13 maggio 2017

AGLI STUDI, AGLI STUDI !

                                                               Debora Serracchiani
 
Questa mattina sui quotidiani nazionali troverete la vicenda che riguarda la ex vice -segretario PD, Debora Serracchiani, la quale, per commentare il grave delitto accaduto in Veneto, dove un rifugiato richiedente asilo politico irakeno aveva violentato una minorenne ha dichiarato : " un atto tanto piu' odioso quanto posto in essere da chi e'stato accolto da profugo come un fratello". Un' affermazione che se fosse stata fatta dall 'uomo della strada, sarebbe stata becera e stupida , se fatta da un esponente apicale di un partito della  Sinistra , da un partito di governo e ' di una gravita' senza precedenti . Vediamo perche ' . La Sig.ra Serracchiani, se non ricordo male dovrebbe essere anche un legale, un avvocato. Stupisce pertanto, e non poco, che   non sappia o non ricordi che  la responsabilita' penale per un delitto e'personale. Il codice penale nel punire lo stupro non pone differenze tra un cittadino, un non cittadino, un rifugiato , un apolide o qualsiasi altro tipo di persona o condizione giuridica soggettiva, oltre l 'eta' e l 'eventuale vizio di mente . Pertanto nel caso della Serracchiani occorre innanzitutto porre un problema di ignoranza, grave , di profonda carenza di conoscenza di quelli che sono i cd " fondamentali ". Certo c 'e ' da rimanere basiti sol che si pensi che la Sig.ra Serracchiani occupa la carica istituzionale di Presidente Regionale ed e'stata fino a qualche giorno fa, vice -segretario dem . Se questa e' la classe dirigente capace di esprimere questo partito...... beh ! Allora stiamo freschi , allora e ' finita . In effetti ella sembra uscita anche per look da una puntata della " famiglia Addams.... " ma questa come direbbe qualcuno e  'un 'altra storia . Credo abbia ragione Massimo D' Alema quando di fronte a questa nuova classe politica iattante ed ignorante esclama " agli studi, si torni agli studi ".Pero' la storia potrebbe essere più  grave e preoccupante, come sembra indicare
l 'intervento del Presidente della Repubblica, che ha fatto capire di essere irritato e preoccupato della improvvida dichiarazione della Sig.ra Serracchiani . Perche ' il Presidente dovrebbe essere saltato sulla sedia appena udita questa dichiarazione politica, provenire da un esponente apicale del partito di Governo, da un Presidente di Regione ? Perche' giustamente, il nostro Presidente della Repubblica si rende conto che potrebbe non essersi trattato della infelice boutade, lanciata sul tavolo da una persona che ha rivestito e riveste un ruolo piu 'importante delle sue modeste capacità , potrebbe trattarsi di un atteggiamento politico posto in essere almeno da una componente della forza politica, che sostiene il governo che sta rimodulando la sua comunicazione politica , facendo leva sulla paura xenofoba, sul razzismo , sulla diversita' . Gia ' questo sarebbe grave per un partito che si presenta nelle vesti di una forza politica responsabile e non nelle vesti di un partito " canaglia". Il punto tuttavia è un altro e piu' grave per le implicazioni e i corollari politici che pone . La Sig.ra Serracchiani con la sua iniziativa ha  detto in buona e semplice sostanza, capisca chi deve capire, che rispetto a delitti gravi quale indubbiamente quello in oggetto , siamo innanzi ad una sorta di responsabilità morale di gruppo etnico e di condizione giuridica . La responsabilita' del fatto criminale deve essere ascritta per mezzo del singolo individuo che la commette direttamente in capo al gruppo etnico, alla categoria sociale i rifugiati, gli immigrati ai quale la singola persona che ha commesso il delitto appartiene . In pratica la Sig.ra Serracchiani con un' improvvida e becera dichiarazione ha inteso riportare la sfera della responsabilità penale al gruppo e non alla singola persona. Ha ignorato e dimenticato il principio del "divieto di responsabilita' penale per fatto altrui " ha riportato le lancette del pensiero penalistico ad un' epoca precedente all' Illuminismo. Se ci affidassimo a persone come la Sig.ra Serracchiani non dovremmo stupirci e scandalizzarci se poi qualcuno volesse fare il processo a carico di un intero corpo sociale ed etnico come accadde con il popolo ebraico durante la persecuzione nazista nella più recente storia contemporanea o le persecuzioni contro i cristiani dati in pasto alle belve al Colosseo sotto gli imperatori romani ! Per questo motivo il mite Sergio, il nostro prudente ed attento Presidente della Repubblica, è saltato dalla sedia non appena ha sentito questa immane stupida dichiarazione politica fatta da un parlamentare che occupa una posizione apicale nel partito di Governo.
Lo dico, lo scrivo, lo penso da tempo . Occorre ricostruire una cultura politica, che introduca una prassi politica adeguata e coerente con le sfide che dobbiamo affrontare . Purtroppo fatti quali quelli in esame dimostrano che la sinistra non solo non esiste più nel PD , ma che soprattutto si e 'impoverito il dibattito politico pubblico, che appare irriconoscibile.
"Agli studi, agli studi !"
 Luca Giordano per Tre Righe.

I commenti

PENSO CHE UNA VIOLENZA SIA SEMPRE GRAVE E SENZA MISURA
Le reazioni alle dichiarazioni rilasciate da Debora sono state eccessive. Ma il web è così. Non va per il sottile. Poi Debora ha chiarito meglio. Ci sta. Ma non condivido. Devo dirlo, stavolta, anche se in genere mi astengo dai commenti. Per un motivo. Se una comunità accoglie un cittadino straniero non gli fa un regalo. Lo accoglie e basta. Si deve sapere che quel cittadino accolto può sbagliare, come tutti. O commettere un reato. In questo caso parliamo di violenza sessuale. E non trovo una misura né una proporzione per differenziare la violenza compiuta da uno straniero accolto in Italia o un italiano. So che Debora non pensa questo ma le sue parole si prestano ad un equivoco ed arrivano ( come spesso accade ) diversamente dalle intenzioni con cui partono. Poiché il popolo non fa esegesi al testo dei politici, quello che arriva, anche se magari incontra del consenso, non mi piace. Perché involontariamente alimenta l'idea che chi è accolto deve ringraziarci e rigare dritto più di noi. Forse sbaglio. Ma non credo.
Roberto Morassut

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