9 agosto 2016

LA DIFFERENZIATA AI TEMPI DEI BORBONE

Non vogliamo con questo articolo riaprire l'annosa questione della "piemontizzazione" del Meridione operata dal trio Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Ne hanno scritto in tanti e certamente più bravi e preparati di noi. Vogliamo solo sottolineare, in un momento in cui la "monnezza" di Roma  occupa le prime pagine e i tg, il grado di civiltà  raggiunto dal Regno delle Due Sicilie a quei tempi.
Come sempre conoscere il nostro passato potrebbe aiutare a risolvere i problemi del presente.
 
 

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E' NATA ..........A NAPOLI
(giulio balbo)
Durante il Regno delle Due Sicilie, il 3 maggio del 1832, il re Ferdinando II di Borbone emanò un decreto firmato dall’allora prefetto della polizia, Gennaro Piscopo, a tutela della salute pubblica, nel quale, si obbligava bottegai e cittadini dell’epoca, a ripulire le strade adiacenti alle abitazioni o alle botteghe.
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Questo è il decreto in lingua originale dell’epoca: “Tutt’i possessori, o fittuari di case, di botteghe, di giardini, di cortili, e di posti fissi, o volanti, avranno l’obbligo di far ispazzare la estensione di strada corrispondente al davanti della rispettiva abitazione, bottega, cortile, e per lo sporto non minore di palmi dieci di stanza dal muro, o dal posto rispettivo. Questo spazzamento dovrà essere eseguito in ciascuna mattina prima dello spuntar del sole, usando l’avvertenza di ammonticchiarsi le immondizie al lato delle rispettive abitazioni, e di separarne tutt’i frantumi di cristallo, o di vetro che si troveranno, riponendoli in un cumulo a parte“.
Una vera e propria raccolta differenziata. La si faceva per la sicurezza dei cittadini, in quanto, ci si poteva ferire con pezzi di cristallo o vetri rotti.
Il decreto era composto da ben 12 articoli dove era indicata la modalità della raccolta, le pene per i responsabili etc. Addirittura, in uno degli articoli, si faceva divieto di gettare dai balconi materiali di qualsiasi natura. Era vietato anche buttare l’acqua dei bagni e non si potevano nemmeno lavare o stendere panni lungo le strade abitate.
Chi trasgrediva a questo decreto era punito con multe salate o addirittura, in alcuni casi, con la detenzione. E non è tutto: si hanno notizie certe che già dal 1787 a Napoli, in città e nella campagna, si attuava il riciclo degli alimenti, forse, serviva per creare un compost per coltivare la terra. Napoli è stata la città più pulita d’Europa, circa 150-180 anni fa, prima dell’unità d’Italia.
Non tutti sono a conoscenza che il capoluogo partenopeo era una tra le città più importanti d’Europa. Una legge all’avanguardia.

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