5 gennaio 2016

Recensione film:FRANCOFONIA-IL LOUVRE SOTTO OCCUPAZIONE di Aleksandr Sokurov




Durante  queste festività natalizie,Tre Righe ha ecceduto  nel pubblicare qualche  recensione in più rispetto al consueto  appuntamento settimanale del sabato.Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che un bel film aiuta a sentirsi bene con sè stessi e con gli altri  e soprattutto stimola la riflessione.Per questo ,approfittando del maggior tempo libero a disposizione,abbiamo cercato di suggerirvi ,con il prezioso aiuto di Ghisi, film di qualità appena usciti nelle sale cinematografiche di Roma.Coerentemente con questo spirito,  ci preme sottolineare che su questo giornale non compariranno mai recensioni di film assimilabili al cinepanettone che tanto entusiasmo governativo sta suscitando in questi giorni accompagnato anche da un più che discreto successo di incassi.
Oggi vi proponiamo la recensione dell'ultimo film di Sokurov.
D.F.

                                                Locandina Francofonia - Il Louvre sotto occupazione                                                             


Grande appassionato d’arte, Aleksandr Sokurov gira un film sul Museo del Louvre negli anni ’40, un po’ come in qualche modo, aveva voluto fare nel 2002 con “Arca russa” sull’Hermitage di San Pietroburgo.
In “Francofonia – Il Louvre sotto occupazione” ci sono tre o quattro storie parallele (ed epoche diverse) che s’intrecciano.
C’è l’io narrante – doppiato dal bravo Umberto Orsini –un regista chiuso in uno studio con un computer e collegato tramite skype a un mercantile che trasporta containers d’arte attraverso l’Oceano durante una tempesta.
Ci sono spezzoni di film di repertorio sugli anni ‘40 ai tempi dell’occupazione nazista a Parigi, della fuga dei francesi verso le campagne e della Repubblica di Vichy con il maresciallo collaborazionista Henry Philippe Petain.
C’è anche il film girato dal regista, una sorta di remake della storia, con ammiccamenti alla nouvelle vague francese.
C’è un livello onirico nel quale girano gli ossessivi fantasmi notturni di Napoleone e di Marianne, simbolo della Rivoluzione francese, fuoriusciti da quadri del Louvre.
C’è inoltre la testimonianza del passato più remoto rappresentato dalle opere artistiche come ad esempio le sculture e bassorilievi Assiri.
Quante cose, forse troppe: il film finisce per essere un racconto farraginoso di difficile lettura. Personalmente, sarei stata più interessata a un bel documentario sul Louvre dall’inizio alla fine.
La nota più dolente del film, a mio avviso, è l’interpretazione politica che Sokurov fa dei personaggi storici che si chiarisce maggiormente nel finale. Già il maresciallo Petain è stato presentato in maniera giustificatoria come un anziano brav’uomo di origini umili che credeva di fare il bene della popolazione stringendo i rapporti con Hitler, ma la ciliegina sulla torta ci sarà con una proiezione in avanti sul futuro dei due protagonisti. In modo quasi irritante, il curatore del Museo Jacques Jaujard è rappresentato come un grigio burocrate mentre il comandante nazista, il conte Franziskus Wolff-Metternich, fa una figura trionfale: colto, francofono, esperto d’arte si contrappone alle direttive del comando tedesco per salvaguardare le opere d’arte dei francesi e lasciarli al Museo.
Alla faccia della “banalità del male”, c’erano perfino i nazisti buoni e coraggiosi!

