3 febbraio 2016

SE FOSSIMO ANCORA QUELLI DI UNA VOLTA

Se fossimo ancora quelli di una volta, non avremmo sopportato neanche un momento la notizia che in Danimarca il parlamento aveva deciso di prendere ai profughi quel poco di valore che erano riusciti a portare con sè.
Non avremmo sopportato che qualcuno volesse portare via a uomini donne bambini che avevano ancora addosso la paura e la guerra, quei pochi pezzi di sè, come ai condannati che entrano in prigione. Qualcuno voleva prendere anche le loro fedi nuziali.
Se fossimo ancora quelli di una volta, avremmo gridato, protestato. Saremmo andati in tanti sotto le ambasciate di quel paese che dicono il più felice del mondo. A dire che solo un paese di gente infelice può pensare una cosa simile. L’ infelicità di chi non sa più vedersi negli altri, capire il dolore e la paura, e aprire le braccia per curare le ferite.
Se fossimo ancora quelli di una volta avremmo pensato di fare qualcosa, perchè questa notizia non scivolasse via nel mare delle cose fastidiose in cui navigano ogni giorno le nostre esistenze. L’avremmo tirata fuori, mostrata a tutti, perchè tutti capissero che quella non era una notizia come le altre.
Era l’inizio di qualcosa di molto brutto. Un segnale che la storia ci ha insegnato che troppo spesso viene ritrovato solo con il senno di poi. Quando qualcuno si chiede, ma perchè nessuno ha detto, perchè nessuno si è ribellato, perchè nessuno ha gridato?
Se fossimo ancora quelli di una volta l’avremmo fatto.
Anna Maria Bianchi Missaglia

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