11 giugno 2018

Dai giornali di oggi 11 giugno

 ITALIA-ECONOMIA
Bruxelles, si tratta sulla flessibilità. Investimenti e riforme per
ripartire (Messaggero in prima e p.10): nei prossimi giorni il ministro
Tria vedrà i colleghi francese e tedesco per discutere le “clausole” già
utilizzate dall'Italia per avere margini sui conti. Intanto, dopo le
parole del ministro Tria, Di Maio conferma la linea della fedeltà
all'euro: “Ma chiederemo massima flessibilità” (Corriere p.10). Per
l'Unione decisivo l'impegno italiano sulla riduzione del debito, anche
se resta il nodo del deficit 2018. Il Corriere (in prima e p.10)
intervista Weber (Ppe): “Euro e bilancio, ora da Roma segnali positivi.
E' estremamente positivo come si comporta il vostro ministro delle
Finanze, e anche sulle pensioni ha ragione: in Europa dobbiamo smetterla
di finanziare le riforme delle pensioni, o altre riforme sociali, con il
debito, con i soldi prestati dalle banche”.
A proposito di riforma delle pensioni, il governo punta a riformare la
Legge Fornero introducendo “quota 100”. Secondo L'Economia (p.42-43) la
riforma permetterà di andare in pensione prima ma con un assegno più
magro. E Repubblica (p.10) si concentra sugli sconfitti di “quota 100”:
l'uscita di precari, donne e disoccupati ritarda, con la riforma, fino a
tre anni. E spunta – segnala anche Repubblica – un ricalcolo
contributivo che riduce l'assegno. Saranno 900 mila lavoratori under 30
a finanziare il piano Brambilla “Perchè la legge Fornero serve ai
giovani” commenta A&F (in prima e p.10): pensare di smontarla è un
messaggio destabilizzante e punitivo nei confronti dei giovani, che
vedono messe a repentaglio le pensioni future per favorire gli anziani
di oggi. Introdurre per tutti la possibilità di lasciare il lavoro prima
contraddice l'obiettivo di adeguare lo standard di vita consentito dalle
pensioni. Si può fare, ma l'onere delle pensioni dovrebbe andare a
carico delle imposte e non del sistema pensionistico. L'Economia
(p.6)dedica un focus ai 758 mila assegni che l'Inps paga da più di 37
anni, un'anomalia dovuta soprattutto ai prepensionamenti degli anni
'70-'90, in cui è saltata la relazione tra contributi e prestazioni.
[11/6, 08:04] Michele Cardulli: ITALIA-POLITICA
In primo piano ancora il tema immigrazione. Sugli sbarchi si cambia,
Salvini chiude i porti alle navi delle Ong (Messaggero in prima e p.2 e
tutti). Fermata Aquarius con 600 persone a bordo. “L'Italia ora dice no”
spiega il titolare del Viminale. Il governo invia due motovedette con i
medici per le emergenze. Giornale esulta: “Forza Salvini, ora l'Italia
inizia a dire no”. La linea dura leghista sui migranti agita la
“sinistra” 5S: “La Lega rischia di risucchiarci” (Corriere p.2). Quella
di Salvini una mossa studiata a tavolino – scrive Repubblica (p.3) -, ma
mette a disagio il M5S. “E' l'unico modo che abbiamo per farci sentire a
Bruxelles. Date retta a me, dobbiamo far capire che la musica è
cambiata” dice Salvini. L'ex ministro Minniti a Repubblica (p.6): “E'
solo un azzardo elettorale, io i porti non li ho chiusi neanche quando
in 36 ore arrivarono 13.500 migranti. ”.
“629 persone ostaggio di Salvini” titola in apertura Repubblica. Le voci
dall'Acquarius: “A bordo ci sono bambini e donne incinte, aiutateci: c'è
cibo per pochi giorni” (Corriere p.5). Il leghista Nicola Molteni al
Messaggero (in prima e p.2): “Vogliamo dare un segnale a Bruxelles:
faremo così finchè ci lasceranno soli”. Poi aggiunge: “Perchè non
sbarcano mai a Barcellona, a Malta o a Marsiglia? Noi comunque daremo
assistenza a chi sta a bordo”. Ong all'attacco: “Voltarsi dall'altra
parte ora è inumano” (Repubblica p.6) Scontro Italia-Malta sulla
destinazione della nave (Corriere p.2). Conte all'attacco di Malta: il
premier italiano chiama l'omologo Muscat: “Anche voi dovete farvi carico
dei soccorsi”. Il vero obiettivo italiano è l'Europa (Messaggero p.3).
L'apertura della Merkel: “Mi batterò per una polizia di frontiera
europea” (Corriere p.5). La linea dura ha anche lo scopo di far
intervenire i Paesi di origine delle Ong, con il Viminale che applica la
linea dura come contrattacco per l'allentamento dei controlli da parte
della Libia (Corriere p.3). Libero (p.2) ricorda il grande affare delle
Ong che intasano il Mediterraneo e sottolinea il fallimento della
missione europea Frontex. Sulla Stampa (p.4) parla il vice premier di
Tripoli, Maetig: “Dialogo con Roma per blindare i confini libici. Serve
una strategia comune contro i trafficanti di esseri umani e per
contrastare i terroristi”.
Comunali, avanza la Lega, frenata del M5S. Il Pd resiste. Affluenza in
calo al 61% (Corriere p.5). In Veneto e Toscana avanza il Carroccio, a
Brescia a sorpresa il dem Del Bono prova a tenere la città al primo
turno. Ma il Pd arretra nel resto d'Italia. A Roma crollo dei grillini
nei municipi (Repubblica p.9). Movimento fuori da quasi tutti i
ballottaggi. Ma i giallo-verdi sperano nel cappotto (Stampa p.7). Ma il
test elettorale della maggioranza allarma i 5S, visti i risultati della
Lega. Ma l'asse giallo-verde tiene (Messaggero p.5).
Partita delle nomine, Lega e M5S di dividono le poltrone: scontro sulle
Tlc (Stampa p.6). Trattativa difficile anche su Servizi segreti e Cipe,
cabina di regia per gli investimenti. Telecomunicazioni ai 5S: Di Maio
rivendica la delega sulle Telecomunicazioni e stoppa l'ipotesi di
affidarla al leghista Siri (Repubblica p.7, Corriere p.11). Decisione
rinviata (Messaggero p.9). Intanto, il Carroccio spinge per affidare a
FdI il Copasir e a Fi la Vigilanza Rai: il Pd sarebbe fuori (Corriere
p.11).

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