4 maggio 2018

TEVERE CAVO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo




“Tevere Cavo” non è un insieme di tabelloni, un esercizio per dimostrare qualcosa a qualcuno, una raccolta delle tante tesi di laurea sul Tevere a Roma, un “riciclo” di progetti senza possibilità pratiche di realizzazione o qualcosa di simile.
E’ un grande disegno originale, coordinato, prolungato, con diverse finalità intellettuali e pratiche, materiali e immateriali.
 
Martedì 9 maggio, come da comunicato stampa allegato, convegno e inaugurazione della mostra “Tevere cavo: un progetto urbano per Roma”.
 
Il promotore di “Tevere Cavo”, in quest’occasione anche curatore della mostra, è il Prof. Antonino Saggio, che con il Direttore Prof. Orazio Carpenzano rappresenta il Dipartimento di Architettura e Progetto – DiAP dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” sia nel Consorzio Tiberina (di cui è Consorziato) sia nel Contratto di Fiume sul Tevere a Roma fra Ponte Milvio e Ponte Sublicio (di cui è Contraente, fra i sottoscrittori iniziali). Proprio nell’occasione della firma del Contratto di Fiume il 21 aprile scorso al WEGIL di Roma, oltre alla nuova iniziativa di “Tevere Cavo”, sono stati annunciati ulteriori impegni sul Tevere a Roma: verso la mostra internazionale di progetti passati (di grandi architetti e urbanisti), presenti e futuri?
 
Il percorso con il DiAP e con “Tevere Cavo” è lungo e approfondito, da molti anni. Non è casuale la firma del Contratto di Fiume da parte del DiAP, così come nel caso di ACEA ATO 2, che – dopo alcuni anni di interazioni con il Consorzio Tiberina – ha voluto inserire nel Contratto investimenti per 23 milioni di euro sulla qualità delle acque del Tevere.
 
Proprio 2 anni fa, per esempio, l’incontro del Presidente del Consorzio Tiberina con gli studenti del Prof. Saggio:
 
Da segnalare in questi giorni, per il lancio della mostra che sarà inaugurata il 9 maggio, il download gratuito del volume <<Tevere cavo: una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro>> (dalla su linkata pagina del progetto).

Comunicato stampa
La Facoltà di Architettura della Sapienza in collaborazione con il prof. arch. Antonino Saggio è lieta di presentare: la Mostra ed il Convegno di Architettura
Presso
Aula magna - Facoltà di Architettura “Sapienza” - via
Gramsci, 53 Roma
Titolo Mostra e Convegno
Tevere cavo un progetto urbano per Roma
Inaugurazione della Mostra e Convegno mercoledì 9 maggio 2018 alle ore 16:30 Durata della mostra: dal 9 all’11 maggio 2018
IL CONVEGNO
In data 9 maggio, alle ore 16:30, si inaugura presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza”, sede di via Gramsci 53, la mostra “Tevere cavo: un progetto urbano per Roma”. La mostra è curata dal prof. arch. Antonino Saggio, Ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana presso l’Università “Sapienza” di Roma, ed introdotta dal giornalista e scrittore Fabio Isman. Il convegno illustra il lavoro della cattedra del prof. Saggio denominato “Tevere Cavo”, in cui il Tevere, elemento sistemico, diventa una infrastruttura di nuova generazione basata su cinque principi fondamentali che vanno dalla multifunzionalità alla presenza di sistemi ecologici, dalla mobilità alla presenza di reti informatiche al rilancio del ruolo civico e simbolico del Tevere.
Presentano:
prof.ssa Anna Maria Giovenale, Preside della Facoltà prof. Luca Ribichini, Vicepreside della Facoltà prof. Orazio Carpenzano, Direttore Dipartimento Architettura e Progetto prof.ssa Alessandra Capuano, Presidente Area didattica 1 Interverranno gli Architetti:
Ph. D. Gaetano De Francesco
Livia Cavallo
Valerio Galeone
Selenia Marinelli
Valerio Perna
Alessandro Perosillo
Silvia Primavera
Giuseppina Rubino
Manuela Seu
Liborio Sforza
Gabriele Stancato
LA MOSTRA
Negli ambienti della Facoltà di Architettura, sede di via Gramsci, verranno esposti i progetti illustrati nel volume “Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro”, che raccoglie lavori di natura urbanistica e paesaggistica, di scala architettonica o di sistemazione e design urbano, con lo scopo di proporre idee innovative per stimolare la trasformazione di questo settore della città.
I progetti contenuti all’interno del libro rappresentano gli esiti dei Laboratori di Progettazione Architettonica e Urbana IV, Progettazione assistita dal computer - CAAD e delle tesi di Laurea, dall’anno 2012 al 2018.
“Tevere Cavo” sito ufficiale www.arc1.uniroma1.it/saggio/TevereCavo/

