20 febbraio 2017

Restituire la sovranità agli elettori

 L’appello dei Comitati del No

di Rossella Guadagnini
Presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, una petizione popolare dei Comitati per il No e contro l'Italicum, ai sensi dell'articolo 50 della Costituzione, sulla legge elettorale "per restituire sovranità agli elettori". Le firme saranno raccolte attraverso la piattaforma web change.org, ma anche grazie alla mobilitazione, sul territorio nazionale, dei 750 comitati locali. L'intento è di raccogliere il maggior numero di adesioni possibile, in modo da presentare - tra un mese circa - il risultato ai presidenti di Camera e Senato, e chiedere al Parlamento di approvare una legge elettorale che tenga conto del risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre.

La sentenza della Corte Costituzionale - sostengono i due Comitati - ha cancellato il ballottaggio, ma ha lasciato in piedi gli "altri due pilastri che tendono a svilire le elezioni, riducendole a una mera procedura per l’attribuzione del potere di Governo ad un ristretto gruppo, attraverso il controllo del Parlamento, a scapito della rappresentanza". Con questa petizione si chiede un intervento di riforma che elimini sia "ogni forma di premio maggioritario, che i capilista bloccati, oltre alle candidature multiple".

Si ritiene infatti che due interventi di fondo "siano assolutamente necessari per ripristinare il modello di democrazia costituzionale che le elettrici e gli elettori hanno riconfermato con il voto referendario del 4 dicembre. Occorre assicurare con le elezioni la piena rappresentatività del Parlamento, delle province e delle aree metropolitane, ripristinando l’eguaglianza del voto dei cittadini, nonché garantire loro la possibilità di scegliersi i rappresentanti, oggi designati dai capi partito".

L'intento è di aprire un dialogo tra le istituzioni e gli elettori.

Se Domenico Gallo, magistrato di Cassazione, e tra i primi firmatari della petizione, afferma la volontà dei Comitati "di aprire un dialogo tra le istituzioni e gli elettori", l'avvocato Anna Falcone, vice presidente del Comitato del No, sottolinea come "i cittadini vogliano contare nelle scelte politiche cruciali del Paese e scegliere, con voto libero, i propri candidati. Il premio di maggioranza al 40% è irragionevole e sproporzionato".

Il costituzionalista Massimo Villone, ricorda come siano "deludenti le motivazioni espresse dalla Corte Costituzionale, poiché non mettono solidi paletti a difesa del sistema democratico". E' necessario invece andare "verso un impianto proporzionale per una legge elettorale coerente con i principi costituzionali. I 750 comitati locali ci chiedono di restare in campo: oggi con la petizione, domani, forse, con una nuova iniziativa referendaria".

Vincenzo Vita del Comitato del No, precisa che l'utilizzo massiccio dei social e la personalizzazione mediatica della politica hanno creato "distorsioni in direzione di una post-democrazia, con un'involuzione autoritaria, che vanno corrette". "Auspico anche -aggiunge- che nella nuova legge elettorale ci siano sanzioni più specifiche per coloro che violano la 'par condicio', ossia che ne rendano più cogente l'applicazione". "La sentenza della Consulta -conclude Alfonso Gianni- non ha sanato il 'vulnus' costituzionale dell'articolo 48 su libertà e uguaglianza del voto. C'è un clima politico di restaurazione, il tentativo di far dimenticare una vittoria popolare, non populista".

(14 febbraio 2017)
 

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