6 febbraio 2015

LE CITTA' FALLITE di Paolo Berdini:segnalazione libro


 
 
Questo libro sembra quasi un continuum di quelllo scritto da Paolo Maddalena,che ha scritto l'introduzione, "Il Territorio bene comune degli italiani "sempre edito nella collana Le Saggine.
Paolo Berdini,architetto,uomo sempre presente quando ci si deve confrontare e scontrare per dei diritti negati,con il suo inconfondibile sorriso e la sua pacatezza e competenza espositiva,molto conosciuto negli ambienti della sinistra romana ,da sempre al fianco dei movimenti di lotta in difesa del paesaggio ,  dell'ambiente,contro le brutture e le violenze  della speculazione in tutte le sue molteplici forme ,si è fermato un attimo per raccogliere  le sue riflessioni , frutto della sua esperienza e della sua sensibilità professionale e umana.
D.F.





Responsive image
Paolo Berdini

Le città fallite

I grandi comuni italiani e la crisi del welfare urbano

Saggine, n. 249
2014, pp. XIV-162,
ISBN: 9788868430726
€ 19,50
AGGIUNGI AL CARRELLO
AGGIUNGI A WISHLIST
SCHEDA LIBRO
«Il futuro del paese passa per il recupero della città pubblica che, sola, è in grado di garantire integrazione sociale e rimettere in moto le energie migliori della società mortificate dalla cultura individualistica che ha trionfato in questi ultimi decenni».
Roma ha accumulato 22 miliardi di euro di deficit ed è una città praticamente fallita. Alessandria è stata dichiarata in default per un debito di 200 milioni. Parma ha un buco di bilancio di 850 milioni. Napoli è in stato di pre-dissesto. L’Aquila è ancora un cumulo di macerie, perché la ricostruzione non ha finanziamenti adeguati. Sono 180 i comuni italiani commissariati per fallimento economico. I primi provvedimenti dei commissari riguardano la cancellazione del welfare, la vendita del patrimonio immobiliare, il licenziamento di personale. Con i tagli alla sanità sono stati soppressi numerosi presidî, le scuole chiudono, i servizi sociali non esistono più. Lo Stato chiude i battenti. Dal 1994, in cambio della cancellazione di ogni regola urbanistica, la cultura liberista aveva promesso un nuovo «rinascimento urbano». Sono state invece create immense periferie senza servizi e senza anima. La sovraproduzione edilizia ha provocato il crollo dei valori immobiliari, cosicché le famiglie italiane, già colpite dalla crisi economica e dalla disoccupazione, vedono scomparire i servizi sociali e il valore della propria abitazione. Povertà e insicurezza per tutti. Il fallimento delle politiche neoliberiste è evidente, eppure i responsabili del disastro economico e sociale continuano ad approvare leggi di liquidazione delle proprietà pubbliche e di ulteriore cancellazione del welfare. Con il decreto Sblocca Italia si mette il patrimonio immobiliare pubblico nelle mani della finanza, e mentre il paese affonda nel fango per il dissesto idrogeologico, si continua con la politica delle grandi opere inutili, nonostante gli scandali e le ruberie che ne caratterizzano l’esecuzione. Le città falliscono perché non riescono a garantire i servizi all’enorme periferia costruita negli ultimi anni: è dunque ora di fermare ogni espansione urbana. E invece di essere svendute alla speculazione finanziaria globale, come in Grecia o in Portogallo, le proprietà pubbliche devono diventare il volano per creare lavoro per i giovani. Il liberismo ha imposto la cancellazione delle pubbliche amministrazioni e ha fallito. Per uscire dalla crisi occorre mutare paradigma: ricostruire le città pubbliche e il welfare urbano.

Nessun commento:

Posta un commento