 Ghisi Grütter

4 gennaio 2016

EMERGENZA GUANO:ANCHE AL VERANO CHIEDONO PARI TRATTAMENTO





                                               LE MURA DEL VERANO, lato via Tiburtina

Stamane , in redazione, nella cassetta della posta abbiamo trovato  una busta   che conteneva una lettera.La busta non era affrancata, quindi evidentemente era stata recapitata a mano.
Con nostro grande stupore la lettera era stata inviata da zio Rate.E allora ?Dov’è la meraviglia? Cari lettori lo zio Rate è morto da più di quindici anni e riposa in pace ,almeno lo credevamo fino all’arrivo di questa lettera, nel cimitero del Verano,proprio di fronte la sede della nostra redazione ,in Via Santa Ciriaca.
 Questo il testo della lettera :

Caro Mimmo,
lo so che è inconsueto ricevere lettere da un defunto.In genere si appare in sogno.Ma io non sono  abilitato ad utilizzare  questo genere di comunicazione .Tra noi trapassati,c’è una specie di regolamento e a me,che sono stato un artista e un compositore,se voglio collegarmi con gli umani,bada bene una volta soltanto ,mi tocca scrivere.Quindi capisci bene che se mi sparo  questa unica possibilità ,é perché sono allo stremo e non ce la faccio più.Come tu sai,a proposito grazie per i fiori che mi hai portato a dicembre (mai una volta che venissi il 2 di novembre!),i miei resti mortali sono sepolti in una piccola tomba al Verano.Niente di pretenzioso.Ci sto bene,anche largo visto che gli altri che mi fanno compagnia occupano poco spazio perchè sono stati cremati.
Dunque riassumendo:sto bene,la tomba è in una posizione centrale,ho sempre gente che gira intorno, e ora che tu lavori qui vicino ,per me è un conforto.Ma non posso più tenermela.Passi per i rom,nomadi ,zingari o camminanti come li vuoi chiamare tu che si sono insediati lungo le mura del Verano.Un vero e proprio villaggio.Lo sai: in vita  sono sempre stato tollerante e quindi sopporto a denti stretti (nel mio caso ,si fa per dire ) che questi  signori organizzino durante alcune notti  delle vere e proprie feste con altoparlanti a palla fino alle prime luci dell’alba.E’ poco rispettoso nei nostri confronti ma tutto sommato fanno compagnia.Sempre meglio di quelle lagne stonate  canticchiate  nella cappella!!
Ora però la misura è colma .C’era bisogno che l’emergenza guano fermasse la circolazione in alcuni viali del lungotevere per accorgersi che a Roma gli storni la fanno da padrone e che quando assolvono alle loro funzioni espulsive ,insomma cagano,creano dei problemi anche gravi?Allora che si sappia che, non solo io,ma quasi tutti qui al Verano,siamo esasperati dalla sporcizia che causano gli storni.Tombe letteralmente bombardate e sommerse dal guano,viali impraticabili,un puzzo che secondo me lo senti anche tu al giornale,e un cinguettio e uno sbattere di ali che dura tutta la notte.Insomma un inferno( e se te lo dico io che lo conosco,ci puoi anche credere).Allora non è possibile che come sempre si trovino le soluzioni per voi umani e che invece per noi,che non possiamo protestare,vada tutto bene.Non va bene per niente:pretendiamo pari trattamento!Vogliamo che le tombe siano ripulite,che i viali vengano spazzati come quelli del lungotevere,che gli storni vengano allontanati .Non è possibile che a rimetterci dobbiamo essere sempre noi perché stiamo qui zitti e buoni !
Quindi per favore datti da fare e fai in modo che ci venga riconosciuto un trattamento pari al vostro  e un maggior rispetto , come si addice alla nostra condizione.
Ti ringrazio anche a nome di tutti.

 Con affetto
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P.S.Un caro  saluto  a mia nipote  e ai ragazzi.

D.F.

3 gennaio 2016

S.LORENZO:LA SPECULAZIONE ABITA QUI?





