24 febbraio 2017

GINECOLGI NON OBIETTORI AL SAN CAMILLO:PARLA ZINGARETTI

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti , passa al contrattacco, per nulla intimorito dai veti incrociati del Ministro della Salute e della CEI circa l'assunzione di due ginecologi non obiettori all'ospedale San Camillo. Ci auguriamo che l'esempio del Presidente della Regione Lazio faccia da apripista per altre regioni con lo stesso problema. Basta ricatti! dagli ambienti catto-conservatori!!!  dalla newsletter di Nicola Zingaretti
Propongo qui una mia intervista a cura di Mauro Favale uscita questa mattina su La Repubblica, se ti va leggila e fammi sapere cosa ne pensi.
Nicola Zingaretti
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«Non c'è nessuna volontà di riproporre scontri ideologici su temi così delicati». Eppure Nicola Zingaretti è consapevole che il bando della Regione Lazio per assumere due ginecologi non obiettori ha scatenato una valanga di reazioni, da una parte e dall'altra.
«Ecco – spiega il governatore – l`importante è che i radicalismi non si impossessino di questi argomenti».
Prima i vescovi, poi il governo, però, hanno sollevato non trascurabili obiezioni. Per la Cei, addirittura, con questo bando viene snaturata la legge 194.
«Io ho il massimo rispetto per queste opinioni. Mi auguro, però, che dopo i dovuti approfondimenti, tutti potranno prendere atto che non c'è alcuno snaturamento della legge. Anzi: dopo anni di difficoltà torniamo a investire sulla prevenzione».
Quanto?
«Oltre due milioni e mezzo sui consultori e circa 30 milioni per rifare completamente le reti della maternità nel Lazio. Il bando va inserito in un quadro più generale».
Resta però un concorso che seleziona esclusivamente medici non obiettori. Gli altri saranno esclusi?
«Il bando non esclude gli obiettori. Semplicemente esplicita chiaramente la funzione che si deve svolgere quando si è assunti e che ovviamente sarà parte del contratto».
La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, dice però che «la selezione non è prevista». Nell`iter del bando non avete informato il ministero?
«Il bando è un'iniziativa che affonda le radici molti mesi fa: è stata prima annunciata, poi espletato il concorso che ora si è concluso. È una delle possibilità previste dalla legge quella di predisporre bandi nei quali i contratti sono finalizzati a un obiettivo: in questo caso è l`interruzione di gravidanza».
E come risponde a chi dice che, invece, che il bando non garantisce gli obiettori?
«Ripeto: nel Lazio il diritto all`obiezione è garantito al 100%. In questo caso di tratta di un bando specifico per 2 figure su circa 2.200 medici in servizio, che se obiettori, sono sicuro, non avranno fatto domanda».
C`è un tema, però: se uno dei medici selezionati con questo strumento cambia idea, diventa obiettore, potrebbe essere messo in mobilità o in esubero? Vi aspettate ricorsi al giudice del lavoro?
«Siamo in presenza di una novità assoluta che individua una strada. Qui entriamo in un campo del diritto del lavoro dove le differenze e le variabili sono infinite. Io credo che il valore aggiunto di questa iniziativa sia ai nastri di partenza: lo Stato cerca personale per svolgere una mansione ben precisa».
Teme che possano essere sollevati profili di incostituzionalità?
«Mi auguro di no e non credo siamo nemmeno in una situazione di conflitto tra leggi statali e regionali. Piuttosto, la nostra è un`iniziativa per rendere davvero applicata una legge dello Stato su cui, per altro, l'Italia ha ricevuto un richiamo dal Consiglio d`Europa».
Quali sono le percentuali dei ginecologi obiettori di coscienza negli ospedali del Lazio?
«Gli obiettori sono il 78%. In questo modo il rischio è inverso a quello segnalato da chi si oppone al bando: e cioè che il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza sia nei fatti quotidianamente negato alle donne».
 

 

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