3 maggio 2015

PER IL NEPAL


Terremoto in Nepal, il governo di Kathmandu: “I morti sono 7.040″


La sciagura che ha colpito il Nepal è sotto gli occhi di tutti e non ci sono parole che possano lenire l'immane sofferenza del popolo nepalese.
Raffaele Fischetto ,collaboratore di Tre Righe,ha lavorato in Nepal per delle ong ed è legato affettivamente ad una ragazza nepalese,Amrita .
Con la lettera che segue ci chiedono di  contribuire,per quello che è possibile, ad aiutare due progetti che già operavano in Nepal con scarse risorse,e che ora ,a causa di questa emergenza,sono stati letteralmente sommersi di richieste di aiuto.Grazie.
D.F. 
 
 
PER IL NEPAL

 

Care amiche e amici,

sono state diverse nel corso degli ultimi anni le catastrofi naturali che hanno cancellato in pochi minuti migliaia di vite umane e purtroppo, non sappiamo né dove, né quando, altre ce ne saranno.

Di fronte a tali tragedie lo sgomento e il senso di impotenza sono tali da far percepire come inutile ogni possibile gesto di solidarietà. E’ vero, è così che ho reagito anche io in passato. Ma l’aver avuto la fortuna di trascorrere quasi un anno in Nepal, a diretto contatto con le fasce più umili della popolazione, condividendo con loro il cibo, la casa, il lavoro, la spiritualità; l’aver visto e goduto di quei meravigliosi paesaggi e templi ormai perduti per sempre, mi dà la forza di andare oltre quel senso di frustrazione e impotenza che mi ha reso spettatore passivo in altre circostanze e di attivarmi per fare qualcosa. Sarà sicuramente qualcosa di infinitamente piccolo messo a confronto con le proporzioni del disastro ma sarà certamente qualcosa più di niente!

Raffaele ed io conosciamo bene la fragilità di questo paese. Lungo la più maestosa ed impervia delle catene montuose della terra (la cui sola vista, secondo alcuni, purifica l’anima) e nelle regioni più colpite dal sisma, risiedono  comunità  basate quasi interamente su un’economia di sussistenza che, oltre ad aver subìto enormi ed irreparabili danni, sono fortemente esposte a diversi fattori di rischio che potrebbero generare episodi di carestia ed epidemia.

Allo stesso modo le fasce più deboli della popolazione residente nella valle di Kathmandu, le cui abitazioni sono state danneggiate, hanno grandi difficoltà a procurarsi l’indispensabile e non possono cercare rifugio altrove, per via dei danni subiti da strade e mezzi di comunicazione in generale.

Come ben saprete tutto il mondo si sta mobilitando; organi delle Nazioni Unite, singoli Stati, grandi e piccole organizzazioni non governative, hanno iniziato una corsa contro il tempo per salvare il salvabile e garantire a migliaia di persone beni di prima necessità. E per capire come e da dove iniziare per ricostruire un minimo di normalità. Nella speranza che tutto questo non si trasformi in una lotta alla conquista sottoforma di solidarietà (vedere ad esempio l’inusuale benevolenza cinese), che non si inneschi il solito ciclo di corruzione e che nella frenesia di ricostruire non si finisca per deturpare la natura e la gente, ben venga questa grande mobilitazione.

Nel nostro piccolo invece io e Raffaele Fischetto , avendo contatti diretti sul posto, abbiamo pensato, piuttosto che donare a qualcuna di queste grandi organizzazioni, di attivare una piccola raccolta fondi attraverso la nostra rete di contatti (amici e familiari) e di  mandare il ricavato direttamente a due piccole organizzazioni locali che lavorano, nella valle di Kathmandu, con le fasce più deboli della popolazione: orfani e disabili.

La prima “Engage”, organizzazione che si occupa di assistenza a persone con diversi tipi di disabilità, è  diretta da Simone Galimberti, che vive a Kathmandu da circa nove anni, è sposato con una nepalese e, oltre ad essere un nostro amico, è stato il nostro responsabile, per conto di una ONG italiana, quando Raffaele ed io lavoravamo a Kathmandu nel 2007. Oltre che della sua persona, ci fidiamo della sua esperienza ultra decennale nella cooperazione internazionale in diversi paesi del mondo. (http://www.engage.org.np - http://sharing4good.org )

La seconda, Kika Education Foundation and Social Service Organization (KEFSSO), è diretta dalla famiglia che adottò Amrita, attuale compagna di Raffaele, e opera dal 1995, gestendo un orfanatrofio “Kinder House Nepal” (KHN)  e un centro di riabilitazione per bambini disabili nella valle di Kathmandu – che attualmente ospitano 40 bambini. L'organizzazione inoltre realizza  progetti di assistenza sanitaria, supporto scolastico e borse di studio in altre zone del Nepal.

(www.kinderhaus-kathmandu.de)

In questi giorni, ha organizzato dei gruppi di giovani volontari che si occupano della distribuzione di cibo, medicine e tende e di identificare situazioni di estremo disagio tra i minori e i disabili che richiedano l'accoglienza diretta nelle loro strutture.

 

Quindi cari amici, vi chiediamo di sostenerci in questa iniziativa e di farlo in assoluta libertà, cioè offrendo quello che potete. Questa raccolta durerà una decina di giorni al massimo e verrà effettuata attraverso l’IBAN che trovate qui di seguito:

Fischetto Raffaele

IBAN IT 83 Q 0501803200000009002820

Banca Popolare Etica

Causale: donazione progetti Nepal

 

A bonifico effettuato invieremo  comunicazione di  ricevuta e una nota di ringraziamento .       Seguirà la comunicazione dell’ammontare complessivo raccolto e un report di come tali risorse sono state impiegate.

 Qui ci sono anche i nostri contatti telefonici e per qualunque chiarimento non esitate a contattarci.

 

Grazie e un abbraccio a tutti voi!

 

Giovanni                             Raffaele

 

 

 

Giovanni Scaraggi  0030 6943452585


 

 

Raffaele Fischetto  0039  3355703763

Nessun commento:

Posta un commento