: è dunque ora di fermare ogni espansione urbana. E invece di essere svendute alla speculazione finanziaria globale, come in Grecia o in Portogallo, le proprietà pubbliche devono diventare il volano per creare lavoro per i giovani. Il liberismo ha imposto la cancellazione delle pubbliche amministrazioni e ha fallito. Per uscire dalla crisi occorre mutare paradigma: ricostruire le città pubbliche e il welfare urbano.