Vi ricordate quel palazzone tra via De Lollis e Via Dei Dalmati proprio di fronte agli ex campi da tennis dell’Università?Ebbene quel palazzone ,sede di un ufficio del Ministero del Lavoro e poi occupato per diversi anni da famiglie di senza casa,è stato smontato senza alzare neanche un filino di polvere ed è destinato ad essere ricostruito “più forte e più bello che pria”.Le speranze del costruttore non andranno deluse.Mentre fior di palazzi appena costruiti ,si pensi a Ponte di Nona ed altri fuori dal Raccordo , stentano a decollare nel senso delle vendite e rimangono sul groppone e a carico (IMU e TASI comprese) dei costruttori,questo erigendo new building tra S.Lorenzo e l’Univeristà ha tutte le carte in regola per diventare un buon affare sia per il costruttore che per l’acquirente.
Per questo qualche settimana fa è comparsa la pubblicità che riproponiamo noi (senza essere stati pagati ovviamente).
 Per dovere di informazione ci corre però  l’obbligo di alzare un piccolissimo flag ad uso e consumo dei potenziali acquirenti.Lì sotto ,si proprio sotto le future fondamenta che dovranno  per forza di cose essere scavate ed anche in profondità se si vuol poi dare spazio ai previsti piani interrati da adibire a parcheggi, dovrebbe scorrere libero e  beato  un fiumiciattolo,una marrana.In poche parole ci dovrebbe essere dell' acqua.Ne sa bene chi si è dovuto occupare del restauro della Vetreria Sciarra ,in Via dei Volsci, ora adibita a facoltà di lettere che ha dovuto interrompere in fretta e furia lo scavo per dei parcheggi.Lo sa bene il costruttore di quel" bellissimo" edificio che sarebbe dovuto sorgere nel cortile(grande però) in via dei Sardi 51.Ebbene abbiamo il sospetto che la marrana inizi il suo percorso naturale a S.Lorenzo da questo punto,in via De Lollis ,proprio sotto il futuro edificio.Non vogliamo  con questo assolutamente sconsigliare l’acquisto( per carità ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole),ma ci sentiamo in obbligo di invitare i futuri acquirenti alla prudenza e a  cautelarsi  almeno contrattualmente contro eventuali futuri intoppi che dovessero insorgere e che potrebbero rallentare o,peggio ,annullare o ridimensionare  il progetto della futura costruzione,come per esempio l’affioramento di una bolla d'acqua.
La prudenza , soprattutto quando ci sono in ballo i quattrini,non è mai troppa.
Domenico Fischetto

2 gennaio 2016

MATTEO ORFINI VISTO DA MARCHESINI


                                                                          Matteo Orfini


Matteo Orfini è un quarantenne che nella sua vita, a parte essere stato cooptato percorrendo tutti i passaggi e i livelli di un partito politico, non ha fatto nulla di significativo. Si è diplomato in un liceo, non si è laureato, poi ha fatto il segretario di un circolo del PD romano, per essere quindi chiamato da D'Alema a fargli da portavoce e poi a lavorare nella Fondazione ItalianiEuropei, quella buona a raccogliere fondi non dichiarati. E infine diventare parlamentare del PD e - addirittura! - esserne eletto nel 2014 presidente. E infine nominato da Renzi commissario del PD romano collassato dopo l'emersione di Mafia Capitale. Come se Matteo Orfini di quel PD non fosse un prodotto e il risultato. L'esemplarietà significativa di Matteo Orfini è dunque quella di essere stato in politica da sempre cooptato, nominato ed eterodiretto. Non è poco, ma non è niente più di quello. E allora come fa, e come può, e come si permette di giudicare Ignazio Marino un Sindaco inadeguato? Forse intende dire che Marino a Sindaco di Roma è stato eletto, e non cooptato o nominato? Matteo Orfini non è mai nato alla vita vera, non è mai uscito da un politico, partitico e separato liquido amniotico. E' quindi del tutto inadatto a dire o a fare altro.

Gian Carlo Marchesini

COLLEGATO AMBIENTALE:SCHEDA DI SINTESI




 Nel rinnovare ai nostri lettori gli auguri di Tre Righe per il nuovo anno appena iniziato,speriamo di fare cosa gradita riportando una scheda di sintesi sul  cosiddetto Collegato Ambientale, cioè il ddl recante "disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali",approvato recentemente insieme alla legge di stabilità.
D.F.

