24 maggio 2015

PINETINA DI VILLA MASSIMO:IL RISTORANTE RIAPRE.E IL GIARDINO?

 
 
                                      Pinetina di Vila Massimo:cancello di accesso al ristorante
                                     Pinetina di Villa Massimo:il giardino in stato di abbandono
 
 
Sembra una storia infinita che si racconta a suon di carte da bollo.Alla fine non ci  si capisce più nulla .O meglio  quello che si capisce è che i cittadini sono stati privati di un'area verde che ormai è chiusa da più di due anni.Quello che emerge in questa ultima puntata è  che il provvedimento di chiusura del ristorante della Pinetina di Villa Massimo, disposto dal Municipio II e precipitosamente eseguito,  è stato annullato dal TAR su ricorso del concessionario e proprietario del ristorante assistito da uno degli studi legali più quotati di Roma .
Immaginiamo che l'incredibile vicenda della Pinetina non finisca qui .Il Municipio/Comune potrebbe sempre ricorrere al Consiglio di Stato ,e si ricomincerebbe daccapo.
Quello che  si comprende è che a rimetterci ora e sempre sono i cittadini .
Riassumiamo per i nostri lettori in poche righe la storia della Pinetina
 Durante gli anni '70  questo magnifico giardino , scampato alla speculazione edilizia che aveva colpito tutt'intorno, fu  destinato a ricovero delle apparecchiature e degli alloggiamenti degli operai durante i lavori della metro B che interessavano il quartiere Italia- Nomentano.Una volta sgomberato il campo dagli attrezzi e dagli uomini,  il giardino tornò alla normalità e al suo ritmo quotidiano cadenzato da bimbi che rincorrevano una palla,da mamme o tate che passeggiavano  tranquille  con le loro carrozzine,da pensionati o nullafacenti che seduti alle panchine  leggevano il giornale o da coppiette che si scambiabvano caste effusioni.Era sfuggito a molti che nel frattempo un privato   si era aperto un cancello sul giardino.Peccato veniale rispetto a quello che succederà dopo.All'epoca esisteva solo un piccolo chiosco che serviva gelati,o bibite ghiacciate,se non ricordiamo male.Poi arrivarono Rutelli e Veltroni con la loro grande idea  di affidare le aree verdi ad  imprenditori privati che si sarebbero fatti carico di tutto in cambio di un canone annuo che teneva conto delle spese.La Pinetina di Villa Massimo fu assegnata a due concessionari:uno per la parte spettacolo viaggiante,la giostra e giochi vari per piccoli, e uno per la parte ristorante.Mentre la parte dedicata ai bimbi,si  sviluppò in maniera disordinata senza un progetto preciso magari brutto ma  non invasivo ,la parte dedicata al ristorante subì nel tempo una vera e propria mutazione genetica .Da piccolo chiosco  si tramutò in un ampio ristorante  con zona tavolini esterno.Tutto regolare perchè a vario titolo autorizzato e condonato ( si può condonare un abuso edilizio di un privato su terreno pubblico?),mentre i residenti ,che si faranno sentire solo a partire dal 2011 non denunciavano nulla e si vedevano ampliare sotto i loro occhi la struttura ristorante senza fiatare ,contestare o almeno alzando la manina. Il concessionario dello spettacolo viaggiante ad un certo punto della storia cedette,lo poteva fare,la sua quota a quello del ristorante che così divenne  concessionario di tutta la Pinetina.Quest'ultimo,essendo persona scupolosa e amante del bello,per prima cosa presentò al Municipio allora III un progetto che cancellasse la bruttura esistente  e cioè giostra e giochi vari, per razionalizzare e abbellire  il tutto e arricchirlo di nuovi servizi e alberature.Il Municipio dell'epoca per due volte bocciò i progetti presentati dal concessionario,e solo al terzo progetto presentato diede il suo o.k. all'unanimità.Nel frattempo era montata  la contestazione,i cittadini finalmente si erano resi conto di quello che accadeva sotto le loro finestre,forse un pò tardi, ma sempre in tempo  per costituirsi in un comitato,convocare assemblee pubbliche, riunioni,una singolare via crucis ed infine le vie legali.Il TAR  in prima battuta diede ragione al concessionario, successivamente il Consiglio di Stato  diede ragione ai cittadini e ora il TAR di nuovo  cancella una disposizione del Municipio.
C'è una morale in tutto questo?Noi pensiamo di si.Mentre il concessionario "giustamente" faceva il suo business,l'amministrazione dormiva sogni tranquilli,come anche gli uffici/corpo dei vigili urbani e l'Ufficio Condono di via di Decima condonava senza colpo ferire.Deboli voci si erano levate ma mai ascoltate sufficientemente.Poi arrivò finalmente Mafia Capitale che tolse il coperchio dalla pentola e fece fuoriscire il malaffare , gli abusi e le soverchierie.
 
E allora è finita?Il giardino riapre?Noi pensiamo che non sia finita.Quello che è certo che il ristorante riaprirà presto e se è vero quello che abbiamo visto e cioè che il concessionario ha dato a sue spese una bella ripulita al giardino,possiamo ben sperare che anche il giardino aprirà presto.
Comunque .........Arrivederci alla prossima puntata.
 
Domenico Fischetto

 


Questo è il link per leggere l'ultima sentenza del TAR che autorizza la riapertura del ristorante:

http://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=RN4ZWLN2DNCR53CEBAGO6KAOLE&q=

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