20 ottobre 2015

GRIDO DI DOLORE

 
Riceviamo,condividiamo  e volentieri pubblichiamo questo lucido grido di dolore davanti ai mille sfasci e le ripetute inadempienze dell’amministrazione comunale.


 


Cari tutti,
Di fronte allo stallo politico e valoriale della nostra Città , credo dovremmo attivare modalità più incisive per far sentire la nostra voce. Continuiamo a segnalare, a scrivere ed a denunciare senza riuscire a modificare quasi nulla . Eppure in questi anni si è formato un popolo nuovo, persone che hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno, con la propria azione di volontariato, che non vogliono arrendersi al degrado percepito e poi certificato dalle autorità giudiziarie. C' è un grande divario tra la maggioranza dei cittadini che chiedono una effettiva inversione nella gestione della cosa pubblica - la nostra città- e coloro cui tale gestione è stata affidata. Siano essi politici che amministratori incardinati nell'amministrazione. C' è tra noi e "loro" un "territorio" opaco nel quale le nostre voci vengono annullate. Vengono prese decisioni che non condividiamo, in nostro nome, ammantate di opportunità civiche e politiche che nulla hanno a che fare con il bene pubblico . Anche la decadenza del Sindaco -formalmente giustificata dalla volontà di maggiore legalità e trasparenza - potrebbe in realtà alimentare proprio quel rafforzamento e quella rinascita del malaffare che " si dice" voler combattere. In questi giorni si continuano a manifestare i gravi episodi di mala gestione di Ama ed Atac che tanto ci indignano ed addolorano. In Ama, per esempio, è stato indetto per domani 19 uno sciopero contro la clausola contrattuale che prevede la possibilità di privatizzare in modo sperimentale il servizio di spazzamento a fronte di monitoraggi che ne dimostrino l'inefficienza. L'intervista di Estella Marino che manifesta meraviglia e incomprensione di fronte alle scelte sindacali che si oppongono a questa pur minima clausola di salvaguardia per noi cittadini, dimostra, a mio parere, l'incapacità dei nostri politici - anche dei migliori- di cogliere la gravità ed il radicamento dell'inefficienza e delle illegalità dell'amministrazione pubblica, incapace di auto riformarsi. Non mi ero sentita per niente tutelata di fronte al rinnovato contratto con Ama per ben quindici anni - in questo totale disastro si doveva firmare una "messa alla prova"per un solo quinquennio- ciò nonostante avevo letto come una piccolissima via di uscita la clausola di salvaguardia. Il rischio che anche questa venga annullata richiede-a mio parere- una risposta forte di noi cittadini tutti della quale la nostra associazione dovrebbe essere promotrice. Una dimostrazione che parta da questa strumentale contestazione per rivolgersi a tutta la cattiva amministrazione, compresa l'intera macchina amministrativa nelle cui pieghe si nascondono e si organizzano le illegalità che giorno dopo giorno vengono alla luce. Gli stessi politici - l'assessore ai trasporti Esposito, in questi giorni, - ne denunciano la difficile riformabilita' . La disastrosa situazione ha compattato la cittadinanza, annullando ,spesso , differenze politiche macroscopiche.
Che colore politico hanno i rifiuti abbandonati nelle strade, l'occupazione abusiva di suolo pubblico, l'inquinamento acustico, la movida notturna, l'incuria del verde, .... I percorsi a piedi nei tunnel della metropolitana guasta, gli sporchi ed imbrattati vagoni di metro ed autobus, l' assenza di cura e controllo dei beni comuni che affidiamo in amministrazione.... ? Che fine ha fatto la "culpa in vigilando" della quale i dirigenti e funzionari - anche chi non incorreva in veri e propri reati - era chiamato a rispondere? L'assenza della buona politica, quella che discute sulle scelte da intraprendere nel governo della polis e non sulla spartizione degli affari e sulle percentuali da intascare, ha miserevolmente confuso e strumentalizzato il confronto pubblico in contrapposizioni che di politico non hanno nulla.
Difronte a tutto ciò dovremmo reagire come cittadini, ricompattarci per il bene nostro e della nostra città in una grande marcia silenziosa dei comitati, delle associazioni, dei volontari che operano in silenzio ed in trincea. Fuori da partiti e da sindacati, solo cittadini e loro aggregazioni. Una marcia silenziosa e pacifica nella piazza del Campidoglio. Vi ricordate la marcia dei quarantamila dei dipendenti e quadri Fiat degli anni 80? Di fronte a pericolose escalation, politico-sindacali e sociali, scesero in piazza i "silenziosi",i lavoratori apparentemente assenti dal dibattito in corso. Furono un fiume che attraversò Torino e segnò la definizione delle richieste.
Credo che anche noi ,a Roma , dovremmo scendere in piazza. Tra politici ed amministratori da una parte ed Ama ed Atac dall'altra - le aziende pubbliche tramite le quali si è operato maggiormente per lo sfascio - dobbiamo porci noi cittadini,per ricordare ad entrambi che ci siamo e che vigiliamo e controlliamo il loro operato. Dobbiamo,a mio parere, dare forza a quei pochi, in entrambe le parti, che stanno operando per riportare la legalità ed il perseguimento del bene comune. Dobbiamo esserci in modo visibile ed in tanti. Non solo davanti al computer. Le modalità del come e dove sono, ovviamente, discutibili,migliorabili e modificabili. Ma dobbiamo farci vedere , numerosi e determinati, per dare voce all'apparente silenzio della nostra forza che anche sui media non trova adeguata rappresentanza.
Questa la mia proposta.
Annamaria Palaia di Cittadinanzattiva Bologna-Nomentano
 

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