 



Il Collegato  contiene disposizioni che riguardano moltissime materie:  valutazione di impatto ambientale,  gestione dei rifiuti,  blue economy, prevenzione del dissesto idrogeologico, mobilità sostenibile e  appalti verdi, nonché norme volte a favorire il riuso dei materiali.
  • Bonifica amianto: via al credito d'imposta del 50%
Vengono introdotti incentivi per le imprese, attraverso il credito d’imposta del 50% delle spese sostenute e ripartito in tre quote annuali, a favore dei titolari di reddito d'impresa che effettuano, nell'anno 2016, interventi di bonifica dell'amianto su beni e strutture produttive. L'investimento dovrà essere di almeno 20.000 euro e avvenire sul territorio italiano. Limite di spesa complessivo della misura: 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Servirà un decreto attuativo da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Viene inoltre istituito un apposito fondo per promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici, con una dotazione finanziaria di 5,536 milioni di curo per l'anno 2015 e di 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Anche qui servirà un decreto attuativo del MinAmbiente.
  • Fine vita fotovoltaico
Si prevede che i sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) adottino per i pannelli fotovoltaici immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore della disposizione un sistema di garanzia finanziaria e un sistema di geolocalizzazione delle medesime tipologie di quelle richieste dal gestore dei servizi energetici (GSE) nel disciplinare tecnico adottato nel mese di dicembre del 2012 per il recupero e il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita.
  • Biomasse e biogas: via libera all'uso dei sottoprodotti da lavorazione olio e zucchero
I sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione e i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali sono inseriti nell’elenco dei sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione
  • 35 milioni per ciclabili, car pooling e mobilità sostenibile nelle città
I comuni con più di 100mila abitanti, anche in associazione, potranno presentare progetti per limitare traffico e inquinamento, che il governo finanzierà con 35 milioni di euro complessivi. I fondi saranno destinati a incentivare “iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di piedibus, di car-pooling, di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici”.
Si stanziano 5 milioni l'anno alla Regione-Emilia Romagna per il completamento del corridoio europeo EUROVELO 7, la riqualificazione ad uso ciclopedonale del vecchio tracciato ferroviario dismesso Verona-Bologna.
Grazie a modifiche normative chi usa la bici per andare al lavoro godrà dell'estensione dell'assicurazione Inail in caso di incidente.
  • Acquisti verdi della pubblica amministrazione -
Sarà più semplice per la Pubblica amministrazione fare acquisti verdi (Green Public Procurement). Le aziende in possesso di certificazione ambientale EMAS o Uni En Iso 14001 godranno di una riduzione della garanzie necessarie per accedere agli appalti per la fornitura di beni e servizi ecologici. Vengono inoltre delineati Criteri Ambientali Minimi da garantire nelle forniture all'amministrazione pubblica di pc, stampanti, carta per fotocopie, condizionatori, cartucce e toner, servizi per la ristorazione, pulizie.
Le lampade di tutti i semafori dovranno essere sostituite con LED, a consumo molto ridotto.
Per promuovere l'economia circolare, vengono agevolati gli accordi tra enti pubblici, aziende, associazioni per utilizzare, nella produzione, materiali di scarto e post-consumo. Le aziende in grado di fare innovazione, utilizzando nella produzione materiali provenienti dalla raccolta differenziata e dal disassemblaggio di prodotti scartati, potranno avere incentivi e credito d’imposta.
  • Un fondo per il rischio idrogeolgico
Viene istituito un fondo di 10 milioni di euro (per l'anno finanziario 2014)  e previsto un capitolo di spesa al MinAmbiente a disposizione dei Comuni, per rimuovere o demolire opere e immobili realizzati in aree a rischio idrogeologico elevato, in difformità o in assenza del permesso di costruire. Viene inoltre istituito un fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. La tutela dell’assetto idrogeologico entra nella fase di progettazione di ogni opera.
  • Rifiuti
Con varie misure viene penalizzato il conferimento in discarica, incentivata la raccolta differenziata, promossa la riduzione dei rifiuti non riciclati, del compostaggio domestico e di comunità (ospedali, mense, quartieri, ecc).
Si introduce il divieto di gettare, in strada, mozziconi di sigaretta, gomme da masticare e altri piccoli rifiuti, come fazzoletti e scontrini, i Comuni dovranno installare posaceneri.
Torna il “vuoto a rendere” volontario e sperimentale nei bar e ristoranti, per i produttori di birra e di acqua minerale.
  • Oil Free Zone
I Comuni, anche in associazione tra loro, potranno istituire delle Oil Free Zone: “un’area territoriale nella quale, entro un determinato arco temporale e sulla base di specifico atto di indirizzo adottato dai comuni del territorio di riferimento, si prevede la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie prodotte da fonti rinnovabili".



