13 giugno 2018

Dai giornali di oggi 13 giugno


In primo piano su tutti i giornali la storica stretta di mano tra Trump e Kim: nell’accordo firmato (poco più di una pagina) per sviluppare una pace “stabile e duratura” nella penisola coreana, c’è l’impegno di Kim ad avviare il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord e quello di Trump a sospendere le esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud (Messaggero e tutti). Restano le sanzioni. Trump pronto ad andare a Pyongyang, su invito di Kim. Ma l’intesa è molto generica, sono specificati gli intenti ma non tempi e modi per realizzarli. Molte le critiche a Trump, che avrebbe concesso molto di più di quanto ha ottenuto. Per il Sole il vero vincitore per adesso è la Cina di Xi che ha ottenuto quanto chiedeva da più di un anno ma che Washington si era sempre rifiutata di concedere, ossia l’arresto del programma missilistico nord coreano e la sospensione delle esercitazioni militari congiunte Usa-Corea del Sud. Preoccupazione in Corea del Sud per le concessioni a Kim. Giappone alla finestra: si parla di un accordo da valutare nel tempo. Rampini, su Repubblica, parla del vertice più improbabile della storia, per la coreografia sorprendente, il clima surreale, il trionfalismo di Trump. Gaggi, sul Corriere, parla invece di Trump come uno scardinatore di equilibri di successo,ma col suo nazionalismo affaristico sta ottenendo quello che vuole: disinnescare la mina nordcoreana, costringere sulla difensiva i Paesi in attivo negli scambi con gli Usa e smantellare l’architettura delle relazioni internazionali del dopoguerra. Meglio il disordine mondiale. Prossima mossa, la riappacificazione con Putin.
Conte cerca alleati in vista del vertice Ue per modificare i trattati di Dublino: missione all'Eliseo e dalla Merkel (Messaggero p.3). Ma l'incontro con Macron potrebbe essere in discussione dopo l'attacco di En Marche all'Italia, anche se l'Eliseo punta ancora al dialogo con Roma (Stampa). Attal, portavoce di En Marche, a Repubblica prova a smorzare: “Ho detto 'vomitevole' perchè non si gioca con le vite. Forse ho usato parole sbagliate, ma ero sotto shock. L'Italia va aiutata, ma una soluzione può essere solo europea”. Per tornare al tavolo con la Francia, Conte chiede una telefonata di scuse, e intanto prova a fare sponda con gli Usa per indebolire Francia e Germania (Stampa e altri). Il ministro degli Esteri spagnolo Borrell alla Stampa: “Il problema dell'immigrazione non può essere di un singolo Stato, se l'Ue ha una frontiera esterna comune è una frontiera europea comune. Non condivido la linea del ministro italiano, che però è stato votato con un preciso programma sull'immigrazione. La nostra mossa di accogliere Aquarius è il tentativo di generare un'azione sui problemi migratori, per obbligare la Ue a cambiare. O troviamo una soluzione al sistema obsoleto dei trattati di Dublino o è il sistema Schengen che crollerà”.

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