#Teverecavo

per ulteriori informazioni contattare l’Arch. Manuela Seu e-mail: manuela.seu@gmail.com cell.: 347 9814874

3 maggio 2018

Dai giornali di oggi 3 maggio



Alta tensione tra Di Maio e Salvini. “Noi vogliamo tornare al voto, la Lega no, forse ha qualche problemino con i soldi – attacca Di Maio – Ho il dubbio che ci sia un rapporto economico tra Lega e Berlusconi” (Messaggero e tutti). Ma la base spinge per un’allenza con la Lega (Messaggero). Contraria al ritorno alle urne anche una minoranza del M5S: “Meglio restare all’opposizione”. Salvini minaccia querele e rilancia: “Incarico a me, poi i numeri del governo li trovo in Parlamento” (Messaggero e tutti). In realtà spera sempre in un’intesa con i 5Stelle, mentre Berlusconi è convinto che quella strada sia preclusa.
Nel Pd lo scontro è tutto interno e si consuma oggi in direzione. Renzi mitraglia contro il M5S: “Fuori dal mondo un partito con i grillini”. E denuncia il piano dei big dem (Messaggero). Martina vuole la fiducia, ma la conta potrebbe far esplodere il partito. Per Repubblica ormai contro Renzi sono schierati tutti i big del partito, Gentiloni compreso. Anche Veltroni, Minniti e Sala per il reggente; la Boschi in campo per Renzi che teme il ribaltone.
Con la radicalizzazione dello scontro tra avversari e le spaccature in casa Pd, Mattarella medita un piano B: nuove consultazioni per un governo di tregua guidato da una persona terza. Il Messaggero a riguardo fa i nomi di Lattanzi (Consulta) o Pajno (Consiglio di Stato): il timore è non solo essere deboli a Bruxelles per trattare sul bilancio comunitario ma anche di non riuscire a preparare la legge di Stabilità entro l’autunno. Il Corriere parla invece di un possibile pre-incarico per traghettare il Paese almeno fino a dicembre: potrebbe andare a Giorgetti (Lega). Oppure il compito di traghettatore potrebbe essere riservato a Gentiloni
Calenda al Corriere: “Serve una legislatura di riforme, per uno Stato forte che sappia proteggere, investire e implementare le decisioni, con una clausola di supremazia che tuteli l’interesse nazionale dai veti locali.. Proviamo a fare un governo istituzionale e un Parlamento che chiuda le seconda repubblica e aprano la terza in modo ordinato in tre punti: legge elettorale a doppio turno, clausola di supremazia e un po’ più di federalismo. Tempo un anno e mezzo poi si vota”. Segreteria “costituente” anche per il Pd, “della quale facciano parte Renzi, Gentiloni, Letta e altri ex segretari del Pd. Che ci si confronti li e poi si esca con una posizione unica”.
Rosato al Messaggero: “Martina continui a fare il reggente fino all’assemblea del Pd. Il Pd deve rivendicare il suo ruolo terzo rispetto a M5S e Lega. Poi dobbiamo are una mano al lavoro del presidente Mattarella. Adesso le elezioni non servono”.
Maroni a Italia Oggi: “Legislatura nata morta, una data buona per votare potrebbe essere domenica 7 ottobre con una legge elettorale votata da Lega e M5S: una legge elettorale con premio di maggioranza e doppio turno sul modello dei comuni. Di Maio e Salvini si disputerebbero i ruoli più importanti: chi vince governa, chi perde fa il capo dell’opposizione”. Quanto al centrodestra, “si potrebbe pensare a una Forza Lega con Salvini premier: sarebbe un modo per tenere tutti insieme”.

