22 febbraio 2015

TRE RIGHE IN EDICOLA IL SECONDO NUMERO DI FEBBRAIO 2015




La Lupa Capitolina


Oggi 22 febbraio 2015 è in distribuzione gratuita il secondo numero di febbraio 2015
di "Tre Righe le notizie e i protagonisti" presso le seguenti edicole e librerie:
 
EDICOLE
Piazza Bologna
Largo Lanciani
Viale XXI Aprile/Nardini
Via Nomentana fronte S.Agnese
Via S.Costanza/Via Nomentana
Piazza Istria
Piazza Emerenziana
Piazza Gimma
LIBRERIE
Spizzichi d'autore Via Boldetti
Cartolibreria De Biasi Piazzale delle Province

Se esaurito ,richiedetelo scrivendo alla redazione :trerighe3@virgilio.it

21 febbraio 2015

Recensione film TURNER di Mike LEIGH


 
Locandina Turner
 

Arte versus rapporti umani

 

Turner è un film biografico girato con un ritmo un po’ troppo lento che contrappone lo splendore dell’arte, la bellezza della natura e il piacere della musica a esseri umani per lo più brutti e spregevoli. M. W. Turner, detto anche il “pittore della luce”, uno dei maggiori paesaggisti mai esistiti, usa lo sguardo come fosse una macchina fotografica per fissare paesaggi naturali e captare dei movimenti come naufragi o tempeste in mare. Questo famoso pittore inglese è vissuto prevalentemente a Londra a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo ed è considerato un precursore dell’impressionismo. Turner è assetato di immagini, di scenari naturali ma con un tocco di mano dell’uomo: il mare con la nave, la campagna londinese con la locomotiva, la campagna olandese con il mulino e così via.

Caratteristica umana – o meglio disumana - di Turner (molto ben interpretato da Timothy  Spall) è quella di avere un pessimo rapporto con le donne: con la governante che usa per sveltine senz’anima, con l’affittacamere sembra essere un rapporto univoco, con la moglie (mai sposata ufficialmente) recriminante e con le due figlie il rapporto è del tutto assente – non va neanche al funerale della figlia minore!

Si salvano nel film due personaggi, due anime semplici naturalmente lontane dall’arte e dal potere: il padre di M. Willy Turner, un ex- barbiere generoso che lavora sempre senza fermarsi mai e che svolge il ruolo di assistente al figlio, e Sophia Booth la vedova affittacamere che non chiede nulla se non di accudire e prendersi cura di qualcuno. Il pittore, invece, ha un brutto carattere: è orso e scontroso, parla pochissimo e invece grugnisce spesso. Forse il regista Mike Leigh lo ha fatto diventare un po’ eccessivamente goffo per tentare di renderlo simpatico al pubblico e in tal modo da far amare anche la sua arte.
 
Ghisi Grütter

20 febbraio 2015

REPERTI ARCHEOLOGICI DI SERIE A E REPERTI ARCHEOLOGICI DI SERIE B







 
                                     Ritrovamenti archeologici in Via De Lollis/Dalmati


Tutto bene quello che finisce bene.Il CDA della Sapienza ha deliberato di ritirarsi dal progetto di un parcheggio interrato a Via De Lollis/Dalmati,dove c’erano i campi da tennis alle spalle della casa dello Studente.I ritrovamenti archeologici hanno vinto. Ha vinto la cultura .Ha vinto la città e i cittadini che avevano sempre mal digerito quel parcheggio.Non si capiva bene cosa se ne potesse fare l’Università di ulteriori parcheggi a suo servizio quando quello interrato dentro l’Università spesso e volentieri è semi vuoto.La pillola agli abitanti per buttare giù  questa bruttura era stata addolcita dalla promessa, fortunatamente finanziata,della costruzione di una piscina che sarebbe stata edificata contestualmente al parcheggio.Lo sapevano bene gli abitanti di San Lorenzo come pure gli studiosi che lì sotto,sotto i campi da tennis c’erano dei reperti archeologici.Non se ne conosceva la natura né quanto fossero importanti.Ora si sa,e sono stati talmente apprezzati che la Sapienza  ha rinunciato al parcheggio.Chapeau !.Ora però rimane il problema della piscina,di cui l’intero quartiere  è sprovvista e bisogna individuare il luogo visto che i soldi ancora ci sono.Ma è meglio spenderli prima che vengano fatti sparire.Allora il nostro giornale ,che molto bene conosce il territorio di San Lorenzo, avanza una proposta:si costruisse la piscina nel capannone di Largo de Peligni oppure nella struttura accanto di via dè Corsi .Entrambe sono di proprietà comunale e la futura piscina in questa maniera sarebbe vicina alla scuola e centrale al quartiere.



