5 gennaio 2016

PROROGATO PER ALTRI SEI ANNI IL CONSORZIO TIBERINA






comunicato stampa

Prorogato per altri sei anni il Consorzio Tiberina

Anche a seguito delle risultanze dell’ultimo incontro pubblico all’Isola Tiberina,  il Consorzio Tiberina, che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2015, è stato prorogato per altri 6 anni, assumendo la denominazione di CONSORZIO TIBERINA – Associazione consortile per l’Assemblea di Fiume e di Bacino del Tevere e per i relativi Patti e Contratti. Vecchi e nuovi aderenti (ammessi ufficialmente nell’Assemblea dell’ultimo dell’anno) hanno fornito le prime risorse per sostenere spese gestionali, stage, attività sul territorio; nuove iscrizioni sono attese fin dalle prime settimane del 2016 per partecipare all’Assemblea di Fiume, alla Segreteria Tecnico-Scientifica (ancora da nominare), ai Tavoli di Lavoro e all’Osservatorio Istituzionale (già esistente nel vecchio Statuto, corrispondente alla Cabina di Regia tipica dei Contratti di Fiume): a quest’ultimo Organo saranno ufficialmente invitati i Rappresentanti Istituzionali interessati, anche per contribuire a un “Manifesto per il Tevere e la regione Tiberina”, già avviato nella stesura.

<<Sono molto lieto di questo momento ricostitutivo, dopo i primi 6 anni di vita di un Soggetto pubblico-privato così innovativo nel panorama non soltanto italiano>>, ha dichiarato il Presidente Giuseppe Maria Amendola. <<Se nel 2010 si veniva dall’attività di un primo nucleo di interessati, con motore culturale nell’Associazione Amici del Tevere, oggi l’approccio è stato molto più legato alla partecipazione e alla coesione territoriale, partendo dal know-how acquisito e dalle esperienze di una varietà di Soggetti che hanno contribuito ai primi importanti risultati, ivi compresi l’accreditamento presso le Istituzioni e la creazione di un’amplissima platea di cittadini interessati. Anche la stesura del nuovo Statuto ha tenuto conto di tanti contributi, sia di Consorziati sia di nuovi Consorziati in ammissione sia di ulteriori Soggetti che hanno fornito importanti suggerimenti. I Patti e Contratti nella nuova denominazione sono ovviamente un mezzo, e non un fine, atti a contribuire alla protezione e alla valorizzazione del Tevere e del suo Bacino, la regione Tiberina. L’approccio non può che essere integrale e coordinato, come era evidenziato nella vecchia denominazione, soprattutto tenendo conto degli effetti ecologici da monte a valle, fino alla Foce, e degli innumerevoli “percorsi” che si possono ideare dalla Capitale e verso la Capitale, nella Valle del Tevere e fino allo spartiacque del Bacino. Al culmine del mandato del prossimo Sindaco, i 150 di anni di Roma Capitale nel 2020 potrebbero essere anche per noi, nel nostro piccolo,  un momento per così dire epocale, per un bilancio di 10 anni di lavoro consortile aperto e allo stesso tempo fondato dal punto di vista tecnico-scientifico: e magari si realizzerà l’obiettivo ambizioso che era nel titolo del dibattito pubblico che svolgemmo al Circolo Canottieri Lazio nel luglio 2014, lanciando il Contratto di Fiume per Roma, “Il Tevere a Roma: da ferita nella Città a luogo di vita e di coesione”. Una metafora di ripresa e allo stesso tempo un nuovo intervento “storico” a Roma, in chiave contemporanea, visto che nel 1870 vi fu anche la disastrosa piena che porto alla realizzazione dei Muraglioni del Centro Storico? Ce la mettiamo tutta!!>>.

Il neo Vice Presidente Raffaele Condemi, Presidente del Circolo Canottieri Lazio, ha a sua volta commentato: <<Questa nomina è un onore personale, guadagnato forse anche per aver creduto, già dal 2014 ospitandone il Comitato Promotore, al Contratto di Fiume del Tevere nell’area urbana di Roma. Un primo impegno sarà coinvolgere tutti i Circoli remieri della Capitale, e il “mondo” che vi ruota attorno, in questa impresa di rendere il Tevere a Roma, al Centro Italia e – direi – al Mondo. Già altri Circoli hanno aderito, giacché noi viviamo sul Tevere il nostro tempo libero e in fondo ce ne siamo sempre occupati per un interesse, pur legittimo. Ma il tema è sempre più complesso e interdisciplinare, per cui bisogna passare ad una nuova forma di solidarietà ecologica e ad una cura estesa anche al di fuori dei propri confini di Concessione, mettendo insieme le migliori energie. Spero che le tante personalità e i cittadini che frequentano i nostri sodalizi vorranno impegnarsi nell’impresa realmente epocale cui accennava il Presidente Amendola, sì come portatori di interessi, ma di interessi che siano sempre inquadrati in un’idea di sviluppo sostenibile e di protezione oculata che non può che essere condivisa da tutti, ognuno con i propri mezzi, che siano intellettuali o finanziari e materiali>>.

Fra i primi obiettivi di un possibile “Programma d'azione”, in ordine sparso (anche se evidentemente da coordinare e condividere con la più vasta comunità possibile): controllo civico sulla qualità delle acque in ottemperanza a Norme e Piani vigenti, recupero e messa a sistema di aree e immobili demaniali, bonifica e manutenzione permanente del sistema fluviale attraverso un sistema di cooperazione pubblico-privata, realizzazione di una serie di “progetti bandiera” e progetti strategici, coinvolgimento ancor maggiore delle forze sociali ed economiche, coinvolgimento di “testimonial” nel progetto di recupero del Tevere (anche in vista dei 150 anni di Roma Capitale), definizione dei più idonei strumenti di Programmazione Negoziata, proposta della creazione di una Fondazione di Partecipazione che destini ricavi a una o più azioni fra quelle su indicate, reperimento di Fondi (Europei, Nazionali, etc), un “incubatore diffuso” di nuove professionalità e molto altro.

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