27 febbraio 2017

LA LIBERTA' DI SCELTA DI DJ FABO

 
                                               Marco Cappato ,associazione Luca Coscioni
 
 
Dj Fabo se n'è andato questa mattina,
 Il suo caso ha scosso molte coscienze nelle ultime ore. Com'era noto Fabiano Antoniani, questo il suo vero nome, aveva scelto di andarsene. Si era recato in Svizzera, per fare ricorso al suicidio assistito. A dare l'annuncio della scomparsa, Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, che aveva accompagnato dj Fabo nel suo ultimo viaggio. La vita di Fabiano, come quella di tanti altri, è stata spezzata tre anni fa, quando è rimasto vittima di un incidente stradale, che lo aveva reso cieco e tetraplegico. Pochi giorni fa, attraverso un videomessaggio, con l'aiuto della sua fidanzata Valeria,  rimasta accanto a lui ininterrottamente, aveva inviato un accorato appello al Presidente della Repubblica, dove chiedeva espressamente di poter porre fine a quella che lui stesso aveva definito una "non vita". Dj Fabo chiedeva a Mattarella di intercedere riguardo al tema della legge sul biotestamento e sull'eutanasia. Ieri era arrivato in Svizzera dove, in un nuovo messaggio, ha fatto presente di essere arrivato "senza l'aiuto del suo Stato". Poi un ringraziamento a chi gli ha permesso di fare quell' ultimo viaggio. Marco Cappato che per questo, al suo ritorno in Italia, rischia dai 5 ai 12 anni di carcere  per istigazione al suicidio. Il tema è decisamente complesso, delicato. Un tema che non tutti, me compresa, possono affrontare, data la poca esperienza riguardo ad esso. Personalmente, ho deciso di scrivere per commemorare la figura di dj Fabo, dopo aver appreso la notizia della sua scomparsa. Ieri sera, guardando un servizio, che parlava della notizia al tg, mi sono commossa e non nego di aver in parte sperato che questo giovane di soli 40 anni, potesse cambiare idea, fare una scelta diversa. Ma poi ho capito. Ho compreso qual è la cosa più importante e dignitosa per un essere umano. Quella di essere libero. Libero di giocare al parco quando sei piccolo e di sporcarti, libero di fare scelte giuste o sbagliate da adolescente, ma anche da adulto, libero di amare chi vuoi, senza pensare a quello che pensano gli altri. Libero di pensarla come vuoi, portando rispetto agli altri e libero di morire, se pensi che la tua vita è diventata una "non vita". 
Mi auguro che lo Stato si faccia carico di approvare una giusta legge che rispetti la dignità dei suoi cittadini.
Anita Costantini

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