2 maggio 2018

I DAZI USA

I Dazi USA contro gli alleati altantici ed il Giappone . Cosa significano in realtà ? I Dazi sono delle imposte che uno Stato può imporre alle merci di importazione ,prodotte da Paesi esteri . La loro funzione economica è quella di proteggere le stesse merci prodotte dal mercato interno che al momento dell'offerta sul mercato ,si presentano con un costo di acquisto più elevato che ne scoraggia la domanda . L'economia moderna non ama i dazi perché a fronte un'artificiale difesa del prodotto interno, che alla lunga danneggia la stessa economia nazionale interna ,che perde competitività perché, private dalla concorrenza ,i prodotti legati a tecniche di produzione non innovate diventano obsoleti. I Dazi contrastano anche cin la logica e lo spirito di Istituzioni mondiali come WTO un tempo molto voluto dal capitalismo anglosassone al tempo della espansione della Globalizzazione voluta in primis  per l'appunto da USA e mondo anglosassone. Allora oggi cosa è cambiato in realtà ? Domanda spontanea e semplice rispetto alla quale c'e una risposta complessa .Vediamo di cosa si tratta .
I Dazi ,secondo l'analisi di attenti analisti sono soltanto un aspetto del problema . Con linguaggio della Politica potremmo dire che costituiscono il terreno di scontro convenzionale dove la posta in gioco in realtà è un'altra e molto, molto più importante direi decisiva ed esistenziale .....di che cosa si tratta quindi ? Si tratta dello scontro epocale e terribile tra l'indebolita egemonia USA e la crescente egemonia cinese. Alla fine riecheggiando un vecchio film su alcuni "immortali " che si sfidavano a singolar tenzone attraverso i secoli.... ne resterà in piedi ....solo uno. La Cina ha lanciato la sua offensiva mortale per l'egemonia USA . Si tratta del OBOR "One Belt ,One Road" ossia della "Nuova Via  della Seta  " un asset commerciale e finanziario che va dal Mar di Cina, Asia ,Africa ,Eurasia e corre fino alla Spagna ,passando dal Baltico. Un mercato che raccoglie un 1/3 del PIL mondiale, 2/3 delle risorse naturali ,64 nazioni ed la maggior parte della popolazione mondiale . In breve gli USA diventerebbero insignificanti e periferici ....possono oggi gli USA che ancora sono la più potente economia ed hanno il più potente esercito del mondo, accettare di diventare irrilevanti e marginali ? Non a caso un famoso politologo USA ,alcuni anni fa scrisse un famoso saggio nel quale prendendo atto dell' inevitabile declino USA ,aveva  preconizzato per il gigante USA un destino come quello che era toccato all' impero Bizantino incalzato prima dagli Arabi e quindi dai Turchi . Tutti sappiamo come finì quella Civiltà .Essa tuttavia durò rectius sopravvisse  quasi mille anni .......Gli USA hanno chiaro che non potremmo reggere la loro supremazia ancora a lungo, salvo casi eccezionali non previsti dall' attuale status quo dove sostanzialmente tacciono i cannoni ,salvo qualche guerra per procura . In questa ottica deve essere inquadrato anche la politica USA tesa ad affermare una presenza egemonica in medio oriente contro un memico di volta in volta utile alla bisogna ieri l'Iraq un tempo loro alleato ,oggi l'Iran . Dividere e spezzare il medio oriente per impedire il decollo della Via della Nuova Seta  . Mala Tempora Currunt . Questo rappresenta il "Nuovo Grande Gioco " del XXI secolo sviluppato in Asia, come nel.XIX secolo ,gli Inglesi giocarono in Asia . Quello USA è molto più grande e molto più decisivo e molto più pericoloso ,per tutti Noi, di quello praticato dagli Inglesi nel XIX secolo. Facendo un verso ad un altro grande film....potremmo dire " questa è la politica internazionale ,bello mio...." speriamo di non farci male o malissimo come temo possa avvenire . Buona giornata a tutti.
Luca Giordano per Tre Righe .

