26 maggio 2015

DERBY:HA VINTO LA ROMA MA HA PERSO ROMA!


Scontri tra tifosi e forze dell'ordine all'esterno dello stadio Olimpico al termine del derby Lazio-Roma (LaPresse)
Scontri tra tifosi e forze dell'ordine all'esterno dello stadio Olimpico al termine del derby Lazio-Roma



Derby!
Ha vinto “la Roma”.
 
Ma ha perso Roma!
 
Ancora una volta ha perso la nostra città, grazie soprattutto ai suoi incapaci e pavidi amministratori.
Incapaci, penso non ci sia necessità di commentare l'attributo tanto è sotto gli occhi di tutti in tutti i settori della vita cittadina.
Pavidi anche non avrebbe necessità di spiegazioni, ma vale ricordarne almeno una: come continuano ad essere ostaggio dei commercianti e dei costruttori, dei poteri forti in generale.
Evidentemente, la circostanza invita a riflessioni ampie che meriterebbero di essere nuovamente sviluppate al fine di analizzare per l'ennesima volta il fallimento totale del quale paghiamo quotidianamente il pesante bilancio.
Ma, per amor di patria, limitiamoci a restare sul punto della giornata di ieri, che non è poco.
Giornata che era già cominciata in modo “allucinante”: un intero e vastissimo settore di Roma nord completamente chiuso, blindato, inaccessibile, con le conseguenze che inevitabilmente si moltiplicavano sugli altri settori della città, conseguenze per altro facilmente prevedibili solo a conoscere le minime regole fondamentali sul funzionamento di un organismo urbano complesso.
Polizia Municipale in grandissimo dispiegamento (ma allora quando vogliono ci sono!!!), Polizia di Stato, Carabinieri in tenuta antisommossa (si sa, gli incontri di calcio sono la riproposizione moderna dei gloriosi giorni del Risorgimento....), strade inaccessibili in entrata e in uscita, insomma tutto che ispirava quel senso di tranquillità e di serenità che ti scendono nell'anima quando avverti netta e precisa la consapevolezza della presenza dello Stato che ti protegge.
Tragicamente, però, lo spettacolo della città presidiata e sotto assedio, con la conseguente paralisi, non era sufficiente: il solito copione doveva ancora andare in scena.
Cosa che puntualmente accadeva prima della partita e, naturalmente, a partita ultimata.
Dobbiamo forse meravigliarci?
Dire “ma come mai, ma come è potuto succedere”?
Non era tutto assolutamente prevedibile, non contiamo una casistica infinita di precedenti, purtroppo anche più gravi?
Tutto questo per una partita di calcio che si continua a volere fare disputare nel cuore della città!
E, nonostante questo, continuiamo senza alcuna inversione di rotta.
Anche i meno avveduti, a volte e magari per caso, fanno tesoro delle esperienze per modificare comportamenti e decisioni.
 Ma il Sindaco Marino, quello che ride in continuazione e ancora non si è capito cosa abbia tanto da ridere, lui no, lui resta fermo e immobile davanti a tanto scempio
Il Sindaco Marino evidentemente non ha l'autorevolezza (e la volontà) di imporre alle Società (Sportive?....di quale sport parliamo?......) diverse regole di comportamento da fare rispettare severamente.
Altrimenti le partite di calcio si disputano “a porte chiuse”, cioè “a stadi vuoti”.
Oppure, gli stadi si costruiscono fuori dai perimetri urbani.
Invece no, si va addirittura a fare un bel viaggetto – con nutrito codazzo – in America per prendere ordini da Presidenti di Società (Sportive?) su come e dove costruire nuovi stadi, magari al centro di quartieri consolidati e già vistosamente aggravati da loro problematiche destinate a restare sempre senza soluzioni.
Ma quali colpe hanno i cittadini romani per pagare simili tributi?
Pagare è termine esatto perchè va inteso sia in termini di “qualità della vita”, che in termini “pecuniari” perche tutto quel dispiegamento di forze, così come le conseguenze dei ritardi, delle complicazioni, degli appuntamenti saltati significano centinaia di migliaia di euro.
