7 febbraio 2016

IL PARTITO DEMOCRATICO E LA VICENDA DEI SINDACI DI ROMA E BRINDISI





                                                                  Veduta di Brindisi
                                                                        Veduta di Roma


La vicenda vergognosa del Sindaco di Brindisi ,agli arresti domiciliari da ieri per corruzione ,ci riporta alla mente la vicenda della destituzione  del Sindaco Marino. Voi direte:  che c’entra Marino con Brindisi? Lui non c’entra niente , ma c’entra il PD.
Infatti qualcuno ci deve spiegare come mai un Sindaco del PD ,Cosimo Consales ,sospeso dal Partito Democratico sin dal 2013 ,a detta del segretario regionale PD Emiliano, e non abbiamo motivo di dubitare  delle sue dichiarazioni dette con   cipiglio severo , abbia continuato a governare una città fino a ieri e quindi in condizioni potenzialmente di  nuocerle. Non si capisce come mai i consiglieri comunali di Brindisi  del PD non siano stati colti da responsabilità fulminante al pari dei loro colleghi romani e non l’abbiano sfiduciato prima che si materializzasse la polizia davanti al portone di casa del  Sindaco ieri mattina. Qualcuno nel PD dovrebbe spiegare all’opinione pubblica se nel PD si applicano due pesi e due misure,se la severità nell’applicazione delle regole è direttamente proporzionale agli interessi e all’immagine della città dove il Sindaco è insediato. E sicuramente Roma è mille volte più importante di Brindisi . Ma non dovrebbe essere questa la regola. Se sia  più delittuoso arzigogolare sulla liceità di alcune fatture di ristorante a carico del Campidoglio, oppure il sospetto pesante che a Palazzo Nervegna,sede dell’ufficio del Sindaco di Brindisi,si celassero delitti più pesanti.
Qualcuno ci deve spiegare se le regole della maison di Via Sant’Andrea delle Fratte,siano applicate con lo stesso rigore e severità in tutto il territorio nazionale oppure ci siano le debite eccezioni.Lo dovrebbero  spiegare soprattutto a quei giovani  accorsi numerosi  ieri per partecipare alla prima sessione della scuola di Partito , dove  per l’occasione è stato  rispolverato il buon Veltroni . Perchè ,se il PD ha ritenuto  giusto aver fatto dimettere Marino dal notaio ,non si capisce perché mai  si sia fatto bruciare a Brindisi  dalla locale Questura un’occasione  ancor più favorevole per  fare il bis .
Allora  chiediamo al PD intanto di chiarire questo diverso trattamento, di non trattare la pubblica opinione da stupida e da abboccona. Di prendere provvedimenti nei confronti di Emiliano, che non ha saputo gestire l’affaire Consales e si è fatto anticipare dalla polizia ,contravvenendo al suo ruolo di segretario regionale del PD Puglia e di garante della serietà del Partito e della correttezza nell’applicazione delle regole. Con il suo comportamento omissivo ha dato  una cattiva immagine di sé ,del Partito che rappresenta e ha messo  alla pubblica gogna un’intera città. Poi ,sempre il PD ,se proprio volesse dare un segnale ,non dovrebbe ricandidare a Brindisi i suoi consiglieri  che fino ad oggi hanno fatto le belle statuine e si sono stati ,se non complici, ma almeno silenti nei confronti del loro Sindaco. Ed infine,e qui la vediamo davvero di difficile attuazione, sarebbe il caso che non fossero ricandidati nemmeno i 19 consiglieri di Roma non tanto perché hannno costretto Marino alle dimissioni ma perché con il loro gesto hanno dimostrato di infiaschersene delle regole fondanti della Democrazia.
Insomma ,caro PD,sei ancora in tempo a rimettere le cose nel binario giusto , ma temiamo che sprecherai anche questa occasione. E allora non restano che gli  elettori per darti  la sveglia.
Domenico Fischetto

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