1 maggio 2018

PRIMO MAGGIO SUL TEVERE

 
 
 
Oggi Primo Maggio 2018, dopo la firma in altra significativa data (il giorno del Natale di Roma 2018), può dirsi ufficialmente “realizzato” il Contratto di Fiume sul Tevere a Roma da Ponte Milvio a Ponte Sublicio, secondo la definizione data nella Deliberazione della Regione Lazio di <<Istituzione dell'Assemblea e dell'Osservatorio Regionale dei Contratti di Fiume, di Lago, di Costa e di Foce del Lazio>>: “realizzati” sono quelli nei quali il Contratto è sottoscritto e le azioni previste dal Programma d’Azione sono in corso di attuazione.
 
Quanti sono i Contratti di Fiume realizzati in Italia? Non vi è un dato sul sito del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume (http://nuke.a21fiumi.eu/). E’ possibile che ci giunga risposta (http://nuke.a21fiumi.eu/Contatti/tabid/68/Default.aspx è nell’indirizzario di questo sistema di partecipazione on-line). Ma che si tratti di poco più di una decina, rispetto a centinaia annunciati o con Manifesti sottoscritti, è stato riferito nella recente occasione pubblica al Senato sul Tevere a Roma (http://www.idrotecnicaitaliana.it/images/pdfcalendario/RM181502.pdf) dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Centrale, Erasmo D’Angelis.
 
Unico “realizzato” di certo nel Lazio, Regione cui è stata ufficialmente comunicata l’iniziativa e dalla quale si attende risposta per illustrare nei dettagli, se possibile in occasione pubblica, il ricchissimo “Programma d’Azione” fin qui elaborato dai Contraenti, a partire dai 23 milioni di euro di interventi a favore della qualità delle acque di ACEA ATO 2 (con cui si intrattiene un rapporto costruttivo e continuo da anni), ai provvedimenti sulla sicurezza, agli investimenti e alle attività “in natura” dei privati, alle iniziative dei Municipi da coordinare – com’è naturale che sia – all’interno di un atteso Protocollo fra Regione stessa e Roma Capitale; anche a quest’ultima Amministrazione è stata effettuata, com’è ovvio, analoga notifica e richiesta di illustrazione.
 
Contratto di Fiume aperto a continui apporti, innovativo, finanziato attraverso fonti di vario genere (e non attraverso una cabina di regia tecnico-economica centralizzata in un’Istituzione sovraordinata), che introduce azioni materiali e immateriali (che altrimenti non sarebbero state svolte), in cui la partecipazione coinvolge di fatto decine di migliaia di persone e non, come a volte si legge nei report di iniziative sui Contratti di Fiume, poche decine (pur “riunitesi nel prestigioso e
suggestivo scenario di ……”, che si tratti di un castello o di un parco o di altro bel luogo). Le Associazioni aderenti, per quanto possibile, sono spinte a coinvolgere non solo i Legali Rappresentanti o i Delegati degli stessi, ma anche i propri iscritti e simpatizzanti.
 