Ritrovamenti archeologici in Via della Lega Lombarda
 
La felice conclusione di questa vicenda  ci riporta alla memoria un episodio analogo che però non si è concluso altrettanto felicemente.Ci riferiamo all’area archeologica rinvenuta nell’ex deposito ATAC di Via della Lega Lombarda.Il nostro giornale all’epoca documentò i ritrovamenti:oltre a delle zanne di mammuth del Pleistocene,vennero rinvenute un mitreo,un colombario,una piscina sacrificale oltre a tanti reperti.La scoperta fu poi oggetto di un articolo della Soprintendenza su Repubblica che annunciò e descrisse pubblicamente i reperti .A nulla valsero i reperti, a  nulla valsero i soliti cittadini associati in un comitato,a nulla valse l’impegno di qualche sparuto consigliere municipale e comunale,a nulla valse la distanza veramente risicata dal Cimitero Monumentale del Verano.La proprietà del complesso vinse E LA SOPRINTENDENZA TACQUE.I reperti ,quelli che non si potevano spostare,furono interrati,gli altri portati in qualche magazzino e dimenticati.
Ed ora quell’obbrobrio di edificio fa bella mostra di sé davanti al Cimitero del Verano.
Domenico Fischetto

19 febbraio 2015

PINETINA DI VILLA MASSIMO:APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI

 
 



 
 
                                                Foto della Pinetina di Villa Massimo
 
 
Ormai la chiusura della Pinetina di Villa Massimo si sta avviando al secondo anno consecutivo.Due anni durante i quali il verde di questa piccola oasi è stata sottratto alla cittadinanza .Una chiusura causata dagli stessi cittadini che,attraverso un'associazione,si sono opposti sia  ad una ristrutturazione dell'area giochi che non corrispondeva ad una corretta interpretazione dei termini tra concessionario e comune di Roma ,come anche all' eccessivo ampliamento dell'area destinata a ristorazione.
Il seguito è noto:prima il TAR ha doto torto ai cittadini,poi il Consiglio di Stato ha dato ragione a questi ultimi.Poi con un colpo di teatro si è scoperto che esisteva un vincolo sin dal 1925 che proibiva in quell'area qualsiasi tipo di costruzione o simili.Quindi si interdiva al concessionario di continuare nella sua attività di ristorazione ,svolta nella parte della pinetina peraltro sempre rimasta aperta,durante questi due anni.La patata bollente è ora passata al Municipio II che dovrebbe dare attuazione a quanto disposto e far rispettare il vincolo di cui sopra.Problema troppo grande e complicato ,a nostro parere,da  poter essere affrontato e risolto da rappresentanti pubblici che non sono  all'altezza della situazione , che si barricano dietro mille scuse,prima fra tutte la mancanza di fondi.Fondamentalmente una tattica da muro di gomma a cui questi piccoli personaggi,bravi solo in campagna elettorale a sottoscrivere sul ghiaccio promesse, ci hanno abituato e nauseato nel tempo.Se ne sono accorte le associazioni che ,tutte insieme ,hanno sottoscritto l'appello che segue.
Un ulteriore tentativo per smuovere le acque .
Resisterà anche a questo il muro di gomma ?Noi temiamo di si.E vorremmo essere smentiti.
Anche il Municipio si merita di meglio.
D.F.



APPELLO URGENTE AL PRESIDENTE E ALLA GIUNTA DEL MUNICIPIO II
Gentile Presidente, Gentili Assessori,
I Comitati e le Associazioni del Municipio II chiedono a questa Amministrazione municipale, sulla base di tutti gli atti, pareri e documenti emessi in merito dal Consiglio di Stato, dalla Soprintendenza Paesaggistica di Stato, dall’ Ufficio di Scopo di Roma Capitale per i Punti Verde:
– di procedere tempestivamente al ripristino della legalità per la Pineta di Villa Massimo, un bene comunale di alto pregio paesaggistico, vincolato fin dal 1927;
– di liberare il giardino pubblico dai manufatti realizzati senza concessione edilizia con immediato ripristino dello stato dei luoghi;
– di provvedere con urgenza alla riqualificazione, riapertura e riconsegna dell’intero giardino pubblico alla cittadinanza.
Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo
Segue la firma di tutti i comitati e le associazioni del II Municipio (per l'elenco completo vedi www.municipio2associazioni.it)


Più diretta è invece la mail ,che non ha bisogno di commenti,inviata dal Presidente del Comitato per la difesa della Pineta di Villa Massimo al II Municipio.


>
> Data: 10/02/2015 0.35
> A: <giuseppe.gerace@comune.roma.it>,
<emanuele.gisci@comune.roma.it>, <
> emanuele.gisci@gmail.com>
> Ogg: pineta di villa massimo: il porto delle nebbie
>
> cari, presidente, assessore,
> italia nostra si è espressa, la soprintendenza paesaggistica si è
espressa,
> il Consiglio di stato si espresso, il consiglio del municipio si è
> espresso, l'ufficio di scopo ha revocato a convenzione, il
presidente della
> commissione ambiente di Roma Capitale si è espresso, sulla
salvaguardia
> dell'ambiente si è espresso anche il papa ma gli *atti dovuti*
degli uffici
> del Municipio Roma 2, da due mesi ci viene detto che sono pronti
ma non si
> vedono.
> la pineta è chiusa e abbandonata, il ristorante rimane aperto fino
alle 2
> di notte come sempre.
> non vorremmo interpretare male tutto ciò.
> cordiali saluti,
> maurizio centili
> comitato per la difesa della pineta di villa massimo

