14 febbraio 2016

Recensione film:1981 INDAGINE A NEW YORK di Jeffrey C.Chandor



1981 INDAGINE A NEW YORK
regia di Jeffrey C. Chandor
con Oscar Isaac, Jessica Chastain, Andrew Brooks, David Oyelowo
Fotografia di Robert Levi e Bradford Young
Costumista Kasia Walicka-Maimone


Il sogno dell’onestà


“A Most Violent Year,” è il titolo originale di un film amaro, lento e inesorabile. Forse girato con un ritmo un po’ troppo lento.
Abel Morales (un ottimo Oscar Isaac) è un ex camionista di origine ispanica che ha sposato la figlia del capo mafioso (Jessica Chastain) e si è inserito nel traffico di compravendita di gasolio tra il Messico e gli Stati Uniti. Abel vuole comprare un grosso deposito in un’area dismessa, presumibilmente nel New Jersey, per avere maggiore autonomia nei trasporti e nel deposito: «Posso comprare d’estate quando il prezzo è più basso e rivendere durante l’inverno» spiega lo stesso Abel. Ma i suoi concorrenti non lo lasciano in pace, Abel subisce continui furti di camion-cisterne e di carburante, i suoi autisti vengono picchiati violentemente. Siamo alle soglie di una guerra che Abel non vuole accettare perché sta cercando di uscire “pulito” e di fare affari legalmente nonostante la moglie ceda continuamente alla mentalità e allo “stile” della famiglia di origine.
Sembra ci sia un complotto contro Abel Morales perché, in contemporanea alle provocazioni dei gangsters, da due anni il procuratore distrettuale (David Oyelowo) gli sta addosso per trovare capi di accusa che lo incriminino e lo mettano fuori gioco. Abel resiste ancora nonostante tutto, riuscirà tra mille ostacoli a ottenere il suo deposito ma a qualcosa sarà costretto a rinunciare.
Il film ci mostra l’altra New York, quella rotta, sporca, con i vagoni dei treni fatiscenti e rovinati. Bella è la scena in cui Morales segue i rapinatori del suo camion in luoghi del tutto insospettati ai turisti della Big Apple. Il regista mostra di essere padrone del genere gangster ma lo reinterpreta con sobrietà quasi minimalismo. Le persone sono appena tratteggiate ma vestite in modo esemplare: cravatta a righe, rolex d’oro e colli larghi per lui, stivali e cappotto con le spallone per lei – siamo agli inizi degli anni ’80 e così voleva la moda - mentre il fido avvocato (Andrew Brooks) è l’unico vestito quasi da intellettuale europeo
 Ghisi Grütter

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