Perché un Primo Maggio sul Tevere per questo Contratto di Fiume? Oggi le prime azioni del Contratto di Fiume previste dalla “scheda-progetto” della Associazione Sportiva Dilettantistica Discesa Internazionale del Tevere, che con la XXXIX Edizione della Discesa giunge come sempre a Roma nella giornata della Festa del Lavoro e che si è impegnata ad azioni pubbliche rivolte a tutti i cittadini. “Associazione cerniera”, si potrebbe dire, da sempre interessata alla salute di tutto il corso del Tevere, coinvolta per esempio nel progetto di Contratto di Fiume da Nazzano alla Foce (https://www.facebook.com/groups/ContrattodiFiumeTevere/members/). Che le interazioni montevalle siano curate al massimo anche nel Contratto di Fiume da Ponte Milvio a Ponte Sublicio, non solo in termini ambientali ed idraulici (cfr ruolo di ACEA ATO 2), ma anche di sensibilizzazione, è indicato a chiare lettere nel testo e sviluppato operativamente da vari Contraenti, come per esempio la Pro Loco di Roma, che coordinerà azioni con tutte le Pro Loco dei Comuni – anche piccolissimi – della regione Tiberina, verso un concetto di “solidarietà ecologica” sull’acqua sviluppato da anni nel Consorzio Tiberina anche dal Consorziato Fondatore UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, coinvolgendo capillarmente grandi numeri di cittadini per ridurre gli impatti e gli inquinamenti da monte a valle in tutto il reticolo del bacino idrografico tributario, i cui effetti si risentono a Roma da 6 Regioni.
 
Altro elemento di innovazione del Contratto di Fiume sul Tevere a Roma da Ponte Milvio a Ponte Sublicio sarà il monitoraggio continuo degli obiettivi attraverso un piano dedotto dal project management e dai sistemi di gestione, perché di sviluppare progetti e ottenere risultati concreti si parla. 
 
Nasce in questi giorni attraverso altra Delibera un Ufficio Speciale ad hoc e “su misura” della Regione Lazio, dedicato contemporaneamente ai piccoli Comuni e ai Contratti di Fiume. Anche se Roma non è un piccolo Comune, di certo per il Contratto da Ponte Milvio a Ponte Sublicio – nella sua innovativa peculiarità, che si andrà a inserire in progetti più vasti (una volta realmente “realizzati”, per così dire cacofonicamente) ottenendo nel frattempo risultati concreti immediati – l’interazione col nuovo Ufficio sarà forte.
 
Hanno aderito in questi giorni nuovi Contraenti, nella formula aperta adottata, in particolare http://www.consorziomipa.it/chi-siamo.html e http://www.studiocome.it/it, con cui sviluppare opportunità di “capacity building” e reperimento di fonti finanziarie dirette e indirette per gli obiettivi del Contratto.
 
 
Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina – copromotori del Contratto di Fiume
 
 
 