18 febbraio 2015

SU MARINO E IL GOVERNO DI ROMA :OPINIONI DIVERGENTI IN UN COMITATO DI REDAZIONE

 
ANTEFATTO:
Comitato di Redazione di TRE RIGHE per la pubblicazione del prossimo numero cartaceo del giornale.
Lo scambio di mail che riportiamo tra Marchesini (GCM),membro del comitato di redazione del giornale e Fischetto (DF),editore del giornale ,scaturisce dalla richiesta di GCM di inserire nella prossima edizione un articolo a sua firma che bilanci quello critico su Marino a firma di DF.Si intreccia nella discussione il riferimento anche ad un documento approvato dalla sezione ANPI Nomentano,su cui GCM nutre forte dissenso.
Consigliamo la lettura della corrispondenza  iniziando dal fondo
 
 
                                        Piazza dell'Immacolata (da sx:Galluzzi,Fischetto,Gualtieri,Marino)



18-feb-2015 08:32
Da:Domenico Fischetto (domenicofischetto@virgilio.it)
A:<gc.marchesini@gmail.com>

Caro Gian,
vedo che la tua conversazione epistolare con ........ha preso una piega tumultuosa.Non vorrei che così fosse la nostra.
Intanto io non ho alcuna pretesa di essere nel giusto,di essere detentore del verbo,nè tantomeno di volerti convincere.Sono mie personali convinzioni e come tali ti invito calorosamente a rispettarle.E' giusto confrontarci e dire la propria:io non ho la presunzione di convincerti nè credo tu la abbia con me.
Ciò premesso ti ho esternato il mio pensiero su Marino in quanto credo che dall'origine il mio parere su quest'uomo sia stato segnato da un episodio,di cui ti riporto la foto per testimonianza e che ti racconterò a voce perchè troppo lungo.Poi mi sono confermato in questa idea dalla lunga lista di assistenti e portaborse di cui si è circondato a caro prezzo per il contribuente romano e che non credo gli faccia onore.E' prassi di chi espugna il Campidoglio dare l'avvio alle danze di un reclutamento di persone di "fiducia" a cui Marino non si è sottratto.Ha iniziato il suo mandato con un coup de teatre:la pedonalizzazione dei Fori.Tu sai quanto io ci tenga a provvedimenti del genere e sicuramente questo progetto è molto ambizioso, mi corre l'obbligo di citare colui che per primo lo sostenne,Antonio Cederna.Provvedimento quindi atteso ma non prioritario davanti alle tante emergenze che premevano il portone di Palazzo Senatorio.Lui ha fatto questa scelta.Io critico questa scelta.E così elencando:ha cercato sempre la notizia ,la prima pagina ,l'apertura dei telegiornali.Coppie di fatto,quartiere a luci rosse,nuovo logo di Roma,trascurando invece il vero governo della città,quello che non va in prima pagina,quello che si fa rimboccandosi le maniche.Periferie,Mafia Capitale,abusivismo commerciale ed edilizio,mobilità,rom/nomadi/camminanti etc etc.
Non nego che la sua presenza abbia segnato un cambio di passo,rispetto alla tradizione,di cui però si sono accorti in pochi.
Ora non mi dilungo.Sono convinto che non ho scalfito di un niente la corazza della tua fede in Marino.Nè era questa la mia intenzione.Ti invito pertanto a fare altrettanto.Secondo la mia visione del governo della città,visione se vogliano leggermente monastica o talebana a secondo i punti di vista religiosi,Roma ha bisogno di rigore,di moralità ,di lavoro e sudore a testa bassa.Ha bisogno di fari spenti,meno luci della ribalta,meno foto di biciclette che arrancano in salita.Ha bisogno di una squadra ,oltre il Sindaco,che si dedichi al bene della città senza se e senza ma,come dicono i compagni,che guardi più per terra che verso il cielo a cui li proietterà la loro carriera politica.Mi rendo conto di dare una visione quasi impossibile del governo di Roma.Ma sono altrettanto convinto che Roma si merita di meglio.
Buona giornata
M.

----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 17-feb-2015 11.56
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: I: febbraio/2 2015

