20 gennaio 2015

TANTO RUMORE PER NULLA:IL CASO DEI VIGILI ASSENTI LA NOTTE DI CAPODANNO A ROMA

 

 
 
 
 
Come era prevedibile , l’affaire dei vigili assenti a Roma la notte di Capodanno si è sgonfiato: dei 500 e passa certificati medici, solo qualcuno è contestabile.Stiamo parlando di nemmeno dieci vigili che avranno tutto il tempo di presentare le loro giustificazioni.Pene previste qualora ritenuti effettivamente  “colpevoli”:qualche debole reclamo o al massimo qualche giornata di sospensione.E allora?

Allora l’episodio ci insegna un paio di cose che dovrebbero essere tenute ben in mente da chi governa la città di Roma e soprattutto dal nostro caro Sindaco,il sor Ignazio.

Lasciarsi andare a dichiarazioni forti,chiedere l’immediato licenziamento dei colpevoli  di assenteismo si è rivelato un boomerang.Qui siamo a Roma non negli USA e si gioca con le regole della casa.Lei,caro Sindaco, e il suo comandante,Raffaele Clemente, avete dimostrato ancora una volta scarsa capacità gestionale e scarsissima empatia con il corpo dei vigili.Corpo dei vigili che in tutti questi anni si è dato delle regole ,con l’avallo del Sindaco di turno,che sanno utilizzare benissimo,che sanno modellare a perfezione a seconda le occasioni,che tirano fuori al momento opportuno con un sincronismo e con una solidarietà di corpo non comuni.E’ chiaro che la trappola di Capodanno non è stata casuale e che “l’epidemia” era nell’aria.Noi pensiamo che né il Sindaco,né il comandante Clemente né altri seduti in Giunta abbiano  avuto le antenne giuste  per intercettare o almeno rendersi conto della gravità della situazione,del pericolo né tantomeno abbiano saputo usare un po’ di intelligenza e di disponibilità al dialogo o almeno di ascolto.

C’è da dire però che un corpo di vigili che usa le regole che si è dato per mostrare  i propri muscoli al Sindaco e ad un comandante sgradito ai più,non dimostra un grande rispetto e senso di responsabilità per la città e per i cittadini che dovrebbe tutelare.Un corpo che non sente questo  e che antepone i propri “diritti” e le proprie “rivendicazioni” al proprio dovere e agli obblighi a cui lo richiama il fatto stesso di indossare una divisa,  non è un corpo di vigili  che ricopre  funzioni pubbliche.Al più è un corpo privato  composto da metronotte e  vigilantes.

Questa vicenda ,una triste vicenda,ha dimostrato ancora una volta che la capitale d’Italia,una grande città europea,è un gigante dai piedi d’argilla,i vigili,ma anche dotata di un cervello,il Sindaco e i suoi dirigenti e assessori,di scarso acume ed intelligenza.

Allora si riprenda il dialogo,si chiuda la trattativa ma si comincino a cambiare,anche lentamente le regole.Una città non può essere presa in ostaggio dai suoi dipendenti,tantomeno dal corpo dei vigili.
Poi dovremmo parlare dei medici che rilasciano i certificati di malattia forse un pò troppo superficialmente,che è una storia nella storia.Ma ci auguriamo che  a questo  ci penserà l'Ordine dei Medici.
Domenico Fischetto

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