6 ottobre 2016

LA SINDACA COME IL MARCHESE DEL GRILLO?

Alberto Sordi, nell'indimenticabile interpretazione del Marchese del Grillo

Più si va avanti nella gestione dei problemi di Roma (ben poco finora ma abbastanza per tracciare un piccolo consuntivo) , più la neo Sindaca assomiglia al Marchese del Grillo e a quello che pensava del popolo romano, riassunta nella famosa frase che tutti voi ricorderete.
Questo perché se persino dalle periferie si cominciano a lamentare di lei , allora c'è qualcosa che non va. Sì, avete capito bene, le periferie che le hanno dato la vittoria e l'hanno portata in trionfo sul colle capitolino,  non i quartieri nobili che hanno confermato, peggio per loro, presidentesse di Municipio del PD, " mascalzone e reietto".
Quindi proprio questo ci conferma la vicinanza della nostra Sindaca al Marchese ,
Speriamo che  il Marchese non si rivolti nella tomba!!!
D.F.


E’ da poco scaduto il bando della Presidenza del Consiglio sulla rigenerazione delle periferie. Il bando entro il 31 agosto chiamava 12 aree metropolitane o capoluoghi di provincia ad esprimersi sulle necessità e per la riqualificazione di aree periferiche a rischio inclusione per abbandono manutentivo e ambienti ostili alla qualità comunitaria o comunicativa.
Il Coordinamento delle Periferie di Roma ha individuato nella data di scadenza un vulnus alla partecipazione dei cittadini al processo di identificazione delle debolezze e delle criticità presenti nei territori da individuare. La questione era semplicemente che non “vedeva” la sovrapposizione tra il bando e le elezioni amministrative, mettendo in difficoltà i Comuni che partecipavano alle elezioni amministrative e quindi di recente insediamento, nelle scegliere consapevolmente le aree, i bisogni, le fragilità e nel verificare un processo di condivisione/scambio con le comunità locali penalizzate nei tempi, nelle informazioni delle procedure progettuali e le azioni di animazione sociale di accompagnamento opportune.
Per questa ragione il Coordinamento ha indirizzato una richiesta alla Presidenza del Consiglio per una proroga del bando di 60 giorni. Un tempo certo e minimo che avrebbe permesso lo svolgimento di consultazioni, di proposta, di conoscenza, di indirizzo: cioè gli elementi fondativi di ogni processo di partecipazione. Pur avendo il Coordinamento raccolto l’assenso di numerosi Comuni in turno elettorale, la Presidenza del Consiglio ha deciso di non valutare la possibilità individuata e il bando ha avuto seguito nei tempi previsti.
Definita questa premessa, per chiarezza dei fatti, ci saremmo aspettati di poter interloquire in ogni caso con l’Amministrazione Capitolina, anche se in tempi ristretti ed estivi. Ma non c’è stato nessun passo in tal senso. Lo stesso dicasi per i Comuni dell’area metropolitana.
L’intera vicenda delle scelte progettuali  è stata gestita dai Dipartimenti dell’Urbanistica e delle Periferie con qualche timida richiesta ai Municipi. Già questa sembra una anomalia di una Città che non è in grado di esprimere un provvedimento unitario sul medesimo argomento.  E’ evidente che ognuno dei due Dipartimenti  ha tirato fuori le precedenti analisi di bisogno o i progetti sedimentati e con questo armamentario ci si è presentati alla valutazione senza esprimere una visione di Città, una metodologia complessiva, un coinvolgimento dei Cittadini se non altro  del Terzo Settore come per altro richiesto dal bando. A nostro vedere, tali scelte ci appaiono come tampone di basso profilo utilizzato come completamento di manutenzioni, incurie e in assenza di una visione strategica della città e di azioni di rilancio e di promozione delle qualità ambientali, culturali, produttive e sociali presenti nei territori.
In cosa è evidente la visione della Città?  Quale rigenerazione e ricucitura si delinea?
Aggiungiamo a queste considerazioni alcuni elementi su cui ci esprimeremo in un incontro pubblico, con più compiutezza, nel momento in cui avremo a disposizione il materiale complessivo di motivazioni e  scelte delle progettazioni presentate. Rimane comunque il dato chiaro di una raffazzonata apertura dei cassetti di cui non se ne capisce spesso la logica se non quella riparatoria e di una mancanza totale di qualsiasi forma di partecipazione, nonché di trasparenza nella pubblicazione degli atti e nella presentazione dei progetti allegati.
La lettura della Città rimane periferica e come tali restano le Periferie.
Coordinamento Periferie di Roma                                                           
  Roma 30 settembre 2016


Nessun commento:

Posta un commento