24 maggio 2015

Recensione film:FORZA MAGGIORE di Ruben Östlund



 

(Francia, Danimarca, Germania 2014)

con Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Vincent Wettergren, Clara Wettergren, Kristofer Hivju e Fanni Metelius

 

 
Locandina Forza maggiore

 

Pastelli scandinavi

 

Nella località sciistica di Les Arcs nelle Alpi francesi, una famiglia svedese apparentemente perfetta composta da marito e moglie - Ebba e Tomas - giovani, sani e forti, con i figli Vera e Harry biondi ed educati, vive delle vacanze di neve a dir poco tormentate. Non è certo un caso che il quarantenne regista svedese Ruben Östlund abbia iniziato la sua attività come regista di video sciistici ancor prima di iscriversi alla scuola cinematografica di Göteborg.

Con attenzione al dettaglio e con un design scandinavo minimalista, il regista narra il dramma di Tomas, uomo abituato a essere il forte e coraggioso solving problems, che di fronte all’evento inaspettato di una valanga scappa via pensando di mettersi in salvo dimenticandosi completamente della moglie e dei figli. La sua crisi, e di conseguenza quella della coppia, sarà proprio quella di non sentirsi all’altezza della situazione. Nell’appartamento numero 413 del residence alpino tutto in legno, la famigliola trascorre le vacanze invernali indossando pigiami color pastello che passano dal celestino al verdino polveroso - colori tipici degli arredi danesi o scandinavi – e si lavano i denti tutti insieme con lo spazzolino elettrico nel bagno in grés porcellanato grigio. Il regista scandisce la narrazione giorno per giorno sul filo di un ritmo che ammalia e tiene gli spettatori incollati alla sedia. Con immagini bellissime sottolineate dalla musica degli archi di Vivaldi alternata a silenzi profondi, Östlund riesce a trasmettere l’angoscia della paura, della crisi e della messa in discussione delle proprie certezze. Come reagiscono gli esseri umani in situazioni improvvise come una catastrofe? Chi è eroe e chi vigliacco?

Il film è in linea con un certo intimismo bergmaniano, peccato che nel finale tutto si annacqua, la coppia si ricuce e la famiglia è salva. Infatti, nell’ultima scena girata tra i tornanti di Passo dello Stelvio, i turisti scesi dall'autobus si accorgono di avere esagerato le loro sensazioni e, nel momento in cui le debolezze diventano un po’ di tutti e nella fattispecie in entrambi i coniugi, la vigliaccheria di Tomas è perdonata…anzi viene proprio giustificata.

In tutto il film c’è una suspence da tragedia che incombe, in particolare nella scena i due amici vanno a sciare fuori pista nella neve fresca o anche in quella dove la famigliola va da sola a sciare in una nebbia fittissima e a, turno, sembrano perdersi. Ma la tragedia non arriva mai.

Ruben Östlund utilizza spesso la camera fissa e offre allo spettatore sequenze di grande impatto visivo, come la scena toccante della valanga. Bella e suggestiva anche quella del “branco” inneggiante alla virilità.

Vincitore del Premio della Giuria nella sezione Un certain regard al 67mo Festival di Cannes del 2014 , “Forza Maggiore” è stato selezionato per rappresentare la Svezia nella categoria “Miglior film straniero” agli Oscar del 2015.


Ghisi Grütter

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