Una risposta alle tue sollecitazioni.
Che spero stimolante e utile.
GC
 
 
La questione che poni dell’ego di Marino, che sarebbe spropositato, è interessante. Comincerei con il dire che in generale nessuno, i politici in particolare, è esente dal problema dell’ego, altrimenti parleremmo di ologrammi e robot. Ma sei sicuro che Marino si caratterizzi per questo? Era un medico professionista affermato in USA, è stato senatore e come tale ha promosso iniziative lodevoli. Si è dimesso per accettare la sfida spericolata e improba della candidatura a Sindaco di Roma. Contro ogni previsione dei competenti, e con loro grande scorno, ha vinto alla grande le primarie e le elezioni girando per le strade con la panda, in bici e lo zainetto: e avrebbe uno smisurato ego? E chi usa un aereo di Stato per andare a sciare con i suoi famigliari a Courmayeur, allora, di che ego spropositato sarebbe fornito? Marino non è nato e cresciuto a Roma, lavorava negli USA, non ha seguito nessuna gavetta o percorso tipico del politico di carriera, non è condizionato né debitore di cordate e camarille, è serio, onesto, tenace e tignoso: ed è diventato Sindaco della Capitale votato dalla gente proprio per questo - con serio choc per i politici romani che consideravano Roma cosa loro. E tu lo liquidi dicendo che ha un ego smisurato? Non erano piuttosto smisurate la presunzione, la saccenteria, l’arroganza di chi lo considerava un outsider sconfitto in partenza? Non scorderò mai che Marino è venuto al nostro Circolo il sabato mattina vigilia delle elezioni perché Mario Giancotti, quello che si è rifiutato di presentare il mio Diario, alla fine si è arreso e l’ha invitato, e ad accoglierlo di iscritti presenti eravamo in cinque, mentre per Sassoli e Gentiloni erano presenti la sera a tripudiare in centinaia. Senza Marino, a Roma con ogni probabilità le cose sarebbero continuate come prima, con le stesse logiche di truffa e corruttela, anche con Sassoli o Gentiloni a fare il Sindaco. Certo, Marino ha certe ingenuità e l’inesperienza del novizio, non ha i polsi allenati dall’esperienza, ma se l’esperienza politica a Roma significa in prevalenza malaffare e truffa, evviva l’inesperienza. E per rompere con il marciume ci voleva esattamente uno come lui, ingenuità inclusa. Da lui dissento per alcune decisioni, gravi, tipo quella dello stadio nuovo della Roma in un’ansa critica del Tevere, ma evidentemente  ha ritenuto di non poter sottrarsi a un compromesso con i poteri forti e le tifoserie romaniste ululanti. Ma fargli carico di un ego patologico proprio non ti capisco. Con la sua ingenuità a volte fanciullesca per me lui si colloca esattamente al suo esatto opposto.
Io invece, come quesito su cui concentrare attenzione e riflessione, te ne proporrei un altro, e cioè: ma perché si fa politica, per mettere in campo un progetto serio e capace di far vivere nella Capitale meglio tutti, o invece per avere visibilità e successo, potere e denaro, favorendo famigli e amici?  Questo mi sembra il vero discrimine oggi, e non la misura spropositata dell’ego.

Il giorno 16 febbraio 2015 23:42, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:

Allora,per rispondere parzialmente alle tue domande e per amicizia,ti dico che il testo dell'ANPI Nomentano era stato approvato in mia assenza.Non è una scusa ma è un dato di fatto.Stasera il testo è stato modificato e appena ne ho copia te lo mando.Mi trovo comunque più sulle tue posizioni che di quelle del duo.............Per quanto riguarda Marino confesso di essere all'opposizione ma ultimamente non nascondo di aver apprezzato alcune sue mosse e di averle anche sottolineate in qualche mio intervento.Il fatto che tu mi solleciti ad aprirmi al contradittorio mi trova favorevole.Per questo spesso e volentieri ho pubblicato tuoi interventi su Marino.Tra l'altro se non ricordo male credo di averne scritto uno che a te è pure piaciuto.Ma non cerco comunque il tuo consenso.Cerco solo di portarti alle mie conclusioni che sono le seguenti:
Marino pecca spesso e volentieri di vanagloria e di superficialità comportamenti dettati secondo il mio modestissimo parere da un ego gigantesco.Questo lo porta anche a circondarsi di persone facili ed addomesticate,passami il termine,più facili a dirgli sempre di si piuttosto che a contraddirlo.Sua grandissima pecca è stata quella di aver trascurato i problemi delle periferie e di Mafia Capitale.Su entrambi i fronti sta recuperando ma la sua strada è in salita.Mentre mi è piaciuto come si è comportato con i vigili,ma il braccio di ferro che ha iniziato con loro sta portanto al collasso la città.A mio avviso potrebbe trovare un compromesso sacrificando il comandante Clemente.Ma qui subentra l'ego.
Ora sono stanco e ti do la buonanotte.
Mimmo
----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 16-feb-2015 15.21
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: Re: Re: Re: Re: I: febbraio/2 2015

Mimmo, tutto quello che vuoi... Tieni però presente che io sono piuttosto anzianotto.
GC

Il giorno 16 febbraio 2015 15:18, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:
Quanto tempo mi dai ?

----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 16-feb-2015 15.04
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: Re: Re: Re: I: febbraio/2 2015


Io invece sento il bisogno di aggiungere un'altra osservazione. Ma come hai fatto, perché, con quali motivazioni ti è venuto di approvare e appoggiare il documento con il quale ........e la sezione Anpi del Circolo vi dissociate dall'Anpi romana che ha deciso di contestare CasaPound, Giorgia Meloni e Salvini? Insomma: quale è il tuo reale punto di vista su Marino, e quello sul ruolo che deve svolgere oggi l'Anpi?
Ti sarò grato se mi vorrai rispondere.
GC

Il giorno 16 febbraio 2015 14:12, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:
Ho capito Gian.Mi sembra che rimaniamo entrambi sulle nostre posizioni.Non aggiungo altro perchè ormai ci siamo detti tutto
Ciao
M.