 
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I MAGGIO II



Primo maggio Festa dei Lavoratori .  Da alcuni anni il Primo Maggio è diventato ed è ricordato soprattutto per il "Concertone " a Piazza San Giovanni Roma e per alcune iniziative celebrative sindacali . Sarebbe il momento di dare al Primo Maggio una nuova cornice ,sarebbe il momento di porre nuovamente il Lavoro al centro di tutta la nostra vita sociale . In questi anni che vanno dal declino della prima Repubblica ad oggi il tema del Lavoro ,dell'occupazione ,dell'aumento della ricchezza prodotta dal lavoro ,della redistribuzione della ricchezza derivante dal lavoro ,della sicurezza nel Lavoro ,dei Diritti Sociali ,nascenti dal Lavoro ,ha avuto una battuta di arresto ed un appannamento che denuncia il sostanziale disinteresse per il Tema sociale più importante per un Paese che desidera essere e rimanere un Paese civile e giusto . L'affermarsi della ideologia neo liberista che ha preso il sopravvento anche in Italia all' indomani della stagione di Tangentopoli ha fatto il resto. Tutto ciò che "odorava"di pubblico ,sociale e socialista o socialdemocratico ,veniva visto,letto ed interpretato come " vecchio e superato " . Era stata" l'abile narrazione " neo liberista che proponeva il "Mercato " come il "mantra " la "deregulation " come la norma . È da quel momento che il tema della Contrattazione Collettiva Nazionale " entra in crisi  ,è da quel momento che la struttura dei controlli sulla sicurezza nel mondo del Lavoro subisce uno stallo ed un crescente disinteresse.  Oggi ci dichiariamo sorpresi se dall'inizio dell'anno ,registriamo in Italia già oltre 157 morti sul lavoro .In verità dobbiamo ricordare a noi stessi che già da molti anni il nostro Paese registra annualmente oltre 1.500 morti sul lavoro . È questo il bollettino di una guerra dimenticata e nascosta ,atteso che la tragedia dei morti sul lavoro ,non viene denunciata ed affrontata come si dovrebbe in un Paese civile.  Due aziende su tre in Italia dopo un controllo sugli standard di sicurezza ,sono state trovate non in regola con i parametri e le norme sulla sicurezza sul lavoro . Non è un mistero che gli organici della Polizia Giudiziaria che dovrebbe controllare il rispetto delle norme sul lavoro sono sotto dimensionati ed insufficienti . Le morti bianche sul lavoro quindi non sono una fatalità ,oppure un doloroso costo collaterale ,come qualcuno con indiscutibile cinismo vorrebbe far credere , le morti sul lavoro in Italia ,sono frutto e conseguenza di una negligenza e insipienza che si è insinuata e sovrapposta nel nostro sistema di prevenzione e controllo nel sistema della sicurezza nei luoghi di lavoro . L' introduzione dell' Euro ha di fatto ridotto il potere di acquisto del lavoratore . Per rendersene conto ,riflettete un attimo al costo ad es. di una autovettura modello Panda costruita e venduta nel nostro Paese ancora ai tempi della Lira ed oggi al tempo dell'euro . La Panda costava nel modello " confort " circa 11 milioni della vecchia lira, oggi credo che costi oltre 15.000 euro ,se non di più . In termini reali il prezzo dell 'auto è più che raddoppiato ma e questo è il punto il salario dell' operaio della catena di produzione della Panda è rimasto sostanzialmente invariato . Mentre la Panda raddoppiava di costo, il salario dell'operaio che a Mirafiori od altrove costruiva l'auto nella catena di montaggio è stato soltanto convertito dalla vecchia divisa alla nuova l'euro . Chi ha fatto proprio il profitto di questo aumento di valore ? Non certo l'operaio salariato . È questo il vero tema del lavoro nel nostro tempo. L'euro ,il pensiero e la prassi neo liberista ,la "deregulation " delle norme ,dei presidii ,delle garanzie e degli ammortizzatori sociali e dei diritti sociali e sindacali ,spiega e chiarisce ,se ce ne fosse ancora bisogno che nel nostro Paese come del resto altrove in Europa ed in Occidente c'è stata una rivoluzione in sordina ,una rivoluzione soft ,che ha impoverito le nostre vite e reso meno sicure le nostre esistenze . Questa rivoluzione è accaduta sotto i nostri occhi alla luce del sole ,mentre noi ignavi ,pensavano ad uno stile di vita edonista e disimpegnato  ,come suggerito artatamente dalla "narrazione di parte del nuovo potere economico " .Si trattava come è ovvio di una balla atteso come è sotto gli occhi di tutti oramai anche dei " non vedenti " che oggi siamo più poveri ,molto più poveri e meno garantiti di ieri.  Si, appunto ieri si celebravano i venticinque anni dal tiro delle monetine addosso a Bettino Craxi davanti l'Hotel Raphael di Roma nei pressi di Piazza Navona . Seguì Tangentopoli ,la fine fella prima Repubblica ,la fine dell'Italia basata sui Partiti Popolari di massa ,la fine del finanziamento pubblico alla politica.  E' stato un caso che almeno in Italia il neo liberismo e lo scardinamento dello stato sociale ed il ripiegamento del pubblico abbia coinciso con tangentopoli e la fine della Repubblica ,basata sui Partiti ? Ponetevi un attimo questa domanda ,riflettere e datevi da soli una risposta . Oggi l'ascensore sociale in Italia è più facile e garantito di venticinque anni fa ? oggi il Italia la ricchezza è meglio ridistribuita di venticinque anni fa ? Oggi in Italia la ricchezza privata in economia ,in politica ,nella vita pubblica ,conta meno di venticinque anni fa ? Oggi il Paese e le nostre vite stanno meglio di venticinque anni fa ? Ognuno di noi si dia da solo una risposta. Siate sinceri con voi stessi e vi renderete conto che siamo stati ingannati .La rivoluzione neo liberista non ha mantenuto le sue promesse ,era soltanto un'ideologia coerente e conferente alla tutela degli interessi di una classe sociale ,avida e rampante sulle altre ,che non sono state in grado di reagire a questa violenza rapace ed ingiusta  .Guai ai Vinti.
Luca Giordano per Tre Righe .
 
