26 agosto 2017

Recensione film:ATOMICA BIONDA regia di David Leitch


Con Charlize Theron, James McAvoy, Sofia Boutella, John Goodman, Toby Jones, Eddie Marsan, Daniel Bernhard, Roland Møller, Bill Skarsgård, del 2017. Musica di Tyler Bates.

 



 

Una donna spia ma algida e “maschia”

Atomica Bionda è un film tratto da una graphic novel del 2012, elaborata da Antony Johnson e Sam Hart, che si chiama “Coldest City” e che nel film appare un attimo come password nel monitor di un computer.

Il film è un intrigante videogames cattivissimo dove la protagonista è una sorta di 007 in gonnella: una spy story a Berlino nel 1989 a cavallo della caduta del muro. Si è instaurato già con le ultime interpretazioni di James Bond da parte di Daniel Craig, una modalità di descrizione degli agenti segreti più grottesca che ironica, con una notevole connotazione di fisicità quasi "proletaria", decisamente poco intellettuale , molto solida e "maschia". Qui gli fa da controcanto la splendida Charlize Theron (ma dove trova tutta quella forza con quelle gambe così sottili e longilinee?) che interpreta Lorraine Broughton, agente dell’intelligence MI-6. Botte, calci, pugni, fredda e distaccata, da sola riesce a sconfiggere bande di russi e di nemici uccidendole a sangue freddo.

La nostra eroina non si deve fidare di nessuno, neanche – o piuttosto tantomeno - delle spie del suo stesso Governo (britannico of course). Ma ci sono anche la CIA e il KGB.

Chi sarà il traditore? Chi fa il doppio gioco? Questo è ciò che deve scoprire Lorraine, oltre a dover recuperare una preziosissima lista di tutti gli agenti segreti occidentali che, nelle mani sbagliate, rischierebbe di far scoppiare la Terza Guerra mondiale!

Vestita nello stile anni ’80, la biondissima spia non passa inosservata, né nella Berlino Ovest, né tantomeno nella Berlino Est. Quest’ultima è cupa, grigia, deteriorata e mal ridotta, in contrapposizione a una Berlino Ovest chiara, lucida e piena di nuove costruzioni così come i grattacieli che si vedono dall’alto di un terrazzo dove si incontra con l’amico Merkel (Bill Skarsgård). I giovani abitanti ribelli della parte orientale sono Punk e Pop e si trovano nel bel mezzo della Guerra fredda.

Vorrei fare qualche notazione di dettaglio: durante una fuga Lorraine si rifugia in una sala cinematografica dove si proietta The Stalker, un film violento. E guarda caso nella libreria del durissimo David Percival (James McAvoy) c’è il libro (rosso) di Macchiavelli. Un’altra domanda banalissima che mi viene in mente: ma dove li prende Lorraine tutte quelle tute, quei vestiti da sera, i cappotti, le parrucche, varie armi e scorte infinite di medicine, il tutto in un bagaglio così piccolo?

Bellissima è Charlize nei primi piani e quando fa il bagno nella vasca piena di cubetti di ghiaccio - che fortifica e attutisce tutti i dolori - bevendo vodka Stolichnaya. Così come bellissima è la doppia anima di Berlino di quegli anni. Ciò che dovrebbe far riflettere è che anche nel mondo della fiction la donna, no a caso si dice “cazzuta” o “con le palle”, è vista come totale emulazione maschile e più è brava e più lotta e agisce come un uomo. Perfino le poche scene di sesso sono scene lesbiche, dove David Leitch le attribuisce un ruolo protettivo e maschile.

Alla fine un po’ troppi epiloghi rendono farraginosa la vicenda e, io stessa, non sono sicurissima di aver capito tutto il complicato intreccio. Però il film fa sicuramente il suo effetto.

David Leitch è un ex stuntman ed è pertanto affascinato dai film d’azione. Si è già cimentato in questo genere con il recente “John Wick – Capitolo2”, ma è molto pieno di visual effect e impegna uno staff composito e molto vasto che vanta anche più 3D artists. Il film è tutto ritmato dalle ottime musiche di Tyler Bates tra quelle di David Bowie dei Depeche Mode, Queen, Falcon, Duran Duran, Nena, New Order.

 
Ghisi Grütter

 

 

1 commento:

  1. bellissimo film ed da rivedere io melo scarico quando uscirà su internet


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