5 marzo 2016

LE PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA A ROMA.





                                  I candidati alle primarie per il centro-sinistra al Campidoglio

Domani, 6 marzo, si svolgeranno  le primarie del centro sinistra a Roma.
Di centro sinistra veramente c’è pochino,  diciamo che sono delle primarie di centro dove il Partito Democratico fa la parte del leone. Nessuno ci venga a dire che creano qualche problema quei candidati che si sono presentati per avere un attimo di visibilità e magari qualche tozzo di pane dopo. Ovviamente non è il caso di Chiara Ferraro, che con la sua coraggiosa presenza ha già vinto le sue primarie perché ha  rilanciato e posto sotto i riflettori mediatici il problema dei diversamente abili in una città ostile come Roma e per questo la ringraziamo
Ora i candidati alla poltrona di Sindaco sono due: Morassut e Giachetti entrambi di nome Roberto. Con origini diverse (uno viene nientemeno dal PCI e l’altro dai Radicali), ma ora sono fondamentalmente uguali. Fa sorridere la connotazione di uomo di sinistra che si vuole far accreditare a Morassut come anche fa sorridere il piglio corrucciato  di Giachetti quando sembra prendere sul serio quello che dicono i cittadini. E’ovvio che chi  una volta si installerà al Campidoglio, la dottoressa Raggi permettendo, darà ascolto solo al suo capo e alle sue indicazioni. Si preoccuperà certo di affrontare gli atavici problemi di Roma, ma dove c’è la ciccia si guarderà bene dal pronunciare qualche rifiuto. Per esempio per la candidatura alle Olimpiadi di Roma 2024 si sono entrambi schierati a favore. Ma non vogliamo infierire.
Primarie di centro dicevamo quelle del 6 marzo, perché la componente di Sinistra si è completamente smarcata dal PD e ha annunciato già da tempo la corsa di Fassina alla poltrona di Sindaco. Candidatura di rilievo e di peso, ma che non abbiamo problemi a definire  di bandiera, dati gli atavici problemi della sinistra a correre unita e a parlare con una voce sola. Prove di dialogo in questi ultimi tempi ce ne sono state diverse  e sicuramente continueranno ad esserci. In particolare con la lista che sostiene l’ex Sindaco Marino recentemente costituitasi, baldanzosa ed aggressiva , forte del torto subito dal loro mentore. Hanno persino stampato delle belle e fiammanti bandiere che hanno fatto il loro esordio alla manifestazione del povero Giulio Regeni davanti all’ambasciata egiziana. Partoriranno questi incontri un figlio unico? Difficile dirlo in tempi in cui la  stepchild adoption occupa le prime pagine dei giornali. Sapranno i nostri eroi delle smobilitate barricate di sinistra insieme ai   piccolo borghesi mariniani fecondare un ovulo  per le prossime amministrative? Che dire? Speriamo di si. L’essenziale che sia figlio unico.
Passiamo ai Municipi. Anche lì ci sono state bocciature e promozioni. I bocciati correranno per  una poltrocina del consiglio comunale, i promossi si vedranno riconfermati senza passare dalle forche caudine delle primarie. Che nei Municipi sono sempre un po’ antipaticucce , in particolare  per chi milita in un partito come il PD, in cui   un giorno sei amico di uno, il giorno dopo ne sei invece avversario. E allora sarebbe meglio non costringere ad alleanze temporanee per appoggiare l’uno o l’altro, che poi un domani ti si potrebbero ritorcere contro. Ma così va il mondo dalle parti del PD e allora forza con le primarie da Municipio, e alla lotta  tra fratelli e sorelle coltelli.
Nel II Muncipio, proprio mentre scriviamo, si sta svolgendo un raduno dei candidati per il rush finale dei due candidati. Francesca Del Bello gioca in casa in tutti i sensi al Campo Artiglio, mentre Alemanni è al Teatro Arcobaleno. Che dire di questi due candidati? Ce ne asteniamo perché effettivamente non c’è molto da dire . Avremmo preferito magari una terza candidatura che avesse messo un po’ di pepe alla competizione. La Del Bello ha molta esperienza avendo ricoperto in passato ruoli nelle giunte precedenti dell’ex III Municipio, Alemanni è quello che si potrebbe definire un figlio dei tempi renziani: rampante,spregiudicato,estremamente flessibile.
Ognuno naturalmente appoggiato dalle rispettive tifoserie che hanno radici non solo sul territorio ma anche dalle parti del Nazzareno.
Insomma il 7 marzo sapremo chi ha vinto e sapremo chi ci avremo davanti e magari ci governerà.
Ma un pronostico lo vogliamo comunque fare: secondo il nostro modesto parere non ci saranno le code delle primarie precedenti che un po’ sorpresero gli stessi dirigenti del Partito Democratico. Questa volta vincerà chi saprà portare a votare per sé quei pochi elettori ( leggi: le proprie truppe) che ancora ne hanno voglia.
Però occhio alle comunità  dei cinesi e dei  sudamenricani!!!
Domenico Fischetto

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