 
 
 
 
 
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Dai giornali di oggi 1 maggio

Buon primo maggio da Tre Righe

Tentazione elettorale: Di Maio cerca Salvini e spinge per il ritorno al voto a giugno (Avvenire e tutti). Salvini accetta la sfida: “Lavoro per un governo, ma le elezioni sono più vicine”. Il leghista punta su un governo-ponte per le elezioni in autunno (Stampa). E arriva lo stop del Quirinale sul voto immediato: a giugno è già impossibile per effetto della legge sul voto degli italiani all'estero (Corriere). Al Colle si ragiona su un governo di tregua (Giornale), guidato da una figura terza. Un esecutivo istituzionale a tempo per le urne dopo l'estate (Repubblica). L'obiettivo sono le riforme, in primis riscrivere Rosatellum e bloccare rialzo dell'Iva (Messaggero).
Il centrodestra, dopo il successo elettorale in Friuli torna a chiedere un incarico di governo (su tutti). Salvini avverte: “Per il governo tocca a noi”. Ma non insisterà sul suo nome (Repubblica). E torna l'ipotesi Giorgetti (Messaggero). Ma mancano 55 voti alla Camera e oltre 20 al Senato. Secondo il Corriere ora per i leghisti sarebbe più facile trovare i numeri mancanti, ma Salvini non vuole sostegni “mercenari”, anche perchè il governo che ne nascerebbe sarebbe esposto alle defezioni e non avrebbe la forza per fare “quello che serve al Paese”. Inoltre il Colle non ha intenzione di assegnare incarichi al buio, né di formare governi di minoranza (Corriere).
Nel M5S si punta alle urne. “Siamo gli unici a non aver paura del voto – dice il parlamentare 5S Sibilia al Messaggero -. Non si può fare altro visto che il centrodestra è ostaggio di Berlusconi e il Pd di Renzi”. Ma il flop in Friuli dei grillini, che dal 4 marzo hanno perso 17 punti percentuali, fa scattare i primi malumori. L'idea delle urne agita i grillini (Corriere). Il video con cui Di Maio chiede il voto  rappresenta l'addio al sogno di Palazzo Chigi  (Repubblica). Ma Grillo e Di Battista lo difendono: “Il suo entusiasmo non è bramosia di potere” ha scritto il fondatore. Ma sul web in molti invocano il ritorno di Di Battista, che invece scrive: “Tutto il Movimento ha il dovere di sostenere Luigi e la scelta di tornare al voto”.
Nel Pd, è resa dei conti dopo le parole di Renzi. Il partito ora rischia l'implosione (Stampa). Martina contro Renzi: “Partito ingovernabile” (su tutti). Alta tensione in vista della direzione, con Franceschini che attacca: “L'ex segretario è un Signornò irrispettoso, adesso fare chiarezza”. Ma arriva la replica di Renzi: “Continuo a dire la mia”. Secondo Guerzoni (Corriere) Renzi ha scelto la linea dura per spezzare le sirene grilline, e ora sta portando avanti i contatti con Salvini per spingere su un governo che lavori su riforme costituzionali, doppio turno e semipresidenzialismo. L'ex capogruppo dem Zanda al Corriere: “L'atteggiamento di Renzi fa male al Pd. Serve con urgenza un congresso serio e ben preparato, che dia atto del profondo cambiamento dei nostri equilibri interni”.