  • Strategia delle Green Community
Nasce la “Strategia delle Green Community”, comunità rurali e montane che si votano alla sostenibilità. Tra i pilastri delle azioni che queste comunità potrebbero intraprendere: gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno; gestione integrata e certificata delle risorse idriche; produzione di energia da fonti rinnovabili locali; sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali; costruzione e gestione sostenibile; efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti; sviluppo sostenibile delle attività produttive; integrazione dei servizi di mobilità.
  • Un nuovo marchio volontario “Made Green in Italy
Si istituisce un nuovo marchio volontario “Made Green in Italy” per indicare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti. Chi compra potrà privilegiare il “chilometro zero” certificato e le produzioni agricole e industriali sostenibili.

Recensione film :IL PONTE DELLE SPIE di Steven Spielberg


Locandina Il ponte delle spie



“Il Ponte delle spie” si presenta come un bel “filmone” americano, dove il rispetto dei diritti umani - i veri valori - unito alla caparbietà e all’amore per il rischio, vince su tutto. Siamo nel 1957 in piena “guerra fredda” e la tensione fra USA e URSS è alle stelle. Tom Hanks, sempre più bravo e perfino più simpatico nell’invecchiare, è James B. Donovan un abile e cocciuto avvocato di origine irlandese, specializzato in Assicurazioni, che si trova invischiato in una vicenda di spie quasi senza accorgersene. Per lui (come per il regista suppongo) sopra ogni valore morale c’è l’essere umano: la vita di ogni uomo è importante che sia una spia, un ingenuo studentello o un impudente pilota militare. Nei confronti della propria coscienza è fondamentale sentirsi “giusti” ed è molto più importante di tutto ciò che la gente, invece, possa credere.
L’avvocato Donovan a costo di inimicarsi metà della popolazione compresi moglie e figli, accetta di difendere il pittore Rudolf Abel (un bravissimo Mark Rylance) presunta spia sovietica. Gli si deve un processo, magari uno veloce e pro-forma e Donovan viene chiamato ad assolvere a questa sorta di messa-in-scena. Al contrario, James prenderà seriamente il suo mandato (i diritti umani appunto), riuscendo perfino ad andare in appello e a fargli dare trent’anni di prigione invece di essere giustiziato. Tra i due - difensore e difeso - s’instaura un rapporto in crescendo fatto di piccolissime cose, di poche parole in più dette con estrema discrezione che spingeranno James Donovan, qualche anno doo, a farsi promotore di uno scambio di prigionieri, anzi di uno scambio bilaterale perché otterrà al posto di Abel contemporaneamente un pilota-spia dai russi e uno studente americano dai tedeschi della DDR.  Avrà così l’occasione di vedere a Berlino il famigerato muro appena costruito e i vari tentativi di fuga dall’Est repressi con estrema violenza.
Nel film gli autori (Coen? Spielberg?) giocano ironicamente con alcuni simboli: la spia russa che vive in America e sembra essere un innocuo pittore, è proprio il ritratto di Norman Rockwell, il grandissimo illustratore statunitense che è stato uno dei maggiori interpreti dell’American way-of-life del secolo scorso dipingendo più di trecentoventi copertine del “Saturnday Evening Post”. La scena del suo arresto in uno squallido albergo è stata definita hitchcockiana da molti critici. Inoltre, l’avvocato tedesco Wolfgang Vogel, che dovrebbe essere la controparte della mediazione di scambio-prigionieri, ha il volto di Sebastian Koch diventato famoso per essere stato il protagonista di quel bel film intenso “Le Vite degli Altri” (di Florian  Henckel von Donnersmarck del 2007) incentrato proprio sui diritti umani violati e ambientato nello stesso luogo una trentina di anni dopo agli albori della rimozione del muro di Berlino.
Tratta da una storia vera, la vicenda è scritta dai fratelli Coen insieme a Matt Charman, mentre la regia di Spielberg è rigorosa e contenuta: non ci sono sbavature né scene di troppo, è assolutamente perfetta. In altre parole, “Il Ponte delle spie” costituisce un ottimo film che mette insieme grandi professionalità del cinema statunitense.

