2 maggio 2015

Recensione film:RITORNO AL MARIGOLD HOTEL di John MADDEN

 
 



Locandina italiana Ritorno al Marigold HotelPoster Ritorno al Marigold Hotel  n. 1

 
Se volete passare un paio d’ore rilassate vi posso consigliare questo film, sequel dell’inaspettato successo del “MARIGOLD HOTEL” del 2012 di John Madden.
Lo stesso gruppo di bravissimi attori che aveva scelto di passare l’età della pensione in India in questo improbabile albergo tenuto da Sonny (Dev Patel), un giovane indiano inattendibile.
Dopo la fase di colonizzazione da parte degli ever-green inglesi, si passa in questo film alla fase d’espansione dove Sonny, coadiuvato dalla sig.na Muriel – una sempre fantastica Maggie Smith – cerca finanziatori americani per comprare un secondo più grande albergo sempre a Japur.
La trama, in fondo è tutta qui e il Marigold Hotel è il palcoscenico su cui si avvicendano gags, gelosie, amori, tradimenti in un film corale.  Così a un certo punto dichiara la caustica Muriel «Non capisco tutto questo entusiasmo per il matrimonio…nella mia vita ho con fatica sopportato di vivere con qualcuno per qualche settimana….figuriamoci per tutta la vita!». Continuano in tal modo i timidi approcci di Douglas (Bill Nighy) nei confronti della superattiva Evelyn (Judi Dench)e così anche i dubbi della “coppia libera” di Norman e Carol (Ronald Pikup e Diana Hardcastle) con la Madge (Celia Imrie) sempre a caccia di mariti. In questo fantastico cast tutto britannico, Madden introduce un' affascinante new entry americano Guy - interpretato da un attore ritenuto da sempre un simbolo sessuale e cioè Richard Gere - nello scenario di un’inverosimile coloratissima India. Ciò che il regista inglese, infatti, mostra di questa nazione è una sorta d’immagine pubblicitaria per turisti: si alternano splendidi monumenti a ricevimenti fastosi e a vivaci bazar. Sembrerebbe anche che il ruolo delle donne sia di estrema importanza, quando in questi ultimi anni, purtroppo, non abbiamo letto altro che di atroci violenze che le donne subiscono in India. Ovviamente di violenza, fanatismi religiosi, maschilismo e povertà nel film non ci sono tracce. Ma questo è Bollywood.

Ghisi Grütter
 

3 commenti:

  1. un bel mix tra Hollywood e Bollywood... un film leggero, certo non imperdibile ma molto carino :)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. più abbastanza che molto....grazie

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