Si rende minimamente conto, il Sindaco, delle follia a volere ostinatamente evitare di intervenire e, viceversa, vuole finalmente  assumere decisioni forti sulla materia, invece di lasciare la città allo sbando, ormai vittima sacrificale in TUTTI i giorni della settimana in onore di campionati, coppe, “amichevoli”, recuperi......
Ma se non è capace, che almeno copiasse quanto fanno in altri Paesi.
Se Roma piange, certamente Ponte Milvio non ride!
Anzi, la quota che paga questa zona della città è senza dubbio la più alta e ormai insopportabile.
Un intero quartiere, con al centro lo storico Piazzale di Ponte Milvio, è ormai ostaggio – sette giorni su sette di ogni settimana - di quanti sono costantemente lasciati liberi di fare il proprio assoluto comodo, una sorta di zona off-limits dove le regole delle Stato non valgono, sono sospese leggi e norme attuative, regolamenti e codici, compreso quello “della strada” (sempre e soprattutto in occasione delle partite): tavolini selvaggi, occupazione di suolo pubblico “come me pare e ndove me pare”, abusivismo commerciale, ambulanti, sosta selvaggia (qui la Polizia Municipale non si vede mai!!!), movida e inquinamento acustico a go-go, infine, ciliegina sulla torta, scontri violentissimi tra bande di criminali travestiti da tifosi e “coperti” dalle Società (Sportive?) al sistema delle quali sono evidentemente funzionali, scontri con le forze dell'ordine (di quale ordine, per carità, qualcuno me lo dica!!!), manganelli fumogeni esplosioni.
La vera e propria “terra di mezzo”!!!
E oggi, l'inossidabile Daniele Torquati si fa scendere la lacrimuccia sul viso “....costretto a commentare....i gesti idioti di alcuni.....che hanno preso Ponte Milvio e Roma Nord come il loro campo di battaglia.....”.
No, caro presidente di Giunta, loro “non hanno preso Ponte Milvio e Roma Nord come il loro campo di battaglia”.
Viceversa, Ponte Milvio e Roma Nord sono state abbandonate e lasciate loro come loro campo di battaglia!
I termini giusti del problema sono questi.
I termini giusti sono la mancanza e la latitanza di questa Giunta – al pari delle precedenti – che non ha voluto né saputo imporsi  con autorevolezza e pretendere dal Comune il rispetto per il Municipio XV e, specificatamente, per l'area di Ponte Milvio.
Dunque non ha saputo né voluto pretendere l'adozione di misure che finalmente liberassero il quartiere dalle scorribande dei criminali.
Eppure il 14 maggio aveva trionfalmente annunciato la nascita del pomposo “Comitato per l'Ordine e la Sicurezza del Municipio XV”, con tanto di Dirigente Prefettizio, per discutere di “...tutte le criticità del territorio elencate nelle relazione che ho consegnato (io, Torquati, ndr) la scorsa settimana al Prefetto Gabrielli....”.
Ma di cosa avete discusso?
Ha dimenticato forse qualche argomento cogente nel suo elenchino?
Eppure se avesse voluto affrontare seriamente il problema, avrebbe trovato il sostegno dei cittadini che reiteratamente hanno chiesto simili misure un numero sterminato di volte.
Presidente Torquati, quante volte il Comitato Abitare Ponte Milvio l'ha sollecitata su questi temi, puntualmente con interrogazioni civiche (rimaste senza risposte), con interventi in aula consiliare, dalle pagine di VCB, in incontri frequenti, in continuazione dunque?
Nulla è successo, tutto si replica uguale a se stesso e, anzi, assistiamo ad una crescita esponenziale dei fenomeni ricordati e la giornata di ieri ne è un tragico esempio.
Ho riflettuto su come intervenire sulla preoccupante e reiterata emergenza, alla fine ho deciso di farlo pubblicamente sulle pagine di VCB proprio per dare una maggiore visibilità alla denuncia di questa situazione che è troppo poco definire intollerabile.
Sarebbe opportuno che, almeno una volta, questa volta, il Presidente Torquati desse una risposta seria e strutturata, non a me e neanche al Comitato Abitare Ponte Milvio, ma a tutti i cittadini abbandonati a se stessi, vittime incolpevoli e indifese in una città priva di regole e di amministrazione.
 
Paolo Salonia, Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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