27 agosto 2016

TERREMOTO :INTERVISTA A LA PRESSE DI ALESSANDRO BIANCHI



 
Oggi , 27 agosto, giornata di lutto nazionale, tutto il Paese si stringe intorno alla tragedia che ha coinvolto molti comuni dell'Italia Centrale e piange i suoi morti.
Pubblichiamo l'intervista rilasciata a La Presse da Alessandro Bianchi, urbanista e fondatore dell'Associazione ProgettoRoma, già Ministro dei Trasporti con Prodi ed attualmente Rettore dell'Università Telematica Pegaso.
 
                                                                   Alessandro Bianchi
 
Terremoto, ex ministro Bianchi: Troppa ansia di edificazione
 
Di Denise Faticante

Roma, 26 ago. (LaPresse) - Le immagini, le parole e le frasi dopo i terremoti si somogliano tutte. Macerie, distruzione, dolore e poi le promesse. Tra queste ci sono sicuramente 'ricostruzione' e prevenzione'. Ma i drammi hanno la memoria corta e l'Aquila è lì a testimoniarlo. "Ci troviamo sempre davanti allo stesso quadro di irresponsabilità collettiva sancita per legge. I governi dormono un lungo sonno della ragione e nel corso degli ultimi decenni c'è stata una profonda ansia di edificazione". Chiaro e netto, l'ex ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, da urbanista cerca di tracciare una strada affinché si possano piangere meno morti possibili, anche se "ci vorranno almeno 25 anni". A LaPresse dice: "Bisogna prima di tutto specificare che si è verificato un evento di portata enorme. La totale distruzione edilizia ha la sua causa dirompente nel sisma. Ma al di là di questo è necessario, ora o mai più, fare una riflessione seria, senza retorica e adeguare il patrimonio edilizio alla sismicità dei luoghi". Che in termini più semplici significa creare una carta completa dei comportamenti sismici dell'Italia visto che "esiste una conoscenza minuta delle zone pericolose, e della possibilità dei rischio". "Avremmo dovuto lavorare da tempo- continua Bianchi- su un analogoga conoscenza su come il nostro patrimonio edilizio sia esposto a questi eventi". "Più della metà del patrimoio italiano è indifeso e impreparato- tuona l'ex ministro - dobbiamo iniziare a mettere mano a una ricognizione generale iniziando dai luogi più fragili. Fare una lista di priorità e poi mettere le mani sul patrimonio pubblico: quindi pensare alla sicurezza gli ospedali, le scuole e gli edifici pubblici. Poi bisogna passare al privato". Quindi, stando al parere dell'ex ministro siamo non solo siamo all'inizio della messa in sicurezza, ma dell'idea di prevenzione. "Manca la volontà politica- sottolinea Bianchi- e io non ho certo fiducia in questo governo. Dopo il Friuli c'è stata progressiva ansia di edificazione che è diventata un affare per effetto dell'aggressione delle società edilizie. Abbiamo urbanizzato tutto, in maniera irresponsabile". Per l'attuale Rettore dell'univesrità telematica 'Pegaso' bisogna "immaginare adesso, dove nulla è successo, cosa potrebbe succedere. Parta un grande piano di classificazione". Ma la mappatura è rimasta sempre lettera morta. Molti esperti ieri hanno parlato dell'opportunità di "mettere in catene" i nostri centri storici. "La catena- sottolinea il Rettore- è uno strumento efficientissimo, ma datato". L'unica via, quindi, è il censimento, per socngiurare un'altra Amatrice.

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