Tutti gli “indifferenti” oggi siamo costretti a chiamarli Onorevoli






 
“Non riescono a liberarsi di lui, la pagheranno”, dice Di Maio riferendosi al gruppo dirigente del PD dopo la chiusura di Renzi al Movimento 5 Stelle ieri in diretta da Fabio Fazio.
Matteo Renzi è tornato in scena, o meglio non è mai uscito. Ha deciso autonomamente la linea politica del Partito Democratico scavalcando il reggente Martina e tutta la direzione nazionale che si riunirà il 3 maggio. È vero che al Nazzareno non riescono a liberarsene, anche perché – almeno fino a prova contraria – ha la maggioranza del partito e la maggioranza dei parlamentari. Quello che stupisce non è tanto il senatore di Firenze-Scandicci che, in odo coerente, non guarirà mai dal suo egocentrismo ipertrofico che lo porta addirittura ad affidare la responsabilità della catastrofe del centrosinistra agli elettori italiani, quanto la cosiddetta minoranza dem. Un continuo lamento, una continua elencazione dei fallimenti dell’ex segretario, una continua e spasmodica ricerca di visibilità purché non vi siano responsabilità da assumersi. Cosa aspettano? Credono forse di poter vincere il prossimo congresso? Idea molto poco aderente alla realtà vista l’ultima schiacciante vittoria di Renzi lo scorso anno. Gli iscritti al PD sono tutti renziani per convinzione o per convenzione, ma certamente non intendono sostenere i vari Orlando, Cuperlo o Franceschini che proprio oggi ha scritto un post sulla sua pagina Facebook: “È arrivato nel PD il tempo di fare chiarezza. Dalle sue dimissioni Renzi si è trasformato in un Signornò, disertando ogni discussione collegiale e smontando quello che il suo partito stava cercando di costruire. Un vero leader rispetta una comunità anche quando non la guida più”.
Sembra molto riduttivo, però, fare chiarezza soltanto nel partito del Nazzareno mentre il resto della sinistra sembra essere in balia degli eventi e completamente privo di obiettivi e contatti con la realtà. La sinistra extrapd riesce infatti ad affermarsi, seppur con percentuali minime, laddove si afferma anche il Partito Democratico e scompare dove lo stesso PD è più debole. 
Il vento è cambiato, ma non si tratta di mucche nel corridoio o di tacchini sul tetto. Semplicemente in Italia si sta affermando un nuovo bipolarismo: da una parte il centrodestra a trazione leghista e dall’altra il Movimento 5 Stelle. Per cui se si tornasse al voto il centrosinistra scomparirebbe dallo scenario politico e culturale del Paese. 
Agli Italiani interessano ben poco le perpetue discussioni sterili del mondo della sinistra. Discussioni che hanno di fatto anteposto, ormai culturalmente, i personalismi ai programmi e alle strategie elettorali e da questo evidentemente non sono immuni neanche gli scissionisti e i loro compagni di viaggio. 
Manca la sinistra, quella vera. Manca la cultura della lotta e del governo. Manca una classe dirigente degna di essere definita tale, che studi e che stia nel “gorgo della storia”. Manca una visione del mondo, la coerenza tra il pensiero e l’azione. Manca la politica e tutti gli “indifferenti” oggi siamo costretti a chiamarli Onorevoli.
Maura Pisciarelli