Ghisi Grütter

1 gennaio 2016

L'AEROPORTO DI NICOSIA :CHIUSO CAUSA INVASIONE


                                                       Mappa degli aeroporti di Cipro



La Turchia ha invaso la Repubblica di Cipro nel 1974,con il pretesto di proteggere i cittadini ciprioti di origine turca dall'ingerenza presunta  del governo greco.Non vogliamo ripercorrere la vicenda.Sta di fatto che da allora la Turchia detiene, sotto la bandiera di uno stato fantoccio ,la Repubblica di Cipro del Nord , stato non riconosciuto da alcun paese, se non dalla Turchia stessa e dal partito radicale nostrano(!!!!) ,il 33% del territorio della Repubblica di Cipro.Durante l'invasione.la Turchia si è macchiata di delitti contro l'umanità,come lo stupro e la pulizia etnica e costrinse centinaia di migliaia di ciprioti a fuggire dalle proprie abitazioni.Per consolidare la sua presenza,il governo turco ha fatto poi  migrare nel tempo  a Cipro centinaia di migliaia di cd turchi neri dall' Anatolia,tant'è che adesso i ciprioti di origine turca sono una minoranza rispetto ai turchi "importati".
E'inutile sottolineare che la Turchia per questa invasione e per i crimini di cui si è macchiata è stata condannata in tutte le sedi internazionali e da tutti i paesi.Fatto salvo fregarsene e andare dritta per la sua strada, forte del fatto di godere comunque un appoggio di tipo più generale data la sua posizione geopolitica e il suo peso economico.
Questi sono i fatti.
Ora leggere su La Repubblica di qualche giorno fà un  servizio sull'aeroporto di Nicosia (http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/29/foto/cipro_a_spasso_nell_aeroporto_di_nicosia_chiuso_41_anni_fa-130307086/1/?ref=HRESS-34#1)
 abbandonato da 41 anni e corredarlo di tante foto,senza minimamente accennare alla violenza perpretata dalla Turchia nei confronti della Repubblica di Cipro, si rende un cattivo servizio all'informazione,si capisce,quella corretta e obiettiva.Poi se si vuole fare un servizio per titillare la curiosità da parte di qualche lettore disattento e male informato va bene pure:contento chi si firma e la testata che lo ospita,contenti tutti.
La vera e propria menzogna,di tipo colposo vogliamo proprio sperare,è quando nell'articolo si accenna al fatto che le truppe che hanno invaso Cipro erano turchi-ciprioti.Questa è una menzogna bella e buona.Se così fosse stato, sarebbe stata una guerra civile.Invece le truppe provenivano dalla Turchia e i soldati erano turchi-turchi .La prima regola per un buon giornalista,prima di scrivere una notizia,è documentarsi.Evidentemente in questo caso così non è stato fatto.
Suggeriamo all'estensore di questo articolo,che evidentemente gode di buoni appoggi visto che ha svolto un  servizio fotografico in una zona off limits sotto il controllo delle Nazioni Unite,di scrivere un articolo sulla città di  Famagusta e corredarla con altrettante belle foto.Famagusta all'epoca dell'invasione era la terza città di Cipro e fu  abbandonata dai suoi abitanti che non ne hanno fatto più ritorno.E da  allora è una città fantasma.
Ma questa volta,per cortesia,  scriva la verità.
Domenico Fischetto