28 settembre 2017

Roma II Municipio:MA COSA CI SARA' DA FESTEGGIARE?

 
                                                 Parco Nemorense o Virgiliano
 
Il vostro cronista  era presente all'inaugurazione, domenica scorsa, del chiosco bar al Parco Nemorense . Ha anche tirato quattro calci ad un pallone, cosa che non gli succedeva da anni. L'aria era di festa. Molta gente che si accalcava in ogni dove. Una bancarella con vendita di frutta biologica (??), un complessino di giovani uomini di colore che suonava ritmi della loro terra lontana mentre uno spilungone ,che faceva parte della brigata, accennava a degli improbabili passi di danza, ma armonici. Un affollatissimo tavolo dove si distribuiva del cibo, non ha capito però di che tipo, ma ha immaginato  gratuitamente, vista la ressa. Ha evitato gli amministratori, che pur erano presenti e ne ha salutato solo uno, a cui lo lega una comune passata militanza .
Un senso di fastidio , di inadeguatezza , se non di vera e propria tristezza , malgrado la festa , lo aveva pervaso. Ed è andato via.
Ora leggendo quanto scrive Marchesini, che potete leggere subito dopo, ha capito cos'era, ha preso forma quel senso di disagio che si sentiva addosso.
E' giusto che un bar, dopo un così lungo periodo di chiusura , venga riaperto e restituito alla cittadinanza. Ma i problemi del Municipio sono ben altri . Sono problemi antichi a cui questa amministrazione non è stata capace finora  di dare una risposta, una soluzione. Al massimo emette  dei balbettii. Tra tutte la più recente: la vendita del Centro Ittiogenico compiuta dalla Regione Lazio senza che il Municipio II, la sua Presidente, ne fosse informata.
Non ci crediamo e non abbozziamo come invece ha fatto l'opposizione che si è accontentata e ha preso per buone le giustificazioni un po' debolucce sempre della Presidente riportate in Consiglio. Neanche un documento di condanna è stato preparato dall'opposizione e portato alla discussione e alla votazione in Consiglio.
Un'opposizione  all'altezza della mediocrità della maggioranza.
 
 
Domenico Fischetto
 
 
Non sono contro le feste, anzi. Meglio ancora se aperte e pubbliche. A quella dell'inaugurazione di domenica scorsa del chiosco bar al Parco Nemorense non ci sono andato perché impegnato nell'assistenza a un ragazzino ricoverato al reparto chirurgia d'urgenza del Policlinico. Mi dicono che la festa è andata benissimo, e ne sono contento. Ma, se devo essere sincero, io alla festa ci sarei andato per chiedere agli amministratori presenti: e la palestra del Campo Artiglio chiusa da anni in attesa del collaudo? E la piscina e il campo da tennis promessi a compensazione dell'enorme parcheggio privato costruito in Via Como? E Villa Massimo chiusa e abbandonata con dentro un enorme ristorante abusivo che funziona a pieno ritmo? E l'Istituto Ittiogenico passato di mano tra il lusco e il brusco dal pubblico al privato? E Villa Blanc che funziona a pieno regime al servizio delle élites industriali e finanziarie, mentre il Piano Regolatore Generale ne prevede un uso di spazi e servizi per i cittadini del quartiere e i bambini della scuola dell'obbligo? E noi dovremmo partecipare felici alla festa per l'inaugurazione del chiosco bar dentro Parco Nemorense? 
 E quando fossero finalmente risolti i problemi veri del II Municipio, che dovremmo organizzare una festa generale con accesso pubblico libero a mense luculliane.
 
Gian Carlo Marchesini

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