----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.comData: 16-feb-2015 13.57
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: Re: Re: I: febbraio/2 2015

Mimmo Mimmo, figurati quanto me frega di fare la sentinella pro Marino. Ma che le tue sette piaghe di Roma siano critica nei suoi confronti costruttiva... via! Figuriamoci allora se tu avessi deciso di scriverla negativa..! Poi la questione del comitato di redazione la devi chiarire tu: Se la vogliamo prendere sul serio i componenti dovrebbero preliminarmente leggere e poi decidere insieme cosa pubblicare. Se invece chi ne fa parte viene chiamato a leggere ciò che è stato deciso di pubblicare, e poi può dire la sua il numero successivo, secondo me non può fregiarsi del titolo di redazione. Meglio a quel punto scrivere: hanno collaborato. Così almeno io la penso. Partecipare è bello, ma chi legge dall'esterno così è indotto a concludere che la linea editoriale, e i pezzi pubblicati, sono stati condivisi in partenza dalla redazione.
A più tardi
GC

Il giorno 16 febbraio 2015 13:41, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:
Allora ricostruiamo i fatti serenamente:
1.io prendo atto della tua volontà a voler condividere in anticipo il testo del nuovo numero di Tre Righe cartaceo e te lo invio,vedi testo della mia mail
2.Tu mi rispondi con un tuo pezzo su Marino
3.nulla mi dici degli altri articoli.Mi viene un sospetto,che tu mi puoi fugare,che tu ti sia fermato sul primo articolo e abbia scritto di getto il tuo
4.Ci può stare, ci mancherebbe,ma allora non sarebbe spirito da comitato di redazione ma di sentinella,nel senso buono ,di Marino e della sua politica
5.Io mi dichiaro d'accordo a pubblicartelo nel prossimo numero per ragioni obiettive, e non di critica nei tuoi confronti ,che ti ho elencato questa notte,magari confusamente perchè stavo dormendo
6.La linea del giornale è di critica costruttiva nei confronti del Sindaco Marino e di quella di Renzi.Bada bene:critica costruttiva e non becera.Proprio per questo mi fa piacere pubblicare il tuo testo nel primo numero di marzo e quindi successivo a quello che uscirà domenica
7.Se ti imbarazza o altro che ci sia il tuo nome nel comitato di redazione di questo numero e a questo punto anche degli altri,di volta in volta tu decidessi di pubblicare qualcosa, ti inseritò tra coloro che hanno collaborato al numero in questione
Ciao
M.

----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 16-feb-2015 11.08
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: Re: I: febbraio/2 2015

Scusami Mimmo, ma ad essere confuso francamente qui sono io. Se in Trerighe appare che c'è una redazione di cui faccio parte, e tu decidi di scrivere e pubblicare un attacco frontale a Marino, ho difficoltà ad accettare che mi si dica: nel prossimo numero, fra un mese, Trerighe pubblicherà la tua posizione al proposito. Così si può giustamente dire a un lettore: ma anche a chi fa parte della redazione? Essere pro o contro Marino è oggi a Roma una questione dirimente. Con tutta la libertà di critica nei suoi confronti ovviamente possibile e praticabile, dichiararsi drasticamente e duramente contro, addebitandogli la responsabilità di tutte le piaghe, significa compiere un gesto e una operazione ambigua e molto discutibile. Senza togliermi la possibilità legittima e sacrosanta di criticarlo, io non vorrei proprio essere confuso e assimilato alla canea di chi lo critica in modo del tutto sporco e strumentale. Io non dico che tu devi per forza essergli a favore, ma mi chiedo se la mia parte sia quella di prendere atto di quanto tu hai deciso di scrivere al proposito e pubblicare. Se Trerighe ha da essere un periodico monocratico, io faccio allora volentieri, se me lo chiedi, il collaboratore esterno.
Gian Carlo

Il giorno 16 febbraio 2015 00:25, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:
Ero convinto che non ti sarebbe piaciuta la mia risposta .Ora mi spiego.
Scusa Giancarlo ma tu hai avuto occasione di leggere l'articolo in anteprima e quindi giustamente hai scritto quel pezzo diciamo in difesa di Marino.Ora a me sembra coerente che lo pubblichi successivamente come appunto un' opinione che è scaturita dalla lettura del giornale.Un pò ,scusa il paragone,come ha fatto Gerace.Se no uno che legge non capirebbe.Invece in questa maniera avrebbe una sua logica.Se tutti avessero la possibilità di replicare in contemporanea a qualcosa che non si condivide non si capirebbe più niente e ogni giornale sarebbe pieno di chi dice una cosa e di chi dice esattamente l'opposto.Si creerebbe confusione.Almeno è quello che penso io.
Buonanotte
M.

----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 15-feb-2015 23.24
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: Re: I: febbraio/2 2015

Scusa Mimmo, ma un conto è pubblicare un numero di Trerighe in cui l'editoriale è un attacco frontale a Marino senza alcuna voce di divergenza e contrasto, un conto è pubblicare tale voce a un mese di distanza. Non credi?
GC

Il giorno 15 febbraio 2015 15:52, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:

Hai ragione.Pubblicherò il tuo pezzo nel numero di marzo in modo da dare spazio al contradditorio.Ovviamente non lo posso fare in questo numero.
Grazie
M,.
----Messaggio originale----
Da: gc.marchesini@gmail.com
Data: 15-feb-2015 11.35
A: "Domenico Fischetto"<domenicofischetto@virgilio.it>
Ogg: Re: I: febbraio/2 2015

Bè, io bilancerei il tuo pezzo iniziale con un minimo di contraddittorio, tipo quello che ti allego. Altrimenti Trerighe rischia di proporsi come foglio che fa la guerra a Marino, e rischieresti di trovarti percepito e collocato, senza volerlo, in una molto discutibile compagnia.
 
