27 maggio 2017

Recensione film :TUTTO QUELLO CHE VUOI regia di Francesco Bruni



Con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Vittorio Emanuele Propizio, Donatella Finocchiaro, Raffaella Labboroni, Antonio Gerardi, Andrea Lehotska, Riccardo Vitelli, Carolina Pavone, del 2017.

 

 


 

 

Quasi amici?

 

“Tutto quello che vuoi” è un film garbato e rassicurante. Non è particolarmente originale, e del tutto prevedibile. Dopo il successo del film francese “Quasi amici” di Olivier Nakache del 2011, la tematica del rapporto tra anziano e badante va di moda; anche qui è evidenziato il contrasto tra l’educazione (all’antica, ahimè) dell’anziano Giorgio (il bravissimo Giuliano Montaldo) e la rozzezza del giovane Alessandro (il bravo e carino Andrea Carpenzano).

Il film è girato con un badget ridottissimo: fa da scenario l’appartamento in un villino vicino a Villa Sciarra, collegato dalla scala del Tamburino con Trastevere e che ben rispecchia la differenza tra la tipologia residenziale “signorile” di Monteverde e quella popolare trasteverina.

Giorgio è un poeta elegante e intellettuale, nato a Pisa 85 anni prima, colpito da una forma di Alzheimer. Era stato amico di Sandro Pertini (di cui porta sempre con sé una sua foto) e aveva combattuto a fianco degli Alleati nell’ultima guerra mondiale. Alessandro, invece, è un ragazzo di 22 anni, rozzo e ignorante – l’unica cosa che legge è il “Corriere dello Sport” - che ha  smesso di studiare e non ha ancora deciso cosa fare della sua vita e, nel frattempo, spaccia nel quartiere. Suo padre, stufo di vederselo ciondolare dentro casa e incapace a educarlo, gli trova il lavoro di accompagnamento del vecchio signore, diventato ormai un po’ sbadato.

Alessandro dalle prime ritrosie, poco a poco si incuriosisce delle cose strane e del mondo sconosciuto che Giorgio rappresenta: la storia, la cultura ma anche la fantasia. Ciò che maggiormente stimola il ragazzo è la stanza-studio dell’appartamento dell’anziano poeta, le cui pareti sono tutte incise di poesie, ricordi e associazioni libere. Si mette alla ricerca dei significati, di un luogo rappresentato di un (forse) tesoro sepolto. Grazie a ciò Alessandro si mette a investigare e va perfino in biblioteca, luogo ignorato e probabilmente “snobbato” da lui e dai suoi amici nullafacenti.

Nasce e si sviluppa, in tal modo, un’amicizia transgenerazionale e interclassista grazie anche alla disponibilità di Giorgio che accoglie perfino gli inseparabili amici “coattoni” di Alessandro, contento di spezzare così la solitudine causata dalla morte della moglie cinque anni prima. Si spingeranno tutti insieme fino in Toscana alla ricerca dei luoghi “perduti” e, a Pisa, dove Giorgio vuole rivedere una sua vecchia fiamma.

Francesco Bruni chiude il film con un finale agrodolce; sceneggiatore storico di Paolo Virzì, di Mimmo Calopresti e de “Il Commissario Montalbano”, è qui alla sua terza regia dopo il successo di “Sciallà (Stai sereno)” del 2011 e il meno riuscito di “Noi 4” del 2014. In “Tutto quello che vuoi” Bruni svela lentamente come tutti i personaggi rappresentati, anche quelli secondari, e in particolare quelli più burberi o rozzi, siano in fondo persone con anime delicate. Il suo ottimismo è sicuramente un po’ eccessivo ma, il tal modo, il film ha il ruolo di risollevare gli animi degli spettatori.

 

Ghisi Grütter

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