18 novembre 2014

L'OMINO IN BICICLETTA

Pubblichiamo questo articolo di Gian Carlo Marchesini,estimatore da  tempi non sospetti del Sindaco Marino.
Conosciamo Marchesini,collaboratore di Tre Righe, e ne apprezziamo l'onestà intellettuale e la correttezza.Il quadro del Sindaco che  scaturisce da questo suo articolo è sinceramente privo di piaggiera genufflettente nè  è stucchevolmente elogiativo.
E' semplicemente  la descrizione ,come è percepita dal suo autore, di un uomo nella sua funzione di servitore dei suoi concittadini che non risponde alle logiche dei potentati ,delle lobby o ,se vi piace ,dei padrini che allignano un pò dovunque,via delle Sette Chiese compresa.
 
D.F 







L’omino in bicicletta

C’era una volta a Roma un omino  che girava tra la gente a piedi, e quando la fretta lo spingeva in bicicletta, e quando proprio l’urgenza lo travolgeva in Panda rossa. Niente a confronto della Polverini che in macchina di servizio e con la scorta correva contro mano in centro per arrivare prima ad acquistare in un negozio di Trastevere un paio di scarpe alla moda .

Ho conosciuto l’omino quando da Senatore presiedeva una commissione parlamentare che indagava sullo scandalo dei manicomi criminali ancora aperti per chiuderli. E poi in un incontro pubblico con Ilaria Cucchi per denunciare la violenza e le percosse mortali inferte al fratello Stefano dai servitori dello Stato. L’omino mi è tanto piaciuto - osservandolo, ascoltandolo, leggendolo - che mi sono espresso e impegnato a suo favore alle primarie e alle comunali, da lui vinte contro il pronostico di tutti i politici sapientoni. 

Chi del PD lo ha proposto e ha contribuito ad eleggerlo Sindaco  - Bettini o chi per lui - aveva probabilmente in testa tutt’altro. Ma la situazione allora era disperata, bisognava sconfiggere e cacciare il non più sopportabile fascista Alemanno. Il problema e il punto è che l’omino, detto anche il marziano,  non si è affatto dimostrato obbediente e sottomesso, anzi ha via via deciso di fare quello che lui in campagna elettorale aveva promesso. Continuare coerentemente anche dopo gli era sembrato normale e giusto. Il che a Roma è suonato del tutto rivoluzionario, indecente e fuori posto.

Ora, quelli che, a destra e a sinistra,  prima del suo arrivo, ritenevano che la cosa pubblica fosse cosa loro, in presenza della inaspettata autonomia dell’omino Sindaco prima si erano sbalorditi, poi indispettiti, e infine si sono coalizzati per farlo fuori. L’omino in bicicletta e Panda rossa, forestiero e sprovveduto, non solo non si era dimostrato docile e sottomesso alle regole del vecchio gioco, ma era anzi diventato il loro nemico pubblico numero uno.

Ora probabilmente succederà che, disarcionato dalla bicicletta l’omino, si tornerà alle elezioni con gli alleati del patto della mangiatoia che metteranno in scena un finto duello tra Meloni e Madia, due giovani bellezze, una rinascimentale e l’altra proletaria, per fingere di essere tornati alla politica delle parti contrapposte che giocano a darsi battaglia.   E l’omino con la barba  in bicicletta tornerà a fare il chirurgo negli USA.

Si direbbe una favola, ma favola non è perché è semplice realtà politica romana. Sempre che la grande maggioranza del popolo romano che ha scelto l’omino non abbia capito il gioco, e glielo impedisca.

 

Gian Carlo Marchesini

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