11 maggio 2017

SULLE STRAGI DI CAPACI E VIA D'AMELIO SAPPIAMO VERAMENTE TUTTO?

 
                                           I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
 
 
Attilio Bolzoni ha intervistato Luca Tescaroli il P.M. che svolse le indagini penali sugli attentati di Capaci e via D'Amelio avvenuti ben cinque lustri fa. Come corre il tempo !
 A quell'epoca vivevo ancora a Palermo. Sebbene sia trascorso tanto tempo ricordo i tragici avvenimenti, come se fosse ieri .
Tescaroli ci informa dicendo che oggi gli esecutori ed i mandanti anche apicali della organizzazione Cosa Nostra che idearono ed eseguirono gli attentati sono stati individuati e molti di loro condannati all 'ergastolo . Ci informa che la ragione della decisione di uccidere con la morte Falcone e Borsellino, risiedeva nella volonta ' di Cosa Nostra di punire i due magistrati per il loro impegno a tutela delle Istituzioni che si era perfezionato con la celebrazione del primo maxiprocesso contro Cosa Nostra, conclusosi poco prima con la condanna definitiva di molti esponenti apicali di Cosa Nostra a pesanti condanne ,  l'ergastolo per alcuni . Eppure afferma Tescaroli oggi non conosciamo tutta la verita' , molte circostanze risultano ancora non chiarite, anche se gli indizi emersi non consentono di fornire chiare e precise risposte a molti interrogativi, rimasti senza risposta . La tentata strage
dell 'Addaura , località di mare di Palermo , dove soggiornava in estate Falcone, rimasto un episodio non chiarito avvolto nel mistero e contrassegnato da una lunga catena di omicidi e sospetti " suicidi " , ancora oggi non hanno ricevuto risposta . Si ha la sensazione che in questa serie dello stragismo mafioso vi fosse " lo zampino " dei servizi segreti che fanno sempre capolino in questi tragici eventi . Come mai ? Ad oggi malgrado un incessante impegno degli investigatori purtroppo non siamo venuti a capo di niente . Eppure alcune domande sorgono spontanee. Cosa Nostra non fece un buon" investimento" nel programmare ed eseguire gli attentati . Avrebbe dovuto infatti immaginare l' inevitabile reazione dello Stato, che ha ottenuto successivamente una netta vittoria sulla organizzazione mafiosa, almeno in Sicilia . Certo e' che con le stragi e Tangentopoli nel  Paese venne meno la prima repubblica fondata sui partiti popolari di massa ed inizio ' un nuovo assetto e collocazione dei Centri di Scelta Decisionale. Si tratto ' di un caso ? di una mera coincidenza ? Oppure erano al lavoro " Menti Raffinatissime " , che gia 'lavoravano per una grande trasformazione politica ed istituzionale dell ' Italia ?  Mi piacerebbe saper rispondere a questa domanda . Mi limito soltanto a  registrare che all 'indomani delle stragi di mafia, tutte le stragi, anche quelle accadute nel continente e dopo la stagione di tangentopoli che aveva spazzato via i partiti tradizionali, popolari e di massa, nati dalla Liberazione, il Paese, l 'Italia, sarebbe stata un 'altra cosa. Avrebbero fatto il loro ingresso nel proscenio politico nazionale, nel frattempo esautorato nuove forze , nuovi centri di potere , nuovi personaggi . Non a caso il Capo dei Capi ,Toto ' Riina sosteneva " occorre fare prima la guerra, per poi fare la pace " . Egli indubbiamente si riferiva ad un " dare avere " con altri poteri forti che erano diventati i protagonisti del nuovo contesto di coloro che muovevano le fila e gestivano le trame.... Mala Tempora Currunt.. 

Luca Giordano per Tre Righe .

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