16 marzo 2016

PROVIAMO VERGOGNA



                                                              Rifugiati Siriani


Proviamo vergogna per noi e per i nostri governi  quando assistiamo, nel caldo delle nostre case e dei nostri letti, circondati dalle nostre certezze e dalle nostre sicurezze, folle enormi di migranti che cercano un riparo, asilo, rifugio. Ma con quale coscienza si possono ricacciare indietro , verso dove non si sa, uomini , donne e bambini che sono fuggiti dalle loro case, dal loro Paese, dai loro affetti per cercare di salvare la propria vita ed avere una possbilità di riscatto, di  futuro più dignitoso per sé e per  i propri figli?

Siamo stufi dell’ipocrisia di tutti i governi, di quest’Europa della finanza e delle banche e che si divide, spacca il capello in quattro, quando si tratta di dare aiuto, di tendere una mano, di accogliere.

Ma con che coraggio diciamo noi si possono guardare queste immagini in cui si vedono folle marciare verso l’ignoto, con i piedi nudi nel  fango, attraversare fiumi in piena? Con che coraggio si possono guardare le persone annegare, soffrire, morire?  E’ un’umanità la nostra che lascia che questa povera gente vaghi senza meta in cerca di un rifugio, di un po’ di calore senza reagire veramente , senza tendere la mano per salvare e soccorrere? Ci fa tristemente riflettere il pensiero che ci si stringe tutt’intorno quando si commemora la Shoah e gli orrori criminali nazi-fascisti mentre ci si volta dall’altra parte ora davanti a questa sofferenza immane di tanta gente? Non è forse la stessa cosa? Non sono forse queste persone vittime di regimi criminali, di prepotenze e di soprusi? Non pagano forse con la vita? Non sono di fatto dei deportati e i campi profughi non sono dei campi di concentramento? La storia purtroppo sta ripetendo i suoi orrori e noi facciamo finta di non accorgersene. Cosa aspettiamo, noi cittadini europei di commemorare le vittime di questo olocausto fra 40 anni , ponendo corone davanti a mute lapidi o lanciandole in mare come ha fatto il Papa, o installando nuove pietre di inciampo? E’ ora che ci dobbiamo dare da fare.E’ ora che dobbiamo aiutare queste popolazioni, è ora che la nostra solidarietà e la nostra accoglienza deve essere messa alla prova.

E’ ora che questa gente ha bisogno di noi.
Ora e non domani.

Domenico Fischetto

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