3 dicembre 2014

LA MAFIA HA I PIEDI IN SICILIA E LA TESTA FORSE A ROMA ( scriveva nel 1900 Don Sturzo )

Pubblichiamo, a beneficio dei nostri lettori, una nota comparsa su www.sviluppolazio.it sull'incontro ,svoltosi il 28 novembre, tra il Presidente della Regione Lazio ,Don Ciotti e gli studenti dell'ITS Galileo Galilei per parlare di mafia ,ed in particolare  di mafia nel Lazio.
Alla luce del terremoto di ieri con l'inchiesta della Procura di Roma sulle implicazioni e le responsabilità di un'organizzazione di stampo mafioso che sviluppava la sua influenza sul mondo politico romano e il suo business a Roma, i due ne avrebbero potuto aggiungere delle belle se solo l'incontro si fosse svolto una settimana dopo,e la realtà mafiosa nel Lazio si sarebbe arricchita di numeri e di personaggi eccellenti,tra cui qualcuno  vicino anche allo stesso Presidente della Regione Lazio.
D.F.





ZINGARETTI E DON CIOTTI INSIEME PER PARLARE AI GIOVANI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
ZINGARETTI E DON CIOTTI INSIEME PER PARLARE AI GIOVANI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Don Luigi Ciotti ha incontrato i ragazzi dell’Istituto tecnico Galileo Galilei di Roma per parlare di criminalità organizzata. L’iniziativa fa parte di “Lazio senza mafie”, meeting promosso dalla Regione Lazio e organizzato dall'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità, dal Progetto ABC - Arte, Bellezza, Cultura e da Sviluppo Lazio. La prima edizione di una serie di appuntamenti annuali dedicati a sensibilizzare l’opinione pubblica, a partire dai ragazzi delle scuole, su temi come la lotta alle infiltrazioni malavitose nel tessuto economico e sociale, la tutela della legalità e delle fasce più deboli della popolazione.
Centinaia gli studenti dell’Itis Galilei e di altri istituti che hanno partecipato all’incontro, aperto dall’intervento del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “La mafia nel Lazio c’è ed è sbagliato negarlo” – ha detto il governatore – “bisogna prenderne coscienza e combattere questo fenomeno, che da anni si è ormai infiltrato nel nostro tessuto economico”.
Secondo i dati della magistratura nel Lazio sono presenti ben 81 clan mafiosi. Tra luglio 2012 e luglio 2013 sono state indagate oltre 1.100 persone e controllate operazioni finanziarie sospette per un valore di 10 miliardi. Dal sud pontino al centro di Roma, la criminalità organizzata coinvolge ormai molti settori economici. Anche per questo “la Regione Lazio fa una scelta di campo – ha sottolineato Zingaretti – organizzando il primo meeting regionale contro le mafie. E lo facciamo in una scuola, che è il luogo in cui si diventa persone adulte e ci si orienta nella vita”.
“Mafia, camorra, ‘ndrangheta sono parole e fenomeni di cui si parla in Italia da centinaia di anni” – ha dichiarato Don Ciotti, il sacerdote e fondatore dell’associazione Libera che ha colto l’occasione di alcune domande dei ragazzi del pubblico per raccontare la propria esperienza nella lotta alla criminalità organizzata – “non dobbiamo parlare di infiltrazioni mafiose ma di radicamento della mafia nel tessuto imprenditoriale. Chi parla di malavita al sud sbaglia” – ha ribadito Don Ciotti – “negli ultimi 60 anni le mafie hanno portato le proprie attività anche al nord: prestano i soldi alle imprese e così controllano il territorio”.
Il sacerdote ha ricordato anche nomi storici della lotta alla criminalità organizzata: da don Sturzo, che profeticamente nel 1900 scriveva “la mafia ha i piedi in Sicilia e la testa forse a Roma”; al sindacalista e politico siciliano Pio La Torre, il primo a proporre una legge sulla confisca dei beni sequestrati alla mafia, assassinato nel 1982. Citando il lavoro dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi uccisi nel 1992, ha raccontato ai ragazzi la storia di Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia e vittima della ‘ndrangheta. Fino all’episodio recente che ha coinvolto il giudice antimafia Lucia Aielli, minacciata a causa delle sue indagini sulle infiltrazioni mafiose nella provincia di Latina. “Per lei – ha ricordato Don Ciotti – stamattina gli studenti di Latina sono scesi in piazza. Il problema delle organizzazioni criminali appartiene a tutti, non dimenticate che corruzione e mafie spesso, nel nostro Paese, sono due facce della stessa medaglia”.

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