GC


Mi dispiace Mimmo, ma malgrado la tua elencazione puntigliosa delle piaghe che affliggono Roma (l'articolo a cui si fa riferimento è:Le sette piaghe del Comune di Roma pubblicato su www.trerighe.blogspot.com), io comunque e ancora sto dalla parte di Ignazio Marino. Tu forse pensi che se alle elezioni avessero vinto Sassoli o Gentiloni - o, dio scampi, Marchini - ci ritroveremmo noi cittadini romani messi meglio? I mali o piaghe che tu elenchi si sono accumulati e incancreniti ben prima della sindacatura di Marino. Sono la sua onestà e dirittura morale a far la clamorosa differenza, ad avere imposto un drastico cambio di rotta e l’emersione del letame accumulato nelle stalle. La priorità assoluta per Roma era il risanamento e la pulizia radicale dal marciume prodotto da Alemanno e predecessori, e da una complicità trasversale nella corruzione praticata come metodo di malgoverno. Marino ha rotto il giocattolo perverso e avviato il prosciugamento delle greppie, e per questo viene così furiosamente avversato. Certo, sul piano tecnico la sua squadra probabilmente non è il possibile meglio. Ma prima avevamo dei ladri esperti in malversazione e furto, oggi abbiamo un gruppo che sul piano delle capacità deve migliorare, ma almeno rispetta la cosa pubblica e cerca di valorizzarla e volgemmmmrla a beneficio dei cittadini. E questa per gli anni da cui veniamo non è per Roma una rivoluzione?


Il giorno 15 febbraio 2015 10:17, Domenico Fischetto <domenicofischetto@virgilio.it> ha scritto:
Gian ti allego la versione del prossimo numero cartaceo di Tre Righe per le tue osservazioni/integrazioni/correzioni.
Ciao
M.













VILLA BLANC:RIFLESSIONI IN RETE




                                         Un edificio minore di Villa Blanc:le stalle

Gian Carlo Marchesini
Quante cose si imparano con l’esperienza e cammin facendo…
Ad esempio: perché si fa opposizione contro la LUISS e il suo progetto di privatizzazione e devastazione di Villa Blanc? Perché si è convinti della bontà e necessità pubblica della battaglia, o forse perché la fila dei questuanti che si inginocchia ai suoi piedi è troppo lunga, e quindi conviene attaccarla in modo da essere percepiti come pericolosi e indurla a qualche offerta per sé vantaggiosa? Quanti sono, infatti,... quelli che all’inizio ingrossavano le nostre fila e poi all’improvviso sono scomparsi, e poi si è scoperto che nel frattempo dall’avversario duramente contestato avevano ricevuto un favore, un beneficio? Se non si considera in radice la politica stessa come il massimo e prezioso bene comune, un servizio volontario e gratuito, il più nobile e bello, perché si dovrebbe considerare Villa Blanc, o qualsiasi altra risorsa storica importante del territorio, una porzione inalienabile del bene comune e pubblico? Già: perché si fa politica?

 Hai ragione e pero' se tu riuscissi a moltiplicare i 1500 bambini per 100 o potresti combattere meglio o no? intendo dire che se li ci fosse il primo nodo italiano di una rete innovativa che attiva socialmente i bambini tu ti batte resti contro una università' sul suo terreno e alla pari.Ti basterebbero 150.000 soldatini


Gian Carlo Marchesini Sai, in questo paio d'anni di ricorsi e iniziative varie abbiamo raccolto circa 6000 firme di cittadini consonanti, più l'adesione dei consigli municipale e comunale unanimi. Il punto è che Luiss significa Confindustria, cioè poteri grossi e forti, e spesso anche arroganti e prepotenti, quindi è come combattere a mani nude contro chi le armi le ha pesanti... Mò, dopo avere perso il ricorso al Tar, siamo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. E la Luiss si rifiuta, malgrado le sollecitazioni di Marino, anche soltanto ad aprire un confronto.

OK .OK sto dicendo che forse potresti avere 150.000 adesioni in poco tempo se spostassi l'attenzione su un servizio innovativo per tutte le scuole della città' .Un servizio interattivo e creativo che si batte al livello di una università internazionale. Prova a capovolgere il contesto. Diventa più grande della potente LUISS e cosi fai felice Marino e Roma TUTTA.Credo che sia un tentativo da fareanon con le tecniche di lotta tradizionali che ti sfiancano e sono out
 
 Prova a non guardare l'aspetto fisico spazialmente limitato dai confini della villa contrapposto ai parcheggi. .Guarda alla lotta tra due concetti che sono di livello differente. La potenza della università non sta nella corruzione ma nella egemonia direbbe Gramsci o nel livello superiore di tecnologia direi io.Lei per definizione dovrebbe essere il tempio che sviluppa capitale umano creativo di alto livello . Sevtivstacchi dall'ottica delquartiere tu puoi fare di più' anche senza portare li' fisicamente migliaia di soldatini.I parcheggi forse hanno già vinto ma per farli si sono attaccati a un'idea nobilitante di Università' che e' spazialmente e tecnologicamente più ampia della tua

