21 ottobre 2016

RIFLESSIONI SUL PROSSIMO REFERENDUM

Questa nuova costituzione, che porta il nome di Renzi, ma che è stata scritta nelle stanze di alcune grandi istituzioni finanziarie, è ispirata dall'idea che i cittadini debbano contare sempre meno, che la sovranità non debba più appartenere al popolo - o appartenergli sono nominalmente - ma che in realtà debba essere esercitata da chi può e da chi sa. Debba essere esercitata dalle banche, dalle grandi industrie, dalle multinazionali, in sostanza debba essere esercitata dai padroni, dalle persone molto ricche, basandosi sul principio che gli interessi dei padroni coincidono con quelli generali. Invece non è così: i padroni hanno sempre fatto - e sempre faranno - solo i loro interessi, a scapito degli interessi collettivi e di quelli delle classi più povere. La guerra di classe non è un'invenzione di Marx, ma il conflitto che ogni giorno i padroni combattono contro di noi, per sfruttarci. La Costituzione serve a difenderci e per questo loro la vogliono cambiare. In gioco non è la sopravvivenza di qualche posto da senatore, ma questa idea sottesa alla riforma che le istituzioni democratiche siano un ostacolo allo sviluppo. E per questo tutti i banchieri, tutti gli industriali, tutti i potenti sono schierati per il sì e fanno schierare per il sì le loro marionette, da Obama alla Merkel, da Hollande a Juncker.
Oggi hanno già abolito le elezioni provinciali, eppure le Province ancora funzionano: allora qualcuno potrà chiedere di abolire anche le elezioni regionali e poi quelle comunali. Oggi aboliscono non il Senato, ma l'elezione democratica di questo organo, in nome dell'efficienza e del risparmio; domani qualcuno sosterrà, in nome degli stessi principi, che anche seicento deputati sono troppi, troppo costosi e troppo inefficienti, e quindi ne chiederà la riduzione, e che il meccanismo di voto è troppo complicato e troppo costoso. E non ci sarà più alcun principio per fermare questa deriva, perché con questo sì saranno riusciti a distruggere gli anticorpi della Costituzione. Questo è il merito. Su questo saremo chiamati a votare il prossimo 4 dicembre. Per questo voteremo NO.
A questi pretesi riformatori - o meglio a questi nuovi costituenti - poco importa che le leggi vengano approvate da una o due camere. E francamente importa poco anche a me il puro meccanismo. A loro importa che le leggi vengano approvate soltanto dai governi - come avviene di fatto da molti anni in Italia, dal momento che il parlamento si limita a ratificare, spesso sotto l'imposizione del voto di fiducia, i decreti del governo, come è avvenuto in Francia con la Loi Travail, fatta passare senza un voto parlamentare, con una procedura d'emergenza, come una legge di guerra. E questa nuova costituzione va in questa direzione, con la scusa di semplificare, di rendere più veloci le decisioni. Vogliono semplicemente essere loro a decidere. Per questo diciamo NO.
Ai nuovi costituenti interessa manomettere la Costituzione del '48, perché quella Costituzione, proprio perché è nata in quegli anni, perché è figlia della Resistenza, ha un forte impianto progressista. Quella formula dell'art. 1 "fondata sul lavoro" non è un espediente retorico, è un principio. E questo principio è adesso l'unico limite alle violenze di classe. Per questo vogliono scrivere una nuova costituzione, mentre noi dobbiamo lottare per applicare davvero, fino in fondo, la Costituzione del '48. Questo è il merito: "Volete vivere in un paese senza Costituzione?". NO.
L.B.

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