 
Villa Blanc simbolo e genio naturale di una proposta di fratellanza universale.
Villa Blanc è stata concepita e voluta, è nata e ha preso forma come luogo vocato all’incontro e conoscenza tra popoli, civiltà, culture. Dagli alberi ad alto fusto alle essenze esotiche, dalle forme architettoniche le più varie e meticce ai materiali in legno, ferro e ceramiche, quattro ettari di magnifico verde e il villino nobile centrale, più le sei strutture annesse sopra il giacimento sotto...stante delle antiche catacombe, sono un incrocio di storia del meglio creato in epoche diverse.
Villa Blanc è struttura perfetta come sede di visite, convegni, mostre e altre manifestazioni transculturali. A turno, per un periodo di un anno, con la regia del Ministero della cultura e la consulenza dell’Università, i diversi Paesi tramite le loro ambasciate potrebbero organizzare incontri, dibattiti, spettacoli, mostre e altre iniziative. E i destinatari sarebbero innanzitutto gli studenti di ogni ordine e tipo di scuola.
Villa Blanc ha vocazione e respiro universali, farne un luogo dove a pagamento i manager vengono accolti per specializzarsi in alta finanza è un progetto di impoverimento classista e limitativo. Mai come in questo periodo, con una crisi che è stata provocata guarda caso proprio dalla finanza speculativa, e che è accompagnata da una guerra tra culture e religioni, c’è bisogno di luoghi che promuovano l’incontro e il confronto, la comprensione grazie alla reciproca conoscenza. Roma si presterebbe al meglio in questo passaggio drammatico, può e deve assumere una missione e un ruolo positivo.
Villa Blanc potrebbe dare un ottimo contributo. Se solo i dirigenti di Confindustria e Luiss riflettessero meglio in termini non esclusivamente di mero profitto, ma di grande, planetario respiro. Non è quel che oggi è drammaticamente necessario, e si aspetta il mondo?

  • Carlo Alberto Rinolfi Va gia' meglio, manca l'innovazione che sconquassa l'avversario .
     
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    Carlo Alberto Rinolfi Perche' non scateni il potenziale creativo dei ragazzi del protettorato ? Ti ci vuole un ' idea straordinaria che faccia innamorare l'universo.
     
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    Fischetto Domenico Figuriamoci se non sono d'accordo con te.Solo una preciazione:non ci sono catacombe ma solo cunicoli di cui ci dovrebbe essere da qualche parte un filmato girato da Pietro De Laurenteiis ,oltre alle recenti ispezioni sotterranee promosse dalla Luiss
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    17 febbraio 2015

    L'APPROFONDIMENTO: INTERVENTO IN LIBIA ,I PRO E I CONTRO


    Mentre i fanatici dello Stato Islamico hanno conquistato gran parte della Libia e fanno sentire il loro fiato sul collo all'Italia,mentre in Italia si è scatenata la bagarre degli opinionisti da salotto,che dispensano le loro ricette dagli studi televisivi e radio,mentre il nostro governo balbetta dichiarazioni che vengono puntualmente smentite,mentre abbiamo finalmente capito che la Mogherini messa a capo della diplomazia europea non conta un fico secco,mentre la popolazione italiana vive l'indeterminatezza di un attentato che la potrebbe colpire da un momento all'altro,viste anche le minacce dirette che provengono dagli uomini in nero,la pubblica opinione è disorientata e spaventata.Cerchiamo di capire con il contributo di Affari Internazionali quali sono gli ambiti di manovra del Governo Italiano in questa situazione di emergenza per la sicurezza nazionale.
    D.F.

    da www.affariinternazionali.it

    Intervento in Libia, i pro e i contro
    Natalino Ronzitti
    12/02/2015
    più piccolopiù grande
    La Libia si trova ormai da tempo in una situazione di anarchia. È quello che in diritto internazionale viene qualificato come uno stato fallito (failed state). Il governo di Tobruk, che è generalmente riconosciuto come il governo legittimo dalla comunità internazionale, controlla ben poco.

    Le milizie la fanno da padrone, ingenerando insicurezza negli operatori stranieri, tanto che la produzione di petrolio è calata vertiginosamente. Vendite illegali di petrolio e traffici di armi aggravano la situazione, divenuta ancora più pericolosa con la proclamazione di un califfato islamico a Derna.

    C’è il rischio di una nuova Somalia a due passi dalle nostre coste, con tutto quello che ne può seguire per la minaccia terroristica. Il paventato dissolvimento della Libia con la nascita di due o più stati indipendenti non si è finora realizzato poiché le tribù e le bande armate non sono riuscite a organizzarsi in un modello statale, almeno secondo i canoni classici della comunità internazionale.

    Eubam e Unsmil
    I rimedi tentati dalle istituzioni internazionali non hanno finora avuto successo. A parte l’European Union Border Assistance Mission (Eubam), missione civile dell’Unione europea (Ue), le speranze maggiori sono riposte nell’opera delle Nazioni unite che agiscono mediante l’UN Support Mission in Libya (Unsmil). Si tratta di una missione non armata, di natura politica, volta a favorire il dialogo tra le varie componenti del mosaico libico che si sono incontrate recentemente a Ginevra.

    L’Unsmil, il cui mandato è stato più volte rinnovato dal Consiglio di sicurezza (Cds), opera sotto l’egida del Segretario Generale dell’Onu e del suo rappresentante speciale, Bernardino Leon. Non si tratta quindi di una missione di peace-keeping con il dispiegamento di una forza armata sul terreno.

    L’Italia, attraverso le parole del suo Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni e del Vice-Ministro Lapo Pistelli, ha dichiarato il suo appoggio a Leon e si è resa disponibile a un intervento militare, ma solo sotto l’egida Onu, escludendo ogni intervento unilaterale.

    In questa sede si indicano le opzioni ammissibili sotto il profilo del diritto internazionale e conformi alla nostra Costituzione.

    Legittima difesa
    Un attacco missilistico o di un gruppo terroristico provenienti dalla costa libica sul nostro territorio non è da escludere. In tal caso l’Italia avrebbe il diritto di reagire in legittima difesa, senza dover chiedere autorizzazione del Cds.

    Ormai è riconosciuto che la legittima difesa può essere esercitata non solo nei confronti di uno stato, ma anche di un attore non statale. La reazione potrebbe essere messa in atto dopo che l’attacco armato sia stato sferrato, ma anche nell’imminenza dello stesso, ad es. se fonti di intelligence dovessero accertare che i missili puntati verso l’Italia sono pronti a partire.

    Gli alleati potrebbero intervenire a fianco dell’Italia, che avrebbe il diritto di invocare l’art. 5 della Nato, ma anche l’art. 47 del Trattato Ue (troppo spesso si dimentica che, secondo tale disposizione, in caso di aggressione i partner europei sono obbligati a fornire all’aggredito aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso).

    L’azione in legittima difesa può durare per tutto il tempo necessario e comportare una presenza armata in territorio libico.

    Missione di Peace-Enforcement
    Di regola il peace-enforcement richiede l’autorizzazione del Cds. Esso comporterebbe uno stabile dispaccio di una forza multinazionale in territorio libico, con il compito di pacificare il territorio e ricostruirne il tessuto istituzionale. Tale forza potrebbe operare sotto l’egida del Segretario Generale dell’Onu, ma anche sotto comando di uno stato.

    L’Italia sarebbe il candidato più naturale. Si potrebbe però avere anche una missione congiunta Ue-Unione africana. Le difficoltà consistono nell’ottenere l’assenso di tutti i membri permanenti del Cds. La Russia, scottata dall’intervento Nato del 2011, difficilmente si pronuncerebbe a favore e quasi sicuramente opporrebbe il veto.

    Coalizione di volenterosi
    Si tratterebbe di un’operazione senza cappello Onu e quindi indigeribile per Gentiloni. Entrare in territorio altrui senza il consenso dello stato territoriale e senza l’autorizzazione del Cds è illegittimo, anche se vi sono fautori dell’intervento umanitario (tra cui non è da annoverare il sottoscritto).

    L’ancora di salvataggio (o se si vuole la foglia di fico) potrebbe essere costituita dal Governo di Tobruk, quantunque non si tratti di un governo effettivamente rappresentativo. Come dimostra l’esperienza (Kosovo, Iraq 2003), una risoluzione a posteriori del Cds potrebbe legittimare il fatto compiuto, sempre che Russia (e Cina) non si oppongano).

    Missione di peace-keeping
    A differenza del peace-enforcement, il peace-keeping ha come scopo il mantenimento della pace, senza prendere posizione tra le fazioni in lotta e la forza di pace non è autorizzata ad usare la forza, tranne a protezione dei suoi membri.

    Forse il peace-keeping potrebbe ottenere il consenso (o la non opposizione) della Russia, qualora fosse ancorato a un chiaro mandato. Sennonché la situazione libica richiede l’“imposizione” della pace, non il “mantenimento” di una pace inesistente! Molto dipenderà dall’iniziativa di Leon e dall’esito delle trattative politiche, al cui successo potrebbe essere condizionato il successivo invio di una forza di peace-keeping.

    Trattato italo-libico del 2008
    Un’eventuale azione militare italiana deve fare i conti con il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione del 2008. Esso contiene un paio di disposizioni che ribadiscono il divieto della minaccia e dell’uso della forza (art. 3) e stabiliscono il divieto di compiere atti ostili in partenza dai rispettivi territori (art. 4).

    Le due disposizioni furono superate con disinvoltura durante l’intervento del 2011. Esse non impedirebbero un intervento in legittima difesa o sotto l’egida delle Nazioni unite. Il solo dubbio potrebbe essere sollevato in relazione a un’azione armata non in legittima difesa e non autorizzata dall’Onu. Ma è sempre in vigore (o quantomeno sospeso) il Trattato del 2008? Questione complessa che non è qui possibile esaminare.

    In conclusione, il diritto internazionale offre sulla carta un ampio ventaglio di possibilità per un intervento in Libia a protezione dei nostri interessi. Ovviamente però, la legittimità internazionale deve essere coniugata con l’opportunità politica e la disponibilità economica. E queste sono un’altra cosa!

    Natalino Ronzitti è professore emerito di Diritto internazionale (Luiss Guido Carli) e Consigliere scientifico dello IAI.
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